La psicoanalisi dell'Io: Spitz, Mahler ed Erikson, Appunti di Psicologia

Documento sulla psicoanalisi dell'Io: Spitz, Mahler ed Erikson. Il Pdf, di Psicologia per l'Università, esplora le teorie di Spitz, Mahler ed Erikson sullo sviluppo psicologico e psicosociale, delineando fasi evolutive e concetti chiave come la relazione madre-bambino e la formazione dell'identità.

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15 pagine

La psicoanalisi dell’Io: Spitz, Mahler ed Erikson
1. René Spitz
Il contributo di René Spitz contribuisce ad accentuare l’importanza della relazione tra il
bambino e la madre e in questa direzione rappresenta un importante momento di incontro tra la
psicoanalisi dell’Io e la nascente psicoanalisi delle relazioni oggettuali. La sfera dei rapporti con gli
oggetti e delle gratificazioni pulsionali che il bambino deriva dal rapporto con la madre
rappresentano i temi centrali della sua produzione teorica. Secondo Spitz, infatti, lo sviluppo del
bambino è l’esito di un incontro tra:
il bambino, che è portatore di un programma genetico che prevede determinate tappe
evolutive;
e la madre, che ha già una personalità matura che può influire in maniera significativa sul
bambino stesso, ma che può esserne a sua volta arricchita.
Per comprendere appieno lo sviluppo, è dunque necessario da un lato esaminare
l’influenza di quei processi naturali (ereditari) che preparano il bambino il bambino ad entrare in
rapporto con l’ambiente esterno e dall’altro individuare le condizioni ambientali e relazionali che
ne favoriscono uno sviluppo sano e un adattamento funzionale alla società.
Per quanto riguarda lo sviluppo psichico, Spitz propone un modello che procede da
un’iniziale stato di indifferenziazione e, attraverso alcune tappe fondamentali, giunge ad uno
stadio in cui la consapevolezza dell’oggetto esterno predispone il bambino alla relazione con
l’altro e ad un funzionamento p armonico della propria personalità. Nello specifico, le fasi
descritte da Spitz sono essenzialmente tre:
lo stadio preoggettuale, dalla nascita fino a tre mesi, è caratterizzato da una sostanziale
indifferenziazione tra mondo esterno e mondo interno;
lo stadio delloggetto precursore, che va dai 3 agli 8 mesi circa, durante il quale la
comparsa della risposta al sorriso indica la convergenza di diverse linee evolutive verso una
graduale strutturazione;
lo stadio delloggetto libidico, dagli 8 ai 15 mesi circa, in cui la reazione di angoscia
all’estraneo attesta la capacità del bambino di riconoscere la madre e perciò di reagire
con manifestazioni di ansia alla sua assenza;
lo stadio della comunicazione semantica, in cui la comparsa del no dimostra
l’acquisizione di una capacità oppositiva, la quale a sua volta conferma lo sviluppo di una
p complessa organizzazione di personalità.

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Anteprima

René Spitz e la Psicoanalisi dell'Io

Il contributo di Rene Spitz contribuisce ad accentuare l'importanza della relazione tra il bambino e la madre e in questa direzione rappresenta un importante momento di incontro tra la psicoanalisi dell'lo e la nascente psicoanalisi delle relazioni oggettuali. La sfera dei rapporti con gli oggetti e delle gratificazioni pulsionali che il bambino deriva dal rapporto con la madre rappresentano i temi centrali della sua produzione teorica. Secondo Spitz, infatti, lo sviluppo del bambino è l'esito di un incontro tra:

  • il bambino, che è portatore di un programma genetico che prevede determinate tappe evolutive;
  • e la madre, che ha già una personalità matura che può influire in maniera significativa sul bambino stesso, ma che può esserne a sua volta arricchita.

Per comprendere appieno lo sviluppo, è dunque necessario da un lato esaminare l'influenza di quei processi "naturali" (ereditari) che preparano il bambino il bambino ad entrare in rapporto con l'ambiente esterno e dall'altro individuare le condizioni ambientali e relazionali che ne favoriscono uno sviluppo sano e un adattamento funzionale alla società.

Sviluppo Psichico e Fasi Descritte da Spitz

Per quanto riguarda lo sviluppo psichico, Spitz propone un modello che procede da un'iniziale stato di indifferenziazione e, attraverso alcune tappe fondamentali, giunge ad uno stadio in cui la consapevolezza dell'oggetto esterno predispone il bambino alla relazione con l'altro e ad un funzionamento più armonico della propria personalità. Nello specifico, le fasi descritte da Spitz sono essenzialmente tre:

lo stadio "preoggettuale", dalla nascita fino a tre mesi, è caratterizzato da una sostanziale indifferenziazione tra mondo esterno e mondo interno;

  • lo stadio dell'oggetto precursore, che va dai 3 agli 8 mesi circa, durante il quale la comparsa della risposta al sorriso indica la convergenza di diverse linee evolutive verso una graduale strutturazione;
  • lo stadio dell'oggetto libidico, dagli 8 ai 15 mesi circa, in cui la reazione di angoscia all'estraneo attesta la capacità del bambino di riconoscere la madre e perciò di reagire con manifestazioni di ansia alla sua assenza;

. lo stadio della comunicazione semantica, in cui la comparsa del "no" dimostra l'acquisizione di una capacità oppositiva, la quale a sua volta conferma lo sviluppo di una più complessa organizzazione di personalità.

