L'umanità dalla preistoria alla nascita delle prime città, Presentazione

Slide sull'umanità dalla preistoria alla nascita delle prime città. Il Pdf, utile per lo studio della Storia nella Scuola superiore, esplora l'evoluzione umana, la diffusione dell'Homo sapiens e la rivoluzione neolitica, con riferimenti a reperti archeologici significativi.

Mostra di più

19 pagine

L’umanità dalla preistoria
alla nascita delle prime città
Homo sapiens conquista il mondo
Comparso in Africa circa 200.000 anni fa, Homo Sapiens lasciò le prime tracce
fossili fuori da questo continente, nell’odierno stato di Israele. La comparsa di
questa specie, che è poi la nostra, rappresenta l’ultima tappa del lungo processo di
evoluzione umana e della diffusione dell’uomo sul pianeta, fenomeno questo che
prende il nome scientifico di ominazione del mondo. L’espansione della specie
sapiens si indirizzò per un lungo periodo verso oriente: raggiunse l’Asia (85.000 –
75.000 anni fa), l’Australia (circa 50.000 anni fa), la Cina (67.000 anni fa) e infine
l’America (fra i 20.000 e i 12.000 anni fa). In Europa la specie fece la sua
comparsa 42.000 anni fa.

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Homo sapiens conquista il mondo

L'umanità dalla preistoria alla nascita delle prime cittàHomo sapiens conquista il mondo

  • Comparso in Africa circa 200.000 anni fa, Homo Sapiens lasciò le prime tracce fossili fuori da questo continente, nell'odierno stato di Israele. La comparsa di questa specie, che è poi la nostra, rappresenta l'ultima tappa del lungo processo di evoluzione umana e della diffusione dell'uomo sul pianeta, fenomeno questo che prende il nome scientifico di ominazione del mondo. L'espansione della specie sapiens si indirizzò per un lungo periodo verso oriente: raggiunse l'Asia (85.000 - 75.000 anni fa), l'Australia (circa 50.000 anni fa), la Cina (67.000 anni fa) e infine l'America (fra i 20.000 e i 12.000 anni fa). In Europa la specie fece la sua comparsa 42.000 anni fa.Ricostruzione di homo sapiensHomo sapiens e homo neanderthalensis

Homo sapiens e homo neanderthalensis

  • In Europa il Sapiens incontrò l'uomo di Neanderthal, ritenuto una specie di homo del tutto distinta e separata dal Sapiens in termini evolutivi. L'uomo di Neanderthal è attestato in Europa nel periodo compreso tra i 250.000 e i 30.000 anni fa. Prende il suo nome dalla valle del fiume Neander, in Germania, dove alla metà del XIX secolo furono trovati importanti resti di insediamenti primitivi. Era di statura simile a quella di Sapiens, ma presentava un'ossatura più tozza e robusta e tratti del volto diversi: fronte bassa, arcate sopraccigliari sporgenti e mandibola molto sviluppata.
  • Giunto in Europa, il Sapiens si insediò nelle stesse aree abitate dai neanderthaliani. Più slanciato di questi ultimi, con un'ossatura più leggera, un cranio più allungato e un linguaggio più articolato, Sapiens aveva caratteristiche anatomiche e morfologiche del tutto simili a quelle dell'uomo moderno. L'Homo Sapiens europeo è chiamato uomo di Cro - Magnon (dal nome del sito francese di uno dei primi rinvenimenti). I Cro - Magnon si trovarono a convivere e a competere nella lotta per la sopravvivenza con i Neanderthal. Assai probabile è che le popolazioni Neanderthaliane si trovassero vicine al collasso e che la concorrenza dei nuovi venuti abbia rappresentato per loro il "colpo di grazia": la specie si estinse 30.000 anni fa.Homo di NeanderthalLe due specie a confrontoLa preistoria

