Ecologia vegetale: flora, classificazioni e piante esotiche

Slide sull'Ecologia Vegetale Barni. Il Pdf, adatto per l'università e la materia di Biologia, esplora la flora, le forme biologiche di Raunkiaer, l'endemismo e le piante esotiche, fornendo una panoramica completa e schematica.

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20 pagine

ECOLOGIA VEGETALE BARNI
LA FLORA
La flora è definita come l’insieme delle specie vegetali che si presentano in una determinata area
geografica (a qualunque scala in cui la consideriamo; planetaria, continente, nazionale , regione, provincia,
valle, SIC).
È un elenco floristico: da esso capiamo che si tratta di censire le specie presenti sul territorio del sito. Per
ciascuna di queste è indicata la posizione sistematica a rango di famiglia attualmente accettata, il nome
scientifico, eventuale protezione a livello regionale o internazionale se e in allegato della direttiva Habitat
sia inserita, endemicità e esotica
Da esso possiamo ricavare indice di diversità tassonomico della flora in quel territorio ed un indice
di ricchezza (quante sono).
I dati così raccolti servono ad individuare le specie più rare, da sottoporre ad azioni di
conservazione e di costante monitoraggio nel tempo
Sono essenziali gli elenchi per valutare per esempio la capacità di un territorio pe valutare vegetazione: ES.
Base di partenza per supportare e indirizzare l’azione di salvaguardia e di gestione del patrimonio naturale
in occasione della realizzazione di progetti che potrebbero avere impatti negativi su habitat e specie.
SLIDE MANCANTE
Elenco flora vascolare della ZSC/ZPS LAGO DI CANDIA:
Per fare un elenco floristico (per esempio per una località) per prima cosa bisogna consultare le fonti:
bibliografia, Erbario: ricercare quali specie siano già state segnalate , dati inediti
Es. Lago di Cnadia fino 800 veniva ritrovata una specie che a livello nazionale risulta estinta.
QUALI INFORMAZIONI E QUALI ELABORAZIONI DEI DATI FLORISTICI?
L’informazione che deriva da una flora non si limita alla diversità tassonomica e al numero di specie.
La forma/funzione, le esigenze ecologiche e la distribuzione delle specie vegetali sul pianeta si sono
evolute in gran parte come risposta ai diversi fattori ambientali.
Queste caratteristiche possono essere ricondotte a categorie, codificate o quantificate, per dare
origine, con semplici elaborazioni, a indici.
A partire dalla flora di un territorio, attraverso questi indici è possibile avere importanti
informazioni ecologico-ambientali sull’area studiata
NB: queste caratteristiche si sono evolute nel corso del tempo es. xerofite
Convergenza evolutiva: Specie anche lontane dal punto di vista sistematico presentano caratteristiche
morfologiche simili in risposta all’ambiente in cui vivono.
Specie che vivono in un ambiente fortemente selettivo e caratterizzato da stress ambientale possono
presentare adattamenti simili che determinano una forte somiglianza, nonostante la distanza filogenetica e
spesso anche geografica che le separa. (Es. XERFOITE) Es. Cactacea cresce in S-America, EUPHORBIACEAE
S-Africa: sono molto simili di aspetto, si sono evolute in zone geografiche diverse
L’ambiente impone la forma alle piante e di conseguenza in base alle diverse caratteristiche possiamo
stilare delle categorie: specie che hanno forma a cuscinetto, specie succulenti ecc. e quindi costruire
categoria basate sulla morfologia e in termini di indici ci daranno informazioni sul fattore ecologico
dominante che ha imposto la forma prevalente alle piante del nostro elenco floristico.
Attraverso gli indici effettuiamo dei calcoli ed otteniamo i diversi risultati: spettro boi, crono, eco.
1. FORME BIOLOGICHE DI RAUNKIAER (1934)
Ha basato al sua classificazione su un unico criterio: pozione dei tessuti perennanti (gemme e semi) rispetto
al suolo, durante la stagione avversa.
Tessuti perennanti: tessuti embrionali o meristematici che rimangono inattivi (quiescenti) durante una
stagione fredda o arida per poi riprendere l’attività (Germogli=semi e foglie=gemme) di produzione di
cellule e tessuti con il ritorno della stagione favorevole permettono la sopravvivenza della pianta
Gemme e semi: La posizione/distanza di questi tessuti dal suolo è una caratteristica essenziale
dell’adattamento delle piante al clima. Più il clima è rigido, più si riduce la distanza dei tessuti perennanti
alla superficie del terreno: sempre meno piante hanno gemme a distanze elevate rispetto al terreno,
completamente esposte al freddo o all’azione disseccante dell’atmosfera.
CLASSIFICAZIONE:
Fanerofite (codice: P scap): piante perenni, legnose, arboree che portano le gemme a più di 2-3
m dal suolo: Faggio(imm), abete.
Nano-Fanerofite (NP): perenni, legnose, arbustive, gemme tra 30-50 cm e 2 m (Crataegus
monogyna)
Fanerofite cespugliose (Pcaesp): gemme tra 30-50 cm e 2 m, pianta con portamento a cespuglio
(differenza: portamento e consistenza delle parti vegetativa ramificato dalla base con rami lignificati,
e porzionino erbacea: i rami giovani rimangono erbacei) (Rosa canina)
Camefite (Ch): perenni, legnose (almeno alla base), arbustive, con gemme fino a 30-50 cm sopra la
superficie del suolo ( Vaccinium myrtillus, Artemisia genipi, rododendro, Thymus alpestris, Silena
exscapa a forma acuscinetto, pulvinosa che risponde bene ad ambiente ventoso, alte T°, favorisce
sostanza organica che muore cade al centro del cuscinettoe vengono trattenute e decomposte
nell’area colonizzata e possono essere riutilizzate dalla stessa pianta: adattamento a alte quote). Le
ritroviamo in macchia mediterranea e regioni ARIDE sub-tropicali.
Emicriptofite (H): piante perenni erbacee con gemme al livello del suolo, protette da
residui vegetali, terriccio, neve Forma biologica prevalente in praterie (Taraxacum
officinale): piante a cespo strutture a cepio

