I Disturbi Specifici di Apprendimento: definizione e classificazione ICD-10

Slide sui Disturbi Specifici di Apprendimento. Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, definisce i DSA, le loro caratteristiche evolutive e la classificazione ICD-10, con un approfondimento sulla dislessia.

Mostra di più

21 pagine

I DISTURBI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO
DSA
I DISTURBI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO
I disturbi specifici di apprendimento, comunemente abbreviati con la sigla D.S.A.
interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico, in un contesto di
funzionamento intellettivo nella norma ed adeguato all’età anagrafica (L.G.
11/07/2011).
Questi sono disturbi nei quali le modali normali di acquisizione, delle capacità in
questione, sono alterate già nelle fasi iniziali dello sviluppo. Essi non sono
semplicemente una conseguenza di una mancanza di opportunità di apprendere e
non sono dovuti a una malattia cerebrale acquisita. Piuttosto si ritiene che i disturbi
derivino da anomalie nell’elaborazione cognitiva legate, in larga misura a qualche
tipo di disfunzione neurobiologica (OMS, 1992).

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

I DISTURBI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO
DSAI DISTURBI SPECIFICI DI
APPRENDIMENTO

  • I disturbi specifici di apprendimento, comunemente abbreviati con la sigla D.S.A.
    interessano alcune specifiche abilità dell'apprendimento scolastico, in un contesto di
    funzionamento intellettivo nella norma ed adeguato all'età anagrafica (L.G.
    11/07/2011).
  • Questi sono disturbi nei quali le modalità normali di acquisizione, delle capacità in
    questione, sono alterate già nelle fasi iniziali dello sviluppo. Essi non sono
    semplicemente una conseguenza di una mancanza di opportunità di apprendere e
    non sono dovuti a una malattia cerebrale acquisita. Piuttosto si ritiene che i disturbi
    derivino da anomalie nell'elaborazione cognitiva legate, in larga misura a qualche
    tipo di disfunzione neurobiologica (OMS, 1992).

Perché il disturbo si definisce specifico?

  • La principale caratteristica di questo disturbo è di interessare un'abilità
    circoscritta
    e specifica
    dell'apprendimento, anche se spesso c'è
    un'associazione con altri disturbi (comorbilità), lasciando intatto il
    funzionamento intellettivo generale.
  • Il principale criterio è quello della "discrepanza" tra abilità nel dominio
    specifico interessato (deficitaria in rapporto alle attese per l'età e/o la classe
    frequentata) e l'intelligenza generale (adeguata per l'età cronologica).

Perché il disturbo si definisce evolutivo?

  • Il disturbo specifico di apprendimento ha un carattere evolutivo, significa che
    le abilità comunque evolvono autonomamente nel tempo, non raggiungendo
    tuttavia i parametri attesi, ma con la tendenza ad attenuarsi nel corso dell'età
    evolutiva.

Classificazione ICD-10 (OMS,1992)

F81 - Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche

  • F81.0-Disturbo specifico di lettura (dislessia)
  • F81.1-Disturbo specifico della compitazione (disortografia)
  • F81.2-Disturbo specifico delle abilità aritmetiche (discalculia)
  • F81.3-Disturbi misti delle abilità scolastiche (dislessia e/o disortografia e/o discalculia)
  • F81.8-Altri disturbi evolutivi delle abilità scolastiche (disgrafia)
  • F81.9-Disturbi evolutivi delle abilità scolastiche non specificati

F81.0 - Disturbo specifico di lettura (dislessia)

Quali caratteristiche della dislessia?

  • Le difficoltà di lettura rappresentano il settore
    maggiormente indagato tra i Disturbi di Apprendimento
    Scolastico.
  • In genere si usa il termine « Dislessia» per rappresentare
    questo tipo di difficoltà se si manifesta in modo evidente
    e/o grave.
  • «La Dislessia evolutiva» è una difficoltà selettiva nella
    lettura, in presenza di capacità cognitive adeguate e di
    adeguate opportunità sociali e relazionali, e in assenza di
    deficit sensoriali e neurologici. Spesso le difficoltà di
    lettura si associano a difficoltà nella scrittura e/o
    nell'aritmetica, perché queste tre abilità (lettura,scrittura, e
    aritmetica) presentano delle basi comuni.