La preistoria

  • Gli storici fanno cominciare l'epoca che chiamiamo "Preistoria" con la comparsa sulla terra di Homo Abilis circa 2,5 milioni di anni fa: durante questo periodo si sono estinte tutte le specie di Homo, eccetto la nostra, Homo Sapiens, che ancora popola il pianeta.
  • La fine della preistoria è segnata, secondo una convenzione adottata dagli storici, dall'invenzione della scrittura, databile all'incirca al 3000 a.C.
  • Con la scrittura inizia una fase nuova della vicenda dell'umanità: gli uomini cominciarono a produrre testimonianze scritte della loro vita, alcune delle quali hanno resistito al tempo e sono giunte fino a noi.Le tre età della pietra

Le tre età della pietra

  • È con la pietra che i primi uomini fabbricarono la grandissima maggioranza degli strumenti a noi noti. Ovviamente, la pietra non era il solo materiale lavorato, ma a differenza di altri materiali, come il legno, si è conservata intatta per milioni di anni. In quest'epoca, che ancora ignorava la capacità di estrarre e lavorare i metalli, la pietra rappresentava il materiale più adatto per fabbricare armi e utensili.
  • L'uomo imparò a lavorare la pietra in forme via via sempre più perfezionate e, dunque, proprio classificando le tecniche di lavorazione della pietra, gli studiosi hanno diviso la preistoria in tre periodi: Paleolitico, Mesolitico e Neolitico.
  • PALEOLITICO («Età della pietra antica»): un periodo lunghissimo che va dalla comparsa di Homo Abilis, circa 2,5 milioni di anni fa, sino a 15.000 anni fa. In questa fase furono realizzati i più antichi strumenti in pietra secondo la tecnica della scheggiatura, gli uomini vivevano di caccia e raccolta ed erano del tutto dipendenti dalle risorse dell'ambiente circostante, costretti dunque a continui spostamenti per la ricerca di cibo.
  • MESOLITICO («Età della pietra di mezzo») che dura da 15.000 anni fa a 10.000 anni fa. In questa fase, gli uomini migliorarono le loro capacità di caccia grazie all'uso dell'arco e iniziarono ad addomesticare e allevare gli animali. Dal semplice sfruttamento delle risorse della natura, praticato fino ad allora, si iniziava a passare alla produzione volontaria e razionale dei propri mezzi di sostentamento.
  • NEOLITICO («Età della pietra nuova»): inizia intorno all'8000 a.C., quando l'umanità scopre l'agricoltura, compiendo una grande rivoluzione destinata ad accelerare enormemente l'evoluzione umana, e termina nel 3000 a.C., quando compaiono le prime attestazioni dell'uso della scrittura.AM 80.54 Selci scheggiateIl Paleolitico

Il Paleolitico

  • Durante il Paleolitico, l'uomo ha ignorato ogni tecnica di allevamento o produzione agricola. Viveva di caccia e della raccolta di tutto ciò che la natura poteva offrire. Gli uomini vivevano in piccoli gruppi di non più di trenta individui, costretti a una vita nomadica.
  • Tra i fattori che certamente influirono sullo sviluppo della tecnologia umana un ruolo importantissimo ebbero i cambiamenti climatici, in particolare le glaciazioni che, a partire da 680.000 anni fa, modificarono profondamente l'ambiente. Questi cambiamenti favorirono le migrazioni e obbligarono l'uomo a sperimentare nuove tecniche di sopravvivenza.Innovazioni nel Paleolitico

Innovazioni nel Paleolitico

  • La scoperta più importante è certamente quella del fuoco: le prime tracce sicure del dominio del fuoco da parte degli esseri umani risalgono a 400.000 anni fa. Oltre a fornire luce e calore, il fuoco permetteva di cuocere i cibi, permettendo il consumo di alimenti altrimenti non commestibili. Altri importanti progressi tecnici che garantirono alla specie umana la capacità di adattarsi all'ambiente circostante furono ad esempio i vestiti fatti di pelli di animali e la costruzione di ripari.
  • Nonostante questi progressi, il modo di vita dell'uomo del Paleolitico limitava la possibilità di crescita dei gruppi umani. Il sistema della caccia - raccolta poteva essere praticato solo da bande di poche decine di individui, che avevano bisogno di territori molto vasti.Arte paleolitica

