Umanesimo e Rinascimento: Limiti Cronologici
UMANESIMO
E
RINASCIMENTO
Il tesoro della letteratura, pp. 568-593Limiti cronologici
- L'età dell'Umanesimo e del Rinascimento va dalla fine del Trecento
alla metà del Cinquecento, quando il Concilio di Trento (1545) apre
l'età della Controriforma e la pace di Cateau-cambrésis (1559) dà
avvio al dominio spagnolo in Italia.
- In genere si distinguono due momenti, divisi dalla Morte di Lorenzo
de' Medici e dalla scoperta dell'America (1492), a partire dalla quale
inizia l'epoca moderna.
La Storia e la Società Italiana
La storia e la società
- I grandi poteri universali ( Chiesa e Impero) sono in declino. Si consolidano
le monarchie nazionali. In Inghilterra e Francia si pongono le basi per la
formazione di una prima coscienza nazionale.
- In Italia la situazione è diversa: rimane prigioniera del particolarismo politico. Alla
fine del Quattrocento, la penisola italiana è sostanzialmente tripartita: nel Nord
dominano i comuni - poi signorie e corti - tendenti a una sempre maggiore
autonomia, generata dalla ormai secolare vacanza di un potere centrale forte; il
Centro è governato dallo Stato pontificio, dalla teocrazia papale e da un
immobilismo conservativo; il Sud governato da un regime ancora feudale e
monarchico, tra Normanni, Svevi e Aragonesi.
- centri
della
nuova
cultura
umanistica
furono Firenze, Ferrara, Venezia, Mantova, Milano, e al sud la corte napoletana
degli Angioini -> instabilità, conflitti fra nazioni
IL'Italia
del
Quattrocento
Patrimonio di San Pietro
Reno
Dipendenze del
Patrimonio di San Pietro
Domini degli Aragonesi
Addo
Chambery
Trento
Contea di Gorizia
Drava
Rep. di Venezia
Milano
Venezia
Sava
Mantova
Adige
P
4
Ferrara
Ducatu
1
Modena
al Genots
Genova
di Modegs Bologna
5
Rep. di San Marino
Rep. di Lucca
Firenze
Nizza
Stato
Siena
0
Piombino
Rep. di
della
Adriatico
Rep. di
Ragusa
Piombino
Cattar
Corsica
Chiesa
(1453, amministrata dal
Banco di San Giorgio)
Roma
Pontecorvo
Regno
Benevento
Bari
Napoli
Mar
di
Sardegna
Tirreno
Napoli
Isole Lipari
Mar
lonio
Messina
Palermo
· Reggio
Isole Egudi
Sicilia
· Catania
I Marchesato del Monferrato
2 Contea di Asti (sotto dominio francese)
3 Marchesato di Ceva
4 Marchesato di Mantova
Danubio
Ducato
di
Ducato
di Milano
Savoia
Torino
1
Po
2
Ducato di
Ferrara nel 1471
(Estensi)
larch. di
aluzzo
· Zara
ontea di
Nizza
Principato di
Monaco
Spalato
Repubblica
di Firenze
Mar
Ragu
Ducato di
Siena
Concetti di Umanesimo e Rinascimento
I concetti di Umanesimo e Rinascimento
- L'Umanesimo, che si afferma nel corso del Quattrocento e continua anche
nel secolo successivo, è la cultura della civiltà rinascimentale. Fra i concetti
di Umanesimo e Rinascimento esiste dunque una stretta vicinanza e per
molti aspetti una sovrapposizione.
Tuttavia il primo sottolinea in modo
particolare gli aspetti ideologici e culturali,
la consapevolezza che di sé ebbe il nuovo
periodo storico, mentre il secondo si
riferisce soprattutto alle manifestazioni
artistiche e ai fenomeni di costume, alla
civiltà nel suo complesso.
Humanitas e Divinitas
Humanitas e divinitas
- La parola Umanesimo implica la differenza i due concetti di humanitas
e divinitas, ovvero tra il mondo umano-naturale e mondo religioso.
- Tale distinzione non era presente nel Medioevo, e ogni scrittura
rientrava in una prospettiva religiosa.
