GIOVANNI CATAPANO
UNIVERSITÀ DI
PADOVA
LA FILOSOFIA NELLA TARDA ANTICHITÀ LATINA
COORDINATE
CRONOLOGICHE:
II-VII SEC.
LINGUISTICHE:
LATINO
RELIGIOSE:
PAGANESIMO,
CRISTIANESIMO
IL PLATONISMO LATINO TARDOANTICO: CARATTERISTICHE
Differenze con il platonismo greco tardoantico
- Il ruolo maggiore delle arti liberali e il
ruolo minore del paganesimo
- Assenza di scuole di filosofia
IL PLATONISMO LATINO TARDOANTICO: AUTORI E OPERE
Apuleio (II sec.)
De Platone et
eius dogmate
De deo
Socratis
Calcidio
(IV sec.)
Commento al
Timeo
Mario Vittorino
(IV sec.)
De
generatione
divini verbi
Adversus
Arium
De
homoousio
recipiendo
Macrobio
(IV-V sec.)
Commentarii
in Somnium
Scipionis
Marziano
Capella (V sec.)
De nuptiis
Philologiae et
Mercurii
MACROBIO E LA DOTTRINA DELLE TRE IPOSTASI
«Dio, che è ed è chiamato la Causa Prima, è
unico principe (princeps) e origine di tutte le
cose, sia quelle che sono sia quelle che
sembrano essere. Egli, per la sovrabbondante
fecondità della sua maestà, ha procreato
(creavit) da sé una mente. Questa mente, che
si chiama nous, nella misura in cui fissa il suo
sguardo sul padre, conserva una piena
somiglianza con il suo autore, mentre invece
procrea da sé un'anima volgendosi a guardare
le cose posteriori.A sua volta, l'anima, nella
misura in cui mira il padre, si riveste, e invece
a poco a poco, ritornando con lo sguardo alla
costruzione (fabricam) dei corpi, degenera, lei
che è incorporea.» (Comm. Somn. Scip., I, 14,
6-7)
Diversi diversa patres sed hic omnia dixit / Romano eloquio mystica ssensa tonans
MAESTRO DEL LATERANO
CA. 600
BIBLIOTECA DEL PALAZZO
LATERANO, ROMA
SANT'AGOSTINO
AGOSTINO: L'UOMO DELLE CONFESSIONES E I SUOI SCRITTI
L'uomo delle Confessiones
- Il racconto della sua vita
- Un autodidatta della
filosofia
- La conversione
Le opere e gli impegni ecclesiastici
- I Dialogi
- Le opere del periodo
episcopale
AGOSTINO: FEDE E ILLUMINAZIONE
La confutazione dello scetticismo accademico
- Qualcosa si può conoscere
con certezza
- Il valore della cultura liberale
- Dalla fede alla comprensione
- Si enim fallor, sum
Autorità e ragione, fede e comprensione
I segni e l'illuminazione: il De magistro
- Definizioni di segno:
- «ciò che presenta sia sé
stesso al senso che qualcosa
oltre sé stesso all'animo»
(De dialectica, 5)
- «una cosa che, oltre
all'aspetto che porge ai sensi,
a partire da sé fa venire al
pensiero qualcos'altro» (De
doctrina christiana, II, 1, 1)
AGOSTINO: MALE MORALE, LIBERO ARBITRIO E PREDESTINAZIONE
Contro il manicheismo
- Il male secondo il manicheismo
- La confutazione del manicheismo
L'origine del male e il libero arbitrio
- Se Dio è buono, da dove deriva il male?