Arte paleolitica

  • Interessante è la spiccata attitudine dell'uomo del Paleolitico all'espressione artistica. Un esempio sole le pitture rupestri sulle pareti delle caverne, raffiguranti perlopiù animali, scene di caccia o parti del corpo umano. Oltre alle pitture, gli uomini di quel tempo realizzavano anche statue di piccole dimensioni dal valore magico - religioso. Quelle giunte fino a noi rappresentano animali, soggetti fantastici e soggetti femminili come le Veneri Paleolitiche. La scoperta di antichissime tombe ha poi fatto parlare di un primitivo culto dei morti in età paleolitica.Pitture rupestri a LascauxVenere di Willendorf e di Dolnì VestoniceDAL MESOLITICO ALLA RIVOLUZIONE NEOLITICA

Dal Mesolitico alla rivoluzione neolitica

  • Il mesolitico è un periodo intermedio, di adattamento ai nuovi mutamenti climatici. Con la fine delle glaciazioni e il riscaldamento del clima si estinsero le prede di maggiori dimensioni (megafauna).
  • Nella Mezzaluna fertile si diffuse la caccia di animali di piccola taglia e si incrementò il consumo di cereali e legumi selvatici. Grazie al lentissimo accumulo di conoscenze sulla natura e sulle caratteristiche delle varie specie vegetali, in questa regione cominciò a diffondersi la pratica dell'agricoltura. L'agricoltura si diffuse in altre aree del pianeta e comparve autonomamente anche in Asia e in America, sebbene con un ritardo di alcuni millenni.
  • Le ragioni del primato della Mezzaluna fertile sono da ricercarsi in tre fattori: la ricchezza e la varietà di specie animali e vegetali presenti nella zona; il clima mite favorevole alla coltivazione di cereali e legumi; le innovazioni tecnologiche nei settori della raccolta, della trasformazione e dello stoccaggio delle risorse, avvenute in quell'area già dal Mesolitico.La Mezzaluna fertile

La Mezzaluna fertile

Mar Nero Mar Caspio ANATOLIA FENICIA ASSIRIA MEDIA Mar Mediterraneo Eufrate PALESTINA Tieri Deserto Siriano BASSO EGITTO Sinai Golfo Persico Mar Rosso Nilo Deserto Nubiano NORD 500 1,000 Chilometri Oceano Indiano 0 250 MESOPOTAMIA ELAM ALTO EGITTOVillaggi e città

Villaggi e città

  • Con l'introduzione dell'agricoltura si assistette ad un fortissimo aumento della popolazione e al passaggio dal nomadismo alla vita sedentaria. I villaggi si moltiplicarono, aumentò il numero dei nuovi nati e si cominciò ad immagazzinare molto cibo. La vita sociale si trasformò e comparvero i primi lavoratori specializzati. La crescita di alcuni villaggi comportò lo sviluppo di una realtà sociale e politica nuova: la città. Ovviamente, il cambiamento non fu immediato, ma ebbe tempi e modi differenti a seconda delle regioni. Le prime città nacquero a partire dal 4000 a.C.
  • Con il tempo nelle città si affermò la divisione in classi sociali e la divisione del lavoro, e il governo passò in mano ad una minoranza di specialisti del potere: sacerdoti, re e guerrieri. Nel centro delle città sorgeva il tempio, fulcro di organizzazione del lavoro cittadino e principale luogo di raccolta e redistribuzione dei beni prodotti.Perché sono nati città e Stati?

Perché sono nati città e Stati?

  • Le piccole comunità, poco organizzate e fondate su vincoli di parentela, si trasformarono gradualmente in forme di organizzazione politica e sociale più complesse, le città e gli Stati.
  • Una delle cause è innanzitutto il fattore economico e demografico: con l'agricoltura aumentarono le risorse disponibili per la popolazione, che a sua volta crebbe. Poi, una ragione di convivenza sociale: l'incremento demografico impose la necessità di stabilire ruoli e forme organizzative capaci di assicurare la pace e di gestire la vita comunitaria. Un terzo motivo è di ordine militare: uno Stato poteva mantenersi solido grazie ad una stabile autorità centrale e a un esercito attrezzato per la difesa e la conquista. Infine, una ragione legata alla conformazione geografica dei luoghi: il governo centralizzato si rese necessario per coordinare i lavori di bonifica e irrigazione necessari per regolarizzare la portata dei fiumi.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.