Domande e Risposte di Ripaso sull'Educazione Motoria, UNIMORE

Documento dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia su Domande e Risposte di Ripaso. Il Pdf, utile per l'università, presenta un ripasso completo sull'educazione motoria, coprendo motricità, caratteristiche e fattori che la influenzano, con esempi pratici di metodi di insegnamento.

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Domande E Risposte di ripasaso
Educazione motoria (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)
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Domande e risposte
1) Esponi il concetto di motricità
La motricità è il complesso degli innumerevoli movimenti che possono essere realizzati nel rapporto con: l’ambiente, il
mondo degli oggetti e il mondo degli altri.
È una necessità biologica e nei primi anni di vita assume un’importanza enorme ed inequivocabile per
uno sviluppo funzionale e mentale di ogni individuo.
È un supporto indispensabile per lo sviluppo e per la conservazione delle potenzialità raggiunge di volta in
volta.
Attraversa delle fasi di sviluppo che la scienze, almeno in linea generale, ha delineato con buona precisione.
Evolve in maniera diversa da soggetto a soggetto. Per cui tutto non va bene per tutti, ogni IO ha diritto ad una
sua originalità.
Vi è la necessità di stimolarla in modo adeguato e preciso.
Conoscere le sue caratteristiche generali e il suo sviluppo, in funzione delle fasce d’età
2) Descrivi le caratteristiche della Motricità
La motricità si esplica attraverso varie modalità:
Motricità spontanea: quella motricità che accompagna il bambino piccolo, senza bisogno di alcuni insegnamenti,
nei primi anni della sua vita. Permane, per molti aspetti, anche nell’adulto e si manifesta ogni qualvolta non
esistono condizionamenti dovuti dalle inferenze socioculturali provenienti dalla società in cui viviamo.
Motricità di relazione: è quella motricità utilizzata nella normale vita quotidiana che, seppure presenti
connessioni con la motricità spontanea, risente notevolmente dell’influenza sociale e culturale della
società di appartenenza.
Motricità finalizzata: è quella motricità che in genere condiziona l’azione nel mondo del lavoro o, nel nostro caso,
nel mondo sportivo. E’ studiata attraverso tecniche che, nel tempo, sono evolute e si sono specializzate sempre
più.
Due strutture fondamentali sono legate al complesso di movimenti che caratterizza la motricità. Il sistema
nervoso centrale (SNC) a cui si connettono importanti funzioni:
l’equilibrio
la dominanza
la lateralità
la senso-percezione
L’apparato locomotore al quale si collegano:
la struttura ossea-articolare-muscolare
funzione biomeccanica del movimento (studio del movimento)
funzione organica (movimento che influenza gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio)
energetica (movimento che influenza i sistemi di produzione di energia per la contrazione
muscolare)
3) Descrivi i fattori della Motricità
I fattori della motricità del bambino sono:
Il Sistema Sensomotorio: legato allo sviluppo del SNC e all’attività percettiva. Durante e/o dopo l’esecuzione di
un movimento, ogni individuo riceve delle informazioni sensoriali che gli consentono di valutare il risultato
ottenuto rispetto a quello preventivato (feedback). Queste informazioni provengono principalmente da due canali
sensoriali:
Percezione relativa al proprio corpo (attività propriocettive o cinestesiche): consentono di sentire il
proprio corpo: il senso della posizione, il senso del movimento, il senso della forza utilizzata
(impulso di forza).
Percezione relativa ai dati esterni (attività esterocettive): consentono di metterci in comunicazione
con l’ambiente esterno (vista, udito, tatto). Ad esempio, ci permettono di percepire le caratteristiche
di un attrezzo di gioco come la direzione/spostamento di un attrezzo, la traiettoria di un attrezzo, la
velocità o altezza di un attrezzo, lo spostamento dei compagni o degli avversari; Inoltre, soprattutto
la vista, ci consente di verificare il risultato della nostra azione, cioè se era corretta ed efficace o
meno, cioè se il gesto eseguito si è realizzato così come noi volevamo oppure no. Questo aspetto,
di verifica sul gesto eseguito, è molto importante perché permette di correggere ciò che non ha
funzionato e di rafforzare ciò che è stato efficace.
Feedback: l’uso delle informazioni di ritorno (interne ed esterne)) richiede consapevolezza, esperienza,
capacità di utilizzare le informazioni sensoriali. È un cammino lungo e paziente, soprattutto con allievi
giovani. L’età degli allievi, infatti, ha un’influenza non trascurabile su questi aspetti: più l’allievo è
giovane,meno sarà in grado di elaborare informazioni e, preferibilmente, userà il canale visivo rispetto a
quello uditivo. Quindi con i giovanissimi è meglio dimostrare il movimento piuttosto di spiegarlo
verbalmente. Con i piccoli, l’educatore dovrà:
contribuire alla formazione di programmi motori (traduzione mentale di un gesto) efficaci,
attraverso una corretta scelta e organizzazione delle attività
Saper incrementare le capacità di interpretare le sensazioni interne (propriocettive) legate al
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Domande e Risposte