- Anche se anche nel XIII secolo si registra già una tendenza alla
laicizzazione, questo atteggiamento prende piede alla fine Trecento
grazie a Petrarca e Boccaccio.
- Humanitas = conoscenza, tipica dell'uomo ->saggio.
L'Inizio di una Nuova Epoca
L'inizio di un'epoca nuova
- Riscoperta del mondo classico -> Rinascimento: rinascita degli studi
classici e inizio di una nuova epoca dopo i «secoli bui del Medioevo».
- Le generazioni dell'età umanistica e rinascimentale vogliono segnalare
una profonda distanza dal Medioevo per porsi in continuità con il
mondo greco-latino.
- Il passato viene considerato come qualcosa di autonomo, di diverso e
lontano (# Romanticismo dell'Ottocento: privilegia la continuità).
La Centralità dell'Uomo
La centralità dell'uomo
- La civiltà medievale inizia ad essere vista con sguardo polemico,
poiché colpevole di aver svilito le virtù terrene.
- L'uomo deve nutrire una fiducia assoluta nei suoi mezzi.
- bisogna adottare uno sguardo laico e realistico per indagare i
problemi dell'esistenza umana.
- Il desiderio di conoscenza è il motore che guida l'azione dell'uomo
-> Antropocentrismo: può elaborare una visione del mondo
elaborata attraverso il libero esercizio dello spirito critico.
- L'umanista è dotato di libero arbitrio -> atteggiamento scientifico:
l'analisi diretta della natura conduce alla necessità di studiarne i
fenomeni senza il condizionamento dei precetti religiosi.
Il Concetto e la Periodizzazione del Rinascimento
Il concetto e la periodizzazione del
Rinascimento
- Alla fine del Quattrocento il processo inaugurato da questa nuova mentalità
arrivò al suo apice.
- Parallelamente a una grave crisi politica, in Italia si assiste ad un'importante
fioritura culturale e artistica, il Rinascimento.
- Data di inizio: 1492 - data di fine: 1527 (sacco di Roma) o 1530.
- Il termine «rinascimento» implica l'idea di una rinascita della cultura e
delle arti dopo le tenebre medievali. Il primo ad usare questo termine è
stato lo storico dell'arte Giorgio Vasari.
- In realtà l'epoca che noi chiamiamo Rinascimento, è la maturazione del
pensiero umanistico, che si evolve verso una concezione dell'individuo
dominatore di se stesso e della realtà che lo circonda.
La Rivalutazione della Realtà Terrena
La rivalutazione della realtà terrena
- L'uomo umanista si presenta come protagonista di un universo
liberato dalle angosce mistiche e preoccupazioni teologiche: è
possibile condurre una vita felice anche sulla terra.
- Nuova morale: il piacere non solo non deve essere demonizzato, ma
deve essere
esaltato come un elemento
di
realizzazione
dell'individuo.
- Questo nuovo atteggiamento, però, non esclude completamente la
visione cristiana -> Umanesimo cristiano: rivendicazione del valore di
una nuova sensibilità, poggiata su una concezione ottimistica della
natura e sull'equilibrio tra razionalità e piacere, purezza del messaggio
cristiano e libera ricerca del sapere umano.
Lo Studio della Lingua Greca e il Neoplatonismo
Lo studio della lingua greca e il Neoplatonismo
- I valori del cristianesimo vengono integrati con quelli dei filosofi
classici. In particolare, assume un ruolo centrale la figura di Platone ->
studio del greco -> traduzione Dialoghi platonici di Marsilio Ficino->
Neoplatonismo
La natura è produzione necessaria ed eterna di un principio, l'Uno, che
coincide con il Bene. Tutta la natura è dunque ordinata in modo
discendente dall'uno. L'uomo, composto da corpo e anima, è il motore
dell'universo.
La Nuova Pedagogia
La nuova pedagogia
- La libertà si guadagna grazie allo studio, all'applicazione del sapere e
all'acquisizione di uno spirito autonomo e critico.
- La promozione della cultura è finalizzata allo sviluppo di una
personalità globale, libera da ogni norma precostituita e che rifiuti
l'eccessiva specializzazione.