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Anteprima

LA FLORA

La flora è definita come l'insieme delle specie vegetali che si presentano in una determinata area geografica (a qualunque scala in cui la consideriamo; planetaria, continente, nazionale , regione, provincia, valle, SIC). È un elenco floristico: da esso capiamo che si tratta di censire le specie presenti sul territorio del sito. Per ciascuna di queste è indicata la posizione sistematica a rango di famiglia attualmente accettata, il nome scientifico, eventuale protezione a livello regionale o internazionale se e in allegato della direttiva Habitat sia inserita, endemicità e esotica V Da esso possiamo ricavare indice di diversità tassonomico della flora in quel territorio ed un indice di ricchezza (quante sono). I dati così raccolti servono ad individuare le specie più rare, da sottoporre ad azioni di conservazione e di costante monitoraggio nel tempo Sono essenziali gli elenchi per valutare per esempio la capacità di un territorio pe valutare vegetazione: ES. Base di partenza per supportare e indirizzare l'azione di salvaguardia e di gestione del patrimonio naturale in occasione della realizzazione di progetti che potrebbero avere impatti negativi su habitat e specie.

SLIDE MANCANTE

Elenco flora vascolare della ZSC/ZPS LAGO DI CANDIA: Per fare un elenco floristico (per esempio per una località) per prima cosa bisogna consultare le fonti: bibliografia, Erbario: ricercare quali specie siano già state segnalate , dati inediti Es. Lago di Cnadia fino 800 veniva ritrovata una specie che a livello nazionale risulta estinta.

INFORMAZIONI E ELABORAZIONI DEI DATI FLORISTICI

L'informazione che deriva da una flora non si limita alla diversità tassonomica e al numero di specie. La forma/funzione, le esigenze ecologiche e la distribuzione delle specie vegetali sul pianeta si sono evolute in gran parte come risposta ai diversi fattori ambientali. Queste caratteristiche possono essere ricondotte a categorie, codificate o quantificate, per dare origine, con semplici elaborazioni, a indici. V A partire dalla flora di un territorio, attraverso questi indici è possibile avere importanti informazioni ecologico-ambientali sull'area studiata NB: queste caratteristiche si sono evolute nel corso del tempo-> es. xerofite v Convergenza evolutiva: Specie anche lontane dal punto di vista sistematico presentano caratteristiche morfologiche simili in risposta all'ambiente in cui vivono. Specie che vivono in un ambiente fortemente selettivo e caratterizzato da stress ambientale possono presentare adattamenti simili che determinano una forte somiglianza, nonostante la distanza filogenetica e spesso anche geografica che le separa. (Es. XERFOITE)-> Es. Cactacea cresce in S-America, EUPHORBIACEAE S-Africa: sono molto simili di aspetto, si sono evolute in zone geografiche diverseL'ambiente impone la forma alle piante e di conseguenza in base alle diverse caratteristiche possiamo stilare delle categorie: specie che hanno forma a cuscinetto, specie succulenti ecc. e quindi costruire categoria basate sulla morfologia e in termini di indici ci daranno informazioni sul fattore ecologico dominante che ha imposto la forma prevalente alle piante del nostro elenco floristico.