Dislessia evolutiva: disturbo settoriale dell'abilità di lettura

Nell'osservazione:

  • difficoltà di leggere in modo fluente e corretto,
    poiché si verifica un rallentamento o un arresto delle
    abilità fonologiche (riguardanti i processi di conversione e
    di associazione del grafema al proprio fonema) e lessicali
    (recupero della parola dal lessico mentale).

Parametri deficitari: rapidità e correttezza durante la
lettura.

Quando diventano automatiche lettura e scrittura?

La lettura e la scrittura dovrebbero diventare automatiche generalmente dalla terza primaria. Da allora è possibile
velocizzare la scrittura e personalizzare la grafia, e nella lettura, avere l'impressione di accedere direttamente al
significato. Il bambino, e poi l'adulto, legge usando due strategie/vie:

  • Via fonologica, da un lato impara a riconoscere le singole lettere, trasformandole in suoni e poi fondendole
    fino a trasformarle in parole.
  • Via lessicale, dall'altro guarda la parola, la riconosce e la dice, scegliendola fra tutte quelle che conosce.

La via fonologica viene usata quando si impara a leggere, o si legge una lingua straniera, o si legge senza capire.
Generalmente, i bambini di lingua italiana, già alla fine della classe prima primaria, iniziano ad adottare una via
lessicale di lettura.
In entrambe queste vie, soprattutto in quella lessicale durante la lettura dei testi, ha un ruolo importante il
contenuto che permette di anticipare e prevedere una parola prima di leggerla.

F81.0 - Disturbo specifico di lettura (dislessia)

Perché leggere diventa così difficile?

  • L'alunno può leggere, ma riesce ad effettuare il compito solo
    impegnando molte delle sue risorse attentive e delle sue
    energie mentali. Il soggetto dislessico non riesce a leggere
    con facilità poiché non fissa gli automatismi e quindi:
  • si stanca molto
  • commette errori
  • rimane indietro rispetto ai propri compagni.

Per cui:

  • ha poche energie attentive da spendere per la comprensione
    poiché è troppo impegnato nella decodifica. Questo causa un
    gran dispendio di forze e porta il soggetto a una lettura
    corretta per le prime righe del testo scritto e a commettere
    molti errori nel prosieguo.

Tipologia di dislessia:

  • Superficiale.
  • Fonologica
  • Profonda.
  • Iperlessia evolutiva.

I sottotipi di dislessia

Esistono tre sottotipi di dislessia:

  • Morfologica-lessicale (o superficiale). La via difettosa è quella lessicale o di accesso diretto, per cui il soggetto è
    costretto a leggere utilizzando principalmente meccanismi di conversione grafema-fonema. La lettura risulta dunque
    lenta, il lettore legge nello stesso modo le parole e le non parole senza alcun vantaggio per le parole più frequenti,
    non è in grado di leggere le parole irregolari e di distinguere quelle omofone. I sintomi caratteristici di questi deficit
    sono la sostanziale inefficienza della lettura di parole contenenti eccezioni di pronuncia e o di parole accentate in
    modo irregolari (esempio: L'AGO - LAGO, A DOGNI - AD OGNI).
  • Fonologica. Processo di informazione che associa il fonema al grafema corrispondente (il bambino legge le parole
    che fanno parte del suo vocabolario usuale, ma ha difficoltà nel leggere le parole nuove o rare). La via di lettura
    compromessa è quella fonologica, per cui il lettore utilizza prevalentemente la strategia lessicale, risulta relativamente
    rapido ma scorretto perché c'è un deficit dei compiti visuo-percettivi.
  • Profonda. Qualora entrambe le vie precedenti siano compromesse, si può identificare un terzo tipo di dislessia detta
    profonda, caratterizzata da lettura lenta e scorretta.
  • Iperlessia evolutiva. I bambini che ne soffrono, sono precoci nell'imparare a leggere, ma hanno significative
    difficoltà nella comprensione del linguaggio verbale.

