Documento dall'Università degli Studi di Siena su La famiglia nel Medioevo. Il Pdf esplora l'evoluzione della famiglia tra il X e il XIV secolo, analizzando l'influenza della Chiesa e l'emergere di nuove strutture familiari come il patrilignaggio e la consorteria, utile per lo studio della Storia a livello universitario.
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D. Herlihy, La famiglia nel Medioevo, trad. it., Roma-Bari, Laterza, 1987, pp. 103-203
Dopo l'anno 1000, la Chiesa tentò di modellare e dirigere la società secolare con un impegno mai visto prima. Assunse il diritto di giudicare all'interno dei propri tribunali le questioni matrimoniali portando ad una nuova forma di organizzazione di parentela, in senso agnatizio o patrilineare. La nuova organizzazione è più evidente in Italia ma nel nuovo millennio tutta l'Europa si ritrova con nuovi sistemi con cui riconoscere la propria parentela. Gli europei cominciarono a considerare in modo diverso il matrimonio e le regole che regolavano le nozze e i divorzi.
A partire dalla fine del secolo X, la popolazione europea aumentò rapidamente e rimase per altri cento anni a livelli molto elevati. Nel XIV secolo l'Europa era sovrappopolata; creando una vera e propria crisi malthusiana, pressione popolazionistica, in quanto le famiglie europee, in continuo aumento, dovevano trovare nuove risorse e sviluppare nuovi metodi per amministrare e conservare ciò che già possedevano. Dai secoli XI e XII i mutamenti furono non solo a livello culturale e intellettuale ma anche di tipo sociale. I teologi e i legislatori dettero alcune nuove definizioni al matrimonio (chi poteva sposarsi e chi no e quali erano proibitivi). La legge canonica prese il posto dei codici secolari che erano presenti fin dall'Alto Medioevo, in altre parole, le regole della Chiesa, costituirono l'ambiente legale in cui la parentela e i matrimoni assunsero forme nuove.
In Italia nel XII secolo, con il DECRETUM di Graziano (1114) nacquero due diverse condizioni di validità di un matrimonio:
Nelle scuole filosofiche francesi, al contrario, grazie al vescovo Pietro Lombardo, autore delle SENTENZE, affermava che il matrimonio, per essere valido era necessario il consenso degli sposi "con parole in tempo presente". Poiché Giuseppe e Maria avevano espresso il loro consenso in tempo presente, furono uniti in un matrimonio pienamente realizzato, anche in assenza di rapporto sessuale; "il contratto era già perfetto con il solo consenso". L'interpretazione di Pietro Lombardo divenne infine dottrina ufficiale della Chiesa, causando straordinarie conseguenze sociali. La dottrina stessa limitava anche l'autorità della Chiesa la quale insiste affinché la coppia ricevesse la benedizione da parte di un sacerdote. Nell'Europa del Nord l'assegnazione della sposa "di fronte a una chiesa" era la prova principale che fosse stato contratto un matrimonio legale. Ciò fu un brutto colpo per l'autorità paterna all'interno della famiglia medievale, perché non si sarebbe mai potuto sviluppare un vero e proprio patriarcato. La Chiesa era sempre stata molto diffidente nei confronti delle pretese della famiglia sui figli, perché queste potevano andare in contrasto con la volontà di Dio.
