Torquato Tasso e Galileo Galilei: vita, opere e pensiero

Documento da Università su Torquato Tasso e Galileo Galilei: vita, opere e pensiero. Il Pdf offre una panoramica dettagliata sulla vita e le opere di Torquato Tasso e Galileo Galilei, con focus su "Gerusalemme Liberata" e "Sidereus Nuncius", utile per lo studio della Letteratura a livello universitario.

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21 pagine

Tquato Tasso vita
Gli anni sereni
Nacque nel 1544 a Sorrento
il padre, di nobile famiglia bergamasca, era attivo nella vita di corte e poeta (autore di un
poema cavalleresco)
Tasso da giovane lo seguì nei suoi spostamenti a Urbino dove viene a contatto con
l'ambiente cortigiano, e a Venezia stimolo per iniziare un poema epico sulla prima
crociata Gierusalemme
si trasferì poi a Padova per frequentare una prestigiosa università in cui intraprese gli studi
giuridici per poi cambiare e proseguire con le sue passioni per la filosofia e la letteratura
a 18 anni scrisse un poema epico cavalleresco, “Rinaldo” e “rime d'amore”
giovanissimo, Tasso ha già esperienza di varie corti italiane come Urbino Mantova e Ferrara
oltre alla corte, importante luogo per la sua formazione è l’Accademia, centro dell'attività
intellettuale per eccellenza principalmente a Padova
nel 1565 fu assunto al servizio del Cardinale Luigi d'Este e si trasferì a Ferrara dove rimase
affascinato e visse gli anni più sereni e fecondi
nel 1572 passò sotto il servizio del Duca come gentiluomo stipendiato senza incarichi precisi
così si poteva dedicare alla poesia
La Corte Ferrarese era amante della letteratura cavalleresca (esempio: Ariosto) e fu
probabilmente per questo che Tasso fu stimolato a lavorare al poema epico che già aveva
ripreso
nel frattempo, compose un dramma pastorale "Aminta"
gli anni tormentati
Tasso guardava la sua opera con inquietudine e insoddisfazione in quanto tormentato dallo
scrupolo di renderla perfettamente aderente ai canoni
nel 1575 si recò a Roma dove la sottopose al giudizio di un gruppo di autorevoli lettori che
formularono critiche meschinamente moralistiche Tasso rispose difendendo la sua opera
anche se allo stesso tempo le condivideva lui stesso e lo rendevano più incerto
agli scrupoli letterari si aggiungevano quelli religiosi dubbio sulla propria ortodossia nella
fede Cattolica; tantè che nel 1577 di sua spontanea volon si sottopose all'Inquisizione di
Ferrara che naturalmente lo assolse ma non basta per colmare i suoi dubbi
era Inoltre tormentato da manie di persecuzione (pensando di essere spiato da un servo gli
lanciò un coltello) il duca lo fece rinchiudere nel convento di San Francesco da cui fuggì
Il comportamento indicativo di turbe psichiche che segnala una profonda insicurezza: a
Sorrento si recò dalla sorella sotto copertura per annunciarle la propria morte e vedere la sua
reazione davanti al dolore della sorella gli rivelò la sua vera identità e visse alcuni giorni
tranquilli
tornò a Ferrara durante le terze nozze del Duca Alfonso nel 1579 in cui però non venne
accolto come sperava e data la sua escandescenza venne rinchiuso nell'ospedale di
Sant'Anna dove rimase per 7 anni
dopo un periodo di totale segregazione gli fu data la concessione di ricevere visite studiare e
scrivere riprende l'attività letteraria e scrisse rime, lettere e buona parte dei dialoghi
subì gravi sofferenze fisiche e psichiche: era turbato da incubi e allucinazioni
il suo stato d'animo oscillava tra manie di persecuzione per cui credeva di essere vittima di
ingiustizia e tendenze autopunitive che li facevano sentire colpe nei confronti delle autorità
in questo periodo tramite le lettere si rivolgeva a persone importanti per diffondere la
propria persona e chiedere soccorso
il duca Alfonso non lo teneva segregato nonostante la quantità di signori disposti a ospitarlo,
perché a causa di urti con la Curia pontificia temeva che Ferrara potesse tornare alla chiesa
era quindi fondamentale evitare ogni tipo di sospetto/eresia la situazione del poeta
poteva essere pretesto di accuse
mentre era è rinchiuso, La Gerusalemme fu pubblicata senza il suo consenso in un'edizione
scorretta e incompleta che lo turbò profondamente nonostante il gran successo il poema
scatenò polemiche nel confronto con il “Furioso”
amareggiato scrisse una apologia della Gerusalemme Liberata e la sottopose a una
revisione
nel 1586 venne liberato e preso in custodia dal Duca Vincenzo Gonzaga di Mantova
nei suoi ultimi anni si dedicò alla poesia
- encomiastica celebrativa e dei signori che lo ospitavano
- religiosa
- rifacimento del poema che pubblicò nel 1593 sotto il titolo di Gerusalemme conquistata
nel 1584 Papa Clemente VIII gli offrì l'incoronazione poetica ma ammalatosi morì nel 1595
Tasso incarna la figura del poeta cortigiano del 500, la sua vita si svolgeva interamente a
Corte alla quale legato materialmente e intellettualmente pensava che sono si potesse
affermare la fama di un grande poeta (diversamente da Ariosto che invece mantiene sempre
una certa autonomia)
Tasso era però lacerato da contraddizioni profonde: da un lato celebra la corte e dall'altro
prova una segreta avversione, espressa nei suoi atteggiamenti di rivolta violenta, fughe
continue e irrequieto vagabondare senza mai trovare un luogo in cui risiedere stabilmente
La Gerusalemme Liberata
Genesi composizione e prime edizioni e discorsi dell'arte poetica
Tasso, Venezia, 1559 idea di comporre un poema epico sulla liberazione del Santo
Sepolcro (Gierusalemme) per mancata ispirazione il poeta abbandona momentaneamente il
progetto
nel 1565 lo riprese e dopo varie interruzioni fu terminato 10 anni dopo
venne pubblicato nel 1581 a Ferrara con il titolo di Gerusalemme Liberata (più avanti poi
venne prodotta una nuova edizione da Scipione Gonzaga con alcuni interventi di censura
approvati dall'autore)
in questo periodo dominava una concezione normativa e precettistica della letteratura si
affermarono per questo codificazioni: Tasso accompagnava sempre la creazione politica con
la riflessione teorica (Discorsi dell'arte poetica in particolare del poema eroico)
la poetica: il verisimile, il giovamento e il diletto
Voleva delineare un poema eroico che si uniformasse ai canoni della precettistica, e si
allontanasse dal modello di Ariosto
partendo da Aristotele afferma che
- la storiografia tratta il vero realmente avvenuto
- la poesia tratta del verisimile = ciò che sarebbe potuto avvenire
- il poema epico per produrre effetto verisimile deve trattare materia della storia ma con un
margine di finzione (non materia troppo vicina che impedirebbe l'intervento creativo del
poeta troppo remota che risulterebbe estranea al lettore)
all'epoca si pensava che la poesia avesse compiti morali e pedagogici (educare quale sia la
strada giusta da seguire) Tasso pensa che la poesia non possa essere separata dal diletto
- il diletto (piacere) deve essere finalizzato al giovamento (morale). Il diletto è assicurato dal
meraviglioso , non quello fiabesco e fantastico del romanzo cavalleresco, che
comprometterebbe il verisimile, ma un meraviglioso cristiano con cui risolve le situazioni
tramite l’intervento divino, degli angeli, o delle potenze infernali, che appaiono verisimili al
lettore in quanto fanno parte della verità della fede.

