Destra e Sinistra Storica: sfide e riforme dello Stato unitario italiano

Slide sulla Destra e Sinistra Storica. La Pdf esplora il periodo della Destra e Sinistra Storica in Italia, analizzando le sfide iniziali dello Stato unitario e le riforme politiche ed economiche. Questo materiale di Storia per la scuola superiore è utile per il ripasso o l'apprendimento di base del periodo post-Risorgimento.

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DESTRA E SINISTRA STORICA
LE DIFFICOLTÀ DELLO STATO ITALIANO
Senato, di nomina regia;
Camera dei deputati eletta a suffragio censitario.
Il Regno d’Italia, uscito dal Risorgimento era uno Stato
liberale, ma non era una democrazia.
Il potere legislativo era esercitato da un Parlamento
bicamerale, articolato in:
STATO LIBERALE: forma di
Stato che ha come obiettivo
la tutela delle libertà e dei
diritti inviolabili del cittadino.
Quindi la maggioranza dei cittadini non partecipava alla vita dello Stato. Il potere era
esercitato da una minoranza ristretta: nel 1870 il corpo elettorale comprendeva meno
del 2% della popolazione complessiva del Paese.
Ricordiamo inoltre che sia nel Paese che nel Parlamento non esistevano dei veri e propri
partiti come quelli moderni: ogni deputato era il rappresentante di determinati
interessi locali che i suoi elettori gli chiedevano di difendere in sede parlamentare.
Si erano, però, delineati due schieramenti di fondo chiamati Destra e Sinistra.
In genere per distinguere la prima dal fascismo e la seconda dall’orientamento socialista si
aggiunge l’aggettivo storica.

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Anteprima

Destra e Sinistra Storica: Difficoltà dello Stato Italiano

DESTRA E SINISTRA STORICALE DIFFICOLTÀ DELLO STATO ITALIANO Il Regno d'Italia, uscito dal Risorgimento era uno Stato liberale, ma non era una democrazia. Il potere legislativo era esercitato da un Parlamento bicamerale, articolato in:

STATO LIBERALE: forma di Stato che ha come obiettivo la tutela delle libertà e dei diritti inviolabili del cittadino.

  • Senato, di nomina regia;
  • Camera dei deputati eletta a suffragio censitario.

Quindi la maggioranza dei cittadini non partecipava alla vita dello Stato. Il potere era esercitato da una minoranza ristretta: nel 1870 il corpo elettorale comprendeva meno del 2% della popolazione complessiva del Paese. Ricordiamo inoltre che sia nel Paese che nel Parlamento non esistevano dei veri e propri partiti come quelli moderni: ogni deputato era il rappresentante di determinati interessi locali che i suoi elettori gli chiedevano di difendere in sede parlamentare. Si erano, però, delineati due schieramenti di fondo chiamati Destra e Sinistra. In genere per distinguere la prima dal fascismo e la seconda dall'orientamento socialista si aggiunge l'aggettivo storica.LA DESTRA STORICA Dopo l'Unità d'Italia (1861), per i successivi 15 anni (fino al 1876), la politica italiana fu guidata dalla Destra. E questi 15 anni vengono ricordati come il periodo della Destra storica. Gli uomini di questo partito rappresentavano l'aristocrazia e la borghesia liberale moderata del centro-nord. Bettino Ricasoli prese il potere dopo la morte improvvisa di Cavour (1861). Questo governo dovette affrontare grandi problemi politici, economici e sociali.

POLITIC DI CAVOUR

Caricatura di Bettino Ricasoli, schiacciato dal peso della politica dopo la morte di Cavour 66 L'Italia è fatta! Ora bisogna fare gli italiani 99 MASSIMO D'AZEGLIOI problemi che affrontò la Destra storica

  1. Completamento dell'unificazione nazionale (liberare il Veneto dal dominio austriaco; separare Roma dal potere temporale del Papa);
  2. La scelta dell'accentramento amministrativo: la Destra storica decise di concentrare il potere politico nell'amministrazione centrale, negando autonomia politica alle realtà locali;
  3. Le enormi difficoltà finanziarie;
  4. Il brigantaggio.

Completamento dell'Unificazione Nazionale

1. COMPLETAMENTO DELL'UNIFICAZIONE Il completamento dell'unificazione d'Italia doveva passare attraverso:

  • la liberazione del Veneto dagli austriaci;
  • la liberazione di Roma dal potere della Chiesa.

