La nuova società dei Comuni Italiani
capitolo 1 vol. 1BLA NUOVA SOCIETÀ DEI COMUNI ITALIANI
- La cultura che dominò il Medioevo ebbe una forte
impronta di carattere religioso. L'espressione più
compiuta di questa cultura fu rappresentata dalla
Scolastica, la filosofia cristiana medievale.
- Ma, con l'affermazione dei Comuni italiani, questa
impostazione non rifletteva più la società del
tempo, composta da nuovi protagonisti, come
mercanti, banchieri e giuristi.
- Tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento,
quindi, si formò in Italia una nuova visione del
mondo che progressivamente si diffuse in Europa.
La Torre di Arnolfo e gli stemmi di Palazzo Vecchio, risalenti
all'inizio del XV secolo. Firenze, Piazza della Signoria.
Umanesimo e Rinascimento
- La nuova cultura che si diffuse in Europa è stata
definita:
- Umanesimo (rif. al Quattrocento), perché si
richiamava alla letteratura classica (le humanae
litterae), in contrapposizione alla Scolastica che
aveva posto al centro del suo interesse i testi sacri;
- Rinascimento (rif. al Cinquecento), perché gli
intellettuali di questa epoca erano convinti di
essere protagonisti di una rinascita della cultura
dopo la crisi medievale.
LINK
CARTA La diffusione dell'Umanesimo e del
Rinascimento in Europa nel XV e XVI secolo
IMMAGINE COMMENTATA Firenze, città dell'arte
Cosimo Rosselli, tre membri dell'Accademia platonica
di Firenze, particolare degli affreschi della Cappella del
miracolo del Sacramento, in Sant' Ambrogio, a Firenze.
La valorizzazione dell'uomo
- Un tema fondamentale dell'Umanesimo fu la valorizzazione
dell'uomo, l'esaltazione della sua dignità.
- L'uomo venne posto al centro del mondo perché lo si
considerò come una persona libera, capace di dominare
la natura e di rendersi protagonista della storia.
- L'opera più famosa del tempo che illustra il valore dell'uomo
è l'orazione De hominis dignitate («La dignità dell'uomo») di
Giovanni Pico della Mirandola.
- L'esaltazione dell'uomo non cancellò la fede in Dio e la
religione: l'eccellenza della natura umana fu presentata come un dono di Dio.
IOAN. PICVS . MIRANDVLA-
Cristoforo dell'Altissimo, Giovanni Pico della
Mirandola. Firenze, Galleria degli Uffizi.
LINK TESTO Abitare nel Rinascimento
IMMAGINE COMMENTATA La casa del mercante veneziano
La riscoperta dei classici
- Le innovazioni dell'Umanesimo furono preparate già
nel corso del Medioevo da autori come Petrarca e Boccaccio
e da artisti come Giotto.
Andrea del Castagno,
Giovanni Boccaccio,
1448-1451. Firenze,
Galleria degli Uffizi.
- L'esaltazione dell'uomo e della natura era già presente
nella cultura antica, in particolare nei classici latini.
Nel Quattrocento gli intellettuali ritrovarono negli autori latini
una visione della realtà simile alla loro: i classici divennero
un modello di vita da seguire e da imitare.
- I medievali riconoscevano il valore dei classici, ma ne davano una
lettura allegorica, mentre nel Rinascimento i testi antichi vennero
collocati nel loro tempo e apprezzati secondo una lettura storica.
LINK IMMAGINE COMMENTATA La scuola di Atene
La filologia
- Per leggere correttamente i testi classici era necessario
studiarne la lingua.
- Per questo nel Quattrocento nacque una nuova
disciplina, la filologia, la scienza della parola.
- Il rappresentante più significativo della filologia
fu Lorenzo Valla.
- Nel corso del Quattrocento la conoscenza della lingua
e della letteratura greca si diffuse notevolmente grazie
anche al fatto che numerosi intellettuali greci
si trasferirono in Italia spinti dalla minaccia dei Turchi.
