
● schematicamente, è la terza possibilità rispetto alla dicotomia tra universalismo
(trans) e relativismo (multi)
● transcultura: idea filosofica si punta a fare emergere nei processi educativi gli
elementi universali, comuni a tutti gli esseri umani (valori formali e diritti
fondamentali) [dignità umana];
● multicultura: situazione di fatto le culture coabitano e sono autonome perché non
componibili, le differenze vanno conosciute e studiate per la reciproca convivenza
(metafora del condominio?) [r. storico]
● si esce dalla dicotomia ridefinendo le culture e le identità in maniera dinamica,
processuale, in costante cambiamento, non statica
● Intercultura: né idea filosofica astratta, né situazione contingente e definitiva
● è una strategia, finalizzata a progettare e realizzare situazioni, contesti ed esperienze
che favoriscano: incontro, dialogo, interazione e scambio reciproco tra differenze
Cultura e intercultura
Cultura: è giudizio condiviso da tempo che il vocabolo non basta a sé stesso cosa significa?
● innumerevoli tentativi di elaborare una definizione del termine incontrollabile: la sua
stessa storia è la sola possibilità di definirlo
● Nel 1952 gli antropologi A. Kroeber e C. Kluckhohnvraccolsero più di 150 diverse
definizioni di “cultura” alcune celebri:
● E.B. Tylor (1871): la cultura […] è quell’insieme complesso che include la
conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra
capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società;
● Malinowski(1931): la cultura comprende gli artefatti, i beni, i processi tecnici, le idee,
le abitudini, i valori che vengono trasmessi socialmente. Non si può comprendere
realmente l’organizzazione sociale se non come parte della cultura
● F. Boas(1938): la cultura può essere definita come la totalità delle reazioni e delle
attività intellettuali e fisiche che caratterizzano il comportamento degli individui i quali
compongono un gruppo sociale;
● C. Kluckhon(1945): una cultura è composta di modi strutturati manifesti di
comportarsi, di sentire, di reagire. Ma essa comprende anche una serie caratteristica
di premesse o ipotesi non dichiarate che variano grandemente da una società a
un’altra.
● M. Sclavi (2000): Ognuno di noi è parte di una cultura […] e la cultura è parte di noi.
Crescendo in una certa comunità, imparando una certa lingua, facciamo nostre
complesse gerarchie di premesse implicite che in quell’ambiente sono date per
scontate e costituiscono il terreno sicuro che consente di capirci
● La cultura costituisce quindi sia una prospettiva performativa: fornisce i criteri per
l’azione, definisce i criteri e le modalità delle pratiche; sia una prospettiva
interpretativa: permette di associare significati ai comportamenti nostri e altrui;
● L’insieme degli elementi che costituiscono la cultura e che armonizzano il
comportamento individuale con quello degli altri membri del gruppo non costituisce
un tutto uniforme e omogeneo ma un terreno variegato su cui si scontrano anche
interessi e punti di vista contrastanti, da negoziare
Cultura: più che concentrarsi sul «prodotto» compiuto, considerare i processi necessari a
produrlo cosa significa?