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Anteprima

Torquato Tasso: La Vita

Gli anni sereni

  • Nacque nel 1544 a Sorrento
  • il padre, di nobile famiglia bergamasca, era attivo nella vita di corte e poeta (autore di un poema cavalleresco)
  • Tasso da giovane lo seguì nei suoi spostamenti a Urbino dove viene a contatto con l'ambiente cortigiano, e a Venezia -> stimolo per iniziare un poema epico sulla prima crociata Gierusalemme
  • si trasferì poi a Padova per frequentare una prestigiosa università in cui intraprese gli studi giuridici per poi cambiare e proseguire con le sue passioni per la filosofia e la letteratura
  • a 18 anni scrisse un poema epico cavalleresco, "Rinaldo" e "rime d'amore"
  • giovanissimo, Tasso ha già esperienza di varie corti italiane come Urbino Mantova e Ferrara
  • oltre alla corte, importante luogo per la sua formazione è l'Accademia, centro dell'attività intellettuale per eccellenza -> principalmente a Padova
  • nel 1565 fu assunto al servizio del Cardinale Luigi d'Este e si trasferì a Ferrara dove rimase affascinato e visse gli anni più sereni e fecondi
  • nel 1572 passò sotto il servizio del Duca come gentiluomo stipendiato senza incarichi precisi così si poteva dedicare alla poesia
  • La Corte Ferrarese era amante della letteratura cavalleresca (esempio: Ariosto) e fu probabilmente per questo che Tasso fu stimolato a lavorare al poema epico che già aveva ripreso
  • nel frattempo, compose un dramma pastorale "Aminta"

