Teoria e Metodologia delle Attività Motorie: Movimento e Coordinazione

Documento di Elena Bersani su Teoria e Metodologia delle Attività Motorie. Il Pdf esplora il movimento e le sue classificazioni, la motilità, mobilità, funzione motoria e coordinazione, con un focus sulla psicomotricità e le fasi sensibili dello sviluppo, utile per l'università in Educazione fisica.

Mostra di più

20 pagine

TEORIA E METODOLOGIA DELLE ATTIVITA’ MOTORIE (T.M.A.M./1)
MOVIMENTO: traslocazione di un corpo nello spazio.
L’oggetto cambia posizione nel tempo; importante specificare il SISTEMA di RIFERIMENTO rispetto al quale
considerare il moto.
Un oggetto è in quiete rispetto al SISTEMA di RIFERIMENTO quando la sua posizione non cambia nel tempo.
CLASSIFICAZIONE DEI MOVIMENTI
- Volontari o coscienti
Controllo del gesto e spinta motivazionale.
- Automatici
Attraverso la ripetizione sono organizzati in sequenze ordinate.
- Riflessi
Già presenti nella vita intrauterina; non sono appresi.
- Associati (ad un gesto principale)
Associati ad un controllo imperfetto del gesto motorio (es. movimento nuovo o complesso).
- Vegetativi
Organi; controllo SNA.
- Articolari
Apparato muscolo scheletrico; controllo SNC e SNP.
MOTILITA’: azione di movimento spontaneo anche vegetativo.
MOBILITA’: capacità del soggetto di assumere diverse posizioni nello spazio.
FUNZIONE MOTORIA: capacità di compiere e controllare movimenti.
ATTO MOTORIO: comportamento umano che si manifesta in movimento meccanico dei segmenti corporei.
SCHEMA MOTORIO: azione motoria con struttura relativamente semplice; condotta motoria di base.
GESTO MOTORIO: movimento coordinato dei segmenti corporei.
ESECUZIONE: attuazione pratica di qualcosa. Azione eseguita in risposta ad una richiesta specifica dell’insegnante e
ad uno stimolo situazionale.
ECONOMIA: risparmio delle risorse energetiche e psichiche al fine di rendere il gesto il più vantaggioso possibile in
rapporto alla sua efficacia e al dispendio di risorse.
EFFICIENTE: rispondente in piano alle proprie funzioni o ai propri fini; che produce un effetto.
EFFICACE: capace di ottenere l’effetto voluto, il risultato auspicato, nel migliore dei modi con il massimo risparmio di
risorse energetiche e psichiche. Conveniente sia oggettivamente che soggettivamente.
COORDINAZIONE MOTORIA: funzione che ordina e collega tutti gli elementi che costituiscono il gesto.
La COORDINAZIONE consente di FINALIZZARE ed ECONOMIZZARE il GESTO.
Coordinazione grezza: fase in cui si ha il primo approccio con il nuovo gesto
Coordinazione fine: automatismi appresi nella fase precedente iniziano a essere perfezionati e diventano più
efficienti; migliore fluidità e economicità del movimento.
PRESTAZIONE: azione motoria in risposta ad una richiesta; può essere oggetto di valutazione.
SITUAZIONE: complesso dei rapporti che legano individuo all’ambiente, condizionando o limitando le sue scelte e
azioni.
Attività motorie e sportive di situazione sono caratterizzate da relativa imprevedibilità.
ATTIVITA’ MOTORIE:
- Open SKILLS: ambiente esterno in continuo cambiamento, poco prevedibile; spazio alla variabilità.
- Closed SKILLS: ambiente esterno è più o meno costante, poca variabilità; non c’è una forte interferenza
dall’ambiente esterno.
Il MOVIMENTO richiede un ADATTAMENTO ATTIVO del SOGGETTO all’AMBIENTE che lo circonda.
CONTROLLO del MOVIMENTO per INIZIARE, CONTINUARE E ARRESTARE l’AZIONE INTENZIONALE.
Elena Bersani
MOVIMENTO
Per descrivere un moto bisogna conoscere:
- Traiettoria: linea che unisce le posizioni occupate prima e dopo.
- Tempo: impiegato a percorrere la distanza.
- Distanza: lunghezza della traiettoria.
ACCELERAZIONE: variazione di velocità nell’unità di tempo.
SCHEMA CORPOREO: immagine che ogni persona ha del proprio corpo, delle proprie attitudini nel tempo, nello
spazio e nelle relazioni con gli altri. Nell’uomo si sviluppa fin dalla prima infanzia ma continua ad evolversi sino alla
maturazione strutturale del S.N.C. (8-9 anni).
Flessione e Estensione: movimenti lungo il piano SAGITTALE
Flessione: movimento in cui l’estremità distare si avvicina all’estremità prossimale
Estensione: movimento in cui l’estremità distale si allontana dall’estremità prossimale.
Postura in stazione eretta, a sedere = postura statica Postura dinamica = camminare
POSTURA: assetto del soggetto che va a controllare i vari segmenti del corpo per mantenere l’equilibrio durante
l’azione che sia statica o dinamica.
Centro di gravità (o centro di massa) di un corpo o di un sistema di corpi: punto che ha la proprietà di muoversi come
se in esso fosse concentrata la massa totale di un soggetto.
Gomitolo: proiezioni degli spostamenti del baricentro sul piano di appoggio.
Lunghezza del gomitolo: dipende dal numero di spostamenti di adattamento.
Larghezza del gomitolo: più le oscillazioni sono ampie del soggetto maggiore è l’area occupata dal gomitolo.
Disallineamenti volumi scheletrici -> contrazione muscolare
CAMMINO
Azione che comprende varie fasi motorie (periodo di appoggio e periodo di oscillazione).
Articolazioni, tratti e muscoli sollecitati in vario modo in base al periodo; cambiano il tono in base al carico e al peso
corporeo (periodo di appoggio monopodalico o bipodalico e periodo di oscillazione arto dx e arto sx).
Varie fasi di un arto: appoggio totale, appoggio parziale, fase di stacco (di scarico).
Movimento di antero-retroversione sul piano orizzontale: movimento di basculamento sul piano frontale.
Piede come organo di senso
Appoggio su una superficie, su qualcosa che è esterno a me. Informazione per fare un corretto gesto motorio in base
alla superficie dove cammino. Fase di rilassamento; orizzontalizzazione del retropiede; fase di contatto del 27%
Piede come organo di moto.
Fase di irrigidimento; verticalizzazione del retropiede; fase di pieno appoggio del 60%.
Piede come organo propulsivo.
Eversione attiva; l’avampiede reagisce al suolo; fase di stacco 33%
FATTORI DELLA LOCOMOZIONE

