La civiltà rinascimentale: società, scienza e politica per la scuola superiore

Slide sulla civiltà rinascimentale che esplora la società dei comuni italiani, la teoria eliocentrica e la riflessione politica. Il Pdf, adatto per la scuola superiore e la materia di Storia, offre un'analisi chiara e concisa degli argomenti principali, ideale per lo studio autonomo.

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21 pagine

La civil rinascimentale
capitolo 1 vol. 1B
La cultura che dominò il Medioevo ebbe una forte
impronta di carattere religioso. L’espressione più
compiuta di questa cultura fu rappresentata dalla
Scolastica, la filosofia cristiana medievale.
Ma, con l’affermazione dei Comuni italiani, questa
impostazione non rifletteva più la società del
tempo, composta da nuovi protagonisti, come
mercanti, banchieri e giuristi.
Tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento,
quindi, si formò in Italia una nuova visione del
mondo che progressivamente si diffuse in Europa.
LA NUOVA SOCIETÀ DEI COMUNI ITALIANI
La Torre di Arnolfo e gli stemmi di Palazzo Vecchio, risalenti
all’inizio del XV secolo. Firenze, Piazza della Signoria.

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Anteprima

La nuova società dei Comuni Italiani

capitolo 1 vol. 1BLA NUOVA SOCIETÀ DEI COMUNI ITALIANI

  • La cultura che dominò il Medioevo ebbe una forte impronta di carattere religioso. L'espressione più compiuta di questa cultura fu rappresentata dalla Scolastica, la filosofia cristiana medievale.
  • Ma, con l'affermazione dei Comuni italiani, questa impostazione non rifletteva più la società del tempo, composta da nuovi protagonisti, come mercanti, banchieri e giuristi.
  • Tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, quindi, si formò in Italia una nuova visione del mondo che progressivamente si diffuse in Europa.

La Torre di Arnolfo e gli stemmi di Palazzo Vecchio, risalenti all'inizio del XV secolo. Firenze, Piazza della Signoria.

Umanesimo e Rinascimento

  • La nuova cultura che si diffuse in Europa è stata definita:
  • Umanesimo (rif. al Quattrocento), perché si richiamava alla letteratura classica (le humanae litterae), in contrapposizione alla Scolastica che aveva posto al centro del suo interesse i testi sacri;
  • Rinascimento (rif. al Cinquecento), perché gli intellettuali di questa epoca erano convinti di essere protagonisti di una rinascita della cultura dopo la crisi medievale.

LINK CARTA La diffusione dell'Umanesimo e del Rinascimento in Europa nel XV e XVI secolo IMMAGINE COMMENTATA Firenze, città dell'arte Cosimo Rosselli, tre membri dell'Accademia platonica di Firenze, particolare degli affreschi della Cappella del miracolo del Sacramento, in Sant' Ambrogio, a Firenze.

La valorizzazione dell'uomo

  • Un tema fondamentale dell'Umanesimo fu la valorizzazione dell'uomo, l'esaltazione della sua dignità.
  • L'uomo venne posto al centro del mondo perché lo si considerò come una persona libera, capace di dominare la natura e di rendersi protagonista della storia.
  • L'opera più famosa del tempo che illustra il valore dell'uomo è l'orazione De hominis dignitate («La dignità dell'uomo») di Giovanni Pico della Mirandola.
  • L'esaltazione dell'uomo non cancellò la fede in Dio e la religione: l'eccellenza della natura umana fu presentata come un dono di Dio.

IOAN. PICVS . MIRANDVLA- Cristoforo dell'Altissimo, Giovanni Pico della Mirandola. Firenze, Galleria degli Uffizi. LINK TESTO Abitare nel Rinascimento IMMAGINE COMMENTATA La casa del mercante veneziano

La riscoperta dei classici

  • Le innovazioni dell'Umanesimo furono preparate già nel corso del Medioevo da autori come Petrarca e Boccaccio e da artisti come Giotto.

Andrea del Castagno, Giovanni Boccaccio, 1448-1451. Firenze, Galleria degli Uffizi.

