Documento sull'insegnamento della religione cattolica in Italia. Il Pdf esplora la storia dell'istruzione italiana, dalla scuola dell'infanzia alla riforma Gelmini, fornendo un quadro dettagliato delle normative e delle evoluzioni che hanno plasmato il sistema educativo, utile per concorsi pubblici di Religione.
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Fabio Veilua L'insegnamento della religione cattolica Studiare per il concorso
1.1 Prima del fascismo L'insegnamento della religione cattolica in Italia, IRC, è un'istituzione del concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica. Prevede che in tutte le scuole italiane siano previste delle lezioni settimanali facoltative di religione cattolica (un'ora e mezza per scuola dell'infanzia, due ore per la scuola primaria, un'ora per la scuola secondaria di primo e secondo grado. L'insegnamento delle religioni è presente in quasi tutti gli altri paesi europei (ad eccezione di Francia, Repubblica Ceca, Slovenia e Albania) con diverse modalità (obbligatorio o facoltativo), contenuti (religione cattolica, protestante, ortodossa), approcci (culturale, storico, etico). Nel Regno di Sardegna, il ministro della Pubblica Istruzione Gabrio Casati promulgò la legge n. 3725 del 13 novembre 1859 (poco prima dell'unità d'Italia), che introdusse, tra le materie scolastiche, anche la religione cattolica. Il suo insegnamento era obbligatorio per i soli primi due anni delle elementari ed era impartito dal maestro unico. Nelle scuole secondarie l'insegnamento della religione cattolica era garantito da un direttore spirituale. Tale insegnamento non era impartito in un'ora specifica, ma nell'ambito del programma educativo. L'ora di religione fu introdotta solo con il concordato del 1929 (Patti Lateranensi). Il "Regolamento per le scuole normali e magistrali degli aspiranti maestri e delle aspiranti maestre", regio decreto n. 4151 del 24 giugno 1860, introduceva l'insegnamento della religione nelle scuole magistrali, che erano destinate alla formazione dei futuri maestri. Nelle università furono vietati gli insegnamenti contrari ai principi religiosi. Nelle Istruzioni relative ai Programmi del 15 settembre 1860 l'insegnamento della religione cattolica era vista come un rafforzamento dell'autorità politica. Il regio decreto 9 novembre 1861 n. 315 ("Regolamento per le scuole normali e magistrali e per gli esami di patente de maestri e delle maestre delle scuole primarie"), indicava come materia di insegnamento "religione e morale" mentre "catechismo e storia sacra" era la prima materia obbligatoria per gli esami, sia scritti che orali. Nei programmi del regio decreto del 10 ottobre 1867 del ministro Michele Coppino l'insegnamento della religione cattolica passava in secondo piano rispetto all'italiano e all'aritmetica.La circolare del 29 settembre 1870, del ministro della Pubblica Istruzione Cesare Correnti, stabiliva che l'istruzione religiosa scolastica venisse impartita solo su richiesta dei genitori. Il 26 gennaio 1873 venivano soppresse le Facoltà teologiche di Stato. Rimasero solo quelle ecclesiastiche, i cui titoli di studio non venivano riconosciuti dallo Stato. La legge 23 giugno 1877, n. 3918 (esecutiva dal primo gennaio 1878), abolì la figura del "direttore spirituale" nei licei-ginnasi e nelle scuole tecniche. Nei programmi del 1888 l'insegnamento della religione cattolica fu di fatto soppresso. Il regio decreto 16 febbraio 1888, n. 5292 ("Regolamento unico per l'istruzione elementare"), estendeva la facoltatività dell'insegnamento delle "prime nozioni dei doveri dell'uomo e del cittadino" a tutto il corso d'istruzione elementare a discapito dell'insegnamento della Religione cattolica. Questa impostazione fu confermata nel 1894 dal ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli. I programmi del 1905 furono scritti dal filosofo Francesco Orestano. Stabilivano la definitiva espulsione dell'insegnamento della religione cattolica dalle scuole statali. Tuttavia il decreto 9 ottobre 1895, n. 623 e il regio decreto 6 febbraio 1908, n. 150 confermavano la facoltatività dell'insegnamento religioso che perrò doveva essere impartito "a cura dei padri di famiglia che lo hanno richiesto", quando la maggioranza dei consiglieri comunali non avesse deciso di ordinarlo a carico del Comune. Il 14 gennaio 1908 veniva approvato a Roma questo ordine del giorno: "Il Consiglio Comunale di Roma fa voti perché Governo e Parlamento, in coerenza alle leggi vigenti, dichiarino esplicitamente estranee alla scuola primaria qualsiasi forma d'insegnamento confessionale". La cosiddetta "mozione Bissolati", dal nome del suo presentatore, il deputato della sinistra post risorgimentole Leonida Bissolati, venne respinta alla Camera con 347 voti contrari e 60 favorevoli. Veniva proposta l'abolizione dell'insegnamento della religione nelle scuole elementari. Era il 27 febbraio 1908.
