Intorno al concetto di romanzo: evoluzione e origini della filologia romanza

Slide di Università su Intorno al concetto di romanzo. Il Pdf, utile per lo studio delle Lingue a livello universitario, esplora l'evoluzione del termine 'romanzo' dal latino 'romanus' e le origini della filologia romanza e della linguistica storico-comparativa.

Mostra di più

19 pagine

Intorno al concetto di romanzo (rinvio al manuale di Beltrami, pp. 112 ss.)
Questioni etimologiche
Bisogna partire dall’agg. lat. romanus ‘di Roma, romano’
212 d.C.: l’imperatore Caracalla concede la cittadinanza romana a tutti i sudditi dell’Impero
→ l’agg. romanus assume dunque, a quel punto, un significato politico
(ogni suddito dell’impero è ‘cittadino romano’: gode degli stessi diritti di un cittadino dell’Urbe)
Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente (476 d.C.)
l’agg. romanus perde la connotazione politica (Roma non è più il centro istituzionale del mondo…)
e assume una connotazione esclusivamente culturale e linguistica
(romanus = ‘romano per lingua, tradizioni, cultura’; cioè non germanicus, non genericamente barbarus)
In testi che risalgono all’inizio dell’Età Carolingia (cioè ai primi del IX sec.) troviamo l’espressione
romana lingua = ‘lingua parlata da chi abita i territori dell’ex Impero romano d’Occidente
(nel caso specifico la Francia) ed è quindi di lingua, cultura, tradizione romana
in opposizione a
theothisca (lingua) = ‘lingua parlata dalle popolazioni germaniche; lingua tedesca’
[i sudditi dell’impero carolingio parlavano infatti sia lingue neolatine (o romanze)
sia lingue di ceppo tedesco]

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Questioni etimologiche del romanzo

Intorno al concetto di romanzo (rinvio al manuale di Beltrami, pp. 112 ss.) Bisogna partire dall'agg. lat. romanus 'di Roma, romano' 212 d.C .: l'imperatore Caracalla concede la cittadinanza romana a tutti i sudditi dell'Impero -> l'agg. romanus assume dunque, a quel punto, un significato politico (ogni suddito dell'impero è 'cittadino romano': gode degli stessi diritti di un cittadino dell'Urbe) Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.) -> l'agg. romanus perde la connotazione politica (Roma non è più il centro istituzionale del mondo ... ) e assume una connotazione esclusivamente culturale e linguistica (romanus = 'romano per lingua, tradizioni, cultura'; cioè non germanicus, non genericamente barbarus)In testi che risalgono all'inizio dell'Età Carolingia (cioè ai primi del IX sec.) troviamo l'espressione -> romana lingua = 'lingua parlata da chi abita i territori dell'ex Impero romano d'Occidente (nel caso specifico la Francia) ed è quindi di lingua, cultura, tradizione romana' in opposizione a theothisca (lingua) = 'lingua parlata dalle popolazioni germaniche; lingua tedesca' [i sudditi dell'impero carolingio parlavano infatti sia lingue neolatine (o romanze) sia lingue di ceppo tedesco]-> con l'espressione romana lingua gli autori carolingi intendono una lingua parlata che riecheggia il latino (che era stata appunto la lingua dei romani) ma che non coincide con il latino che si studia nelle grammatiche (imparato da uomini di chiesa, notai, giudici, ecc.). latina lingua # romana lingua Proprio nell'Età Carolingia si acquisisce definitivamente la consapevolezza della differenza che c'è tra il latino, impiegato ormai quasi esclusivamente nella scrittura, dalle poche persone che sanno scrivere, e la romana lingua, che invece è la lingua parlata comunemente, da tutti.

