Documento sulla Filosofia della Vulnerabilità. Il Pdf, di livello universitario e materia Filosofia, analizza come percezioni e istituzioni influenzino le discriminazioni, trattando argomenti come l'omofobia, il ruolo delle tradizioni e l'importanza dei sensi nella comprensione della vulnerabilità.
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Le modalità della percezione umana potrebbero esser motivo di svantaggio per gruppi determinati > queste vulnerabilità derivano da fattori storici e istituzionali che hanno condizionato la legge, la quale spesso svantaggia un determinato gruppo. (Questa idea è ben spiegata dall'opera "l'alleanza dei corpi" di Butler) Le discriminazioni agiscono in modo tale da far apparire naturali aspetti del mondo istituzionale che invecediscriminino un determinato gruppo:
Esiste un filone della letteratura che vede con occhio critico l'idea della vulnerabilità, la quale vede ivulnerabili come vittime incapaci di agire (vittime prive di agency). Ogni caso vulnerabile dipende dalla sua specificità e da considerazioni non neutrali su dati fisiologici:
I providers (es. facebook) sfruttano l'ethos di riferimento (un insieme di dati personali) per suggerire lericerche > ecco qui la non neutralità A volte siamo noi che per pigrizia rientriamo in un gruppo vulnerabile: pensiamo all'ignoranza linguistica, economica, giuridica
Per sistematizzare le modalità di percezione è possibile servirsi dei cinque sensi, che hanno un valore simbolico e utile per comprendere cosa colleghi:
In particolare, per "valore simbolico" si intende la maniera in cui interpretiamo l'attività sensoriale poiché influenzata da una percezione non neutrale e un senso di riconoscimento (vedremo come si può credere diidentificare una determinata etnia dall'odore degli uomini che vi appartengano). Le categorizzazioni che i cinque sensi creano non sono mai oggettive, ma basate su fattori motivazionali impossibili da argomentare razionalmente.
Il filo conduttore che lega i cinque capitoli è la distinzione tra:
I fautori di una pratica discriminante portano avanti un'argomentazione basata a volte su una motivazione che nasce su dati non oggettivi, come esempio percezioni sensoriali. Spesso però non si deve impugnare una motivazione differente da quella fornita da un argomento prodotto, poiché risulterebbe offensivo per il valore dell'argomento prodotto, l'argomento gode infatti di una relativa autonomia: se un religioso si pone assolutamente in disaccordo con l'eutanasia affermando che risulterebbe troppo costosa, non si può confutare il suo argomento colpendo il soggetto sul piano della sua fede, si dovrebbe invece confutarlo dal punto di vista economico. Quando nel dialogo Platonico, Socrate e Polo discutono: Polo accusa Socrate di avere la sua stessa opinione ma di non volerlo ammettere per non darla vinta a Polo. Socrate risponde che non dovrebbe importargli della sua opinione (uguale o diversa che sia) ma del valore della sua argomentazione. Socrate e Polo nella Repubblica si accorgono si avere la stessa opinione, ma Socrate non vuole accettarlo earrivare ad un punto comune: spesso si è inconsapevoli di avere un set di valori unificanti, cioè un ethos condiviso > ciò vuol dire che le motivazioni delle nostre scelte possono non essere nella nostra piena disponibilità, nel senso che un set divalori in cui crediamo diviene così "nostro" che non ci accorgiamo di averlo reso lo sfondo naturale e necessario per le nostre scelte. L'ethos di riferimento (di cui neanche ci accorgiamo) sancisce in anticipo quali siano le domande rilevanti >e ciò condiziona le nostre risposte, si pensi al caso della signorina Shervet e poi a quello di padre Coke, ci sentiamo più vicini a quest'ultimo perché siamo stati inconsapevolmente assorbiti dalla nostra formazione religiosa. (Parimenti non si può dire per un testo condiviso, la cui citazione è deliberata) È importante però ascoltare anche le motivazioni, è un principio democratico. Se ho commesso un reato ela motivazione riguarda i futili motivi, questa ha un peso, è un'aggravante. Le nostre modalità di percezione sono quindi non neutrali, e sono tali senza la nostra consapevolezza > questo causa l'insorgenza di vulnerabilità invisibili perché nascoste da valori condivisi ormai interiorizzati da noi. Le vulnerabilità non sono altro che l'elemento dinamico nascosto, che chiede agli ordinamenti di modificarsi continuando a interrogare i propri fondamenti:
La presenza di vulnerabilità invisibili spiega perché a volte argomenti rozzi e frivoli risultino essere tanto efficaci: la nostra percezione è non neutrale, siamo così emotivamente coinvolti da argomenti tanto sempliciscelti ad hoc per colpire le nostre parti vulnerabili-> è così che si sviluppano le fake news e le post-verità (ciò che va oltre la verità). L'efficacia ovviamente varia in base all'uditorio di riferimento: tanto più ignorante tanto più convincibile.
