Introduzione al gioco
Introduzione al gioco
- Agli inizi dell'800 si verifica una valorizzazione del
gioco che è strettamente connessa alla "nascita del
sentimento dell'infanzia": il gioco, infatti, viene
considerato prototipo di ogni libera attività
creatrice, non futile divertimento.
- Il gioco è appunto il lavoro non alienato del
bambino, espressione di libertà e creatività.
Definizioni di gioco
- La valorizzazione dell'attività ludica è presente da
allora anche negli studi e nelle ricerche psico-
pedagogiche più recenti per le sue qualità
socializzanti, cognitive, comunicative ed affettive che
evidenziano come il gioco risponda ai bisogni
fondamentali dell'uomo: attraverso il gioco il
bambino apprende, conosce, comunica, instaura
relazioni, esplora ed elabora attivamente emozioni,
sentimenti e conflitti.
Definizioni di gioco e risposte
Alla domanda Cosa sia il gioco, si può rispondere in
due modi:
- Secondo l'accezione comune: il termine "gioco"
si discosta completamente da una qualsiasi
connotazione di "serietà";
- In senso psicopedagogico: "i giochi dei bambini
non sono solo dei semplici divertimenti ma bisogna
valutarli come le loro azioni più serie".
Definizioni di gioco e risorse
- Libertà, creatività, agio e benessere fanno del gioco
una risorsa privilegiata di apprendimento, di conoscenze
e di relazioni, attraverso rapporti attivi in cui il bambino
trasforma la realtà secondo le sue esigenze interiori,
realizza le sue potenzialità e si rivela a se stesso e agli
altri.
- Il gioco risulta fondamentale per lo sviluppo sensoriale e
motorio; indispensabile per imparare ad esercitare
liberamente le proprie capacità fisiche; serve per
acquisire nuove competenze ed entrare in relazione con il
mondo circostante in ogni fase della crescita. Il gioco è
utile durante tutta l'età evolutiva perché contribuisce al
benessere del bambino da tanti punti di vista: fisico,
cognitivo, sociale ed emotivo
Piaget e il gioco
- Piaget: l'attività ludica realizza
fondamentalmente una funzione di
assimilazione per cui le strutture mentali tendono a
piegare la realtà alle proprie forme e ai propri scopi.
Nello stadio senso-motorio, il bimbo usa i sensi per
esplorare quello che lo circonda e si cimenta nel "gioco
d'esercizio" che consiste nella ripetizione gratificante
dell'attività.
- I GIOCHI DI ESERCIZIO prevalgono nel primo anno
di vita, nella fase cosiddetta "sensomotoria": il bambino,
attraverso l'afferrare, il dondolare, il portare alla bocca
gli oggetti, l'aprire e chiudere le mani o gli occhi, impara
a controllare i movimenti e a coordinare i gesti.
Piaget e il gioco simbolico
- Nello stadio pre-operatorio, tra i due e i sette anni, compare il
gioco simbolico le cui caratteristiche tuttavia rimangono la
ripetizione e la definalizzazione. Nel ripetere ora il bambino
riproduce situazioni, oggetti, azioni non
immediatamente presenti per cui le azioni ludiche sono
DECONTESTUALIZZATE e rappresentano, cioè "stanno per",
altre azioni. Il gioco del "facciamo finta di" sprona la sua
creatività
I GIOCHI SIMBOLICI si collocano nella fase detta
"rappresentativa", in cui il bambino acquisisce la capacità di
rappresentare tramite gesti o oggetti una situazione non attuale.
Si sviluppa la capacità di IMMAGINAZIONE e di IMITAZIONE.
Il simbolismo che emerge da queste attività permette di
riprodurre esperienze viste ma non ancora direttamente
sperimentate.
Piaget e il gioco con regole
- E' soltanto con il passaggio allo stadio successivo, quello operatorio che il
fanciullo impara a effettuare operazioni logiche per risolvere problemi,
classifica e raggruppa gli oggetti per categorie. Si passa al gioco con le
regole.
- I GIOCHI CON REGOLE emergono nel periodo dai sette agli undici anni,
nella fase detta SOCIALE, in cui il bambino comincia a vivere il rapporto
con gli altri. Questa fase è caratterizzata da una maggiore aderenza alla
realtà, il bambino, sperimentando la vita di gruppo, si trova di fronte a
determinate "regole" che è tenuto a rispettare. La comparsa delle regole
determinano la fine del gioco infantile propriamente detto inaugurano una
fase di crescita, altamente educativa, in cui viene stimolato l'autocontrollo
del bambino.
Vygotsky e il gioco
- Secondo Vygotskij il gioco è un'attività basilare per lo sviluppo
intellettivo e, nella prima infanzia, la più importante.
Attraverso la funzione ludica il bambino allarga il proprio
campo di azione e di conoscenza, esprimendo principalmente
il proprio bisogno di conoscere e di adattarsi al mondo.
L'attività creativa, deriva dall'esigenza di intervenire in modo
costruttivo e attivo sulla realtà per il gusto di vivere situazioni
reali e allargare le proprie esperienze. A suo avviso, infatti, è il
mezzo più efficiente per sviluppare il pensiero astratto: il
bambino, dai 12 mesi ai 6 anni, si crea delle situazioni
immaginarie per superare i limiti delle sue possibilità di
azione concreta e reale. L'immaginazione che opera nel gioco
è per Vygotsky molla di sviluppo in quanto crea la ZONA DI
SVILUPPO PROSSIMALE.