Gli anni tormentati

  • Tasso guardava la sua opera con inquietudine e insoddisfazione in quanto tormentato dallo scrupolo di renderla perfettamente aderente ai canoni
  • nel 1575 si recò a Roma dove la sottopose al giudizio di un gruppo di autorevoli lettori che formularono critiche meschinamente moralistiche -> Tasso rispose difendendo la sua opera anche se allo stesso tempo le condivideva lui stesso e lo rendevano più incerto
  • agli scrupoli letterari si aggiungevano quelli religiosi -> dubbio sulla propria ortodossia nella fede Cattolica; tant'è che nel 1577 di sua spontanea volontà si sottopose all'Inquisizione di Ferrara che naturalmente lo assolse ma non basta per colmare i suoi dubbi
  • era Inoltre tormentato da manie di persecuzione (pensando di essere spiato da un servo gli lanciò un coltello) il duca lo fece rinchiudere nel convento di San Francesco da cui fuggì
  • Il comportamento indicativo di turbe psichiche che segnala una profonda insicurezza: a Sorrento si recò dalla sorella sotto copertura per annunciarle la propria morte e vedere la sua reazione -> davanti al dolore della sorella gli rivelò la sua vera identità e visse alcuni giorni tranquilli
  • tornò a Ferrara durante le terze nozze del Duca Alfonso nel 1579 in cui però non venne accolto come sperava e data la sua escandescenza venne rinchiuso nell'ospedale di Sant'Anna dove rimase per 7 anni
  • dopo un periodo di totale segregazione gli fu data la concessione di ricevere visite studiare e scrivere -> riprende l'attività letteraria e scrisse rime, lettere e buona parte dei dialoghi
  • subì gravi sofferenze fisiche e psichiche: era turbato da incubi e allucinazioni
  • il suo stato d'animo oscillava tra manie di persecuzione per cui credeva di essere vittima di ingiustizia e tendenze autopunitive che li facevano sentire colpe nei confronti delle autorità
  • in questo periodo tramite le lettere si rivolgeva a persone importanti per diffondere la propria persona e chiedere soccorso
  • il duca Alfonso non lo teneva segregato nonostante la quantità di signori disposti a ospitarlo, perché a causa di urti con la Curia pontificia temeva che Ferrara potesse tornare alla chiesaera quindi fondamentale evitare ogni tipo di sospetto/eresia -> la situazione del poeta poteva essere pretesto di accuse
  • mentre era è rinchiuso, La Gerusalemme fu pubblicata senza il suo consenso in un'edizione scorretta e incompleta che lo turbò profondamente -> nonostante il gran successo il poema scatenò polemiche nel confronto con il "Furioso"
  • amareggiato scrisse una "apologia della Gerusalemme Liberata" e la sottopose a una revisione
  • nel 1586 venne liberato e preso in custodia dal Duca Vincenzo Gonzaga di Mantova
  • nei suoi ultimi anni si dedicò alla poesia
    • encomiastica -> celebrativa e dei signori che lo ospitavano
    • religiosa
    • rifacimento del poema che pubblicò nel 1593 sotto il titolo di Gerusalemme conquistata
  • nel 1584 Papa Clemente VIII gli offrì l'incoronazione poetica ma ammalatosi morì nel 1595
  • Tasso incarna la figura del poeta cortigiano del 500, la sua vita si svolgeva interamente a Corte alla quale legato materialmente e intellettualente -> pensava che sono lì si potesse affermare la fama di un grande poeta (diversamente da Ariosto che invece mantiene sempre una certa autonomia)
  • Tasso era però lacerato da contraddizioni profonde: da un lato celebra la corte e dall'altro prova una segreta avversione, espressa nei suoi atteggiamenti di rivolta violenta, fughe continue e irrequieto vagabondare senza mai trovare un luogo in cui risiedere stabilmente