1.2 Durante il fascismo Nel 1923, durante il governo fascista, fu emanata la riforma della scuola. Essa rese obbligatorio l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole elementari, con decreto reale del 1º ottobre del 1923, n 2185, del ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Gentile. La circolare n. 2 del 5 gennaio 1924 garantiva comunque agli alunni che professavano altre fedi di astenersi dall'insegnamento della Religione cattolica. Con il Concordato del 1929 si introduceva e rendeva obbligatoria l'ora di religione anche nelle scuole medie e superiori, quale «fondamento e coronamento dell'istruzione pubblica». La legge del 5 giugno 1930, n. 824 esecutiva dell'art. 36 del Concordato stabiliva che"l'insegnamento della religione è conferito per incarico annuale, dal primo ottobre di ogni anno al 30 settembre dell'anno successivo, dal capo dell'istituto, inteso l'ordinario diocesano. L'incarico è affidato a sacerdoti e religiosi approvati dall'autorità ecclesiastica; in via sussidiaria, a laici riconosciuti idonei dall'ordinario diocesano". La riforma Gentile si componeva di un insieme di provvedimenti e fu emanata con diversi regi decreti:
La religione cattolica veniva insegnata obbligatoriamente nella scuola elementare; Gentile riteneva infatti che tutti i cittadini dovessero possedere una conoscenza religiosa e sosteneva che la dottrina religiosa fosse il maggior traguardo intellettuale per le classi popolari. Gentile tuttavia, riteneva che per la formazione dell'élite della nazione, compito affidato ai licei, non servisse più lo studio della religione (relegata al rango di cultura popolare) ma fosse necessario lo studio della filosofia che rappresentava il più alto traguardo intellettuale nell'educazione di un cittadino della futura classe dirigente, per questo nei licei venne reso obbligatorio lo studio della filosofia e non quello della religione. Nel 1929 dopo la firma dei Patti Lateranensi, la Chiesa ottenne che lo studio della religione cattolica (divenuta con il Concordato religione di Stato) fosse esteso anche ai licei, nonostante la contrarietà dello stesso Gentile.
1.3 La Riforma Gentile prevedeva:
1.4 La Riforma Bottai La legge 1º luglio 1940, n. 899, nota come Riforma Bottai, fu promulgata dal ministro dell'Educazione nazionale Giuseppe Bottai e approvata dal Gran Consiglio del Fascismo. La riforma stabiliva l'obbligo di frequentare la scuola materna e suddivideva la scuola elementare (detta "del primo ordine") in due cicli: la scuola elementare triennale, a sua volta divisa in urbana e rurale, con diversi orari e programmi didattici, e la scuola del lavoro biennale. La scuola media (detta "del secondo ordine") veniva divisa in tre corsi: la scuola artigianale era concepita per il ceto rurale e per i piccoli insediamenti e si divideva in vari indirizzi (commerciale, industriale, nautica, agricola, artistica), la scuola professionale, di maggiore rilievo rispetto alla prima, era rivolta a chi avesse voluto proseguire gli studi in una scuola tecnica, mentre la scuola media unica preparava gli alunni al liceo e all'università.
1.5 La costituzione del 1948 Nella Costituzione della Repubblica Italiana (art. 34) viene stabilita l'istruzione pubblica, gratuita e obbligatoria per almeno 8 anni. Viene sancita la libertà di istituire scuole "senza oneri per lo stato". Rimaneva in vigore il sistema scolastico precedente: scuola elementare quinquennale e i tre anni successivi divisi in "scuola media" (che permetteva di proseguire gli studi grazie alla materia del latino) e "scuola di avviamento professionale" (senza l'insegnamento del latino, escludeva la prosecuzione degli studi).