Documento dall'Università degli Studi di Palermo su Che cos'è l'estetica quotidiana - riassunto. Il Pdf esplora i concetti chiave dell'estetica quotidiana, distinguendo tra estetica tradizionale e applicata alla vita di tutti i giorni, con riferimenti a filosofi come Baumgarten, Kant e Hegel, per la materia di Filosofia a livello universitario.
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docsity Estetica Università degli Studi di Palermo (UNIPA) 18 pag.
Document shared on https://www.docsity.com/it/che-cos-e-l-estetica-quotidiana-riassunto/7343271/ Downloaded by: andrea-manno-3 (mannoandrea0904@gmail.com)Che cos'è l'estetica quotidiana - riassunto
Richiamandosi all'etimologia della parola greca aisthesis ("sensazione"), vuole indicare la scienza che si occupa delle cose sensibili. Nel panorama culturale sei-settecentesco, Baumgarten afferma la gradualità della conoscenza che avanza secondo una progressiva distinzione delle caratteristiche dell'oggetto. Questa conoscenza rivendica una priorità cronologica poiché, il sapere procede dalle idee confuse fornite dalla sensibilità a quelle distinte provenienti dall'intelletto. La disciplina fondata da Baumgarten è sviluppata da vari filosofi nella seconda metà del Settecento, ma il nome finisce per eclissarsi. Nel corso di pochi anni l'estetica si trasforma da teoria della sensibilità, in filosofia dell'arte. La promozione dell'estetica a dignità scientifica per Kant è inammissibile perché trae le proprie regole a posteriori. Per Kant, l'estetica è quella parte della dottrina della conoscenza che si occupa degli elementi sensibili, mentre la logica si interessa di quelli razionali. In Gran Bretagna acquista notorietà nella seconda metà dell'Ottocento grazie all'Estetismo, il movimento artistico-letterario fondato da Walter Pater e Oscar Wilde, che basa l'esperienza del bello sulla sfera dei sensi. In Italia si afferma solo nel 1902 con l'Estetica di Benedetto Croce, che ripropone la contrapposizione tra conoscenza logica e intuizione. La concezione dell'estetica come teoria della sensibilità arriva in Italia anche grazie a Emilio Garroni, il quale ha dichiarato che l'estetica deve essere intesa come filosofia del "senso", aprendo la strada a orientamenti che hanno evidenziato sempre più il legame con la sensibilità. In Germania questo orientamento teorico è stato sviluppato, su basi e scopi diversi. Per Seel l'estetica è una teoria dell'apparire e riguarda la conformazione sensibile di un oggetto percettivo. Shusterman avanza un'originale proposta disciplinare, la somaestetica, attraverso cui mira a ripristinare l'unità psicofisica dell'individuo. A questo scopo avvia una riconsiderazione di alcune pratiche corporee, dove il corpo può assurgere a espressione di creatività e a sede di fruizione estetico-sensoriale, e conferisce nuovo spessore teorico alla conoscenza sensibile.
Già nella seconda metà del Settecento la cultura filosofica tedesca aveva abbandonato l'impianto gnoseologico di Baumgarten per orientarsi verso una teoria incentrata sull'arte e sul ballo. Hegel, nei primi decenni dell'Ottocento, definisce con chiarezza l'ambito delle sue lezioni accademiche e bandisce dall'estetica la riflessione sulla natura e marca la distanza che separa le vette della bellezza artistica da quella riscontrabile nella vita ordinaria. Questa riduzione dell'estetico all'artistico determina un modo di considerare l'arte come un paradigma universale ed eterno. Per "estetica analitica" si intende quell'orientamento teorico sviluppatosi nella seconda metà del Novecento. Questo approccio teorico ha evidenziato l'insufficienza dell'esperienza percettiva nella discriminazione dell'oggetto artistico da quello comune e ha privilegiato gli aspetti cognitivi o istituzionali. In tal modo la filosofia dell'arte ha finito con l'escludere altri tipi di esperienza estetica, come quella naturale o quella legata all'arte di massa.
