Dispense su empatia e intelligenza emotiva, teorie e sviluppo psicosociale

Documento da Università su dispense competenze su empatia e intelligenza emotiva. Il Pdf, di Psicologia e livello universitario, esplora le teorie sulle emozioni e gli stadi dello sviluppo psicosociale di Erikson, analizzando la formazione dell'identità.

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DISPENSE COMPETENZE SU EMPATIA E INTELLIGENZA EMOTIVA
Cos'è l'EI? (Emotional Intelligence)
Il concetto di Intelligenza Emotiva nacque nel 1990 ad opera di due Psicologi, Peter Salovey e
John Mayer, che la definirono per la prima volta in termini ufficiali come:
“la capacità di monitorare e dominare le Emozioni proprie e altrui e di usarle per guidare il
pensiero e l'azione”.
L‟intelligenza emotiva è l‟abilità di indentificare le emozioni, di accedervi e utilizzarle in modo da
assistere il pensiero, comprendere le emozioni e la pratica emotiva e gestire riflessivamente le
emozioni così da promuovere la crescita emotiva e intellettuale.” (Mayer e Salovey, 1997)
Cosa sono le emozioni?
Sono processi (reazioni) di breve durata a fronte di uno stimolo (interno/esterno) che provocano
cambiamenti a 3 livelli:
Fisiologico modificazioni fisiche e fisiologiche riguardanti la respirazione, la pressione arteriosa,
il battito cardiaco, la circolazione, le secrezioni, la digestione, ecc
Comportamentale espressioni facciali, postura, tono della voce e reazioni (es. attacco o fuga)
Cognitivo si attribuisce un significato personale allo stimolo e alle sensazioni fisiologiche, così
da decidere un comportamento immediato e/o futuro
Tutti sanno cos’è un’emozione fino a che non si chiede loro di definirla (Fehr e Russell, 1984)
CHE COSA NON E’ UN’EMOZIONE?
Quali emozioni esistono?
Ekman, uno dei maggiori studiosi delle emozioni, sostiene che l‟esperienza emotiva umana si fonda
su famiglie di emozioni di base che permettono di gestire situazioni cruciali per la sopravvivenza
della specie e distingue fra:
Emozioni primarie
risposte spontanee, innate e precodificate dell'organismo, riconducibili a
cinque famiglie emotive: gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto (e sorpresa)
Emozioni secondarie
maggiormente connesse con l'apprendimento e con l'esperienza personale
(senso di colpa, vergogna, orgoglio, invidia, ecc.)
Le emozioni primarie sono adattive per la specie, tendenzialmente universali, presenti g nel
bambino molto piccolo, riscontrabili anche in molti animali (es. primati non umani)
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Le principali teorie sulle emozioni
Esistono alcune grandi teorie:
1. Teoria periferica (James, Ekman)
2. Teoria centrale (Cannon)
3. Teoria cognitivo-attivazionale (Schachter e Singer)
4. Teorie dell‟appraisal (Frijda)
5. Teorie psicoevoluzioniste (Tomkins e Plutchick )
1 - La teoria periferica
Non tremiamo perché abbiamo paura: abbiamo paura perché tremiamo (James, 1884)
L'evento emotigeno determinerebbe una serie di reazioni viscerali e neurovegetative che sono
avvertite dal soggetto e la percezione di queste modificazioni fisiologiche sarebbe alla base
dell'esperienza emotiva
James capovolge l'impostazione della psicologia ingenua secondo la quale, ovviamente, noi
piangiamo perché siamo tristi, e non viceversa
Le espressioni facciali forniscono informazioni motorie, cutanee e vascolari che influenzano il
processo emotivo
Versione forte: le espressioni facciali da sole sono in grado di generare un‟emozione
Versione debole: le espressioni facciali aumentano unicamente l‟intensità dell‟emozione
Invitando i soggetti a contrarre i muscoli facciali di sei emozioni (collera, disgusto, paura, gioia,
tristezza, sorpresa), sono state registrate significative attivazioni del sistema nervoso autonomo

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Cos'è l'Intelligenza Emotiva?

Cos'è l'EI? (Emotional Intelligence)
Il concetto di Intelligenza Emotiva nacque nel 1990 ad opera di due Psicologi, Peter Salovey e
John Mayer, che la definirono - per la prima volta in termini ufficiali - come:
"la capacità di monitorare e dominare le Emozioni proprie e altrui e di usarle per guidare il
pensiero e l'azione".
L'intelligenza emotiva è l'abilità di indentificare le emozioni, di accedervi e utilizzarle in modo da
assistere il pensiero, comprendere le emozioni e la pratica emotiva e gestire riflessivamente le
emozioni così da promuovere la crescita emotiva e intellettuale." (Mayer e Salovey, 1997)

Cosa sono le emozioni?

