Slide da Hub Scuola su Pietro Bembo e altra lirica del Cinquecento. Il Pdf esplora la figura di Pietro Bembo tra classicismo e neoplatonismo, analizzando le sue opere principali come le 'Prose della volgar lingua' e le 'Rime', con schemi e citazioni per studenti universitari di Letteratura.
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La regola e l'eccezione:
Pietro Bembo e altra lirica
del Cinquecento65
È adunque da scriver bene
più che si può, perciò che
le buone scritture, prima a'
dotti e poi al popolo del loro
secolo piacendo, piacciono
altresì e a' dotti e al popolo
degli altri secoli parimente.
Prose della volgar lingua
Il nome di Pietro Bembo si lega a due aspetti fondamentali della
letteratura e della storia culturale del Cinquecento:
Questi aspetti vengono trattati nelle sue opere e costituiscono uno
stimolo alla sua creazione letteraria.
Nasce a Venezia nel 1470 da
una famiglia dell'aristocrazia
veneta.
Riceve una solida formazione
e viene a contatto con alcune
delle corti più attive: la Firenze
dei Medici, la Ferrara degli
Estensi.
Manifesta una precoce
vocazione letteraria e
interessi da filologo.
Inizia a collaborare con
l'editore Aldo Manuzio.
Di particolare interesse è
l'edizione tascabile delle Cose
volgari di Messer Francesco
Petrarca, scritta in corsivo e
priva dei sovrabbondanti
commenti a contorno.
Alla corte di Ferrara si
innamora di Lucrezia Borgia, a
cui dedica gli Asolani.
Si reca a Urbino, dove
conosce Baldassarre
Castiglione e partecipa alla
vita mondana.
Nel 1512 si trasferisca a
Roma. Leone X lo nomina
segretario "ai brevi".
Nel 1539 viene nominato
cardinale.
Dopo la morte del padre
torna a Venezia; si stabilisce
poi a Padova, dove, nel
1522, assume la condizione
clericale.
A Padova porta a termine
le Prose della volgar
lingua.
Scrive le Rime.
Viene nominato storiografo
e bibliotecario della
Repubblica di Venezia.
Si dedica con dedizione
alla letteratura e sistema il
suo ricchissimo epistolario.
Muore a Roma nel 1547.
necessità di uno
strumento linguistico
stabile e unitario
PENSIERO
DI BEMBO
restituzione della dignità al volgare, usato da
Dante, Petrarca e Boccaccio
pratica del
petrarchismo
il valore di una lingua dipende
dall'esistenza di scrittori e poeti
che l'hanno usata
il modello di Petrarca veicola
la filosofia neoplatonica
il modello di Petrarca viene
assunto in poesia
per temi, lingua e metrica
l'amore ha un ruolo fondamentale
nell'elevazione spirituale
creazione di un codice letterario
sovraregionale
tensione verso la perfezione ideale
produzione poetica codificata, vincolata a temi prefissati
e a un decoro formale elevato
L'argomento principale è la
natura e fenomenologia
dell'amore.
Nel corso del trattato il
sentimento amoroso si eleva
fino ad una dimensione
spirituale.
Tre giovani e tre gentildonne discorrono per tre giorni
ad Asolo, alla corte di Caterina Cornaro, regina di
Cipro.
Libro I
Si discute se l'amore sia causa di bene o male. Si
conclude che è causa di sofferenze.
Libro II
Si esalta la forza dell'amore fisico.
Libro III
Si arriva a sintesi: l'amore spirituale, teso alla
bellezza metafisica, è la forma di amore perfetta.
Trattato in volgare in forma di dialogo.
Si compone di tre libri in cui sono inseriti
anche componimenti poetici (forma del
prosimetro).
L'argomento del dialogo è tipico della
letteratura cortigiana, ma è innovativa la
scelta di affidarlo a una trattazione in
lingua volgare.
Un precedente è rappresentato dal
Cortegiano di Castiglione.
primi anni del Cinquecento
1512
1524-1525
prima idea
delle Prose
due libri iniziali
finalizzazione e
pubblicazione
compimento del
pensiero di Brembo
Si tratta di tre libri in volgare, in forma di dialogo. Oggetto del dialogo
è una riflessione sulla dignità del volgare; ciascun interlocutore è
portatore di una posizione soggettiva.
sostiene il primato del latino classico sul volgare
è favorevole alla diffusione della lingua aristocratica in uso nelle corti
illustra i pregi della lingua fiorentina contemporanea
teorizza il primato dei grandi autori del Trecento
La prima raccolta viene stampata nel 1530, anche se molti
componimenti hanno già avuto ampia circolazione.