  • L'esaltazione dell'uomo e della natura era già presente nella cultura antica, in particolare nei classici latini. Nel Quattrocento gli intellettuali ritrovarono negli autori latini una visione della realtà simile alla loro: i classici divennero un modello di vita da seguire e da imitare.
  • I medievali riconoscevano il valore dei classici, ma ne davano una lettura allegorica, mentre nel Rinascimento i testi antichi vennero collocati nel loro tempo e apprezzati secondo una lettura storica.

LINK IMMAGINE COMMENTATA La scuola di Atene

La filologia

  • Per leggere correttamente i testi classici era necessario studiarne la lingua.
  • Per questo nel Quattrocento nacque una nuova disciplina, la filologia, la scienza della parola.
  • Il rappresentante più significativo della filologia fu Lorenzo Valla.
  • Nel corso del Quattrocento la conoscenza della lingua e della letteratura greca si diffuse notevolmente grazie anche al fatto che numerosi intellettuali greci si trasferirono in Italia spinti dalla minaccia dei Turchi.

L'aumento Salenfis c outro i lati ut hec mtht mercatuna quedam num trauftato Thucydidif ad fac tilfunum domuum nem dum NI Magne ret cam comparo cu mer cature comparo. Quid enim tila colaum papun Quintum proem um felicuer INCIPIT: in rebuf humanf conducibilius que omma ad tuctum ad cultu Virgilumm Nicolae ad prefidumm ad ornamentum ad delitiaf deniq tute pertinentia co Quinte fumme pon tifex id ego nuc pof fui dicere et ga car men eft. et decanta re quat euafifle tot urbef Argo Licaf medhofq: utam tenualle per hoftel. Mamex argolicifurbibu' attp ex medus hottib: euafifle m tidcor militia tam quam mily : portat ut mhil ufq defit omnia Pubig abundent et quod in aurco feculo fuife fertur fint cunttoy quedammodo cuncta comuma. Idem fit in tranflatione linguay: fed tanto pelarius quanto potio ra funt bona mentif corpori boni'. Stquidem ex rebus quaf ifta tranf ferendt negociatio nobif apportat imperaucraf perfunctuf. Etenam quemadmodum romami olum mm peratoref qualif Auguftuf Anto animi aluntur uefiuntur robo ninuf alng permulti tua digm ppe diuintoref efficiuntur. Nam taf facut tu bac utar comparati quid fuauruf falubrif amabiliu one rome confidentef ac per fese et ut uno complectar uerto meli" urbana negocia procur antefbel quibni qui uei e greca uel ex Febre la prefertim peregrina ducibuf demandabant na tu cumfacra a uci e chaldaica puntcane liqua m nam traducuntur fine biftori religionem duuna atq; bumana tura- pacem amplitudnem salu coz fiue oratoy fue poetay fine tem latim orbit per terpfu curef mandatti cum ala alus tum to philofophoy ftue medicoy fruc : theologoy Adeo nullum cu deo nof Larını comercum hateremuf mifi teftamentum uetuf ex bebre o et nouum e greco ford naduc nobif quafi turf prefechf tribuni ducibuf utrudfq lingue peritis ut omnem quond poffemuf qrt tum. Longiore opus eet oratice ciam tue ditiom fubnceremuf q'ut buic tempori conteniret + ideft ut grecof tibi librosin lati ad omnef laudef interptationif num traduceremuf. Propofitum sane magnificum singulare et exequendaf. Sed ut omilla alway linquay mentione: ad fuperiore uere summo pontifice sapiente dignum. Nam quid umlun qd militie comparationem redeam non minuf tibi giortofum & Ro uberifr quid criam magif necef mane pontifex librof grecos qui sanum libroy interpretatione Treliqui simt tranfferendof curare Pagina miniata di una traduzione dal greco di Lorenzo Valla della Guerra del Peloponneso di Tucidide, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana. optimarum artium effe udeat. SOD Cheaf apud rantur ornantun detectantur ac

L'Umanesimo cristiano

  • L'Umanesimo esaltava l'uomo e i valori terreni, ma ciò non vuol dire che rinnegasse la religione. Al contrario, molti intellettuali tentarono di affrontare lo studio delle divinae litterae con i nuovi strumenti della filologia, ricercando l'interpretazione più autentica della Scrittura. Essi rifiutavano sia il formalismo dei bigotti sia le astruse dispute dei teologi scolastici, in nome di una religiosità più vicina al messaggio evangelico.
  • Il più famoso rappresentante dell'Umanesimo cristiano fu Erasmo da Rotterdam (1446-1536). Egli si dedicò con grande impegno allo studio del greco, per potersi avvicinare alle Sacre Scritture nella lingua originale e non nella traduzione latina; curò le edizioni critiche del Nuovo Testamento e pubblicò gli scritti dei Padri della Chiesa.