Il patrilignaggio (segue la discendenza lungo la linea maschile arrivando fino a un avo conosciuto) differisce dall'antica parentela bilaterale (cognatio -> vincolo di parentela naturale basato sul vincolo di sangue -> la cognatio è focalizzata sull'individuo). La parentela è basata sulla linea agnatizia (vincolo tra persone soggette alla patria potestà di uno stesso pater familias -> parentela civile -> diritti di successione e tutela). La figlia è trattata come un membro marginale della stirpe paterna; infatti, dopo il matrimonio i suoi figli se ne distaccano completamente, la loro appartenenza alla famiglia passa mediante la stirpe del marito. Le donne non potevano condividere totalmente il patrimonio familiare con i loro fratelli o almeno a una parte di esso. I padri e fratelli organizzavano i loro matrimoni e si occupavano di dare la dote (segna la conclusione dell'aiuto materiale che le donne ricevevano dalle famiglie di origine) richiesta dalle nuove regole matrimoniali. Essendo un tipo di parentela focalizzato sull'antenato la dinastia agnatica acquista componenti con il passare del tempo ed include numerose discendenze. Il patrilignaggio è formato da legami stabili e ha consapevolezza delle sue origini e storia, tant'è che i suoi componenti sono molto orgogliosi delle proprie origini e del loro sangue. I membri di una stirpe la onorano usando il nome di famiglia, che spesso deriva dall'antenato venerato; Vi è inoltre uno stemma che li distingue. Il lignaggio non sostituì completamente l'organizzazione bilaterale della parentela ma vi si sovrappose; come ci fa presente Jack Goody, patrilignaggio, matrilignaggio e parentela bilaterale possono coesistere in una società con scopi diversi.
SCOPO PATRILIGNAGGIO -> conservare le ricchezze e lo status dei membri maschili e della famiglia limitando il numero di pretendenti alle sue ricchezze o impedendo che venissero divise.
SCOPO COGNATIO -> ampliamento della parentela che assicura la sopravvivenza biologica.
I cambiamenti culturali, sociali, economici, politici del Medioevo contribuirono all'emergere del patrilignaggio. Una delle prime cause fu il lento processo della Chiesa nell'imporre alla società la regola della monogamia e nell'impedire ogni tipo di relazione sessuale extra-matrimoniale. La riforma gregoriana del secolo XI sostenne il vecchio impegno della Chiesa di imporre l'etica matrimoniale cristiana sulle riluttanti classi dominanti. Probabilmente vi furono numerose eccezioni, ma da allora la monogamia appare come regola indiscussa del matrimonio occidentale. Inoltre, la promiscuità sessuale confonde le parentele di parte maschile, mentre l'insistenza della Chiesa sulla monogamia sosteneva le nuove dinastie agnatizie. Il trionfo della monogamia fu una precondizione, ma sicuramente non la causa principale di questo nuovo assestamento dei gruppi di discendenza intorno alla linea maschile. Gli aristocratici dell'alto Medioevo vivevano di saccheggi, doni e rendite. Allora molte grandi famiglie cercarono di basarsi soprattutto sulle loro proprietà fondiarie; cercarono di far fruttare le rendite con una migliore amministrazione e con l'espansione delle aree coltivate. Oltre a ciò, cominciarono a salvaguardare l'integrità dei loro patrimoni impedendo spartizioni distruttive tra eredi. Le grandi famiglie possedevano tipicamente il loro monastero o la loro chiesa; li dotavano e nominavano o proponevano l'abate o il prete. Il monastero o la chiesa, attraverso benefici, contratti favorevoli o scambi fraudolenti, offrivano le terre ai loro signori o le donavano ai loro parenti o seguaci.
Nel XI secolo il movimento di riforma alterò radicalmente la base economica del potere aristocratico. I riformatori presero come scopo principale la libertas ecclesiae. Il controllo dei laici sulle terre e sulle cariche ecclesiastiche spingeva il clero al peccato di simonia, la compravendita di servizi e cariche spirituali. Il papa Alessandro II proibì tutte le vendite, affitti, investiture e ogni altra forma di cessione delle proprietà della Chiesa ai laici eccetto i contadini. Le famiglie dovettero attuare nuove strategie per conservare ed aumentare le loro ricchezze. Una tattica fu quella di escludere i figli - in particolare i figli e le figlie più giovani - da una piena condivisione delle eredità. Le figlie ricevevano dai padri o dai loro fratelli la dote di cui ora avevano bisogno per il matrimonio ma, non potevano avanzare nessuna pretesa sul patrimonio, né lo potevano i loro figli.