Cosa sono le emozioni?
Sono processi (reazioni) di breve durata a fronte di uno stimolo (interno/esterno) che provocano
cambiamenti a 3 livelli:
Fisiologico > modificazioni fisiche e fisiologiche riguardanti la respirazione, la pressione arteriosa,
il battito cardiaco, la circolazione, le secrezioni, la digestione, ecc
Comportamentale > espressioni facciali, postura, tono della voce e reazioni (es. attacco o fuga)
Cognitivo > si attribuisce un significato personale allo stimolo e alle sensazioni fisiologiche, così
da decidere un comportamento immediato e/o futuro
Tutti sanno cos'è un'emozione fino a che non si chiede loro di definirla (Fehr e Russell, 1984)

Che cosa non è un'emozione?

CHE COSA NON E' UN'EMOZIONE?
Una prima distinzione va fatta con fenomeni che sono concettualmente simili: affetto,
sentimento, stato d'animo e umore;

  • Stato d'animo e umore (mood) sono caratterizzati da una bassa intensità e da
    una durata elevata;
  • Il sentimento, come gli stati d'animo e l'umore, è un fenomeno più stabile e
    duraturo, ma è caratterizzato da un oggetto ben definito (sentimento verso qualcuno
    o qualcosa);
    L'affetto è un termine più ampio e generico che definisce lo stato affettivo
    dell'esperienza emotiva e ne definisce la valenza (positiva o negativa).

Quali emozioni esistono?

Quali emozioni esistono?
Ekman, uno dei maggiori studiosi delle emozioni, sostiene che l'esperienza emotiva umana si fonda
su famiglie di emozioni di base che permettono di gestire situazioni cruciali per la sopravvivenza
della specie e distingue fra:
Emozioni primarie > risposte spontanee, innate e precodificate dell'organismo, riconducibili a
cinque famiglie emotive: gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto (e sorpresa)
Emozioni secondarie > maggiormente connesse con l'apprendimento e con l'esperienza personale
(senso di colpa, vergogna, orgoglio, invidia, ecc.)
Le emozioni primarie sono adattive per la specie, tendenzialmente universali, presenti già nel
bambino molto piccolo, riscontrabili anche in molti animali (es. primati non umani)

Le principali teorie sulle emozioni

1Le principali teorie sulle emozioni
Esistono alcune grandi teorie:

  1. Teoria periferica (James, Ekman)
  2. Teoria centrale (Cannon)
  3. Teoria cognitivo-attivazionale (Schachter e Singer)
  4. Teorie dell'appraisal (Frijda)
  5. Teorie psicoevoluzioniste (Tomkins e Plutchick )

La teoria periferica

1 - La teoria periferica
Non tremiamo perché abbiamo paura: abbiamo paura perché tremiamo (James, 1884)
L'evento emotigeno determinerebbe una serie di reazioni viscerali e neurovegetative che sono
avvertite dal soggetto e la percezione di queste modificazioni fisiologiche sarebbe alla base
dell'esperienza emotiva
James capovolge l'impostazione della psicologia ingenua secondo la quale, ovviamente, noi
piangiamo perché siamo tristi, e non viceversa
Le espressioni facciali forniscono informazioni motorie, cutanee e vascolari che influenzano il
processo emotivo
Versione forte: le espressioni facciali da sole sono in grado di generare un'emozione
Versione debole: le espressioni facciali aumentano unicamente l'intensità dell'emozione
Invitando i soggetti a contrarre i muscoli facciali di sei emozioni (collera, disgusto, paura, gioia,
tristezza, sorpresa), sono state registrate significative attivazioni del sistema nervoso autonomo
Intelligenza emotiva: Emozione

  • Ekman, ha analizzato come le espressioni
    facciali corrispondenti ad ogni singola
    emozione interessino gli stessi tipi di muscoli
    facciali e allo stesso modo,
    indipendentemente da fattori quali latitudine,
    cultura e etnia. Tale indagine è stata
    suffragata da esperimenti condotti anche con
    soggetti appartenti a popolazioni che ancora
    vivono in modo "primitivo", in particolare
    della Papua Nuova Guinea.