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Elena Bersani

Teoria e Metodologia delle Attività Motorie (T.M.A.M./1)

MOVIMENTO: traslocazione di un corpo nello spazio. L'oggetto cambia posizione nel tempo; importante specificare il SISTEMA di RIFERIMENTO rispetto al quale considerare il moto. Un oggetto è in quiete rispetto al SISTEMA di RIFERIMENTO quando la sua posizione non cambia nel tempo.

Classificazione dei Movimenti

  • Volontari o coscienti Controllo del gesto e spinta motivazionale.
  • Automatici Attraverso la ripetizione sono organizzati in sequenze ordinate.
  • Riflessi Già presenti nella vita intrauterina; non sono appresi.
  • Associati (ad un gesto principale) Associati ad un controllo imperfetto del gesto motorio (es. movimento nuovo o complesso).
  • Vegetativi Organi; controllo SNA.
  • Articolari Apparato muscolo scheletrico; controllo SNC e SNP.

MOTILITA': azione di movimento spontaneo anche vegetativo. MOBILITA': capacità del soggetto di assumere diverse posizioni nello spazio. FUNZIONE MOTORIA: capacità di compiere e controllare movimenti. ATTO MOTORIO: comportamento umano che si manifesta in movimento meccanico dei segmenti corporei. SCHEMA MOTORIO: azione motoria con struttura relativamente semplice; condotta motoria di base. GESTO MOTORIO: movimento coordinato dei segmenti corporei. ESECUZIONE: attuazione pratica di qualcosa. Azione eseguita in risposta ad una richiesta specifica dell'insegnante e ad uno stimolo situazionale. ECONOMIA: risparmio delle risorse energetiche e psichiche al fine di rendere il gesto il più vantaggioso possibile in rapporto alla sua efficacia e al dispendio di risorse. EFFICIENTE: rispondente in piano alle proprie funzioni o ai propri fini; che produce un effetto. EFFICACE: capace di ottenere l'effetto voluto, il risultato auspicato, nel migliore dei modi con il massimo risparmio di risorse energetiche e psichiche. Conveniente sia oggettivamente che soggettivamente.

Coordinazione Motoria

COORDINAZIONE MOTORIA: funzione che ordina e collega tutti gli elementi che costituiscono il gesto. La COORDINAZIONE consente di FINALIZZARE ed ECONOMIZZARE il GESTO. Coordinazione grezza: fase in cui si ha il primo approccio con il nuovo gesto Coordinazione fine: automatismi appresi nella fase precedente iniziano a essere perfezionati e diventano più efficienti; migliore fluidità e economicità del movimento.