CATEGORIE E INDICI

CATEGORIE INDICI FORMA Forme biologiche Spettro biologico DISTRIBUZIONE Gruppi corologici Spettro corologico AUTOECOLOGIA Indici di bioindicazione Spettri ecologici Attraverso gli indici effettuiamo dei calcoli ed otteniamo i diversi risultati: spettro boi, crono, eco.

FORME BIOLOGICHE DI RAUNKIAER (1934)

Ha basato al sua classificazione su un unico criterio: pozione dei tessuti perennanti (gemme e semi) rispetto al suolo, durante la stagione avversa. Tessuti perennanti: tessuti embrionali o meristematici che rimangono inattivi (quiescenti) durante una stagione fredda o arida per poi riprendere l'attività (Germogli=semi e foglie=gemme) di produzione di cellule e tessuti con il ritorno della stagione favorevole> permettono la sopravvivenza della pianta Gemme e semi: La posizione/distanza di questi tessuti dal suolo è una caratteristica essenziale dell'adattamento delle piante al clima. Più il clima è rigido, più si riduce la distanza dei tessuti perennanti alla superficie del terreno: sempre meno piante hanno gemme a distanze elevate rispetto al terreno, completamente esposte al freddo o all'azione disseccante dell'atmosfera.

CLASSIFICAZIONE DELLE FORME BIOLOGICHE

  • Fanerofite (codice: P scap): piante perenni, legnose, arboree che portano le gemme a più di 2-3 m dal suolo: Faggio(imm), abete.
  • Nano-Faneofite (NP): perenni, legnose, arbustive, gemme tra 30-50 cm e 2 m (Crataegus monogyna)
  • Faneofite cespugliose (Pcaesp): gemme tra 30-50 cm e 2 m, pianta con portamento a cespuglio (differenza: portamento e consistenza delle parti vegetativa-> ramificato dalla base con rami lignificati, e porzionino erbacea: i rami giovani rimangono erbacei) (Rosa canina)
  • Camefite (Ch): perenni, legnose (almeno alla base), arbustive, con gemme fino a 30-50 cm sopra la superficie del suolo ( Vaccinium myrtillus, Artemisia genipi, rododendro, Thymus alpestris, Silena exscapa a forma acuscinetto, pulvinosa che risponde bene ad ambiente ventoso, alte T°, favorisce sostanza organica che muore cade al centro del cuscinettoe vengono trattenute e decomposte nell'area colonizzata e possono essere riutilizzate dalla stessa pianta: adattamento a alte quote). Le ritroviamo in macchia mediterranea e regioni ARIDE sub-tropicali.
  • Emicriptofite (H): piante perenni erbacee con gemme al livello del suolo, protette da residui vegetali, terriccio, neve-> Forma biologica prevalente in praterie (Taraxacum officinale): piante a cespo-> strutture a cepio
  • Geofite (G): piante perenni erbacee, durante la stagione avversa non presentano organi aerei. Le gemme sono portate da organi sotterranei come bulbi, rizomi, tuberi. Si trovano in formazioni vegetali diverse: boschi, pascoli, praterie alta quota, abbienti aridi dune ... ( Colchicum autumnal, Anemone nemorosa)
  • Idrofite (I): piante acquatiche, erbacee, perenni, radicanti(ninfea) o galleggianti-flottanti, con gemme sommerse (Lemna)
  • Elofite (He): piante erbacee con la parte basale immersa, radicante sul fondo, con fusto che si autosostiene e fiori emersi (Typha latifolia). Sviluppano dei tessuti di sostegno sono in grado di rimanere sopraelevate all'acqua.