La teoria centrale

22 - La teoria centrale
[Cannon, 1927] I centri di attivazione, di controllo e di regolazione dei processi emotivi non si
trovano in sedi periferiche, ma sono localizzati centralmente nella regione talamica
Secondo Papez [1937] tali centri si situano lungo un circuito composto da ipotalamo, talamo
anteriore, giro cingolato e ippocampo (circuito di Papez)
MacLean [1949] integra il circuito di Papez con altre regioni: amigdala, nuclei del setto, porzioni
della corteccia fronto-orbitaria e porzioni dei gangli della base e denomina l'insieme di queste
strutture neuroanatomiche con il termine di sistema limbico
I centri ipotalamici delle emozioni
Sistema límbico
Corteccia cingolata
fornica
corpo calloso
corteccia
frontale
talamo
stria
terminale
setto-
bulbo
olfattiva
corpo
mammillare
amigdala
Ippocampo

La teoria cognitivo-attivazionale

3 - La teoria cognitivo-attivazionale
Schachter e Singer [1962]
La teoria periferica di James e la teoria centrale di Cannon, pur essendo fra loro contrapposte, si
sono dimostrate entrambe vere anche se parziali
Chi ha contribuito in modo efficace a introdurre una dimensione genuinamente psicologica nello
studio sperimentale delle emozioni sono stati Schachter e Singer con la teoria cognitivo-
attivazionale (o teoria dei due fattori)
Tali Autori concepiscono l'emozione come la risultante dell'interazione fra due componenti: uno di
natura fisiologica con l'attivazione diffusa (cioè emozionalmente non specifica) dell'organismo
(arousal); l'altro di natura cognitiva, con la percezione e significazione dell'attivazione.

Le teorie dell'appraisal

34 - Le teorie dell'appraisal
Frijda [1988]: Le emozioni dipendono dal modo con cui gli individui valutano e interpretano gli
stimoli
Capovolgimento: per la psicologia ingenua le emozioni si contrappongono ai processi razionali e
sono interpretate come passioni di breve durata sentite e provate internamente dall'individuo, che
sorgono e si svolgono in modo automatico e involontario
Semplicemente, per la psicologia ingenua le emozioni capitano nella vita delle persone e non si può
scegliere o decidere quale emozione avere o quando.
Le emozioni sorgono in risposta a situazioni che sono valutate come importanti per il soggetto
Eventi che soddisfano i suoi scopi e desideri, attivano emozioni positive; eventi che sono ritenuti
dannosi o che minacciano i suoi interessi, conducono a emozioni negative
Il significato situazionale: due individui che abbiano una differente valutazione della medesima
situazione risponderanno con emozioni differenti
La valutazione dipende da fattori disposizionali, aspetti educativi e culturali, esperienze pregresse
specifiche

Le teorie psico-evoluzionistiche

5 - Le teorie psico-evoluzionistiche Tomkins e Plutchick [1962]
Rifacendosi direttamente alla teoria evoluzionistica di Darwin, Tomkins e Plutchick ritengono che
le emozioni siano strettamente associate alla realizzazione di scopi universali, connessi con la
sopravvivenza della specie e dell'individuo
Questa posizione, accolta e sviluppata da Ekman [1972; 1989; 1992] e Izard [1978; 1990; 1994],
comporta l'accettazione della tesi innatista delle espressioni facciali delle emozioni
L'enfasi viene posta sulle emozioni primarie (gioia, rabbia, paura, disgusto, sorpresa, tristezza) ed
emozioni secondarie, intese come una sorta di miscela di diverse emozioni primarie (teoria
tavolozza)

La natura delle emozioni

4La natura delle emozioni
(Il modello di Robert Plutchik)
ottimismo
serenità
amore
tolleranza
interesse
gioia
consenso
anticipazione
estasi
sottomissione
vigilanza
adorazione
fastidio rabbia
furore
terrore
paura
apprensione
avversione
stupore
allarme
disgusto
sorpresa
noia
distrazione
rimorso
delusione
disprezzo
devastazione
tristezza
malinconia
aggressività
Il modello si basa sul parametro dell'intensità dello stato. Per es. l'emozione fondamentale "rabbia"
sfuma in "furore" o in "fastidio" a seconda che sia più o meno accentuata. Allo stesso modo la
"paura" ha i suoi estremi nel "terrore" e nella "apprensione".
La combinazione di due emozioni fondamentali dà luogo ad una emozione complessa.
Per es. "gioia" e "accettazione" danno "amore".