Gli aggettivi romanus e romanicus

Gli aggettivi romanus e romanicus Nella lingua latina, accanto all'agg. romanus esisteva l'agg. romanicus (derivato dalla base roman- + suff. - icus). Lo usa già Catone il Censore (III-II sec. a.C.). romanicus era di registro più basso e colloquiale rispetto a romanus: romanicus = 'qualcosa / qualcuno che ha a che fare con i romani; di tipo romano' Alla fine dell'Impero, anche l'agg. romanicus (come romanus) perse la connotazione politica per assumere un significato culturale e linguistico ->L'aggettivo latino romanicus ha come la gran parte degli aggettivi un avverbio corrispondente, che è romanice 'alla maniera romana'. Questo avverbio romanice alla fine dell'Impero romano / inizio Alto Medioevo era impiegato per definire il 'parlare alla maniera degli abitanti dell'ex impero di Roma', in una lingua che non è più il latino (avevano questo significato espressioni del tipo romanice parabolare / fabulare / loqui). Proprio dall'avv. lat. romanice nel Medioevo derivano i sost. afr. e a prov. romanz -s 'lingua volgare francese', 'lingua volgare provenzale' e, utilizzato ancora oggi, il sost. ladino roumantsch 'romancio', lingua ufficiale del Canton Grigioni, di tipo ladino [Schema derivativo: lat. ROMANICE > roman(i)ce > a.fr. a.prov. romanz, romans, lad. roumantsch]-> romanz, -s è il sostantivo con cui, ancora all'inizio del basso Medioevo (cioè dopo il Mille), i parlanti antico francese e antico provenzale identificavano la propria lingua materna Cfr. Guglielmo IX d'Aquitania (fine XI-inizio XII sec.), Pos de chantar m'es pres talenz, vv. 22-23 «et el prec En Jesu del tron / en romans et en son lati» 'ed egli prega il Signore Gesù del cielo, / in volgare e nel suo latino'Nel XII sec. l'a.fr. romanz, oltre alla lingua francese in sé, passa a indicare per metonimia un 'testo narrativo tradotto dal latino in volgare francese, cioè appunto in romanz [= volgarizzamento]' [cfr. l'espressione a.fr. metre en romanz significa appunto 'tradurre in francese (dal latino)']

Significato di romanz

2. a. Afr. mfr. romanz m. „texte français qui est le résultat d'une traduction ou d'un remaniement d'un texte latin“ (1140-ca. 1260, Z 10, 494), romant (1336), rommans (Bersuire; 1376), apr. romans „texte en langue d'oc traduit du latin“ (13. jh.). Französisches Etymologisches Wörterbuch, s.v. romaniceInsieme al significato tecnico-specialistico (pertinente al lessico della traduzione) di 'volgarizzamento' l'a.fr. romanz acquisisce subito, per estensione semantica, quello più generale di 'opera narrativa di taglio avventuroso-cortese scritta in volgare antico francese' -> e così romanz 'testo narrativo in francese' tout-court. Romanzo, insomma, più o meno come lo intendiamo ancora oggi.Lungo il Duecento l'a.fr. romanz viene acquisito come prestito dai volgari italiani, nelle forme romanzo, ramanzo, romanso (a seconda dell'area dialettale). Nei volgari italiani la parola prende fin da subito gli stessi due significati che aveva in antico francese:

  1. 'testo narrativo, perlopiù di provenienza francese' (significato attestato dal XIII sec.)
  2. 'lingua volgare' (locuz. mettere in romanzo 'tradurre dal latino al volgare') [cfr. TLIO] Molto più avanti, dal XVII-XVIII sec., l'it. romanzo assume il significato più specifico di 'lingua neolatina, derivata dal latino' -> da questa accezione proviene l'agg. romanzo 'relativo alle lingue neolatine' e quindi: filologia romanza 'filologia delle lingue neolatine e dei loro testi'

Ricapitolando la filologia romanza

Ricapitolando. Per come è concepita soprattutto in Italia, la filologia romanza è la disciplina che studia le origini delle lingue neolatine (= romanze) a partire dal latino parlato, il loro mutamento e le loro caratteristiche lungo i secoli e che ricostruisce e interpreta i testi, letterari e non, scritti in quelle lingue. Il periodo storico prediletto dagli studi di filologia romanza è il Medioevo (476-1492). La filologia romanza è una disciplina dalla forte vocazione comparatistica = la cultura romanza medievale aveva caratteristiche fortemente unitarie e le aree romanze erano interconnesse -> il filologo romanzo deve allargare gli orizzonti geografici delle sue indagini predisporsi al confronto continuo tra lingue e letterature di diverse aree del dominio romanzoFuori d'Italia, pur rimanendo centrale l'attenzione per l'età medievale, l'arco cronologico al quale si applicano gli studi di filologia romanza può variare: ad es., nel mondo anglosassone, la Romance Philology (o più largamente Romance Studies) tratta le lingue e le letterature neolatine senza precisazioni cronologiche (= sia medievali, sia moderne). o ancora, nell'Introduzione alla filologia romanza, Erich Auerbach tratta l'origine delle lingue romanze e poi offre un profilo delle loro letterature dalle origini all'Ottocento.

