La riproduzione umana, dallo sviluppo embrionale al parto

Documento sulla riproduzione umana, dallo sviluppo embrionale al parto. Il Pdf, utile per studenti universitari di Biologia, descrive la gametogenesi, lo sviluppo embrionale e fetale, gli annessi embrionali e le complicanze del parto, come il parto prematuro e distocico.

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Annessi embrionali

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Anteprima

La riproduzione umana

O La produzione di uova e di spermatozoi è necessaria per il concepimento di un nuovo indivi- duo.

O Le uova sono presenti nell'ovaio prima della nascita e cominciano a maturare, nella maggio- ranza delle ragazze, tra i 9 e i 12 anni. Dalla maturazione del singolo uovo originario, si ottiene una cellula, funzionale, aploide con un assetto cromosomico: 22+X.

O Gli spermatozoi sono prodotti, nella maggior parte dei ragazzi, tra i 13 e i 15 anni. Da ogni cellula originaria si producono quattro cellule funzionali aploidi; una metà avrà un assetto cromosomico 22+X, mentre l'altra metà sarà 22+Y.

O Al momento della fecondazione si ristabilisce il normale numero di cromosomi. Dalla combi- nazione 44+XY nascerà un maschio, mentre da 44+XX una femmina.

O Questi gli eventi che si verificano dal concepimento alla nascita:

  1. Prima settimana: segmentazione, formazione della morula e della blastocisti.
  2. Nella seconda settimana si ha l'impianto e la formazione dell'embrione provvisto di due foglietti (endoderma ed ectoderma).
  3. La terza settimana è caratterizzata dalla formazione del mesoderma e dei tessuti specifici degli strati germinativi.
  4. Nella quarta settimana si stabilisce la struttura fondamentale degli organi.
  5. Dalla quinta all'ottava settimana si definisce completamente la forma umana e i sistemi appaiono organizzati.Annessi embrionali

Annessi embrionali

Sopra l'ectoderma inizia a formarsi la cavità amniotica. L'amnios o sacco amniotico ed il liquido amniotico, in esso contenuto, proteggono l'embrione da eventuali traumi, variazioni di pressione e di temperatura, ne facilitano i movimenti e il futuro parto. L'amniocentesi, cioè il prelievo del liquido amniotico per verificare l'eventuale presenza di malattie genetiche, è generalmente effet- tuata tra la sedicesima e la diciottesima settimana di gestazione. Alla terza settimana iniziano già a formarsi i primi abbozzi del cuore, mentre il sistema nervoso comincia a crearsi dopo la secon- da settimana di vita intrauterina con la formazione dell'abbozzo della futura colonna vertebrale, chiamato notocorda, e del tubo neurale.La placenta

La placenta

La placenta è un organo che si forma dalla compenetrazione dei villi primitivi nell'endome- trio; è quindi un organo in parte di origine materna, (endometrio) e in parte di origine fetale (corion). Il tratto dell'endometrio posto in corrispondenza dell'annidamento dell'uovo pren- de il nome di decidua basale e costituirà la parte della placenta di origine materna. Ad un certo punto dello sviluppo l'embrione è avvolto da due membrane. Una interna, l'amnios,coriali, i quali rappresentano la parte fetale della placenta. Il villo è l'unità fondamentale della placenta in quanto gli scambi materno-fetali, con funzione respiratoria, nutrizionale ed escretoria, avvengono proprio attraverso la fitta rete dei villi coriali. La placenta si sviluppa crescendo di dimensione per tutto l'arco della gravidanza; è molto ricca di vasi sanguigni materni che si dilatano formando le lacune sanguifere in cui "pescano" i vasi sanguigni del feto. I due tipi di sangue (fetale e materno) non si mescolano mai, in quanto restano separati dalla sottile parete dei capillari. La placenta è un organo a forma di focaccia, aderente alla parete uterina, con uno spessore di circa 2-3 cm, un peso com- preso tra 500 e 600 g e un diametro di 15-20 cm. A partire dal terzo mese di gravidan- za, la nutrizione del feto avviene tramite la placenta. Le funzioni della placenta sono fonda- mentalmente tre:

  1. Funzione metabolica. Attraverso la sottile barriera della parete capillare mol- te sostanze passano dalla madre al bam- bino e viceversa.

OLa funzione della placenta, che inizia a formarsi durante la seconda settimana di vita e che raggiunge la forma definitiva al terzo mese, è quella di permettere gli scambi tra madre e feto; attraverso la placenta passano moltissime sostanze nutritizie e avvengono gli scambi dei gas respiratori, anche perché il Anatomy in English feto non utilizza i polmoni per respirare. Tramite The placenta anatomy placenta passano anche le sostanze di rifiuto, prodotte dal metabolismo fetale. La placenta consente anche il passaggio de- gli anticorpi che raggiungono il feto e gli con- feriscono quindi un'immunità di tipo passivo. Purtroppo attraverso il filtro placentare passa- no anche alcune sostanze tossiche per il feto, come la nicotina, l'alcool, alcuni farmaci come gli antibiotici e le droghe; è anche permesso il passaggio degli ormoni e di alcuni agenti pato- geni, come i virus. MATERNAL -Anatomy in English La placenta ha anche una funzione endocrina; essa infatti produce la gonadotropina corionica (HCG), il progestero- ne, gli estrogeni (inibendo così la produzione di altri follicoli e quindi l'ovulazione) e la prolattina. L'HCG, che viene rilasciata nel sangue matemo, ha il compito di favorire la produzione di progesterone da parte del corpo lu- teo; nel feto stimola la produzione di testosterone nei testicoli. Il dosaggio della gonadotropina corionica umana è utiliz- zato come test di gravidanza. La placenta. il corion e l'amnios formano le membrane fe-Cordone ombelicale