Elofite Idrofite Lifeto Fragmiteto Scirpeto Zona palustre Lamineto Zona stagnale Potameto Zona sommersa

  • Terofite (T): piante erbacee annuali, superano la stagione avversa come seme. Diffuse nei coltivi come infestanti, negli ambienti aridi (mediterraneo, deserti) (Papaver rhoeas)

ANALISI DELLE FORME BIOLOGICHE

Dato un qualsiasi insieme di specie vegetali è possibile, dopo aver attribuito a ciascuna specie la forma biologica corrispondente, calcolare la frequenza sul totale: il numero di specie per ciascuna categoria, espresso come valore percentuale, dà lo spettro biologico L'analisi della flora in termini della sua composizione in forme biologiche (spettro biologico) viene per lo più associata al clima:

Latit. N P Ch H G/I T Il clima delle camefite, nelle zone fredde Spitsbergen 77-81° 1 22 60 15 2 Danimarca 54-57º 7 3 50 22 18 Il clima delle emicriptofite, nelle zone temperate e temperato-fredde Pianura svizzera 46-48° 10 5 50 15 20 Colli Euganei 45° 7 3 43 14 33 Monte Argentario 42° 12 6 29 11 42 Il clima delle terofite, nelle zone subtropicali e con ridotta piovosità Tripolitania 31-33º 6 13 19 11 51 Sahara francese 30° 9 13 15 7 56 Il clima delle fanerofite, nelle zone equatoriali (inter-tropicali) Isole Seychelles 4º sud 61 6 12 5 16 - 32 60 Arcipelago Francesco-Giuseppe 79-82° 8 Calcolo spettro biologico: consideriamo ogni specie appartenente a una categoria e si esprime una % di una categorie rispetto alle specie nell'elenco-> 30 emi criptofite= 30%, perché la frequenza delle specie biologhe deve esser 100. Di ogni area osserviamo lo spettro biologico: da zone equatoriali osserviamo che lo SB mostra componente id fanerofite- Fascia arida: SB con dominanza eterofite. Dalla somma delle righe otteniamo 100. Colchicum autumnaleAd ogni zona con le rispettive specie è stato assegnato un clima: clima delle camefite, clima delle emicriptofite ecc. Clima e forme biologiche sono strettamente legati. A una ripartizione zonale dei climi secondo la latitudine, corrisponde una ripartizione delle forme biologiche. v La forma biologica prevalente (es. fanerofite) determina la struttura della formazione vegetale(es.foresta). v Le formazioni vegetali caratterizzano i biomi (es. foresta pluviale) che si sviluppa in una zona climatica in cui il clima ha prevalso. I biomi sono sistemi ambientali complessi, di ampia estensione geografica, le cui comunità animali e vegetali hanno raggiunto una relativa stabilità in relazione alle condizioni ambientali. Ogni bioma è caratterizzato principalmente dalle condizioni climatiche dell'area e da una particolare formazione vegetale (la cui struttura dipende dalla forma biologica dominante), che ospita una tipica fauna

FORESTA PLUVIALE

  • a cavallo dell'equatore clima da "serra calda" il più favorevole per la crescita dei vegetali, uniforme durante l'anno;
  • Foreste dense, specie sempreverdi, alberi di grandi dimensioni
  • Fo. biologica dominante: P (50-85 m)
  • E' il bioma che raggiunge i valori più elevati come biomassa e biodiversità (ricchezza e relazioni biotiche complesse) La foresta pluviale può essere considerato il più antico tra i grandi biomi del pianeta. Flora e fauna si sono evoluti per oltre 100 M-anni in un ambiente climaticamente stabile Ad ogni bioma, nella descrizione, abbiamo associato la forma biologica dominante al clima corrispondente classificato utilizzando la classificazione dei climi mondiali.

CLIMA TROPICALE-UMIDO

Diagramma ombrotermico di Walter e Lieths ESAME Metodo di rappresentazione grafica di precipitazioni e T° di come variano durante anno Precipitazioni: 2000- 4500mm T°MA: 25-30° Singapore (3m) 27,2° 2415 PRECIPITAZIONI mm TEMPERATURE GF MAM GLAS OND Ci troviamo in un clima ricco di H20, ma quale è il fattore limitante? LUCE: competizione tra vegetazione Maggiori piante: EPIFITE

DESERTO

  • Zona a cavallo ei tropici (15-30 °N-S)
  • ARIDITA': aree con precipitazione annua <200 mm (assenti talvolta per anni)
  • forti escursioni termiche giornaliere e stagionali I maggiori deserti sono situati in una fascia a 20°N che va dall'Africa settentrionale (deserto del Sahara), attraversa la fascia del mar Rosso e del golfo Persico (deserto Arabico), e arriva in Mongolia al deserto di Gobi. Nell'America meridionale sono presenti in Perù, in Cile, Africa (Namibia), Australia.

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