PRESTAZIONE: azione motoria in risposta ad una richiesta; può essere oggetto di valutazione. SITUAZIONE: complesso dei rapporti che legano individuo all'ambiente, condizionando o limitando le sue scelte e azioni. Attività motorie e sportive di situazione sono caratterizzate da relativa imprevedibilità.

Attività Motorie

  • Open SKILLS: ambiente esterno in continuo cambiamento, poco prevedibile; spazio alla variabilità.
  • Closed SKILLS: ambiente esterno è più o meno costante, poca variabilità; non c'è una forte interferenza dall'ambiente esterno.

Il MOVIMENTO richiede un ADATTAMENTO ATTIVO del SOGGETTO all'AMBIENTE che lo circonda! CONTROLLO del MOVIMENTO per INIZIARE, CONTINUARE E ARRESTARE l'AZIONE INTENZIONALE.MOVIMENTO

Descrizione del Moto

Per descrivere un moto bisogna conoscere: - Traiettoria: linea che unisce le posizioni occupate prima e dopo. - Tempo: impiegato a percorrere la distanza. - Distanza: lunghezza della traiettoria.

ACCELERAZIONE: variazione di velocità nell'unità di tempo. SCHEMA CORPOREO: immagine che ogni persona ha del proprio corpo, delle proprie attitudini nel tempo, nello spazio e nelle relazioni con gli altri. Nell'uomo si sviluppa fin dalla prima infanzia ma continua ad evolversi sino alla maturazione strutturale del S.N.C. (8-9 anni). Flessione e Estensione: movimenti lungo il piano SAGITTALE Flessione: movimento in cui l'estremità distare si avvicina all'estremità prossimale Estensione: movimento in cui l'estremità distale si allontana dall'estremità prossimale. Postura in stazione eretta, a sedere = postura statica Postura dinamica = camminare

Postura e Equilibrio

POSTURA: assetto del soggetto che va a controllare i vari segmenti del corpo per mantenere l'equilibrio durante l'azione che sia statica o dinamica. Centro di gravità (o centro di massa) di un corpo o di un sistema di corpi: punto che ha la proprietà di muoversi come se in esso fosse concentrata la massa totale di un soggetto. Gomitolo: proiezioni degli spostamenti del baricentro sul piano di appoggio. Lunghezza del gomitolo: dipende dal numero di spostamenti di adattamento. Larghezza del gomitolo: più le oscillazioni sono ampie del soggetto maggiore è l'area occupata dal gomitolo. Disallineamenti volumi scheletrici -> contrazione muscolare

Cammino

Azione che comprende varie fasi motorie (periodo di appoggio e periodo di oscillazione). Articolazioni, tratti e muscoli sollecitati in vario modo in base al periodo; cambiano il tono in base al carico e al peso corporeo (periodo di appoggio monopodalico o bipodalico e periodo di oscillazione arto dx e arto sx). Varie fasi di un arto: appoggio totale, appoggio parziale, fase di stacco (di scarico). Movimento di antero-retroversione sul piano orizzontale: movimento di basculamento sul piano frontale.

Piede come Organo di Senso

Appoggio su una superficie, su qualcosa che è esterno a me. Informazione per fare un corretto gesto motorio in base alla superficie dove cammino. Fase di rilassamento; orizzontalizzazione del retropiede; fase di contatto del 27%

Piede come Organo di Moto

Fase di irrigidimento; verticalizzazione del retropiede; fase di pieno appoggio del 60%.