Margaret Mahler e le Relazioni Oggettuali

Anche il contributo di Margaret Mahler si colloca in una posizione di raccordo tra la psicoanalisi dell'lo e la psicoanalisi delle relazioni oggettuali. In analogia con Spitz, la sua riflessione, supportata da un impiego rigoroso dell'osservazione clinica, si concentra soprattutto sulle primissime esperienze infantili, le quali rappresentano per questa studiosa le basi della costruzione della personalità.

Le Fasi dello Sviluppo Infantile secondo Mahler

Secondo la Mahler, lo sviluppo infantile procede attraverso tre tappe fondamentali (Figura 1): la fase dell'autismo normale, la fase simbiotica, e la fase della separazione-individuazione, a sua volta suddivisa in quattro sottofasi (differenziazione, sperimentazione, riavvicinamento e acquisizione della costanza oggettuale).

Margaret Mahler Le Fasi dello sviluppo

  • Fase autistica normale;
  • Fase simbiotica normale; Sottofase della differenziazione; Separazione/ Individuazione
  • Sottofase della sperimentazione;
  • Sottofase del riavvicinamento.
  • Fase della costanza dell'oggetto libidico.

Figura 1. Fasi dello sviluppo normale secondo Margaret Mahler. Nella fase dell'autismo normale, che va dalla nascita fino al secondo mese, vi è una totale assenza di investimento degli oggetti esterni. Il neonato è protetto da una eccessiva stimolazione e quindi vive in una condizione analoga a quella prenatale. In questo periodo, l'attività dell'organismo mira a pervenire ad un equilibrio omeostatico delle pulsioni di sopravvivenza (come la fame o la sete): il bambino è essenzialmente una realtà "fisiologica", in quanto dal punto di vista psicologico non è ancora nato.

La fase simbiotica, che si protrae per circa due anni, rappresenta il prototipo delle future relazioni adulte. Man mano che cadono le barriere protettive nei confronti del mondo esterno, il bambino si abitua al rapporto con la realtà, fino a conquistare una propria parziale autonomia. In questa fase, la fusione allucinatoria del bambino con la madre all'interno di una ipotetica "membrana simbiotica" sancisce la nascita psicologica dell'individuo. Mentre nello stadio autistico il ruolo dell'oggetto esterno si limita all'appagamento che esso può assicurare ai bisogni fisiologici, nello stadio simbiotico esso interviene in maniera più significativa ad influenzare la vita psichica del bambino. In particolare, il sostegno empatico della madre e le gratificazioni simbiotiche che il bambino sperimenta condizioneranno in maniera importante le sue successive progressioni verso l'autonomia.

Nella fase di separazione-individuazione, la relazione simbiotica evolve progressivamente in relazione oggettuale e ciò conduce il bambino all'acquisizione di un'identità stabile. Questo periodo è caratterizzato da un costante aumento della consapevolezza della separazione tra Sé e l'altro, la quale va di pari passo con il sorgere di una vera relazione oggettuale e con il riconoscimento di una realtà nel mondo esterno. Secondo la Mahler, questo stadio prevede a sua volta quattro sotto-fasi, denominate: differenziazione, sperimentazione, riavvicinamento e acquisizione della costanza oggettuale.

Sottofasi della Separazione-Individuazione

Nella sottofase della differenziazione, il bambino inizia a differenziare il proprio corpo da quello della madre e mostra un maggiore interesse verso il mondo esterno, empiricamente attestato dai comportamenti di esplorazione del volto materno. Pietro Spataro - La psicoanalisi dell'lo: Spitz, Mahler ed Erikson Per la Mahler, questo periodo è essenziale, in quanto dalla disponibilità emotiva della madre dipendono in gran parte le possibilità di autonomia e di indipendenza del bambino.

Nella sottofase della sperimentazione, il bambino comincia ad esplorare l'ambiente esterno in maniera attiva, graduando la sua distanza dalla madre. Dalla maggiore consapevolezza della separazione tra Sé e l'oggetto esterno, deriva il caratteristico comportamento del bambino che riflette da una parte l'esigenza di mantenere un rapporto privilegiato con la madre e dall'altra parte il desiderio di conquistare una sua autonomia. Nella successiva sottofase del riavvicinamento, questo conflitto darà luogo a quelle "crisi di riavvicinamento" che testimoniano come la madre rimanga per il bambino il centro di riferimento, a cui tornare puntualmente per attingere il "rifornimento emotivo".