Cordone ombelicale

È la formazione che mette in comunicazione la placenta con il feto, ha una lunghezza di 50-60 cm ed uno spessore di 12 mm. Al suo interno sono presenti vasi sanguigni (vena e arterie ombelicali) che trasportano al feto l'ossigeno e le sostanze nutritive e riportano alla placenta i prodotti di rifiuto eliminati dal feto. Questi vasi sanguigni sono avvolti da uno speciale tessuto di aspetto viscido (gelatina di Warthon) che impedisce la formazione di nodi e conseguente morte fetale per asfissia.Il parto

Il parto

Il parto è il processo, spesso spontaneo, che si verifica alla fine della gravidanza, con due eventi caratteristici come l'espulsione del feto e degli annessi embrionali. Affinché il parto si verifichi, è necessario che intervengano una serie di trasformazioni a carico dell'apparato genitale femminile. Il feto, raggiunta la maturità, attraversa il canale del parto, grazie alle contrazioni, prima lievi e diradate nel tempo, poi via via più inten- se e ravvicinate, da parte dell'utero (involonta- rie) e dei muscoli addominali (volontari). Questo evento si verifica nel periodo com- preso tra la 38ª e la 42ª settimana di gestazio- ne, in media alla 40ª. Il parto si distingue in:

  • abortivo, se avviene entro il sesto mese dal giorno del concepimento;
  • prematuro, se si verifica dopo la 24ª e prima della 34ª settimana;
  • pre-termine, se avviene prima della 37ª settimana;Taglio del cordone ombelicale.
  • a termine, se avviene tra la 38ª e la 42ª settimana;
  • post-termine, oltre la 42ª settimana.

Il parto naturale, quando avviene cioè spontaneamente senza complicazioni o rischi per la madre e per il feto, è detto anche parto eutocico ed è determinato da una serie di fattori che ancora oggi non si conoscono com- pletamente, mentre diverse sono le ipotesi avanzate. Di certo si sa che fattori ormonali, verso la fine del- la gravidanza, con l'invecchiamento della placenta e quindi con il calo di progesterone, determinano un in- tenso aumento del tono della muscolatura uterina. Conseguentemente al rapido calo degli ormoni placentari, viene stimolato il lobo posteriore dell'ipofisi a produrre ossitocina; ormone capace di provocare le contrazioni uterine. Le contrazioni regolari dell'utero, la perdita del tappo mucoso vaginale e la rottura dell'amnios (rottura o perdita delle acque) con la fuoriuscita del liquido amniotico che cir- condava il feto indicano l'avvicinarsi della nascita.Nel parto vengono distinte quattro fasi:

  • periodo prodromico, caratteristico nelle primipare a volte si può prolungare anche per uno, due giorni. La partoriente avverte deboli e distanziate contrazioni uterine che pos- sono già essere fastidiose e un inizio di dilatazione del collo dell'utero preceduta dall'e- missione di muco sanguinolento dal collo stesso: questo evento è definito "segno";
  • periodo dilatante, durante il quale si ha l'accorciamento e l'assottigliamento del canale cervicale e la dilatazione (di 10 cm al massimo) del collo dell'utero. Il periodo si caratte- rizza per la rottura della borsa delle acque detta anche "rottura delle acque" (il liquido amniotico fuoriesce improvvisamente all'esterno). La testa del nascituro comincia a de- formarsi leggermente per favorire la dinamica dell'espulsione (presentazione).
  • periodo espulsivo, il feto viene espulso grazie a contrazioni uterine che durano 50-70 secondi e che susseguono ogni 2-3 minuti. Dopo l'espulsione, il bambino resta ancora legato alla madre per il cordone ombelicale. Dopo aver legato e poi tagliato il cordone; il neonato emette il suo primo vagito che indica l'inizio della respirazione con i propri polmoni.
  • periodo del secondamento è caratterizzato dal distacco e dall'espulsione della placenta; l'utero si contrae (retrazione dell'utero) poi con forza comprimendo i vasi uterini e impedendo così una possibile emorragia.Apri con

I fattori di rischio del parto

Parto multiplo

Con il termine di gravidanza multipla si intende lo sviluppo contempo- raneo di due o più feti. Una gravidanza su 80-90 gravidanze statistica- mente è gemellare. Le gravidanze multiple sono fondamentalmente di due tipi:

  • monovulare o monozigotica, quando un ovulo è stato fecondato da un solo spermatozoo e la divisione è avvenuta nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Nascono gemelli fenotipicamente molto simili in quanto possessori di un patrimonio cromosomico identico; sono sempre solo due gemelli;

biovulari o bizigoti, quando due o più ovociti sono stati fecondati da altrettanti spermatozoi; nascono fratellini con patrimoni cromosomici diversi e che di identico hanno solo il periodo gestazionale (gemelli fraterni o fratelli contemporanei). Una gravidanza gemellare ha ovviamente alcuni inconvenienti (maggior ingombro, rischio di parto pretermine, maggiore probabilità di disturbi gravidici per la gestante, ecc.) ma sono evenienze in gran parte fronteggiabili; il rischio maggiore rimane il parto pre-termine in cui, in genere, si hanno neonati piccoli per l'età gestazionale. Se condotto naturalmente un parto gemellare presenta due rischi:

  • la collisione, si verifica quando i due feti si impegnano contemporaneamente per na- scere;

l'uncinamento, quando una parte (un arto, il mento, ecc.) di un bambino blocca l'altro durante la nascita. Per evitare questi rischi oggi si preferisce in ogni gravidanza gemellare ricorrere al par- to cesareo che deve essere considerato una forma di prevenzione del rischio.

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