Piede come Organo Propulsivo

Eversione attiva; l'avampiede reagisce al suolo; fase di stacco 33%

Fattori della Locomozione

Cocontrazione muscolare con movimenti poco fluidi e maggior dispendio energetico Stabilità nell'appoggio Assorbimento dell'impatto e ammortizzazione Progressione Conservazione dell'energia Riduzione in ampiezza del passo Diminuzione del tempo in appoggio monopodalico e aumento del tempo di doppio appoggio Anticipazioni posturali Flessione plantare del ginocchio e dei muscoli abduttori dell'anca Caduta in avanti del corpo Alternanza energia potenziale energia cinetica Diminuzione della velocità Diminuzione del tempo in appoggio monopodalico e aumento del tempo di doppio appoggio Controllo posturale complessivo Utilizzo delle parti molli sottocalcaneali (suola venosa di Lejar e cuscinetti cellulo-adiposi) Rotolamento della tibiotarsica del piede Controllo del movimento articolare Allargamento della base d'appoggio La camminata avviene con "caduta controllata" Sono disattivati i meccanismi di emergenza che controllano la verticale Strategie utilizzate quando è presente instabilità Il soggetto tende a muoversi di meno innescando l'ipocinesi Allineamento del segmenti corporei Disassamento dell'articolazione tibio- astragalo-calcaneale Oscillazione dell'arto inferiore controlaterale Ottimizzazione del movimento del centro di gravità Dislocamento del peso corporeo sull'arto soggettivamente più stabile Si attivano scompensi posturali che destabilizzano progressivamente Il soggetto Allineamento del tronco Utilizzo dei legamenti passivi del piede e della testa metatarsale Oscillazione opposta degli arti superiori Timing dell'attivazione per il trasferimento di energia da un'articolazione all'altra Utilizzo di sistemi precauzionali La stabilizzazione tramite supporti esterni cambia l'attivazione muscolare e i pattern cinetici di tutto il corpo Orizzontalità dello sguardo Talizzazione del calcagno Attivazione muscolare per elevare e portare in avanti il baricentro Riduzione del movimenti parassiti e dei compensi Festinazione I piedi vengono trascinati con movimenti minimi e frequenti Irrigidimento del corpo Riduzione del rischio

Contrazione Muscolare

  • CONCENTRICA: se si accorcia il muscolo
  • ECCENTRICA: se si allunga il muscolo

CONTRAZIONE ISOMETRICA (non incide sulla lunghezza del muscolo; es. carico troppo elevato, muscolo non vince il peso che metto) CONTRAZIONE PLIOMETRICA

Fibre Muscolari

  • Tipo I: rosse, lente
  • Tipo II: bianche, rapide (IIa, IIx, IIb)

Attivazione Muscolare

L'attivazione muscolare che genera il movimento avviene: - Con ausilio di OSSIGENO (AEROBICO): formazione di CO2 facilmente eliminabile con espirazione. - Senza ausilio di OSSIGENO (ANAEROBICO): formazione di acido lattico accumulato nelle fibre muscolari. AEROBICO = movimenti protraibili nel tempo ANAEROBICO = movimenti veloci e di breve durata

Sequenzialità Utilizzo della Fonte di Energia

  1. ANAEROBIO-ALATTACIDO: utilizzo di ATP e fosfocreatina senza produzione di scorie (6-8 sec. di sforzo massimale -> 20 sec. max)
  2. AEROBICO: utilizzo di zuccheri + O2 -> produzione di CO2
  3. ANAEROBICO: utilizzo di zuccheri -> accumulo di acido lattico

MET = EQUIVALENTE METABOLICO (consumo di ossigeno a riposo) Formula: 1MET = 3,5 mL*kg-1*min-1 Movimento è sempre svolto da una coppia di muscoli: - Muscolo agonista: chi svolge l'azione - Muscolo antagonista: chi si oppone all'azione Equilibrio dato da muscoli estensori e flessori; regolare il movimento nello spazio.

Attività Motorie e Fisiche

Attività motorie -> azioni specifiche che implicano il movimento dell'uomo con dispendio energetico Attività fisica: ogni contrazione dei muscoli scheletrici che determini un significativo aumento del dispendio di energia rispetto alla condizione di riposo; (qualsiasi movimento corporeo che richiede dispendio energetico). Esercizio fisico: attività strutturata che segue protocolli di esercizio definiti per modo, frequenza, intensità, durata e progressione nel tempo; sotto-categoria dell'attività fisica mirata al miglioramento/mantenimento di una o più componenti della forma fisica. Educazione fisica: si serve dell'attività fisica per creare opportunità di sviluppo e apprendimento delle capacità e abilità motorie.

Età Evolutiva

  • Infanzia: nascita 3 anni
  • Fanciullezza 3-7 anni

Fasi Sensibili

FASI SENSIBILI (periodi in cui un soggetto apprende nuove conoscenze di base) - Età giovanile 7-11 anni - Adolescenza fino a circa 20 anni - Età adulta 20-65 anni fasi in cui vanno preservate le conoscenze apprese e gli schemi motori di base Anziano dopo 65 anni - Molto importante il rapporto tra ETA' BIOLOGICA e ETA' CRONOLOGICA sia per giovani (età dello sviluppo con performance che dipendono dalle capacità motorie apprese prima dell'età dello sviluppo; crescita osso e crescita muscolo non parallela) che per anziani (70 anni con una fisiologia di un 80enne o viceversa).

Abilità motoria: essere in grado di compiere un gesto nel miglior modo possibile che contiene tante capacità al suo interno.

ACCRESCIMENTO: crescita in termini quantitativi e qualitativi degli organi e degli apparati. MATURAZIONE: complemento biologico di un determinato apparato. SVILUPPO: complessa interazione dei fattori biologici con quelli ambientali e psico-sociali.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.