O Pietro Perugino, Lo sposalizio della Vergine, 1500-1504. Caen, Museo di Belle Arti.

Gli studi di umanità

  • Gli uomini di cultura del Quattrocento definirono la letteratura classica humanae litterae o studia humanitatis, cioè «studi di umanità». Gli umanisti riportarono alla luce i manoscritti di autori antichi trascurati o dimenticati nei secoli precedenti.
  • Uno degli intellettuali più emblematici di questa nuova epoca fu Poggio Bracciolini (1380-1459). Bracciolini scoprì nel monastero di San Gallo alcuni codici che trascrisse e diffuse: gli antichi erano così finalmente liberati dalle «carceri monastiche».
  • Nel corso del Quattrocento la conoscenza della lingua e della letteratura greca si diffuse notevolmente, grazie anche al fatto che numerosi intellettuali greci si trasferirono in Italia, spinti dalla minaccia dei Turchi e dalla partecipazione al «Concilio dei Greci», il concilio aperto a Ferrara l'8 gennaio 1438 e che, trasferito l'anno seguente a Firenze, proclamò (6 luglio 1439) l'unione fra la chiesa greca e quella latina. L'unione durò di fatto fino alla presa di Costantinopoli (29 maggio 1453), e fu ufficialmente dichiarata rotta da un concilio della chiesa greca tenuto a Costantinopoli nel 1472.

FLORENT 0 AN GGIVS FRANC PO Felle armata tibi manus est; multog cachinno Tingiffi Et nudo Scripta proterva sale. Poggio Bracciolini in una stampa di fine XVI secolo.

La rinascita dopo il Medioevo

  • Gli studiosi del XV secolo erano convinti di essere protagonisti di una «rinascita» della civiltà che era decaduta nei secoli precedenti. Nell'idea di «rinascita» era implicita quella di «morte» che caratterizzava il Medioevo.
  • Gli studiosi hanno molto discusso anche sulla distinzione tra Umanesimo e Rinascimento. È frequente la distinzione tra:
  • una prima fase quattrocentesca (l'Umanesimo), nella quale maturarono la concezione della dignità dell'uomo e l'interesse per i classici;
  • il Cinquecento (il Rinascimento), quando la nuova cultura raggiunse il suo massimo splendore, attraverso opere letterarie e artistiche.

Cattedrale di Santa Maria del Fiore, XIV secolo. Firenze, Piazza del Duomo.

L'Italia, patria del Rinascimento - 1

  • La patria del Rinascimento fu l'Italia.
  • Nel Quattrocento e nel Cinquecento nelle città italiane, e soprattutto a Firenze, operarono straordinari ingegni nel campo della pittura, della scultura, dell'architettura, delle lettere, delle scienze.
  • Nelle arti figurative, in particolare, furono create opere note ancora oggi in tutto il mondo: è l'epoca di Brunelleschi, Donatello, Botticelli, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Tiziano.

La Scuola di Atene di Raffaello, affresco che si trova all'interno delle Stanze Vaticane, particolare. LINK VIDEO Leonardo

L'Italia, patria del Rinascimento - 2

  • Questa eccezionale fioritura artistica e culturale è spiegata da vari fattori:
  • in Italia la cultura classica era molto più presente che in altri paesi. Le biblioteche, i monasteri, le cattedrali, le università conservavano preziosissimi manoscritti antichi;
  • la nuova cultura si sviluppò in città libere e autonome, come Firenze, dove operava un ceto dirigente laico, colto e raffinato;
  • in queste città erano molto fiorenti le attività artigianali, e proprio da questo ambito emersero artisti dotati di particolare talento.

La sala circolare della Biblioteca Mediceo-Laurenziana, fondata nel XVI secolo.

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