La questione del Veneto trovò una soluzione più veloce grazie all'alleanza dell'Italia con la Prussia. Nel 1866, allo scoppio della guerra tra Austria e Prussia, l'Italia si alleò con la Prussia. Questo conflitto che vide di nuovo l'Italia combattere contro l'impero asburgico è considerato la terza guerra d'indipendenza. Sotto il profilo militare fu un disastro: l'esercito italiano subì una sconfitta a Custoza, vicino Verona (24 giugno 1866), mentre la marina fu sconfitta nella battaglia di Lissa. Nonostante ciò la vittoria della Prussia costrinse gli austriaci alla resa e a cedere il Veneto all'Italia.

CONFEDERAZIONE ELVETICA Trentino Trento · Belluno Savoia Novara Milanox .. Peschiera Trieste Torino Verona . Pavia . ·Venezia REGNO DI SARDEGNA Cremona Mantova DUC. DI PARMA Ferrara Cuneo Genova Comacchio Contea di Nizza DUC. DI MODENA Portovenere . Massa S. MARINO GRANDUCATO DI TOSCANA Arezzo Perugia STATO DELLA MAR CHIESA L'Aquila ADRIATICO Pescara Civitavecchia Roma Manfredonia Napoli- Sardegna Potenza . Taranto Salerno MAR TIRRENO REGNO DELLE DUE SICILIE MAR IONIO · Cosenza Catanzaro Palermo Messina · Reggio Caltanissetta Catania Agrigento Siracusa Insurrezioni * Battaglie * Avanzate piemontesi Avanzate austriache Interventi dei volontari di altri Stati italiani Fortezze del Quadrilatero Spedizione francese contro la Repubblica Romana Fuga di Garibaldi dopo la caduta di Roma IMPERO OTTOMANO Firenze ·** Ancona Bari Cagliari IMPERO D'AUSTRIA REGNO LOMBARDO VENETOLa questione romana fu più complessa perché oltre al potere temporale della Chiesa il governo italiano doveva prendere accordi con quello francese che presidiava lo Stato pontificio.

  • Nel 1864 Convenzione: il governo francese si impegnava a ritirare le truppe da Roma; il governo italiano si impegnava a difendere lo Stato pontificio da ogni attacco e spostare la capitale (da Torino a Firenze).

Fiore straordinari PAESE SERA --- Stamane poco dopo le 10 la liberazione che attendecamo da anni ! Roma e italiana | 12' e il 41' bersaglieri sono entrati nella città per la breccia di Porta Pia L'attacco concentrico era - su ordine di Cadorna - cominciato alle 5,15 - Le tr di Bixio hanno issato il tricolore sul Gianicolo . Bandiera bianca su S. tro . Cortel di cittadin ianicolo . La resa dopo poche ore di cannonate i cittadini esultanti per le strade - Concentra. strade . Concentra' mento di zuavi prigionieri a piazza Colonna - 175 fra morti e feriti nel nostro esercito IL BUCO NEL MURO Un romano caduto per la libertà

  • Il 20 settembre 1870 il governo italiano liberò Roma con un'azione di forza: i bersaglieri entrarono in città attraverso la breccia di Porta Pia, ponendo fine al potere temporale della Chiesa.
  • nel maggio 1871 il Parlamento approvò la 'legge delle Guarentigie' (garanzie), che avrebbe regolamentato i rapporti tra Stato e Chiesa;
  • nel mese di luglio del 1871 la capitale fu trasferita a Roma.
  • Pio IX impedì ai cattolici di partecipare alla vita politica.

Accentramento Amministrativo e Politica Economica

2. ACCENTRAMENTO AMMINISTRATIVO Il governo decise di estendere la legislazione del regno di Sardegna, lo Statuto albertino (in vigore fino al 1948) a tutta l'Italia. E optò per l'accentramento amministrativo: il potere politico si concentrò nell'amministrazione centrale, togliendo libertà alle realtà amministrative locali. 3. POLITICA ECONOMICA Nel 1862 lo Stato italiano contava un numero di uscite maggiore delle entrate, quindi il neonato Regno d'Italia era sull'orlo della bancarotta. Quintino Sella, che per diversi anni fu ministro delle Finanze si preoccupò del pareggio del bilancio. I problemi dell'economia erano legati prima di tutto alle spese militari, che l'Italia non poteva ancora ridurre (vedi la terza guerra d'indipendenza e la guerra contro lo Stato pontificio per l'annessione di Roma).Iniziative per far fronte al disavanzo di bilancio:

  • prestiti dall'estero;
  • massicce vendite di proprietà demaniali; confisca dei beni ecclesiastici;
  • tasse sui cittadini: imposte indirette su beni di largo consumo (alcolici, sale e tabacco). La più gravosa fu la tassa sul macinato, che veniva riscossa dai mugnai quando i contadini portavano il proprio grano al mulino, ed era versata in proporzione alla quantità di cereali trasformata in farina.
  • per il mercato interno furono abbattute le dogane interne e fu unificata la moneta;
  • per il mercato estero fu estesa a tutto il paese la tariffa doganale piemontese e furono firmati trattati commerciali (1863) con Francia e Inghilterra.

TASSA SUL MACINATO: l'importo era di 2 lire su un quintale di grano. Il suo effetto più immediato fu l'innalzamento del prezzo del pane, ciò causò numerosissime rivolte. Nel 1869 la Pianura Padana fu teatro di numerosi tumulti contro l'imposta sulla fame". Nel decennio 1872-1881 fruttò 69 milioni di lire e contribuì fortemente al risanamento del bilancio.

Il Brigantaggio e il Mezzogiorno

4. IL BRIGANTAGGIO E IL MEZZOGIORNO La Destra storica non riuscì a colmare il vuoto di potere lasciato al sud Italia dalla cacciata dei Borbone. All'inizio dell'unificazione i governi della Destra estesero subito e senza modificazioni, al resto del Paese, la legislazione vigente nel Regno di Sardegna, operando una vera e propria piemontesizzazione del Sud. Furono, poi, inviati al Sud moltissimi funzionari del Nord, con il risultato che le popolazioni meridionali ebbero l'impressione che, piuttosto che un processo di unificazione, si trattasse di una invasione straniera. Inoltre furono esportate al Sud leggi piemontesi, fino ad allora sconosciute: il libero scambio e la coscrizione obbligatoria. Per quanto riguarda il libero scambio, con l'arrivo si manufatti britannici a basso costo, molti artigiani del sud subirono una grave crisi economica e tutti gli impianti industriali, sorti con il governo borbonico chiusero. Per la coscrizione obbligatoria si stima che, in Sicilia, siano stati 25.000 i giovani che si diedero alla macchia per evitare il servizio militare obbligatorio.La protesta contro il governo, avvertito come straniero, e contro la povertà si incanalò in una rivolta armata che le autorità definirono brigantaggio, per squalificarlo. In queste condizioni prese piede il fenomeno del brigantaggio (bande di contadini, ex soldati, criminali veri e propri). Rimpiangevano il regime borbonico, prendendo di mira possidenti e politici locali, distruggendo le loro proprietà e commettendo omicidi. In realtà si trattò di una vera a propria guerra civile, che ebbe importanti risvolti sul piano politico e sociale. Molte bande di briganti, infatti, erano appoggiate e finanziate dal governo borbonico in esilio a Roma. Per capire la portata del fenomeno ricordiamo che il governo fu costretto a impiegare nel Sud circa 120.000 soldati. La Destra storica intervenne con la repressione militare ponendo fine al fenomeno nel 1865. La lotta al brigantaggio provocò più vittime di tutte le guerre del Risorgimento insieme.

La Sinistra Storica

LA SINISTRA STORICA Marco Minghetti fu l'ultimo presidente della Destra storica. Nel 1876 fu costretto a rassegnare le dimissioni. Re Vittorio Emanuele II diede l'incarico ad Agostino Depretis, leader della sinistra.

Motivi della Caduta della Destra

MOTIVI DELLA CADUTA DELLA DESTRA:

  • discussione sulla nazionalizzazione delle ferrovie, che mostrò le divisioni interne al gruppo politico;
  • non era più in grado di rappresentare il paese. Distacco tra Paese legale (ceto di governo) e Paese reale (società civile);
  • accentramento dello stato.

Composizione della Sinistra

LA SINISTRA Fu uno schieramento politico composto per lo più da imprenditori, piccola e media borghesia settentrionale, e proprietari terrieri del Mezzogiorno. Da una parte c'erano spinte PROGRESSISTE: a favore della modernizzazione del paese; dall'altra CONSERVATRICI: che avevano come obiettivo la difesa della proprietà latifondista settentrionale.

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