Una prospettiva teorica radicale
- Thomas Hobbes è una delle personalità più singolari del pensiero moderno e una figura ancora oggi significativa per la
radicalità delle posizioni teoriche. Vissuto in uno dei periodi più instabili e sanguinosi della storia inglese, è un convinto
assertore dell'assolutismo regio — la concezione secondo cui al re, per diritto divino, spetta il potere assoluto — visto
come l'unico baluardo contro il disordine inevitabile a cui la società cadrebbe senza un governo monarchico che
comprenda tutte le prerogative del dominio.
- L'importanza del pensiero di Hobbes nella tradizione occidentale moderna e contemporanea deriva principalmente da
questa dottrina politica, che, nei suoi aspetti giuridici e filosofici, riflette ansie e paure tipiche di una fase travagliata
della storia europea.
Una vita nel segno della paura
- Hobbes vive in prima persona l'individualismo e l'aggressività dell'animo umano, descrivendoli magistralmente nelle
sue opere, dove dichiara di essere «fratello gemello della paura». Sua madre lo partorisce prematuramente nel 1588,
spaventata dalla notizia dell'arrivo dell'Invincibile Armata in Inghilterra, una potente flotta militare spagnola voluta da
Filippo II per contrastare la crescente potenza marittima inglese e porre fine al conflitto non dichiarato di pirateria.
- Durante la sua lunga esistenza, Hobbes assiste a eventi drammatici nel suo paese, come lo scontro tra il Parlamento e
il sovrano nella rivoluzione inglese (1628-1660), culminata nella guerra civile e nella decapitazione del re Carlo I
(1649). Nel 1640, temendo reazioni dai sostenitori del Parlamento, si rifugia in Francia, stabilendosi a Parigi. Dopo
undici anni di esilio volontario, nel 1651 ritorna a Londra, continuando a sentirsi minacciato dai nemici politici.