Origini della filologia romanza

Alle origini della filologia romanza (cfr. Renzi-Andreose 2015, cap. 3; Beltrami 2017, capp. 3-5) La filologia romanza come disciplina scientifica (= fondata su un metodo rigoroso e ripetibile, cioè su analisi condotte secondo procedimenti ben precisi) nasce con il Romanticismo (XIX sec., prima metà). I suoi pionieri sono François Raynouard (1761-1836), francese, e Friedrich Diez (1794-1876), tedesco. La filologia romanza nasce come disciplina principalmente linguistica (nasce come linguistica romanza) Sia Raynouard sia Diez sono interessati al problema delle origini delle lingue neolatine: questo loro interesse linguistico muove dalla necessità di comprendere e interpretare meglio le liriche dei trovatori provenzali, delle quali entrambi erano studiosi (legame linguistica-filologia)Contestualizziamo le origini di filologia e linguistica romanza nel panorama culturale europeo di allora. Origini delle lingue europee (neolatine e non) e Romanticismo Il movimento culturale del Classicismo (XVII-XVIII sec.) aveva considerato il cambiamento in chiave negativa: -> deterioramento rispetto al canone classico. Il Romanticismo valorizzava invece il mutamento, l'aspetto evolutivo come manifestazione di progresso, di avanzamento dello Spirito (cfr. l'idealismo hegeliano, fondato sulla dialettica storica). Questo vale anche per le lingue -> con il Romanticismo si comincia a studiare il processo evolutivo delle lingue nella storia (cioè a considerarle nella loro diacronia 'variazione nel tempo'). Per il romantici, l'attenzione al divenire storico va di pari passo con l'attenzione alle origini (dei popoli, delle nazioni, ecc.): le fasi aurorali, i momenti iniziali, sono sempre manifestazioni incontaminate dello Spirito del mondo. -> il mito delle origini (tipico della cultura romantica) riguarda naturalmente anche le lingueIn questo contesto ideologico e culturale nasce e si sviluppa quella che definiamo linguistica storico-comparativa Linguistica storica = studio di una lingua in senso diacronico -> lingua analizzata nel suo sviluppo storico (mutamento) Linguistica comparativa = confronto grammaticale tra lingue diverse ma affini tra loro A partire dal confronto delle loro caratteristiche fonologiche (= suoni: vocali, consonanti) e morfologiche (= forma delle parole: prefissi, suffissi, infissi, desinenze ecc.) si può

  • tracciare un albero genealogico delle lingue evidenziandone le parentele (individuare famiglie linguistiche)
  • ricostruire le caratteristiche fonetiche e morfologiche della lingua base da cui tutte originano, se questa non è attestata

Il metodo storico-comparativo

Il linguista tedesco Franz Bopp (1791-1867) è tra i fondatori del metodo storico-comparativo Lo applica al sistema della coniugazione verbale del sanscrito a confronto con greco, latino, persiano e germanico, nella sua più celebre opera: -> Über das Conjugationssystem der Sanskritsprache in Vergleichung mit jenem der griechischen, lateinischen, persischen und germanischen Sprache, Frankfurt, Andreaischen Buchhandlung, 1816 116 117 Sunftes Rapitel. Conjugation Der perfifoen Sprache und ber alten germanifoben Munds arten. So febr auch an andern Rebetheilen bey ber perfifthjen Sprache die flexionen auffer Gebrauch gelommen, wodurch in ber indifchen und ben ihr verwandten Sprachen wichtige Rebenbeftimmuns gen angedeutet werben, fo laft fich boch vorzüglich an der Beugung ber Beitworter bas enge Band ertennen, welches fie an jene Sprachen anfnupft, beren Conjugationsfyftem wir betrachtet haben. Mit den alten germanifchen Runbarten bietet fie in bem Prinzip ber Mbwandlung ber Beitwörter eine fo auffallenbe liebereinftimmung bar, baf ich fie ber Rurge halber mit benfelben in cine Alaffe ju ftellen mich berechtigt achte. In der perfifden Sprache und in fammtlichen germanifchen Runds arten wird aus der Burgel durch bloge Nubaus gung ber Perfonefennzeichen, die une aus bem Candfrit, wie and dem Bricchifchen und Lateinis schen befannt find, bad tempus praesens abge: Icitet. Doch haben fich biefelben nicht durch: gängig erhalten, fonbern fie werben, wie imt Gricchifchen und Romifchen, zuweilen durch Botas len erfest, balb wird bas Reunzeichen einer bes" frimmten Perfon gemeinschaftliche Endung aller übrigen, wie biefce que folgenden Denfpielen eins leuchten wirb. Son den Burgein Ber, Luf, Sok, Mach, Brenn, fommen im Derfifchen, Mugelfachfifchen, Bothifden, Frantifchen und Selandifchen folgende praesentia : Verf. Ungelf. Both. grant. 36land. 1. Ber-em, Luf-ige, Sokj-a, Mach-on, Brenn-e, 2. -- i, -- ast, Sokj-ais, - - ost, 3. -. ed, -- ath, Sok -eith, - - ot. - -er. Pluralis. 1. Ber-im, Lufiath, Sokj-am, Mach-omes, Brenn-um 2. -- id, - . inth, Sok-eith, - . ot, -ed, 3. -- end, - - jath, Sok-and. - - ont. - -2.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.