La zona di sviluppo prossimale
- Corrisponde alla differenza tra il livello di sviluppo
effettivo di un individuo, manifestato quando svolge
un compito da solo, e il suo livello di sviluppo
potenziale che si potrebbe esprimere se il compito
fosse risolto con le indicazioni e i suggerimenti di un
altro soggetto competente. Questo partner che si
colloca ad un livello di sviluppo superiore, può essere
un adulto, il genitore o l'insegnante, ma anche un
coetaneo o un bambino più grande, che promuove la
trasformazione delle potenzialità in capacità
effettivamente esibite.
Paradigmi più importanti
- Mentre per Piaget nel gioco simbolico non vi è spazio
per l'educazione, Vygotsky attribuisce ad esso una
fondamentale valenza educativa: nel gioco infatti,
come nell'area di sviluppo prossimale, svolge un
ruolo decisivo il compagno esperto adulto o
bambino.
Montessori e il gioco
Un'altra giovane studiosa traccia un nuovo modello pedagogico che avrà un successo
internazionale: Maria Montessori (1870-1952).
Prima donna medico in Italia nel 1896, pone al centro della sua infaticabile attività di ricerca
la difesa del bambino, delle sue esigenze e dei suoi diritti.
Nel 1907, la Montessori fonda a Roma, la prima 'Casa dei Bambini", campo di prova del suo
metodo, in un ambiente 'a misura di bambino', con arredi e spazi alla sua altezza.
L'adulto ha solo il compito di offrire al bimbo un ambiente idoneo e i materiali di gioco per
esprimere e sviluppare le sue potenzialità in modo completo ed efficace. Ogni piccolo deve
essere lasciato libero di fare le sue esperienze e attività perché ogni bimbo ha una 'mente
assorbente' capace di cogliere e assimilare le esperienze esterne, sviluppando così le sue
capacità psichiche e intellettuali.
Alla base di questa visione, l'esperienza dei sensi messa alla prova anche attraverso il
materiale strutturato del gioco e il movimento sono gli ingredienti principali per
un'educazione attiva, centrata sul bambino. Non a caso, una tra le più celebri frasi della
scienziata è "Aiutami a fare da solo".
Fasce d'età
Il bambino a 1-2 mesi
A questa età il bambino potrebbe: seguire gli oggetti lentamente con
gli occhi a distanze ravvicinate; sorridere alle persone e fare versetti;
mostrare eccitazione agitando le braccia e le gambe.
Il bambino a 3 mesi
A questa età il bambino potrebbe: riconoscere la mamma ed essere
interessato ad altri volti; riconoscere le cose che gli sono familiari;
cercare di afferrare qualunque oggetto abbia vicino.
Consiglio per il bambino a 3 mesi
Mettete un sonaglino nella mano del bambino e scuotetelo
dolcemente. I bambini in questa fase iniziano a sviluppare un certo
controllo nell'afferrare le cose; possono tenere e lasciare andare di
proposito dunque il bambino sarà probabilmente attratto
nell'afferrare, agitare e fare rumore.
Fasce d'età del bambino
Il bambino a 4 mesi
A questa età il bambino potrebbe: riconoscere i volti familiari e mostrare
maggiore interesse negli altri; cercare di afferrare gli oggetti con il vostro
aiuto; ridere, dimenarsi e strillare con gioia; è in grado di sostenere il proprio
peso sui gomiti e di sollevare il busto quando è a pancia in giù.
Il bambino a 5 mesi
A questa età il bambino potrebbe: cercare e afferrare i giocattoli; sorridere alla
sua immagine riflessa; essere in grado di fare più cose contemporaneamente
ad esempio, vocalizzare e cercare di compiere un'azione.
Consiglio per il bambino a 5 mesi
Sedetevi a terra per ottenere la stessa visuale dei giocattoli sospesi che ha il
bambino. Ciò vi aiuterà a posizionarlo nel punto più adatto per lui. Cambiate
di tanto in tanto la sua posizione per dargli una visuale diversa dei giocattoli.
Fasce d'età e sviluppo
Il bambino a 6 mesi
A questa età il bambino potrebbe: stare seduto eretto con un piccolo supporto;
divertirsi giocando a cucù e battendo le manine; cercare qualcosa che ha lasciato
cadere; può picchiettare un giocattolo e strillare allo stesso tempo; partecipare alle
attività che lo vedono protagonista
Consiglio per il bambino a 6 mesi
Usate i giocattoli impilabili per introdurre semplici parole e descrizioni, come
grande e piccolo o sopra e sotto. Potete inoltre usarli anche solo per esercitare la
motricità fine.
Giocate insieme per favorire la comunicazione.
Scegliete un momento in cui il bambino è in una fase attiva di gioco, non è
stanco o affamato.
Fasce d'età e comunicazione
Il bambino a 7 mesi
A questa età il bambino potrebbe: riconoscere i nomi delle
persone e degli oggetti; strisciare sulla pancia e stare seduto con un appoggio;
emettere i primi scambi di conversazione.
Consiglio per il bambino a 7 mesi
Parlate delle azioni causate dal vostro bambino, lo aiuterete a capire l'idea del
rapporto azione/reazione: "Hai fatto partire la musica! Ascolta ... la senti?
Facciamo girare ancora la pallina." Ce l'hai fatta!
Usate il linguaggio descrittivo quando il bambino attiva un giocattolo. Quando
farete progressi e inizierete ad introdurre le forme, iniziate con una sola:
identificate la forma e lasciate che il bambino capisca dove collocarla, prima
di passare a quella successiva. Nominate le forme man mano che il bambino
le raccoglie e cerca di capire dove inserirle. Usate le diverse parti del
giocattolo per introdurre i vari colori al vostro bambino, dicendo il nome di
ogni colore mentre lo indicate.