- Il peccato deriva dal libero arbitrio
- Il peccato originale
La polemica antipelagiana e l'esaltazione della grazia
- Contro il pelagianesimo
- La necessità della grazia
- La predestinazione
AGOSTINO: IL TEMPO E LE RAGIONI CAUSALI DELLE CREATURE
La creazione «in principio»
- Il principio di tutto è il Verbo divino
- Eternità di Dio e temporalità delle creature
- Il tempo come tensione dell'animo
I «giorni» della creazione
- Come leggere i sei giorni della creazione
- Le ragioni causali
Dio e le categorie
- La grandezza si dice di Dio nel senso
della sostanza
- Sostanza e relazione
AGOSTINO: IL DE TRINITATE
La struttura trinitaria della mente umana
- Mente, conoscenza e amore
- La distinzione tra conoscere e
pensare
- Memoria, intelligenza e volontà
- La parola interiore
AGOSTINO: IL DE CIVITATE DEI
- Genesi e piano del De civitate dei
La visione cristiana del rapporto tra religione e politica
- Lo Stato e la giustizia
- Definizioni di popolo
- «un'unione [di molte persone] associata
dall'accordo del diritto e dalla
comunanza dell'utilità» (Cicerone, De re
publica, apud Agostino, De civitate dei, II,
21)
- «l'unione di un gran numero di esseri
ragionevoli, associata dalla concorde
comunanza delle cose che ama» (De
civitate dei, XIX, 24)
- Città di Dio e città terrena
- Le due città mistiche
- La pace e la virtù
SEVERINO BOEZIO: LA VITA E LE OPERE
La vita (ca. 476-ca. 525)
Le opere
- Traduzioni e commenti
- Di Porfirio, Isagoge
- Di Aristotele, Categorie e De interpretatione
- I trattati di logica (spec. De hypotheticis syllogismis e De topicis differentiis)
- Gli opuscoli teologici
- De sancta trinitate
- Utrum Pater et Filius et Spiritus sanctus de divinitate substantialiter
praedicentur
- Quomodo substantiae in eo, quod sint, bonae sint, cum non sint substantialia
bona
- De fide catholica
- Contra Eutychen et Nestorium
- Definizione di persona: «sostanza indivisibile di natura ragionevole»
- La Philosophiae consolatio
SEVERINO BOEZIO: LA LOGICA
Il problema degli universali nel secondo commento all'Isagoge
- Gli universali non esistono fuori
dalla mente
- L'astrazione per somiglianza
Definizioni
- Specie = «il pensiero raccolto
dalla somiglianza sostanziale tra
individui numericamente diversi»
- Genere = «il pensiero raccolto
dalla somiglianza tra specie»
SEVERINO BOEZIO: L'ONTOLOGIA DEL DE HEBDOMADIBUS
Come le sostanze sono buone in ciò che sono
Le nove proposizioni
La distinzione tra l'essere e ciò che è
Solo una sostanza può avere proprietà accidentali
La bontà sostanziale dei beni non sostanziali
L'essere delle cose deriva dal Bene assoluto
LE REGOLE DEL DE HEBDOMADIBUS
- Una concezione comune dell'animo è un enunciato che
ognuno approva avendolo udito.
- L'essere è diverso da ciò che è; l'essere stesso infatti ancora
non è, mentre ciò che è, ricevuta la forma dell'essere, è e
sussiste concretamente (consistit).
- Ciò che è, può partecipare a qualcosa, ma l'essere stesso non
può in alcun modo partecipare a qualcosa.
- Ciò che è, può possedere qualcosa oltre a ciò che esso stesso
è; l'essere stesso, invece, non possiede nient'altro di aggiunto
oltre a sé.
- Essere soltanto qualcosa è diverso da essere qualcosa in ciò
che è; lì infatti è significato l'accidente, qui la sostanza.
- Tutto ciò che è, partecipa a ciò che è l'essere, per essere;
partecipa invece ad altro, per essere qualcosa.
- Ogni cosa semplice possiede il proprio es- sere e ciò che è
come una cosa sola.
- Per ogni cosa composta, altro è l'essere, altro è la cosa stessa.
- Ogni diversità è discorde, la somiglianza invece va desiderata;
e ciò che desidera un'altra cosa, si mostra essere
naturalmente tale, quale è quella cosa stessa che esso
desidera.