La bellezza oggi connota il significato più comune e popolare del termine "estetica", poiché è la qualità distintiva della società contemporanea in cui il bello si può fruire con qualsiasi prodotto non solo artistico ma pure commerciale. Document shared on https://www.docsity.com/it/che-cos-e-l-estetica-quotidiana-riassunto/7343271/ Downloaded by: andrea-manno-3 (mannoandrea0904@gmail.com)Sebbene nel corso del 19º e del 20º secolo tale categoria abbia subito un periodo di eclissi, la questione del bello è presente nella tradizione filosofica, e lo stesso Baumgarten considera la bellezza "la perfezione della conoscenza sensibile", includendola nel proprio impianto gnoseologico. Prima del Settecento gran parte delle riflessioni gravitava attorno al tema della percezione del bello. Platone elabora una teoria del bello che non fa alcun riferimento all'arte, mentre Aristotele nella Poetica utilizza solo una volta il termine "bellezza". La bellezza non era riferita solo alla sfera sensoriale, ma si intrecciava anche con la metafisica e l'etica. Per gran parte della cultura antica e medievale il numero e la proporzione costituivano il fondamento oggettivo dell'armonia, la quale esprime la perfezione e la vicinanza con Dio. Il concetto di arte era privo dei valori che oggi gli attribuiamo; infatti, il suo significato era simile a quello attuale di "tecnica". Il termine "arte" indicava un sapere sistematico fondato su regole e abbracciava una svariata gamma di discipline pratiche e teoriche. Dal Rinascimento all'età moderna, i concetti di arte e bellezza cominciano a intrecciarsi sempre più spesso. Questo percorso culmina nel Settecento quando, con Charles Batteux, matura il moderno sistema delle arti e la bellezza diviene caratteristica essenziale di quelle pratiche che producono non utilità, ma piacere. Successivamente, il nesso arte-bellezza viene meno, poiché nell'Ottocento si affermano altre categorie estetiche e nel Novecento emerge un nuovo panorama artistico.
La centralità dell'esperienza nella teoria estetica è stata messa in rilievo dal John Dewey. Dewey si propone di ripristinare la continuità tra l'esperienza raffinata e intensa offerta dall'arte e gli eventi che costituiscono l'esperienza giornaliera. Estende l'orizzonte dell'estetica alla vita quotidiana e individua nell'arte un'occasione privilegiata ed esemplare del fare esperienza. Prende le mosse da una concezione naturalistica: l'essere umano è un organismo radicalmente dipendente dall'ambiente in cui vive e in cui sviluppa interazioni naturali, sociali e culturali che sono necessarie alla vita stessa. Di conseguenza ogni esperienza è estetica, poiché l'organismo, viene a trovarsi in situazioni sentite come minacciose o favorevoli alla sua esistenza e per le quali soffre o gode. Dewey considera l'arte una prassi non necessariamente artistica, un modo di produrre un'espansione e un'intensificazione della vita. Sulla stessa linea si pongono quei filosofi americani che, hanno avviato le riflessioni sull'Everyday Aesthetics.
La vita quotidiana è stata relegata dalla cultura nella sfera dell'irrilevante. Lo stesso aggettivo latino quotidianus rinvia a una temporalità ripetuta, al susseguirsi di un giorno all'altro senza distinzione. La connotazione negativa, che ha sempre caratterizzato il quotidiano. Dal mito platonico del cocchio alato si dirama una linea di pensiero che fa tappa nella cultura cristiana, in cui la mortificazione della carne è la via per la salvezza, e in Cartesio, che fonda l'esistenza sull'attività raziocinante (cogito ergo sum), per poi giungere alla modernità, dove la crisi esistenziale dell'uomo sono stati definitivamente spezzati. Si tratta di una prospettiva teorica falsa e dimentica che l'uomo è insieme materialità e spiritualità. L'arte e la letteratura sono state anticipatrici nel cogliere la complessità non banale del quotidiano. Baudelaire è stato il grande poeta della "vita moderna". Non più soggetti eroici o amorosi, ma la vita di ogni giorno con le sue miserie. Solo con Sigmund Freud la vita quotidiana diventa una categoria del pensiero. Su questa linea si pone anche Martin Heidegger, per il quale non esiste una realtà diversa e trascendente rispetto a quella effettività in cui si consuma la vita di ciascuno. Heidegger fa uso della "ripetizione", sottratta al suo significato. La filosofia