I disturbi della comprensione del testo

Le difficoltà di apprendimento della lettura possono essere suddivise in due
categorie distinte:

  • Disturbi della decodifica.
  • Disturbi della comprensione.

Sono frequenti i bambini e gli studenti che, pur possedendo sufficienti capacità
decifrative e discreta intelligenza, incontrano difficoltà nella comprensione del
testo. Tali alunni presentano un disturbo focalizzato della comprensione del
testo (cattivo lettore).

F81.1 - Disturbo specifico della compitazione (disortografia)

Disortografia: difficoltà a rispettare le
regole di trasformazione del linguaggio
parlato in linguaggio scritto.
La disortografia riguarda l'utilizzo in fase di
scrittura, del codice linguistico in quanto tale.
La disortografia è all'origine di una minore
correttezza del testo scritto.
La disortografia si può definire come un
disordine di codifica del testo scritto, che viene
fatto risalire ad un deficit di funzionamento
delle componenti centrali del processo di
scrittura. Responsabili della transcodifica del
linguaggio orale nel linguaggio scritto.

  1. La mamma cusciva i pantaloni con lago.
  2. Era luna di notte quando ci siamo alzati.
  3. Ogni inizio danno si fanno delle feste.
  4. Quando sono pasate un mucchio donni si dimenti
    la fabscimente
  5. O nascosto io MI leto di coronelle.
  6. Egianni a quistato una pelle d'orso.
  7. Sul pavimento non è éra la ciera .
  8. samo. Como visitato una sola volta.

F81.1 - Come riconoscere la disortografia?

L'alunno
ha difficoltà di acquisizione delle
«competenze ortografiche», ossia l'incapacità di
tradurre correttamente i suoni che compongono le
parole in simboli grafici.
Si manifesta con errori sistematici, cioè ricorrenti e
riconducibili a precise categorie.
Il disturbo dell'espressione scritta è generalmente
suddiviso in:

  • Deficit delle abilità fonologiche.
  • Deficit delle abilità ortografiche.
  • Deficit nelle abilità compositive.

Come si presenta la scrittura?

  • Difficoltà nella trasformazione delle conoscenze fonologiche in
    quelle grafemiche.
  • Utilizzo scorretto delle regole ortografiche nelle composizione dei
    testi.
  • Difficoltà nella coordinazione visuo/spaziale.
  • Lentezza nella produzione.
  • Uso di caratteri diversi all'interno della parola difficoltà
    dell'acquisizione delle regole fonologiche.
  • Irregolarità ortografica.
  • Errori grammaticali e di spelling.
  • Omissioni, inversioni, sostituzione, inserzione di fonemi.
  • Errori nei raddoppiamenti.
  • Produzione di parole omofone (a/ha -hanno/anno -è/e) e non
    omofone
  • Difficoltà nell'uso della punteggiatura, nell'accentazione e nelle
    concordanze.

F81.2 - Disturbo specifico delle abilità aritmetiche (discalculia)

Discalculia: il deficit del sistema di
elaborazione dei numeri e/o del calcolo;
La discalculia riguarda l'abilità di calcolo, sia
nella componente dell'organizzazione della
cognizione numerica (intelligenza numerica), sia
in quella delle procedure esecutive e del calcolo.
Si manifesta nei soggetti che pur normodotati,
non raggiungono i livelli di rapidità e di
correttezza in operazioni di calcolo e di
processamento numerico. Ostacola l'efficienza
del ragionamento aritmetico.
La discalculia si caratterizza per due profili:

  • Difficoltà a livello del calcolo e della
    cognizione numerica (cioè intelligenza
    numerica basale, subitizing, meccanismi di
    quantificazione, comparazione, seriazione,
    strategia di calcolo a mente).
  • Difficoltà a livello di procedure esecutive
    (lettura, scrittura e messa in colonna dei
    numeri). Il bambino, in questo caso, fatica ad
    acquisire e mettere in pratica le modalità per
    svolgere il calcolo: recupero dei fatti numerici
    e algoritmi del calcolo scritto.

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.