Infine, nell'ultima fase, l'acquisizione della costanza oggettuale denota il raggiungimento delle condizioni necessarie per il consolidamento dell'identità personale, in stretta connessione con lo sviluppo del linguaggio e dell'espressione simbolica, con il consolidamento delle funzioni dell'lo e con la formazione del Super-Io.

Erik Erikson e lo Sviluppo Psicosociale

Nell'opera di Erikson, l'analisi dello sviluppo dell'lo si coniuga con una più attenta valutazione delle variabili socioculturali. Questo studioso ha proposto una teoria dello sviluppo psicosociale nel quale il concetto di "identità", inteso come il precipitato a livello individuale di una varietà di processi di influenza e modellamento di ordine sociale e culturale, assume un valore strategico, pari a quello che aveva la sessualità per Freud.

Identità e Sviluppo della Personalità

Nel consolidamento di una propria identità e quindi nello sviluppo della personalità, rivestono un ruolo fondamentale le identificazioni che caratterizzano i diversi stadi dello sviluppo, a partire dall'introiezione della figura materna. Secondo Erikson, la formazione di un'identità matura nasce dall'assimilazione delle identificazioni infantili e dal loro assorbimento in una nuova configurazione, la quale dipende anche dai processi attraverso cui la società (e i vari gruppi sociali) "identifica il giovane individuo riconoscendolo come qualcuno che doveva diventare ciò che è e che, essendo come è, viene accettato senza discussione" [Erikson. Identity, youth and crisis (1968), trad. it. 1974, p.188]. La fusione delle precedenti identificazioni in una nuova unità viene espletata dalle funzioni sintetiche dell'lo e si consolida nel periodo dell'adolescenza. Cruciale in questa fase è una crisi di identità che prelude alla stabilizzazione delle configurazioni proprie dell'identità adulta e matura. Le manifestazioni conflittuali che si verificano durante l'adolescenza rappresentano, per Erikson, un aspetto intrinseco del processo evolutivo, l'esito di un contrasto tra mondo interno ed esterno, tra bisogni individuali e limitazioni ambientali.

Le Otto Tappe dello Sviluppo Umano di Erikson

Partendo da queste basi, Erikson delinea una teoria dello sviluppo umano attraverso otto tappe fondamentali, ciascuna caratterizzata da fattori contrastanti (Figura 2). Ogni tappa è legata ad un dilemma o un conflitto che l'individuo deve risolvere, e prevede una meta il cui raggiungimento o fallimento si ripercuote su tutto lo sviluppo successivo.

La prima tappa coincide con lo stadio orale-sensorio, in cui la qualità del rapporto con la madre risulta essere decisivo per improntare il proprio rapporto con la realtà in termini di fiducia o sfiducia.

La seconda tappa coincide con lo stadio muscolare-anale-uretrale: essa è cruciale per l'acquisizione dell'autonomia e per la risoluzione dei sentimenti di dubbio e di vergogna.

Età approssimativa Qualità dell'lo che devono svilupparsi Alcuni compiti e attività relativi alle fasi

0-1 Fiducia di base o sfiducia Fiducia nella madre o nella persona che si cura prevalentemente di lui e nelle proprie capacità di far accadere le cose. Elemento chiave per l'inizio di un attac- camento sicuro.

2-3 Autonomia o vergogna e dubbio Nuove abilità fisiche lo rendono più autonomo; viene educato al controllo degli sfinteri; apprende a controllarsi ma, se il trattamento è inadeguato, può sviluppa- re un senso di vergogna.

4-5 Iniziativa o senso di colpa Organizza attività finalizzate; diviene più determinato e aggressivo; il complesso di Edipo nei confronti del genitore dello stesso sesso può far nascere un senso di colpa.

6-12 Industriosità o inferiorità Apprende tutte le norme e le abilità culturali di base, incluse le abilità scolastiche e l'uso di attrezzi.

13-18 Identità o confusione di ruoli Adatta la coscienza di sé ai cambiamenti puberali, fa scelte professionali, rag- giunge un'identità sessuale adulta e cerca nuovi valori.

19-25 Intimità o isolamento Instaura uno o più rapporti intimi che vanno al di là dell'amore adolescenziale; forma gruppi familiari.

26-40 Generatività o stagnazione Mette al mondo e cresce dei figli, si concentra sulle conquiste professionali o sulla creatività e addestra la nuova generazione.

41 e oltre Integrità o disperazione Integra le fasi precedenti e trova un accordo con la propria identità di base. Si accetta.

Figura 2. Fasi dello sviluppo normale secondo Margaret Mahler. La terza tappa coincide con lo stadio genitale-locomotore. Essa è dominata dal contrasto tra spirito di iniziativa e senso di colpa (conseguenza di una inadeguata risoluzione del complesso di Edipo).

La quarta tappa è quella di latenza. Il bambino si confronta con la possibilità di riuscire o di fallire in relazione ai compagni: si ha quindi un dilemma tra industriosità e inferiorità.

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