L'aumento Salenfis c outro i lati
ut hec mtht mercatuna quedam
num trauftato Thucydidif ad fac
tilfunum domuum nem dum NI
Magne ret cam comparo cu mer
cature comparo. Quid enim tila
colaum papun Quintum proem
um felicuer INCIPIT:
in rebuf humanf conducibilius
que omma ad tuctum ad cultu
Virgilumm Nicolae
ad prefidumm ad ornamentum ad
delitiaf deniq tute pertinentia co
Quinte fumme pon
tifex id ego nuc pof
fui dicere et ga car
men eft. et decanta
re quat euafifle tot urbef Argo
Licaf medhofq: utam tenualle per
hoftel. Mamex argolicifurbibu'
attp ex medus hottib: euafifle m
tidcor militia tam quam mily :
portat ut mhil ufq defit omnia
Pubig abundent et quod in aurco
feculo fuife fertur fint cunttoy
quedammodo cuncta comuma.
Idem fit in tranflatione linguay:
fed tanto pelarius quanto potio
ra funt bona mentif corpori boni'.
Stquidem ex rebus quaf ifta tranf
ferendt negociatio nobif apportat
imperaucraf perfunctuf. Etenam
quemadmodum romami olum mm
peratoref qualif Auguftuf Anto
animi aluntur uefiuntur robo
ninuf alng permulti tua digm
ppe diuintoref efficiuntur. Nam
taf facut tu bac utar comparati
quid fuauruf falubrif amabiliu
one rome confidentef ac per fese
et ut uno complectar uerto meli"
urbana negocia procur antefbel
quibni qui uei e greca uel ex Febre
la prefertim peregrina ducibuf
demandabant na tu cumfacra
a uci e chaldaica puntcane liqua
m nam traducuntur fine biftori
religionem duuna atq; bumana
tura- pacem amplitudnem salu
coz fiue oratoy fue poetay fine
tem latim orbit per terpfu curef
mandatti cum ala alus tum to
philofophoy ftue medicoy fruc :
theologoy Adeo nullum cu deo
nof Larını comercum hateremuf
mifi teftamentum uetuf ex bebre
o et nouum e greco ford naduc
nobif quafi turf prefechf tribuni
ducibuf utrudfq lingue peritis
ut omnem quond poffemuf qrt
tum. Longiore opus eet oratice
ciam tue ditiom fubnceremuf
q'ut buic tempori conteniret +
ideft ut grecof tibi librosin lati
ad omnef laudef interptationif
num traduceremuf. Propofitum
sane magnificum singulare et
exequendaf. Sed ut omilla alway
linquay mentione: ad fuperiore
uere summo pontifice sapiente
dignum. Nam quid umlun qd
militie comparationem redeam
non minuf tibi giortofum & Ro
uberifr quid criam magif necef
mane pontifex librof grecos qui
sanum libroy interpretatione
Treliqui simt tranfferendof curare
Pagina miniata di una traduzione dal greco di Lorenzo
Valla della Guerra del Peloponneso di Tucidide, Città
del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana.
optimarum artium effe udeat.
SOD Cheaf apud
rantur ornantun detectantur ac
L'Umanesimo cristiano
- L'Umanesimo esaltava l'uomo e i valori terreni, ma ciò
non vuol dire che rinnegasse la religione. Al contrario,
molti intellettuali tentarono di affrontare lo studio delle
divinae litterae con i nuovi strumenti della filologia,
ricercando l'interpretazione più autentica della
Scrittura. Essi rifiutavano sia il formalismo dei bigotti sia
le astruse dispute dei teologi scolastici, in nome di una
religiosità più vicina al messaggio evangelico.
- Il più famoso rappresentante dell'Umanesimo
cristiano fu Erasmo da Rotterdam (1446-1536). Egli si
dedicò con grande impegno allo studio del greco,
per potersi avvicinare alle Sacre Scritture nella lingua
originale e non nella traduzione latina; curò le edizioni
critiche del Nuovo Testamento e pubblicò gli scritti dei
Padri della Chiesa.