1) Esponi il concetto di motricità La motricità è il complesso degli innumerevoli movimenti che possono essere realizzati nel rapporto con: l'ambiente, il mondo degli oggetti e il mondo degli altri.

  • È una necessità biologica e nei primi anni di vita assume un'importanza enorme ed inequivocabile per uno sviluppo funzionale e mentale di ogni individuo.
  • È un supporto indispensabile per il sviluppo e per la conservazione delle potenzialità raggiunge di volta in volta.
  • Attraversa delle fasi di sviluppo che la scienze, almeno in linea generale, ha delineato con buona precisione.
  • Evolve in maniera diversa da soggetto a soggetto. Per cui tutto non va bene per tutti, ogni IO ha diritto ad una sua originalità.
  • Vi è la necessità di stimolarla in modo adeguato e preciso.
  • Conoscere le sue caratteristiche generali e il suo sviluppo, in funzione delle fasce d'età

2) Descrivi le caratteristiche della Motricità La motricità si esplica attraverso varie modalità:

  • Motricità spontanea: quella motricità che accompagna il bambino piccolo, senza bisogno di alcuni insegnamenti, nei primi anni della sua vita. Permane, per molti aspetti, anche nell'adulto e si manifesta ogni qualvolta non esistono condizionamenti dovuti dalle inferenze socioculturali provenienti dalla società in cui viviamo.
  • Motricità di relazione: è quella motricità utilizzata nella normale vita quotidiana che, seppure presenti connessioni con la motricità spontanea, risente notevolmente dell'influenza sociale e culturale della società di appartenenza.
  • Motricità finalizzata: è quella motricità che in genere condiziona l'azione nel mondo del lavoro o, nel nostro caso, nel mondo sportivo. E' studiata attraverso tecniche che, nel tempo, sono evolute e si sono specializzate sempre più.

Due strutture fondamentali sono legate al complesso di movimenti che caratterizza la motricità. Il sistema nervoso centrale (SNC) a cui si connettono importanti funzioni:

  • l'equilibrio
  • la dominanza
  • la lateralità
  • la senso-percezione

L'apparato locomotore al quale si collegano:

  • la struttura ossea-articolare-muscolare
  • funzione biomeccanica del movimento (studio del movimento)
  • funzione organica (movimento che influenza gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio)
  • energetica (movimento che influenza i sistemi di produzione di energia per la contrazione muscolare)

Fattori della Motricità

3) Descrivi i fattori della Motricità I fattori della motricità del bambino sono: Il Sistema Sensomotorio: legato allo sviluppo del SNC e all'attività percettiva. Durante e/o dopo l'esecuzione di un movimento, ogni individuo riceve delle informazioni sensoriali che gli consentono di valutare il risultato ottenuto rispetto a quello preventivato (feedback). Queste informazioni provengono principalmente da due canali sensoriali:

  • Percezione relativa al proprio corpo (attività propriocettive o cinestesiche): consentono di sentire il proprio corpo: il senso della posizione, il senso del movimento, il senso della forza utilizzata (impulso di forza).
  • Percezione relativa ai dati esterni (attività esterocettive): consentono di metterci in comunicazione con l'ambiente esterno (vista, udito, tatto). Ad esempio, ci permettono di percepire le caratteristiche di un attrezzo di gioco come la direzione/spostamento di un attrezzo, la traiettoria di un attrezzo, la velocità o altezza di un attrezzo, lo spostamento dei compagni o degli avversari; Inoltre, soprattutto la vista, ci consente di verificare il risultato della nostra azione, cioè se era corretta ed efficace o meno, cioè se il gesto eseguito si è realizzato così come noi volevamo oppure no. Questo aspetto, di verifica sul gesto eseguito, è molto importante perché permette di correggere ciò che non ha funzionato e di rafforzare ciò che è stato efficace.
  • Feedback: l'uso delle informazioni di ritorno (interne ed esterne)) richiede consapevolezza, esperienza, capacità di utilizzare le informazioni sensoriali. È un cammino lungo e paziente, soprattutto con allievi giovani. L'età degli allievi, infatti, ha un'influenza non trascurabile su questi aspetti: più l'allievo è giovane,meno sarà in grado di elaborare informazioni e, preferibilmente, userà il canale visivo rispetto a quello uditivo. Quindi con i giovanissimi è meglio dimostrare il movimento piuttosto di spiegarlo verbalmente. Con i piccoli, l'educatore dovrà:
    • contribuire alla formazione di programmi motori (traduzione mentale di un gesto) efficaci, attraverso una corretta scelta e organizzazione delle attività
    • Saper incrementare le capacità di interpretare le sensazioni interne (propriocettive) legate al Scaricato da Maria Grasso (vk69pbqrjf@privaterelay.appleid.com) 1proprio corpo
    • Saper influenzare positivamente le capacità di selezionare l'informazione in modo corretto dall'ambiente esterno per poter condurre al termine nel modo migliore i movimenti da realizzare

Schemi Motori e Posturali di Base

4) Esponi gli schemi motori e posturali di base e programma interventi educativi per il loro sviluppo Gli Schemi Motori e Posturali di Base (SMB e SPB) rappresentano gli elementi semplici o unità di base, del movimento volontario. Sono chiamati di base perché appaiono per primi nello sviluppo dell'individuo e diventano patrimonio originario dell'adulto.

  • Schemi Motori di Base: strisciare, rotolare, afferrare, arrampicare, portare, camminare, correre, saltare, lanciare/gettare, calciare.
  • Schemi Posturali di Base: flettere, piegare, addurre, abdurre, ruotare, slanciare, circondurre, torcere.

SMB e SPM sono importanti perché impegnano le capacità motorie coordinative e condizionali. Devono essere sviluppati secondo il criterio della polivalenza e della multilateralità. Esempi:

Strisciare

  • Esercizi Strisciare per la palestra avanti, indietro, a destra e a sinistra Strisciare trasportando un conetto sulla schiena evitando di farlo cadere Strisciare per la palestra sulla schiena
  • Esercitazione Percorso a squadre: I bambini partono correndo per un tratto, arrivati ad un cerchio devono inginocchiarsi e procedere a carponi passando sotto a due panche
  • Applicazione ludica Strega ghiaccio: Un bambino è la strega e gli altri bambini devono scappare da lui. Se i bambini vengono toccati dalla strega si ghiacciano, rimanendo a gambe divaricate. I compagni possono liberare "i ghiacciati" strisciando fra le loro gambe

Rotolare

  • Esercizi
    • Far eseguire la capovolta su un materasso
    • Far eseguire la ruota
  • Esercitazione
    • Percorso a squadre: I bambini divisi in due squadre devono correre fino al materasso, eseguire una capovolta, correre fino al pallone e tentare di fare canestro
  • Applicazione ludica
    • Staffetta a rotolo: I bambini devono essere divisi in squadre con lo stesso numero di componenti. I bambini devono essere disposti lungo una linea in maniera equidistante. I bambini devono rotolare fino al compagno successivo. Vince la squadra che finisce per prima
    • Percorso a squadre: I bambini, divisi in squadre, corrono fino al materasso, fanno una capovolta, saltellano fino al cono, eseguono una ruota e tornano indietro saltellando come una rana

Carico Motorio

5) Descrivi il carico motorio L'espressione carico motorio definisce quell'insieme di attività predisposte dall'istruttore, dall'allenatore o dall'insegnante, che superano il livello di sollecitazione motoria insito nei gesti comuni e nei movimenti della vita quotidiana. Il carico motorio ha come fine essenziale quello di:

  • Stimolare le funzioni e potenzialità psicofisiche
  • Sviluppare i prerequisiti per un ottimale atto motorio.