Le teorie psico-evoluzionistiche (Riassumendo)

Le teorie psico-evoluzionistiche
(RIASSUMENDO)
v le espressioni facciali delle emozioni sono universali
v esistono configurazioni neurofisiologiche distintive del sistema nervoso autonomo per ogni
emozione
v c'è una continuità mimico-espressiva fra i primati e i soggetti umani
V gli antecedenti emozionali sarebbero universali e comuni a tutti gli individui

L'espressione delle emozioni

L'espressione delle emozioni
L'ipotesi dell'universalità
Le espressioni emotive sono universali sia sul piano della produzione che del riconoscimento
Tale ipotesi si articola in tre proposizioni:
a) universalità dei movimenti facciali (tutti gli esseri umani presentano le medesime configurazioni
di movimenti facciali)

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b) espressività dei movimenti facciali (specifiche configurazioni facciali sono la manifestazione
delle stesse emozioni in tutti gli esseri umani)
c) universalità del processo di attribuzione (ovunque osservatori appartenenti a diverse culture
attribuiscono il medesimo valore emotivo a date configurazioni facciali)
In conclusione, sembra che esista un certo legame universale fra le emozioni e le loro espressioni
facciali; ma esso, lungi dall'essere perfetto e forte così come vorrebbe l'ipotesi innatista, lascia
spazio a rilevanti e significative variazioni culturali
A questo proposito è corretto parlare di interdipendenza fra componenti biologiche e influenze
esercitate dalla cultura di appartenenza nel manifestare le emozioni

Locus of Control

LOCUS OF CONTROL
Rotter nel 1954 teorizzò il concetto di Locus of Control, definendolo un costrutto unidimensionale
caratterizzato da due poli, l' interiorità e l'esteriorità, posti lungo un continuum. Coloro che
presentano un locus of control interno tendono ad attribuire i risultati ottenuti a capacità personali,
sono certi di possedere competenze altamente specifiche che li rendono in grado di raggiungere
standard molto elevati e ritengono i risultati delle loro azioni derivanti dalle proprie abilità.
Al contrario, chi presenta un locus of control esterno ritiene che le conseguenze di alcune azioni
siano dovute a circostanze esteriori, per questo le cose che accadono nella vita sono fuori dal
loro controllo e le azioni messe in atto sono il risultato di fattori non gestibili, come il destino e la
fortuna. Queste persone tendono a incolpare gli altri piuttosto che se stessi per i risultati ottenuti.
Quindi, chi ha un locus interno considera l'interiorità come legata esclusivamente a una serie di
abilità personali e se volesse ottenere risultati dovrebbe mettere in atto sforzo e sacrificio, mentre
chi ha un locus esterno sostiene che gli accadimenti siano gestiti e regolati dal fato e quindi siano
fuori dal proprio controllo.
Le modalità di attribuzione di controllo si ripercuotono evidentemente sulla motivazione al
successo e sulla gestione delle emozioni. Infatti, coloro che presentano un locus of control
interno sono più inclini all'ansia mentre coloro che mostrano un locus of control
esterno potrebbero manifestare principalmente depressione.
Il Controllo è un concetto molto utilizzato in psicologia e psicopatologia.
Esistono persone che pensano di controllare qualsiasi cosa, altre, invece, credono di essere
controllati da situazioni che si verificano all'esterno.
In generale, controllare significa dirigere le proprie azioni per influenzare gli esiti di un
determinato accadimento.
Spesso la parola controllo è preceduta da un' altra: Locus o luogo, che tradotto significa il posto
attraverso il quale si definisce il controllo. Ognuno di noi possiede un Locus of Control, che può
essere interno o esterno.
In sostanza, il locus of control rappresenta l'atteggiamento mentale grazie al quale si riescono a
influenzare le proprie azioni e i risultati che ne derivano.
Chi mostra un locus of control esterno percepisce gli eventi come imprevedibili, dipende dagli
altri, ha bassa autostima, scarsa autoefficacia e attribuisce i propri insuccessi al destino o agli altri.
Al contrario chi ha un locus of control interno mostra conoscenze e skill che consentono di
affrontare al meglio le situazioni e i problemi, pensano di poter raggiungere gli obiettivi prefissati,
credono nelle loro capacità e non temono la fatica.

Daniel Goleman e l'Intelligenza Emotiva

Daniel Goleman e l'intelligenza emotiva
Lo studio dello psicologo americano Daniel Goleman sullo sviluppo delle abilità cognitive e della
personalità trae origine dal modello delle intelligenze multiple, in particolare prende in
considerazione l'intelligenza intrapersonale e quella interpersonale.
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