Successivamente, Bembo allestisce altre due edizioni (1535 e
1548), riunendovi un totale di 165 liriche.
I temi sono: amoroso, encomiastico, funebre.
Nelle Rime l'imitazione di Petrarca avviene su un piano linguistico
e stilistico: la donna è descritta con pochi particolari, metafore e
antitesi sono controllate, lo stile è uniforme e tende al sublime.
Gaspara Stampa
· nasce a Padova tra il 1520
e il 1525
· fa parte della categoria
delle artiste e poetesse
che non si prostituisce
come le cortigiane
· appartiene comunque a
una categoria sociale al di
fuori delle rigide norme
morali cattoliche
· utilizza la poesia per
comunicare le sue
esperienze d'amore
· A Venezia, grazie al suo talento artistico e alla sua bellezza, entra a far parte
della società più colta e raffinata.
· Entra nell'Accademia dei Dubbiosi.
· La sua casa diventa in breve uno dei salotti più colti di Venezia.
· Il suo Canzoniere è ispirato dall'amore per il conte Collaltino di Collalto. Le Rime
comprendono 311 componimenti.
Pur aderendo alle regole del petrarchismo, sono caratterizzate da un'impronta
fortemente autobiografica. I suoi versi sono delle confessioni personali,
immediate e con una forma non particolarmente complessa.
Isabella di Morra
· di origini nobili, nasce nel
1520
· Isabella ha una vita breve e tragica; cresce in solitudine nelle proprietà di
famiglia, poiché il padre è dovuto fuggire in Francia a causa di persecuzioni
politiche.
· Oppressa dai fratelli, scrive versi in cui denuncia la sua condizione di
emarginazione e isolamento.
· Si innamora del nobile spagnolo Diego Sandoval De Castro, con cui intreccia
una fitta corrispondenza epistolare. Scoperta dai fratelli, viene uccisa, insieme al
precettore che ha favorito la relazione e allo stesso De Castro.
· Della sua produzione restano solo 10 sonetti e 3 canzoni. Ispirati a i canoni del
petrarchismo, i componimenti comprendono alcune riflessioni esistenziali che
vanno al di là del semplice autobiografismo.
Vittoria Colonna
· nasce nel 1490 da
famiglia nobile
· fa parte della categoria
delle nobildonne colte che
si impegnano in prima
persona nella produzione
letteraria, componendo
poesie nel solco del
petrarchismo
contemporaneo
· Nel 1509 sposa Francesco Ferrante d'Avalos, marchese di Pescara.
· Nel 1525 il marito muore. Vittoria vive da questo momento in stretta vedovanza,
dedicandosi alla poesia e alla pratica religiosa.
· Stringe amicizia con Michelangelo Buonarroti.
· Nei suoi componimenti, aderenti al modello petrarchesco proposto da Brembo,
tratta anche tematiche mistico-religiose. Impiega in modo inusuale immagini
e motivi della poesia amorosa per esprimere il suo rapporto con Dio e la realtà
trascendente.
Michelangelo Buonarroti
· nasce nel 1475
· Affianca alla straordinaria capacità artistica di pittore, scultore e architetto una
cospicua produzione poetica.
· Nelle sue composizioni:
- predilige la forma del madrigale e del sonetto
- privilegia un uso concreto del lessico, da cui scaturisce un vigore
espressivo nuovo rispetto alla convenzionalità del petrarchismo.
Tra le Rime, spiccano quelle dedicate a Vittoria Colonna, per la quale nutre
sentimenti profondi.
Originali sono anche i testi in cui Michelangelo riflette sui fondamenti teorici
e morali dell'arte.
Giovanni Della Casa
· nasce in Toscana nel
1503, poi si trasferisce a
Roma
· Riceve una formazione umanistica e intraprende la carriera ecclesiastica e
politica: diviene vescovo di Benevento e nunzio apostolico a Venezia.
· Nel 1551, caduto in disgrazia, si ritira nel trevigiano, dove si occupa
dell'attività letteraria.
· Le sue opere più note sono:
- le Rime: 64 componimenti particolarmente innovativi rispetto al modello di
Brembo. Infatti:
- presentano una struttura su tre temi: amore, ricerca della gloria letteraria,
ricerca degli onori mondani
- evocano la gravitas, un registro sublime e drammatico, che mette in luce
il tormento dell'io poetico. La metrica ricerca l'incontro tra le vocali nelle
parole, la sintassi ricorre a numerosi enjambement, spezzando le unità
strofiche di quartine e terzine nel sonetto.
- il Galateo: trattato di comportamento in prosa, sul modello boccacciano. I
valori esaltati nell'opera sono la misura, la discrezione, la cortesia, il decoro.