Motivazione e argomentazione sono compartimenti separati che interagiscono tra di loro:
Le pratiche che condizionano l'orizzonte normativo, vanno quindi lette su entrambi i livelli:
Argomentazioni basate su dati formali spesso non saranno esaustive, perché i dati stessi saranno considerati irrilevanti rispetto alle pratiche che ne sono nate > Hitler formalmente era considerato un pazzo, ciò confermato dalla sua cartella critica, ma questa argomentazione non risulta sufficientemente rilevante davanti alla pratica attuata da lui, lo sterminio di milioni di persone.
I cinque sensi sono utili per descrivere questi processi complicati, essi agiscono come:
I sensi sono quindi da sempre mezzi non neutrali di percezione che portano al riconoscimento di determinate realtà (si pensi all'odore di un'etnia) proprio perché scelgono automaticamente ciò che considerare, enfatizzano o sminuiscono gli aspetti che più ritengono opportuni in base alle caratteristiche di chi sta percependo. Prima di un'elaborazione argomentata i sensi hanno già orientato i nostri argomenti in base alle nostre influenze sociali e concezioni culturali > e ciò porta a vulnerabilità. Vico e Adorno che considerano i sensi in questa prospettiva tendono sempre a sottolineare l'effetto che i sensi hanno sui gruppi prima che sugli individui:
L'obbiettivo del libro è dimostrare come i 5 sensi ci portino a 5 tipi di vulnerabilità invisibili inevitabili poiché molto spesso ignoranti e di parte: la discriminazione parte quindi sulle minoranze, ma può portare a risvolti negativi per tutti > i diritti delle minoranze vulnerabili sono "i diritti di tutti e di tutte".
A primo acchito si può considerare il vedere come prova effettiva (es. testimoni oculari) in realtà la percezione sensoriale visiva crea già una sua narrativa di parte, è proprio per questo che alla base di una discriminazione c'è l'idea del "si vede ciò che si vuole vedere":
Le azioni, le emozioni e la situazione in cui gli schiavisti operavano erano di per sé sufficienti a determinare quali fossero le loro idee sui neri, erano privi di paura e vergogna per gli atti stessi che stavano commettendo > è dalla schiavitù che nasce il razzismo e non viceversa. Il capitano Newton si convertì successivamente al cristianesimo e scrisse un inno intitolato "Amazing Grace" in cui afferma "ero cieco ma ora vedo":
Un esempio grottesco è la one drop law per cui in America eri considerato un black se avessi nel sangue anche solo una goccia di sangue nero (es. una nonna) e per questo motivo non potevi sederti in autobus. Tutto parte da una logica simbolica della vista per cui se una goccia singola di inchiostro cadesse in un bicchiere di acqua vedremmo l'impurità nel candore, se una goccia di latte cadesse nel caffè non succederebbe nulla. Analogo ragionamento per gli ebrei: si decideva letteralmente chi poteva esser considerato ebreo, e nonsolo chi avesse genitori o parenti ebrei. Le razze ovviamente non esistono, ed è ciò che afferma il genetista Cavalli-Sforza, basti pensare alle diverse opinioni che hanno coloro che nelle razze ci credono:
La genetica fornisce risultati più che sorprendenti: la massima divergenza genetica è stata infatti riscontrata tra africani e aborigeni australiani, simili per colore della pelle > ciò che si vede sembra non poter esser messo in discussione nemmeno da dati scientifici, così i discendenti di Thomas Jefferson (autore della dichiarazione di indipendenza) nonostante il test del DNA, non riconobbero immediatamente la stirpe nera dei Jefferson, nata da un rapporto tra T. Jefferson e una schiava nera. Molto spesso nei censimenti americani si chiede di barrare autonomamente a quale razza si appartiene (autoascrizione deliberata), la scelta autonoma non è discriminatoria al contrario lo è il giudizio altrui che molto spesso non vede umanità e vulnerabilità dell'altro (come Newton) > (ascrizione violenta).