O
Pietro Perugino, Lo sposalizio della Vergine,
1500-1504. Caen, Museo di Belle Arti.
Gli studi di umanità
- Gli uomini di cultura del Quattrocento definirono la letteratura
classica humanae litterae o studia humanitatis, cioè «studi di
umanità». Gli umanisti riportarono alla luce i manoscritti di autori
antichi trascurati o dimenticati nei secoli precedenti.
- Uno degli intellettuali più emblematici di questa nuova epoca fu
Poggio Bracciolini (1380-1459). Bracciolini scoprì nel monastero di San
Gallo alcuni codici che trascrisse e diffuse: gli antichi erano così
finalmente liberati dalle «carceri monastiche».
- Nel corso del Quattrocento la conoscenza della lingua e della
letteratura greca si diffuse notevolmente, grazie anche al fatto che
numerosi intellettuali greci si trasferirono in Italia, spinti dalla minaccia
dei Turchi e dalla partecipazione al «Concilio dei Greci», il concilio
aperto a Ferrara l'8 gennaio 1438 e che, trasferito l'anno seguente a Firenze,
proclamò (6 luglio 1439) l'unione fra la chiesa greca e quella latina. L'unione durò di
fatto fino alla presa di Costantinopoli (29 maggio 1453), e fu ufficialmente
dichiarata rotta da un concilio della chiesa greca tenuto a Costantinopoli nel 1472.
FLORENT
0
AN
GGIVS
FRANC
PO
Felle armata tibi manus est; multog cachinno
Tingiffi Et nudo Scripta proterva sale.
Poggio Bracciolini in una stampa di
fine XVI secolo.
La rinascita dopo il Medioevo
- Gli studiosi del XV secolo erano convinti di essere protagonisti di una
«rinascita» della civiltà che era decaduta nei secoli precedenti.
Nell'idea di «rinascita» era implicita quella di «morte» che
caratterizzava il Medioevo.
- Gli studiosi hanno molto discusso anche sulla distinzione
tra Umanesimo e Rinascimento. È frequente la distinzione tra:
- una prima fase quattrocentesca (l'Umanesimo),
nella quale maturarono la concezione della dignità
dell'uomo e l'interesse per i classici;
- il Cinquecento (il Rinascimento), quando la nuova
cultura raggiunse il suo massimo splendore,
attraverso opere letterarie e artistiche.
Cattedrale di Santa Maria
del Fiore, XIV secolo. Firenze,
Piazza del Duomo.
L'Italia, patria del Rinascimento - 1
- La patria del Rinascimento fu l'Italia.
- Nel Quattrocento e nel Cinquecento nelle città
italiane, e soprattutto a Firenze, operarono straordinari
ingegni nel campo della pittura, della scultura,
dell'architettura, delle lettere, delle scienze.
- Nelle arti figurative, in particolare, furono create
opere note ancora oggi in tutto il mondo: è l'epoca
di Brunelleschi, Donatello, Botticelli, Leonardo,
Michelangelo, Raffaello, Tiziano.
La Scuola di Atene di Raffaello,
affresco che si trova all'interno
delle Stanze Vaticane,
particolare.
LINK VIDEO Leonardo
L'Italia, patria del Rinascimento - 2
- Questa eccezionale fioritura artistica e culturale è
spiegata da vari fattori:
- in Italia la cultura classica era molto più presente che
in altri paesi. Le biblioteche, i monasteri, le cattedrali,
le università conservavano preziosissimi manoscritti
antichi;
- la nuova cultura si sviluppò in città libere e autonome,
come Firenze, dove operava un ceto dirigente laico,
colto e raffinato;
- in queste città erano molto fiorenti le attività
artigianali, e proprio da questo ambito emersero
artisti dotati di particolare talento.
La sala circolare della Biblioteca
Mediceo-Laurenziana, fondata nel XVI secolo.