La Gerusalemme Liberata

Genesi, composizione, prime edizioni e discorsi dell'arte poetica

  • Tasso, Venezia, 1559 -> idea di comporre un poema epico sulla liberazione del Santo Sepolcro (Gierusalemme) per mancata ispirazione il poeta abbandona momentaneamente il progetto
  • nel 1565 lo riprese e dopo varie interruzioni fu terminato 10 anni dopo
  • venne pubblicato nel 1581 a Ferrara con il titolo di Gerusalemme Liberata (più avanti poi venne prodotta una nuova edizione da Scipione Gonzaga con alcuni interventi di censura approvati dall'autore)
  • in questo periodo dominava una concezione normativa e precettistica della letteratura si affermarono per questo codificazioni: Tasso accompagnava sempre la creazione politica con la riflessione teorica (Discorsi dell'arte poetica in particolare del poema eroico)

La poetica: il verisimile, il giovamento e il diletto

  • Voleva delineare un poema eroico che si uniformasse ai canoni della precettistica, e si allontanasse dal modello di Ariosto
  • partendo da Aristotele afferma che
    • la storiografia tratta il vero realmente avvenuto
    • la poesia tratta del verisimile = ciò che sarebbe potuto avvenire
    • il poema epico per produrre effetto verisimile deve trattare materia della storia ma con un margine di finzione (non materia troppo vicina che impedirebbe l'intervento creativo del poeta né troppo remota che risulterebbe estranea al lettore)
  • all'epoca si pensava che la poesia avesse compiti morali e pedagogici (educare quale sia la strada giusta da seguire) -> Tasso pensa che la poesia non possa essere separata dal diletto
    • il diletto (piacere) deve essere finalizzato al giovamento (morale). Il diletto è assicurato dal meraviglioso, non quello fiabesco e fantastico del romanzo cavalleresco, che comprometterebbe il verisimile, ma un meraviglioso cristiano con cui risolve le situazioni tramite l'intervento divino, degli angeli, o delle potenze infernali, che appaiono verisimili al lettore in quanto fanno parte della verità della fede.

La poetica: unità e varietà, lo stile sublime

  • Tasso respinge il modello aristotelico caratterizzato dalla molteplicità di azioni e Intrecci perché comprometterebbe l'Unità dell'Opera però riconosce l'importanza della parità per il diletto
  • il poema deve essere vario -> contenere in realtà diverse ma sempre legato da una struttura unitaria (paragoni con il mondo al suo interno grande varietà ordinata e unificata da Dio)
  • Dei 3 livelli indicato dalla tradizione classica, sublime, mediocre e umile, quello che conviene al poema eroico è quello sublime
    • i concetti devono riguardare le cose più grandi: Dio, eroi e imprese straordinarie
    • le parole devono essere di livello alto distaccate dal Quotidiano
    • la sintassi si deve basare su periodi lunghi
    • la asprezza deve essere ottenuta con spezzature e pause ed enjambements

L'argomento e il genere

  • Abbandona i temi cavallereschi e romanzeschi adottati da Ariosto e si rivolge a una materia storica (conquista Santo Sepolcro dei crociati nel 1099)
  • La prima crociata consente di introdurre all'interno del poema un meraviglioso che sia verisimile e credibile che proviene dal soprannaturale Cristiano (intervento dal cielo) -> materia lontana nel tempo e consente un margine di libertà nell'invenzione poetica ma anche vicina da consentire interesse dal pubblico moderno
  • l'argomento era anche attuale al tempo di Tasso perché era obiettivo che la cultura occidentale si era posta sin dalla conquista turca di Costantinopoli e amplificata con l'avanzata dei Turchi nel Mediterraneo
  • materia: storia vera che deve stimolare la coscienza Cristiana e spingere l'occidente cristiano ad una riscossa
  • Tasso prende come modelli I poemi classici Iliade e Odissea (imitazione)
  • punta al sublime nell'argomento come nello stile lontano dal realismo Quotidiano
  • scopo celebrativo della religione e fine didascalico e pedagogico
  • le bellezze poetiche servono ad allettare chi legge e a far assimilare facilmente e piacevolmente le lezioni morali di cui il testo è veicolo