marxista ha relegato la vita quotidiana nella sfera dell'inautenticità e dell'alienazione. Document shared on https://www.docsity.com/it/che-cos-e-l-estetica-quotidiana-riassunto/7343271/ Downloaded by: andrea-manno-3 (mannoandrea0904@gmail.com)Henri Lefebvre introduce alcune chiavi di lettura che segnano una svolta nel modo di considerare la quotidianità. Egli afferma che il lavoro filosofico può essere considerato "anche" routine quotidiana. Tale chiave di lettura viene ripresa da alcuni esponenti dell'Everyday Aesthetics, i quali hanno messo in rilievo l'aspetto routinario di certe attività generalmente inserite alla sfera dell'eccezionalità per dimostrare che la gerarchia assiologica tra attività intellettuali o straordinarie e pratiche quotidiane è solo questione di punti di vista. Per sviluppare la propria riflessione, Lefebvre adotta una chiave di lettura antropologica e riconduce tutte le attività al tentativo umano di uscire dallo stato di natura. La modernità ha dato avvio a una concezione del tempo di tipo lineare contrapposta al tempo ciclico, legato vincoli naturali, caratteristico delle società rurali. Secondo Lefebvre, nel tempo ciclico legato ai ritmi stagionali, la ripetizione è connessa con la creazione, poiché nessun ciclo riproduttivo è ritorno allo stesso punto esatto. Secondo Lefebvre, ancora oggi il nuovo deve sgorgare da ciò che si ripete, poiché non c'è novità se non in relazione a qualcosa che è già dato e che ritorna mutato.
Nella seconda metà del Novecento l'estetica ha ampliato gli orizzonti della propria indagine, spingendosi oltre l'ambito dell'arte, ciò ha trovato maggiore difficoltà nel dibattito angloamericano. Dopo la svolta segnata da John Dewey troviamo Arnold Berleant. Le cui ricerche sull'impegno sociale e sull'ambiente hanno spostato l'interesse dell'estetica dall'opera d'arte alla questione della sensibilità, il quale è un concetto denso di sedimentazioni che derivano dall'ambiente naturale, sociale e culturale in continua trasformazione, di cui l'essere umano è costitutiva. In Francia l'interesse verso pratiche e oggetti della quotidianità ha avuto origine prevalentemente dalla semiologia e dalla sociologia. In Germania lo slancio ad andare oltre gli approcci teorici incentrati sull'arte ha trovato un grande interprete in Wolfgang Welsch, che è il primo a usare l'espressione "estetica della vita quotidiana". In Italia Emilio Garroni ha aperto il suo orizzonte ai molteplici campi dell'esperienza quotidiana. La sua teoria rifiuta di trovare nelle opere d'arte il dominio eterno. Accanto alle tradizionali opere d'arte egli include tra gli oggetti o eventi «che verrebbero prodotti e goduti come "specificamente estetici"» Considera l'estetica "uno sguardo-attraverso", una sorta di filtro "entro il quale e attraverso il quale" guardare il mondo. Pur utilizzando chiavi teoriche differenti, la cultura europea continentale condivide la convinzione che l'estetica abbia i confini disciplinari disegnati nel dibattito settecentesco superato e sia andata oltre.
Dopo il 2007 nelle principali riviste angloamericane di estetica si è sviluppato un acceso dibattito a causa dell'indeterminatezza di questo nuovo campo di studio, accogliendo tutti i temi che non rientravano nella sfera del bello artistico o naturale. I sostenitori dell'Everyday Aesthetics presentano posizioni diverse per tematiche e modelli teorici di riferimento. A scopo orientativo può essere utile distinguere un approccio "espansivo" e uno "restrittivo" in relazione ai contenuti dell'Everyday Aesthetics e una linea "debole" e una "forte" in base al paradigma teorico mutuato dall'arte o ricavato dalla quotidianità. L'approccio espansivo include eventi speciali e occasionali che appaiono trasfigurati da un'aura di artisticità, come i matrimoni, i viaggi, gli ambienti allestiti scenograficamente ecc. La linea forte adotta un approccio restrittivo e mira a individuare categorie proprie dell'ordinarietà. Sono stati così circoscritti alcuni ambiti peculiari della vita di tutti i giorni, come mangiare, camminare, vestirsi, che possono essere presi in considerazione sia dalla linea debole, se considerati come momenti speciali sia dalla linea forte, se considerati come routine. Mentre ci sono attività che ricadono esclusivamente nell'ordinarietà.
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