La Destra Storica in Italia: periodo 1861-1876, Terza Guerra d'Indipendenza

Slide sulla Destra Storica in Italia, dal 1861 al 1876. Il Pdf, utile per la scuola superiore, approfondisce la Terza Guerra d'Indipendenza e la questione di Roma Capitale, con testo conciso e immagini esplicative.

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15 pagine

LA DESTRA STORICA: 1861-
1876
Prof.ssa Silvia Aresi

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La Destra Storica: 1861-1876

Prof.ssa Silvia AresiLa Destra storica

Quintino
Sella (Piemonte)
Stefano Jacini
(Lombardia)
Marco Minghetti
(Emilia - Rom.)
Bettino Ricasoli
(Toscana)

  • Lo schieramento politico che governò l'Italia
    dal 1861 al 1876 fu la cosiddetta Destra
    storica (dalla posizione del Parlamento che
    occuparono solitamente)
  • Era un gruppo dirigente formato da membri
    provenienti da famiglie di grandi
    proprietari terrieri, spesso aristocratici
  • Essi provenivano soprattutto da Piemonte,
    Lombardia, Toscana, mentre era minore la
    presenza politica dei meridionali
  • Politicamente la Destra storica rappresentava
    un centro moderato-conservatore
    I veri conservatori erano tuttavia rimasti
    fuori dalle istituzioni: erano i clericali e i
    nostalgici dei regimi rovesciati dall'unificazione

L'Italia dopo il 1861

I problemi del nuovo Stato

Riorganizzazione
amministrativa

Arretratezza
economica

I PROBLEMI
DELL'ITALIA
UNITA

Debito
pubblico

Analfabetismo

L'unità è stata conquistata, ma l'Italia comincia la sua storia carica di
problemi: bisogna organizzare e unificare l'amministrazione, sviluppare
l'economia, specie nel Meridione, far fronte a un disastroso debito
pubblico, istruire una popolazione largamente analfabeta.
Il compito che attende i governi della Destra storica è quindi molto difficile.

I problemi principali dell'Italia unita

DESTRA STORICA
di matrice cavouriana

problemi
infrastrutturali

problemi
economici

problemi
socio-economici

mancanza di una rete
di comunicazioni
(strade, ferrovie)

debito pubblico

arretratezza delle
regioni del Sud
e malcontento sociale

investimenti pubblici

alta tassazione

lotta al brigantaggio

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Pearson Italia spa

L'accentramento politico amministrativo

DESTRA STORICA

piemontizzazione

accentramento
amministrativo

  • estensione a tutti
    gli stati italiani della
    legislazione sabauda
  • riferimento al modello
    francese napoleonico
  • rifiuto della prospettiva
    federalista

Leggi di unificazione
amministrativa (1865)

  • leggi comunali e provinciali
  • sistema scolastico (Legge Casati, 1859)
  • ordinamento amministrativo
  • codice civile, di commercio, di navigazione

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Pearson Italia spa

Il primo problema che si trovarono a dover affrontare fu quello di rendere
effettivamente unitario, sul piano amministrativo e legislativo, uno Stato che si era
formato "inglobando" successivamente una serie di entità totalmente disomogenee:
il governo optò per un'organizzazione rigidamente centralista

  • La Destra avviò la realizzazione di una sistema amministrativo che manteneva
    ogni potere a livello centrale, ispirandosi al modello della Francia di Napoleone.
  • Fu estesa a tutto il paese la legge comunale e provinciale piemontese, istituendo
    con un regio decreto la figura del prefetto, un rappresentante diretto del governo
    posto a capo di ciascuna delle 59 province in cui fu suddiviso il Regno d'Italia
  • Ai prefetti, nominati dal re e dipendenti dal ministero dell'Interno, era demandato
    il compito di applicare a livello periferico la politica del governo, controllando
    l'operato degli enti locali e garantendo la tutela dell'ordine pubblico.

L'Italia dopo il 1861

I problemi del nuovo Stato

Per raggiungere il pareggio del
bilancio statale (nel 1876) e
recuperare il denaro speso per
gli investimenti pubblici, il
governo inasprisce il sistema
fiscale. Le nuove tasse
vengono imposte sui beni di
consumo e non sui singoli
redditi, le classi sociali più
povere vengono penalizzate.
A generare malcontento è
soprattutto la tassa sul
macinato (1868), che grava
sulla macinazione dei cereali,
quindi sul prezzo del pane.