SEVERINO BOEZIO: LA PHILOSOPHIAE CONSOLATIO
Una delle opere più lette e diffuse del Medioevo
La vera felicità
- Definizione di felicità:
«stato reso perfetto
dalla riunione di tutti
i beni» (III, pr. 2)
- Il bene perfetto è
Dio stesso
- La felicità avvicina a
Dio e il male è nulla
La giusta retribuzione di buoni e malvagi
Provvidenza e fato
- Definizione di
provvidenza: «la
forma immobile e
semplice delle cose
da compiere» (IV, pr.
6)
- Definizione di fato:
«il nesso mobile e
l'ordine temporale
delle cose che la
semplicità divina ha
disposto che siano
compiute» (ibid.)
Il caso e la libertà dell'arbitrio
- Definizione di caso:
«un evento inatteso
derivante da cause
confluenti nelle cose
che si compiono per
qualche scopo» (V,
pr. 1)
La prescienza divina
Necessità assoluta e necessità condizionata
- L'apparente
incompatibilità tra
libertà umana e
onniscienza divina
- Dio conosce le cose
simultaneamente
- Definizione di
eternità: «il
possesso
simultaneamente
totale e perfetto di
una vita
interminabile» (V,
pr.3
Anicu. manlit, Seuerini, Boe
nierconfilarfordine, par
cui. philotopince sformonef lit
Tim' inerprt :
onda fhidro floreme per
flebilif ben meftof co
ma
gor intre modes.
& cce m tacere diétant feberba camque.
& Turf clear flexib; ova ridant. denatura
" affaire null porur puince troz.
4. enfim commel plequerent iter.
G la felwerf di miridifq; muene:
S"olan" melli ne mea fata fenil.
V enn ent ypara malif topma fenel.
1
v dotor- erate muffe Teffe fua.
ntepefhur fundutre urice cant.
Yttremit effeto cor pe lara cui ...
A ort hommufely: g fe needalesbanm
1
nferri. emeth repe uocarament.
I heu q funda mifero adnat aure:
& t Heimrefoctof claude feuanegar.
Grometal.
vianb; male fida boni fortuna Guier.
you Ho caya wirthi'm ferar hora me.
Je ga fallace muraux nubila uuliv
felong pelamis na
L'ame felice cotienfractali amhier.
111 cecıdır. flabili ni erar, glabv.
Phuofopina toquit ad boernr.
in habitu mulierif:
ec du mecu racitufipfe repu
LA PERSONIFICAZIONE DELLA FILOSOFIA
«Mi sembrò che si ergesse sopra al mio capo una donna dal volto assai venerando,
dagli occhi scintillanti e penetranti oltre la comune capacità umana, dal colorito
vivace e dall'inesausto vigore, per quanto così carica d'anni che in nessun modo si
poteva crederla della nostra epoca. La sua statura era difficile da valutare. ora infatti si
manteneva entro la comune misura umana, ora sembrava invece toccare il cielo con
la sommità del capo; quando poi lo levava più in alto, penetrava anche il cielo stesso
ed eludeva la vista degli uomini che la guardavano. Le sue vesti erano intessute, con
fine maestria, di sottilissimi fili d'una materia indistruttibile, e, come poi seppi dalle
sue parole, lei stessa le aveva ordite con le proprie mani; una sorta di caligine di
negletta vetustà velava la loro bellezza, come accade ai dipinti anneriti dal fumo.
Nell'orlo estremo, in basso, si leggeva ricamata una Pi greca, in quello superiore,
invece, una Theta, e tra una lettera e l'altra si vedevano disegnati, alla maniera di una
scala, alcuni gradini, per mezzo dei quali si poteva salire dalla lettera inferiore a quella
superiore. Le mani di alcuni violenti avevano tuttavia strappato quella stessa veste e
ne avevano sottratti quanti brandelli avevano potuto. e con la destra reggeva dei
libretti, con la sinistra uno scettro» (Philosophiae consolatio, I, pr. 1, trad. it. di B.
Chitussi).
LE OPERE ENCICLOPEDICHE
Cassiodoro (ca. 485-ca. 580)
- Institutiones divinarum et
saecularum litterarum
Isidoro di Siviglia (ca. 560-636)
- Etymologiarum sive Originum
libri