Due sono i principi fondamentali a cui il carico motorio si deve conformare:

  • Principio della polivalenza: Consiste nello stimolare gli schemi motori integrandoli con le altre aree della personalità (cognitiva, affettiva e sociale) in modo che l'applicazione motoria possa assumere valenza e validità diverse e non standardizzate (correre, lanciare, saltare)
  • Principio della multilateralità: Consiste nella scelta di mezzi (giochi, percorsi, circuiti, ecc.) e di esercizi i più diversi e variati, al fine di affinare il maggior numero possibile di schemi motori, costruendo abilità motorie generali significative, per qualità e quantità, in modo tale da poterle utilizzare anche nell'acquisizione di abilità motorie delle specifiche discipline sportive.

Nella fascia d'età che abbraccia i 6 - 12 anni, il carico motorio può dirsi polivalente e multilaterale se presenta una continua variazione di contenuti (esercizi) e mezzi tale da garantire un ampio sviluppo della motricità di base (abilità generali) come base di lancio per un corretto e proficuo avviamento allo sport.

Progressione da Capacità ad Abilità

6) Descrivi la progressione da capacità ad abilità e illustra delle possibili progressioni didattiche per il loro sviluppo L'apprendimento delle abilità motorie richiede un processo addestrativo basato su un numero elevato di ripetizioni, che però non sono sufficienti per garantire l'ottimale sviluppo delle abilità. Le ripetizioni, infatti, servono per memorizzare programmi motori efficaci e per reagire con successo alle varie situazioni motorie che si presentano. È anche necessario che le abilità vengano apprese in modo consapevole, come se fossero elementi di un linguaggio (linguaggio motorio) da poter combinare insieme per creare risposte e gesti nuovi rielaborando ciò che si è appreso in precedenza. In tal modo sarà possibile, all'allievo, poter esprimere la massima potenzialità tramite il Scaricato da Maria Grasso (vk69pbqrjf@privaterelay.appleid.com) 2controllo e l'utilizzo creativo del bagaglio motorio che costituisce la sua esperienza. In tal senso deve essere interpretato il concetto di "transfer motorio", cioè la capacità di realizzare movimenti efficaci utilizzando esperienze già sperimentate per risolvere compiti motori differenti o parzialmente diversi. È il concetto di adattamento e/o trasformazione dei movimenti, cioè la capacità di mettere insieme le esperienze già consolidate e di rielaborarle alla luce del compito motorio attuale e di parametri come quelli di spazio, velocità, ritmo e distanze.

Fasi dell'Apprendimento Motorio

7) Descrivi le fasi dell'apprendimento motorio L'apprendimento motorio non è un fenomeno limitato solo a pochi momenti favorevoli nella vita di un individuo, ma può avvenire a qualunque età. La teoria distingue varie fasi nell'apprendimento di un'abilità:

  • fase di coordinazione grezza (del principiante o verbale-cognitiva): è una fase in cui l'intervento della coscienza è ancora forte, l'azione avviene in maniera imprecisa e l'obiettivo essenziale è quello di pervenire ad una forma grossolana del movimento da eseguire. Comporta essenzialmente la comprensione del compito (vera fase di apprendimento)
  • fase di coordinazione fine (o intermedia): la pratica è di maggiore qualità, l'intervento mentale e cosciente è minore, le scelte di tempo e la fluidità di esecuzioni sono via via maggiori, fino ad approssimare un livello abbastanza fine di coordinazione. L'allievo migliora la qualità di feedback interno e riesce a riconoscere da sé gli errori e le imprecisioni. Bisogna innalzare ancora di più il livello di efficacia della realizzazione motoria. L'educatore si trova di fronte a processi motori più complessi, con sensazioni molto più precise, che vanno rese sempre più informative e utili per l'autocorrezione. in questo caso si dovrà preferire una pratica variabile e non ripetitiva.
  • fase di coordinazione avanzata o consolidamento coordinazione fine (stabilizzazione o disponibilità variabile): è la fase più elevata dell'apprendimento, l'abilità viene eseguita in forma automatizzata, con la possibilità di distogliere l'attenzione dall'abilità in sé per spostarla su altri aspetti (controllo di singoli particolari, soluzioni innovative, finte, visione di gioco,ecc ... ). è la capacità di cambiare e adattare il programma motorio ha la modificazione improvvisa della situazione o delle condizioni esterne (diverse da quelle abituali nelle quali si è appreso il movimento) per cui il risultato del movimento non cambia (efficacia) o cambia poco (tale livello, nella fascia d'età tra i 6-11 anni, si sviluppa solo parzialmente).

L'istruttore non può comportarsi nello stesso modo nelle tre fasi dell'apprendimento motorio, ma, conoscendole, deve attuare una didattica che aiuti l'allievo a realizzarle al meglio delle sue potenzialità. tuttavia gli interventi dell'allenatore non sono sufficienti perché i fattori che condizionano l'apprendimento sono numerosi. triestine vengono evidenziati quelli fondamentali nello schema sottostante.

FATTORI che influenzano l'Apprendimento Motorio

  • talento dell'allievo
  • motivazione ad apprendere
  • esperienze ambiente
  • qualità del processo didattico (intervento dell'istruttore)

Essere motivati ad apprendere è ben diverso che essere motivati a gareggiare. L'apprendimento è un fatto personale, la motivazione ne è l'elemento essenziale e il feedback è essenziale per chi impara.

Pratiche Educative nelle Fasi dell'Apprendimento Motorio

8) Descrivi le pratiche educative da adottare nelle fasi dell'apprendimento motorio

Fase di coordinazione grezza

Cosa deve fare l'educatore/allenatore/insegnante:

  • aiutare i ragazzi verbalmente e visivamente a comprendere il compito motorio · offrire pochi feedback, ma determinanti per la coordinazione globale del gesto
  • agevolare l'assimilazione e l'acquisizione di movimenti o, in prevalenza, di parti di movimenti, precedentemente non posseduti
  • interpretazioni sulle parti del movimento che l'allievo non può vedere visivamente
  • favorire una pratica stabile e costante con indicazioni semplici orientate più all'esecuzione dell'abilità che non all'efficacia

Fase di coordinazione fine (o intermedia)

Cosa deve fare l'educatore/allenatore/insegnante:

  • fornire un feedback meno frequente ma più ricco
  • aiutare la maggiore aderenza alla realtà della rappresentazione mentale del movimento da consolidare
  • deve mantenere elevata la motivazione degli allievi (ad esempio: organizzando situazioni di apprendimento ludiche- giocose)

Fase di coordinazione avanzata o consolidamento coordinazione fine (stabilizzazione o disponibilità variabile)

Cosa deve fare l'educatore/allenatore/insegnante:

  • stimolare gli allievi con attività motorie e giochi che comportino condizioni via via più complesse di esecuzione
  • evitare la ripetizione in condizioni standard degli stessi gesti
  • arricchire, nella variabilità, l'esperienza legata alle singole abilità

Capacità Motorie

9) Descrivi le Capacità Motorie Con il termine capacità motorie s'intende l'insieme delle caratteristiche fisiche o sportive che un individuo possiede e che permette l'apprendimento e l'esecuzione delle varie azioni motorie. Le capacità motorie si classificano in due grandi gruppi:

  • Capacità coordinative si basano su condizioni neurologiche(cioè legate al sistema nervoso), fisiologiche e psicologiche che consentono al soggetto di apprendere-organizzare-controllare e adattare il Scaricato da Maria Grasso (vk69pbqrjf@privaterelay.appleid.com) 3

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