PATRIOT TISMO DE DE
MACINO

La politica economica

PAREGGIO DI BILANCIO
aumento del prelievo fiscale

POLITICA COMMERCIALE LIBERISTA
apertura alla concorrenza
internazionale

  • trattati commerciali con Francia
    e Gran Bretagna
  • sviluppo delle infrastrutture
    creazione di un mercato
    interno
  • abbattimento di dazi e dogane
  • unificazione monetaria

effetti contraddittori

positivi

  • incremento esportazioni di prodotti agricoli e di semilavorati

negativi

  • concorrenza dei più competitivi prodotti francesi e inglesi
  • crisi del settore industriale nazionale
  • deindustrializzazione del Mezzogiorno

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Pearson Italia spa

Buona parte delle misure adottate finirono per ottenere l'effetto contrario accentuando
il divario tra Nord e Sud della penisola

  • La politica economica liberista dei primi governi dell'Italia unita finì per frenare lo
    sviluppo del Meridione
  • Il regime di libero scambio su scala nazionale finì per tradursi in un predominio del
    sistema industriale del nord, che riuscì a imporre i propri prodotti nel resto della
    Penisola e si accaparrò la quasi totalità delle commesse statali per la costruzione
    delle nuove infrastrutture
  • Il Mezzogiorno vedeva la sua economia sempre più confinata al settore agricolo
    Clima di grave sfiducia e malcontento che sfociò nel fenomeno del brigantaggio tra
    1861 e 1865= bande composte da braccianti e contadini ridotti in miseria, ex militari
    dell'esercito borbonico allo sbando, disoccupati, criminali che misero in atto una
    guerriglia contro i proprietari terrieri e contro l'autorità dello Stato

Le origini della questione meridionale

«Lo Stato non seppe mostrarsi alle popolazioni meridionali come il garante
della giustizia, cioè come quella forza in grado di tutelare i diritti di tutti,
indipendentemente dalle condizioni di ceto o dall'appartenenza familiare e politica.
Sicché la gran massa della popolazione, anziché trasferire la propria fiducia
alle istituzioni liberali, la conservò e la rafforzò nei confronti
dei poteri tradizionali dominanti nella realtà locale: le famiglie proprietarie,
i gruppi, le reti di parentela»
P. Bevilacqua, Breve storia dell'Italia meridionale dall'Ottocento ad oggi, Donzelli

esempi

sistema fiscale più oppressivo
di quello borbonico

sette anni
di leva militare obbligatoria

conseguenze

BRIGANTAGGIO
CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

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Pearson Italia spa

La questione romana

Cavour aveva ribadito la necessità storica e morale per la nazione italiana di
avere come capitale Roma.
Nella formula "libera Chiesa in libero Stato" lo statista piemontese concepiva
i rapporti tra le due istituzioni improntate al reciproco riconoscimento dei
rispettivi ambiti:

  • Il
    papa
    avrebbe
    rinunciato
    al
    potere
    temporale
    per dedicarsi
    esclusivamente alla propria funzione spirituale ottenendone in cambio
    piena autonomia e la garanzia di non ingerenza dello Stato nelle questioni
    religiose.

La terza guerra d'indipendenza

Nel 1866 giunse da parte del cancelliere prussiano Bismarck la proposta di un'alleanza
militare italo-prussiana in funzione antiaustriaca:

  • Bismarck ottenuta la neutralità di Francia e Russia intendeva attaccare l'Austria
    contemporaneamente su più fronti facendo intervenire forze italiane dalla Lombardia e
    Dalmazia
  • L' alleanza prevedeva che in caso di vittoria l'Italia avrebbe acquisito dall'Austria il Veneto.
    Il risultato militare fu disastroso:
    La Prussia concluse rapidamente la guerra con la decisiva vittoria nella battaglia di Sadowa
    e l'Italia poté trasformare il fallimento bellico in una vittoriosa Terza guerra d'indipendenza

Roma capitale

Nell'ambito della guerra franco-prussiana, Napoleone III aveva subito una pesante sconfitta a Sedan ( 2
settembre 1870) ed era stato fatto prigioniero, mentre in Francia era stata proclamata la Repubblica.
Il governo italiano

  • procedette all'invio di un corpo di spedizione nel Lazio
  • aprì un confronto con Pio IX alla ricerca di un'intesa
    Il pontefice si dimostrò intransigente, per cui il 20 settembre 1870 l'esercito italiano aprì una breccia a
    colpi di cannone nella cinta muraria di Roma ed entrò in città presso Porta Pia:
  • l'annessione del Lazio e di Roma fu confermata pochi giorni dopo con un plebiscito
  • nel 1871 fu stabilito il trasferimento della capitale da Firenze a Roma

L'Italia dopo il 1861

La questione romana

  • L'unificazione comportò una rottura tra la
    Chiesa cattolica e il nuovo stato italiano.
  • Pio IX (1846-1878) non accettò la perdita del
    potere temporale che considerava garanzia
    dell'autonomia del papa.
  • Il governo italiano, pur assicurando a parole
    libertà della Chiesa, ne minava le basi
    economiche seguendo la linea di quello
    piemontese (1867: esproprio di tutti i beni
    ecclesiastici non parrocchiali).

L'Italia dopo il 1861

La questione romana

La crisi sarà sancita da:

  • Scomunica (1860) dei responsabili
    dell'usurpazione dei territori pontifici.
  • Sillabo (1864): condanna degli errori della
    modernità e del liberalismo.
  • "Non expedit" (1874): invito ai
    cattolici italiani all'astensione
    nelle elezioni politiche (i cattolici
    torneranno a votare solo all'inizio
    del XX secolo).

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