Introduzione alla metafisica: definizione, origine e attualità

Documento di Università sulla Introduzione Alla Metafisica. Il Pdf, un approfondimento di Filosofia per l'Università, esplora la metafisica, definendola e distinguendola dall'ontologia, con riferimenti a filosofi come Aristotele e Platone, analizzando il ruolo dell'amore e della fede nella comprensione della realtà.

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22 pagine

1. INTRODUZIONE ALLA METAFISICA
1.1 ANALISI DEL TESTO DI MARITAIN E ATTUALITà DEL PROBLEMA
La metafisica come problema e come materia che pone delle difficoltà che non possono essere
ignorate, cit Aristotele: le difficoltà permettono di interrogarsi
Citazione di Maritain (Distinguere per unire)
Voi siete, mi si è rinfacciato, come uno stregone che ci comanda di volare con le nostre braccia. - No, io vi chiedo di
volare con le vostre ali.- Ma noi abbiamo soltanto braccia. - Braccia? Ali atrofizzate, il che è tutt’altra cosa. Esse
rispunterebbero, se voi aveste coraggio, se voi comprendeste che non ci si appoggia solamente sulla terra, e che
l’aria non è il vuoto.
(Maritain J., Distinguere per unire. I gradi del sapere, 20)
paragone braccia/ali..non viviamo solo sulla terra , M. si sente uno stregone e viene accusato di
esserlo perché parla di metafisica oggi che in effetti non quadra più con l’intelligenza moderna. M.
afferma che l’intelligenza dell’uomo moderno è abituata a fare scienza cercando strumenti per
cogliere fenomeni (Stile kant).
- di conseguenza un'intelligenza sempre più specializzata ma anche indebolita e disarmata da
sola, non è più in grado di cogliere i propri oggetti più propri, come se le ali dell’intelligenza si
fossero atrofizzate e non è più in grado di cogliere la bellezza dell’evidenza razionale ma solo il
meccanismo delle cose. L’intelligenza ha un inclinazione che va contro l’uomo, contro
stesso..ma tutte le discese sono fatte per essere risalite. come se l’intelligenza avesse perso
l’abitudine ad indagare.
- Per questo la metafisica non è un mezzo ma un frutto, un bene da gustare che procura diletto
per un uomo che entra nell’ozio : traducibile come la “necessità dell’inutile.
- Immagine del mito della caverna di Platone spiega la metafisica come immagine guida, dove gli
schiavi incatenati nella caverna intraprendono un percorso di liberazione.
Allo stesso modo questo percorso ci permette di vedere la realtà alla luce del fondamento, è un
invito a usare e osare con la propria ragione pur sapendo che si può sbagliare, andando alla
ricerca del fondamento.
1.2 Che cos’è la metafisica? (slide 3)
Origine del termine, necessità della metafisica
Origine del termine dall’opera di Aristotele (tà metà physikà): anche se lui la chiamava
“protofisica, prende il nome successivamente in base agli scritti di Aristotele che venivano dopo
la fisica, quindi metafisica. Definizione: La filosofia prima si trovava oltre il sensibile, oggi indica
quella parte della filosofia che si occupa delle cause ultime e di cercare il fondamento delle
cose, e i principi che originano le cose e la realtà.
-> Ricerca del fondamento oltre il punto di partenza, cioè quello che sperimentano i nostri sensi
ma non possiamo fermarci qui, è necessario iniziare una seconda navigazione con la ragione che
va oltre ai sensi, per Platone con la ragione si va alla ricerca delle cause ultime della realtà.
- immagine della navigazione in Platone (Fedone 99d-102a) .
La seconda navigazione, quindi, quella che comporta “l’uso dei remi” e pertanto implica uno sforzo
maggiore da parte dell’individuo e un suo coinvolgimento personale, porta quest’ultimo a contatto con la
vera realtà, l’Iperuranio (zona al di del cielo (da cui il nome) dove risiedono le idee). La “seconda
navigazione”, assai più faticosa e impegnativa, è quella condotta con il nuovo metodo dei ragionamenti che
portano al trascendimento della sfera del sensibile e alla conquista del soprasensibile. Con ciò il filosofo
greco voleva indicare quell’esperienza di conoscenza che porta a cogliere la verità che rende liberi e felici in
modo perdurante,
1
- qual è il punto di partenza? la realtà.
Nella realtà ci sono punti di partenza diversi, per es. la gentilezza, (metafisica del), la libertà..
Quindi come trovare il fondamento di una realtà che cambia, che non è solida? Partire da un
punto fermo che abbiamo davanti, che però permette di capire la realtà contingente e precaria.
Il punto di partenza è quell’aspetto della realtà che riteniamo solido, per es. per Platone è il
bene.
Questo porta allo studio dell’Ente in quanto partecipe dell’Essere, la metafisica non studia un
aspetto particolare della realtà e dell’ente* ma lo studia in rapporto all’Essere, non in quanto
bello (se ne occupa l’estetica). *[def: ciò che è, esiste, in rapporto all'essere. Secondo
Aristotele, l'ente forma l'oggetto della metafisica, in quanto questa studia l'essere nella sua
generalità.]
La Metafisica è la filosofia prima perché studia la realtà nella sua interezza, per questo si
distingue dalle altre discipline. Metafisica e ontologia però non sono completamente separate,
anzi si integrano.
- NECESSITA DELL’UOMO:
metafisica come disposizione naturale dell’uomo, una tendenza ..
Come Kant, come anche Schopenhauer dice che l’uomo è un animale metafisico (l’esistenza si
intuisce per stessa) la metafisica nasce dalla meraviglia, dal porsi il problema dell’esistenza .
La metafisica cerca il fondamento della realtà.
1.2 la differenza tra ontologia e metafisica
ONTOLOGIA: termine recente 17 secolo, indica la scienza dell’essere in generale, il discorso
sull’essere, viene associato allo studio della metafisica di Aristotele. Il termine ha avuto fortuna
perché ripreso da Wolf illuminista, che la descrive come metafisica generale, facendo da
introduzione alle metafisiche speciali (psicologia razionale, cosmologia razionale, teologia
razionale) che darà un’impostazione all’ontologia.
Però ontologia e metafisica non sono la stessa cosa, anche se vengono usati come sinonimi,
perchè ci sono diverse metafisiche (per esempio che partono dalla verità, dal bene, dalla persona)
e quindi non tutte si occupano dell’essere come fondamento della realtà.
Scopo dell’ONTOLOGIA è descrivere la realtà, dare una fenomenologia ed ermeneutica
dell’ente (indica tutti gli aspetti dell’essere, sia sensibili che astratti come i valori)* quindi
ontologia si può chiamare fenomenologia dell’essere e descrizione e quindi anche propedeutico alla
metafisica.
*Questo è uno dei punti cruciali dell’ontologia, quale aspetto prevale? oppure alcuni aspetti
vengono esclusi?
Differenza tra metafisica e scienza: la scienza è settoriale/specialistica (per esempio c’è la
matematica, la fisica…che spiegano alcune caratteristiche specifiche), allo stesso tempo la
metafisica studia l’essere in quanto essere, che è alla base di tutte le scienze, ne studia la realtà,
senza questo studio non ci potrebbe essere la scienza.
Ontologia descrive gli enti e la realtà guardando l’aspetto dell’essere esistente, cioè più generale
degli aspetti caratteristici.
Scopo della metafisica è diverso: cioè cercare il fondamento degli enti, e conquistare qualcosa
dell’essere, l’ontologia prepara alla ricerca del fondamento, la metafisica inizia la navigazione con
la ragione al fondamento dell’essere.
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Anteprima