- Tale progetto si diffonde grazie a scuole, cenacoli, accademie e circoli
liberi. La prassi didattica si articola attraverso la discussione e il
dialogo, senza disdegnare l'esercizio fisico.
- Ad alimentare questa nuova idea di sapere coopera la lettura dei
classici.
Il Primato della Vita Attiva
Il primato della vita attiva
- Se la vita terrena non è più solo un momento di passaggio a quella
ultraterrena, l'uomo deve sfruttarla come un'occasione per realizzare
sé stesso -> ideale pragmatico e attivo: successo, appagamento,
gloria, eternità.
- Uno dei temi centrali è il conflitto tra virtù e fortuna (Boccaccio): le
capacità dell'uomo determinano la sua sorte terrena.
- Questa visione fiduciosa deve però scontrarsi con le difficoltà che
l'uomo deve costantemente affrontare: Niccolò Machiavelli (visione
positiva) - Francesco Guicciardini (impotenza dell'uomo davanti alla
sorte).
Il Patrimonio della Classicità
Il patrimonio della classicità
- Gli umanisti sono mossi dalla passione per la ricerca e della scoperta:
setacciano biblioteche alla ricerca di preziosi manoscritti dei testi
classici. Il pioniere di questo nuovo atteggiamento è stato Petrarca,
ma ora diventa qualcosa di collettivo.
- Dall'immenso patrimonio di opere classiche recuperato nasce un
nuovo modello di cultura, morale ed estetico. I modelli classici
devono essere imitati, non copiati: devono essere recuperati in modo
moderno ed originale.
- Inoltre, gli umanisti incolpano il Medioevo di aver creato una frattura
con il mondo classico, ma in realtà non è così.
La Nascita della Filologia
Nasce la Filologia
- In questo periodo, dunque,
cambia il modo di accostarsi ai
classici, poiché è forte la volontà
di ritrovare il senso originale del
testo di partenza, che si cerca di
ristabilire anche esaminando la
veridicità delle fonti e tenendo
conto del contesto storico in cui
il testo era stato scritto.
- Per
questa
esigenza nasce
la Filologia,
la
scienza
della
parola e del testo.
Il Lavoro del Filologo
Nasce la Filologia
- Il filologo studia il manoscritto, ricostruisce il testo, lo indaga in modo
preciso, ripulisce gli errori, rimuove le censure e le manipolazioni
ripristinando il testo nella sua forma originale.
- Non è un lavoro meccanico: la filologia esprime un atteggiamento
scientifico, poiché abitua gli intellettuali a sottoporre a verifica
continua l'eredità del passato con spirito antidogmatico.
- La filologia non si limita a restituire nella forma corretta le parole dei
poeti antichi, ma aiuta spesso a correggere prospettive distorte e a
sovvertire radicati luoghi comuni.
La Falsa Donazione di Costantino
La falsa Donazione di Costantino
- La Donazione di Costantino è un documento con il quale l'imperatore
romano avrebbe attribuito al papa una serie di concessioni, come la
giurisdizione civile sulla città di Roma, sull'Italia e sull'intero Impero
Romano d'Occidente.
- Il filologo Lorenzo Valla demolisce le basi sulle quali si fondava la
legittimità del potere temporale ecclesiastico applicando il metodo
filologico.
- La filologia si manifesta come arma contro l'errore e la mistificazione,
prefigurando la scientificità che caratterizza l'indagine moderna.
La Lingua nel Rinascimento
La lingua
- La passione degli Umanisti per la classicità si riflette nell'uso del latino
per la scrittura (Petrarca) -> scelta collettiva dell'élite intellettuale
europea.
- Nei primi decenni del Quattrocento il volgare è relegato a mero
strumento di comunicazione quotidiana.
- Solo verso la metà del secolo tornerà a riacquisire dignità: Certame
coronario, 1441 -> gara poetica in volgare sul tema dell'amicizia
organizzata da Leon Battista Alberti -> primato del toscano.
- Pietro Bembo: differenziare la lingua scritta da quella parlata,
ufficializzando il modello del fiorentino letterario trecentesco (Prose
della volgar lingua, 1525).