Esistevano due tipi di lignaggio:
In Italia il lignaggio consorziale/ consorteria era molto presente. Perché? Perché in Italia i figli ottenevano l'eredità divisa in parti uguali, inoltre non vi erano feudatari potenti e perciò le famiglie non erano soggette a pressioni affinché mantenessero feudi e uffici indivisi. Era alla base delle famiglie dei mercanti far sì che tutti gli eredi avessero le stesse possibilità economiche (gli appezzamenti di terreno avevano il nome di coloro che possiedono le proprietà confinanti) -> es: terra Garibaldisca - terra Gherardinga - terra Sifredisca. - > nomi che si riferiscono ai terreni di una consorteria. Il nome è quello del fondatore (colui che aveva fatto la fortuna della famiglia). La consorteria indica il cambio dei sistemi di amministrazione terriera e l'abitudine degli eredi a mantenere una parte del loro patrimonio indivisa.
è una delle consorterie presenti costituita da 16 famiglie ed eleggeva un solo console; risiedevano tutti in 3 parrocchie della città di Lucca. I documenti che ci dicono ciò dimostrano, inoltre, che i membri della consorteria partendo dal XII secolo erano divisi in circoli interni ed esterni. I rapporti trai componenti del circolo interno erano regolati da un contratto formale, questo contratto era soggetto a revisione costantemente e di conseguenza cambiavano i rapporti tra i componenti della consorteria. Ogni componente aveva propri possedimenti ma ve ne erano alcuni in comune. Se un membro della consorteria avesse acquistato una proprietà che si trovava nelle parrocchie avrebbe dovuto dar la possibilità anche ai suoi compagni di acquistare parte della proprietà.
casata di Firenze; il fondatore della famiglia era stato Ricco di Bardo; la famiglia prende il nome dal padre e non da colui che l'ha fondata. Ricco ebbe 8 figli molti dei quali fecero altri figli. Era la consorteria più grande di Firenze, il comando della consorteria passava da un ramo collaterale all'altro ( in totale erano 60 rami collaterali). Non vi era distinzione tra cadetti e primogeniti. I numerosi rami collaterali vivevano uno vicino agli altri, nello stesso quartiere o nella stessa strada. La libertà dei figli non tardava ad arrivare infatti già da giovani ricevevano una parte del capitale; erano autonomi e avendo sufficiente denaro entravano a far parte del mondo degli affari (da ciò dipendeva la fortuna delle famiglie mercantili). Solitamente i figli non lavoravano nella banca di famiglia perché i genitori preferivano che lavorassero presso altre banche; infatti, gran parte della consorteria non aveva un ruolo attivo in quest'ultima.
È connesso all'ascesa dei principati feudali e alla fondazione di istituzione feudali, che avvenne in epoca post- carolingia in tutta Europa. Il feudo era originariamente una forma di possesso terriero temporaneo e non ereditario; l'affittuario o il vassallo poteva possederlo finché adempiva ai servigi che gli erano richiesti. Il feudo infatti era diverso dall'allodio, che conferiva il titolo di un possesso incondizionato, permanente ed ereditario della terra. Nell'evoluzione del possesso feudale dell'età carolingia ai tempi moderni ci sono due momenti principali:
I vincoli di inalienabilità creavano sempre un ramo primogenito eletto e un ramo cadetto escluso all'interno della dinastia. - > questa evoluzione è avvenuta in tutta Europa e tanti fattori influirono:
Alcuni momenti di questa evoluzione sono degni di nota, QUIERZY-SUR-OISE dell'877 Carlo il calvo alla vigilia della partenza per una campagna in Italia, dichiarò che se fosse morto un conte quando il figlio era in guerra, questo figlio sarebbe succeduto al padre nella carica. Non è presa in considerazione alcuna divisione tra eredi.