Introduzione alla Metafisica

Analisi del testo di Maritain e attualità del problema

La metafisica come problema e come materia che pone delle difficoltà che non possono essere ignorate, cit Aristotele: le difficoltà permettono di interrogarsi Citazione di Maritain (Distinguere per unire)

" Voi siete, mi si è rinfacciato, come uno stregone che ci comanda di volare con le nostre braccia. - No, io vi chiedo di volare con le vostre ali .- Ma noi abbiamo soltanto braccia. - Braccia? Ali atrofizzate, il che è tutt'altra cosa. Esse rispunterebbero, se voi aveste coraggio, se voi comprendeste che non ci si appoggia solamente sulla terra, e che l'aria non è il vuoto." (Maritain J., Distinguere per unire. I gradi del sapere, 20) paragone braccia/ali .. non viviamo solo sulla terra , M. si sente uno stregone e viene accusato di esserlo perché parla di metafisica oggi che in effetti non quadra più con l'intelligenza moderna. M. afferma che l'intelligenza dell'uomo moderno è abituata a fare scienza cercando strumenti per cogliere fenomeni (Stile kant).

  • di conseguenza un'intelligenza sempre più specializzata ma anche indebolita e disarmata da sola, non è più in grado di cogliere i propri oggetti più propri, come se le ali dell'intelligenza si fossero atrofizzate e non è più in grado di cogliere la bellezza dell'evidenza razionale ma solo il meccanismo delle cose. L'intelligenza ha un inclinazione che va contro l'uomo, contro se stesso .. ma tutte le discese sono fatte per essere risalite. come se l'intelligenza avesse perso l'abitudine ad indagare.
  • Per questo la metafisica non è un mezzo ma un frutto, un bene da gustare che procura diletto per un uomo che entra nell'ozio : traducibile come la "necessità dell'inutile".
  • Immagine del mito della caverna di Platone spiega la metafisica come immagine guida, dove gli schiavi incatenati nella caverna intraprendono un percorso di liberazione.

