
era quindi fondamentale evitare ogni tipo di sospetto/eresia → la situazione del poeta
poteva essere pretesto di accuse
● mentre era è rinchiuso, La Gerusalemme fu pubblicata senza il suo consenso in un'edizione
scorretta e incompleta che lo turbò profondamente → nonostante il gran successo il poema
scatenò polemiche nel confronto con il “Furioso”
● amareggiato scrisse una “apologia della Gerusalemme Liberata” e la sottopose a una
revisione
● nel 1586 venne liberato e preso in custodia dal Duca Vincenzo Gonzaga di Mantova
● nei suoi ultimi anni si dedicò alla poesia
- encomiastica → celebrativa e dei signori che lo ospitavano
- religiosa
- rifacimento del poema che pubblicò nel 1593 sotto il titolo di Gerusalemme conquistata
● nel 1584 Papa Clemente VIII gli offrì l'incoronazione poetica ma ammalatosi morì nel 1595
● Tasso incarna la figura del poeta cortigiano del 500, la sua vita si svolgeva interamente a
Corte alla quale legato materialmente e intellettualmente → pensava che sono lì si potesse
affermare la fama di un grande poeta (diversamente da Ariosto che invece mantiene sempre
una certa autonomia)
● Tasso era però lacerato da contraddizioni profonde: da un lato celebra la corte e dall'altro
prova una segreta avversione, espressa nei suoi atteggiamenti di rivolta violenta, fughe
continue e irrequieto vagabondare senza mai trovare un luogo in cui risiedere stabilmente
La Gerusalemme Liberata
Genesi composizione e prime edizioni e discorsi dell'arte poetica
● Tasso, Venezia, 1559 → idea di comporre un poema epico sulla liberazione del Santo
Sepolcro (Gierusalemme) per mancata ispirazione il poeta abbandona momentaneamente il
progetto
● nel 1565 lo riprese e dopo varie interruzioni fu terminato 10 anni dopo
● venne pubblicato nel 1581 a Ferrara con il titolo di Gerusalemme Liberata (più avanti poi
venne prodotta una nuova edizione da Scipione Gonzaga con alcuni interventi di censura
approvati dall'autore)
● in questo periodo dominava una concezione normativa e precettistica della letteratura si
affermarono per questo codificazioni: Tasso accompagnava sempre la creazione politica con
la riflessione teorica (Discorsi dell'arte poetica in particolare del poema eroico)
la poetica: il verisimile, il giovamento e il diletto
● Voleva delineare un poema eroico che si uniformasse ai canoni della precettistica, e si
allontanasse dal modello di Ariosto
● partendo da Aristotele afferma che
- la storiografia tratta il vero realmente avvenuto
- la poesia tratta del verisimile = ciò che sarebbe potuto avvenire
- il poema epico per produrre effetto verisimile deve trattare materia della storia ma con un
margine di finzione (non materia troppo vicina che impedirebbe l'intervento creativo del
poeta né troppo remota che risulterebbe estranea al lettore)
● all'epoca si pensava che la poesia avesse compiti morali e pedagogici (educare quale sia la
strada giusta da seguire) → Tasso pensa che la poesia non possa essere separata dal diletto
- il diletto (piacere) deve essere finalizzato al giovamento (morale). Il diletto è assicurato dal
meraviglioso , non quello fiabesco e fantastico del romanzo cavalleresco, che
comprometterebbe il verisimile, ma un meraviglioso cristiano con cui risolve le situazioni
tramite l’intervento divino, degli angeli, o delle potenze infernali, che appaiono verisimili al
lettore in quanto fanno parte della verità della fede.