Gli intenti dell'opera

  • L'opera ha intenti
    1. pedagogici
    2. morali
    3. edificanti
  • Tasso si presenta come il perfetto poeta Cristiano, cantore e sostenitore degli ideali della Controriforma -> scopo: celebrare la religione
  • il carattere celebrativo del poema fu spunto per molte scenografie proprie del gusto sia della sfera politica che religiosa
  • ci sono nel poema Infatti episodi in cui
    1. il potere si mostra in tutta la sua forza
    2. si rappresenta la maestosità delle cerimonie liturgiche
  • volontà controriformistica = aderisce a tutti gli aspetti tipici del periodo a livello di contenuti e forme -> perfetto poema cristiano secondo i canoni controriformistici ma anche perfetto poema epico in obbedienza all'autorità di Aristotele e alle leggi della sua Poetica

La realtà effettiva del poema

  • La realtà effettiva agli occhi del lettore è più complessa ->ambivalenza nei confronti della Corte
    1. nella Gerusalemme il riferimento ideale e il privilegiato ambiente di risonanza - contempla la maestà del potere
    2. insofferenza verso la rigidità della Corte, peso dell'autorità, finzioni, conflitti ...
  • il poeta si rifugia nel vagheggiamento idilliaco -> elogio alla vita naturale alla campagna (contemplazione di un mondo di pastori conforme solo alla natura autentica) [nella Gerusalemme episodio di Erminia nel bosco con i pastori]
  • al voler costruire un rigoroso didascalismo moraleggiante (spiegare le regole) che esalti il sacrificio dei guerrieri nell'opera
  • si contrappone
    • l'attrazione per il voluttuoso: amore svincolato dalle leggi morali, solo ricerca del piacere dei sensi (Tasso vorrebbe esprimere i propri sentimenti, passioni, sentiva il richiamo dei sensi, del piacere, ma non può per la controriforma, allora deve fingere)
    • amore rappresentato come sofferenza: amori impossibile, infelici [per Tancredi e Clorinda]
  • in entrambi i casi l'amore come piacere o sofferenza, compromette il clima epico, in quanto impedisce ai guerrieri crociati di svolgere i loro compiti. Vi è l'immedesimazione emotiva del poeta nei suoi personaggi -> spesso prova pietà

Ambivalenza tema della guerra

  1. esaltazione della guerra come manifestazioni di eroismo, forza
  2. lotta come atto di violenza atroce disumano che genera sofferenza

Ambivalenza tema della religione

  1. religione fondata sulle verità definite dalla teologia -> meno esplicita, più intima, autentica e sofferta; si manifesta con
    • vanità apparenze
    • senso di colpa e peccato
    • bisogno purificazione interiore
  2. attrazione per un soprannaturale magico e demoniaco, irrazionale e inquietante

Il bifrontismo spirituale

  • le ambivalenze a livello formale incrinano il modello del perfetto poema epico conforme alle regole aristoteliche -> Tasso aspirava a un'opera classicamente composta e decorosa verso il sublime nello stile e unitario nella struttura
  • la sublimità è negata dalle note idilliache, voluttuose e patetiche; la costruzione unitaria è sempre in pericolo dalle tendenze individuali degli eroi (che si allontano dalla guerra per amore o gloria -> seguire impulsi irrefrenabili).
  • la struttura unitaria è sempre sul punto di dissolversi in vari filoni indipendenti secondo i modelli di romanzo cavalleresco che Tasso vuole superare
  • questi atteggiamenti dualistici sono definiti (da Lanfranco Caretti) bifrontismo spirituale -> contraddizioni individuali del poeta e di tutta la sua epoca, civiltà che sta vivendo un tormentato processo di transizione
    • arricchiscono i piani e le prospettive dell'opera e conferiscono alla poesia profondità e forza di suggestione

L'opposizione tra visione rinascimentale e controriformistica

  • Il bifrontismo si riflette nel poema con lo scontro tra cristiani e pagani
    • conflitto tra due codici all'interno della stessa cultura: occidentale e cristiana
  • pagani= portatori di una visione laica che riprende i valori rinascimentali: esaltazione dell'uomo come artefice del proprio destino, pluralismo delle concezioni e tolleranza, ricerca del piacere

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