Allo stesso modo questo percorso ci permette di vedere la realtà alla luce del fondamento, è un invito a usare e osare con la propria ragione pur sapendo che si può sbagliare, andando alla ricerca del fondamento.

Che cos'è la metafisica?

Origine del termine, necessità della metafisica Origine del termine dall'opera di Aristotele (tà metà ta physika): anche se lui la chiamava "protofisica", prende il nome successivamente in base agli scritti di Aristotele che venivano dopo la fisica, quindi metafisica. Definizione: La filosofia prima si trovava oltre il sensibile, oggi indica quella parte della filosofia che si occupa delle cause ultime e di cercare il fondamento delle cose, e i principi che originano le cose e la realtà. -> Ricerca del fondamento oltre il punto di partenza, cioè quello che sperimentano i nostri sensi ma non possiamo fermarci qui, è necessario iniziare una seconda navigazione con la ragione che va oltre ai sensi, per Platone con la ragione si va alla ricerca delle cause ultime della realtà.

  • immagine della navigazione in Platone (Fedone 99d-102a) . La seconda navigazione, quindi, quella che comporta "l'uso dei remi" e pertanto implica uno sforzo maggiore da parte dell'individuo e un suo coinvolgimento personale, porta quest'ultimo a contatto con la vera realtà, l'Iperuranio (zona al di là del cielo (da cui il nome) dove risiedono le idee). La "seconda navigazione", assai più faticosa e impegnativa, è quella condotta con il nuovo metodo dei ragionamenti che portano al trascendimento della sfera del sensibile e alla conquista del soprasensibile. Con ciò il filosofo greco voleva indicare quell'esperienza di conoscenza che porta a cogliere la verità che rende liberi e felici in modo perdurante,
  1. qual è il punto di partenza? la realtà.

Nella realtà ci sono punti di partenza diversi, per es. la gentilezza, (metafisica del), la libertà .. Quindi come trovare il fondamento di una realtà che cambia, che non è solida? Partire da un punto fermo che abbiamo davanti, che però permette di capire la realtà contingente e precaria. Il punto di partenza è quell'aspetto della realtà che riteniamo solido, per es. per Platone è il bene. Questo porta allo studio dell'Ente in quanto partecipe dell'Essere, la metafisica non studia un aspetto particolare della realtà e dell'ente* ma lo studia in rapporto all'Essere, non in quanto bello (se ne occupa l'estetica). * [def: ciò che è, esiste, in rapporto all'essere. Secondo Aristotele, l'ente forma l'oggetto della metafisica, in quanto questa studia l'essere nella sua generalità.] La Metafisica è la filosofia prima perché studia la realtà nella sua interezza, per questo si distingue dalle altre discipline. Metafisica e ontologia però non sono completamente separate, anzi si integrano.

  • NECESSITA' DELL'UOMO: metafisica come disposizione naturale dell'uomo, una tendenza .. Come Kant, come anche Schopenhauer dice che l'uomo è un animale metafisico (l'esistenza si intuisce per se stessa) la metafisica nasce dalla meraviglia, dal porsi il problema dell'esistenza . La metafisica cerca il fondamento della realtà.

La differenza tra ontologia e metafisica

ONTOLOGIA: termine recente 17 secolo, indica la scienza dell'essere in generale, il discorso sull'essere, viene associato allo studio della metafisica di Aristotele. Il termine ha avuto fortuna perché ripreso da Wolf illuminista, che la descrive come metafisica generale, facendo da introduzione alle metafisiche speciali (psicologia razionale, cosmologia razionale, teologia razionale) che darà un'impostazione all'ontologia. Però ontologia e metafisica non sono la stessa cosa, anche se vengono usati come sinonimi. perchè ci sono diverse metafisiche (per esempio che partono dalla verità, dal bene, dalla persona) e quindi non tutte si occupano dell'essere come fondamento della realtà. Scopo dell'ONTOLOGIA è descrivere la realtà, dare una fenomenologia ed ermeneutica dell'ente (indica tutti gli aspetti dell'essere, sia sensibili che astratti come i valori)* quindi ontologia si può chiamare fenomenologia dell'essere e descrizione e quindi anche propedeutico alla metafisica. *Questo è uno dei punti cruciali dell'ontologia, quale aspetto prevale? oppure alcuni aspetti vengono esclusi? Differenza tra metafisica e scienza: la scienza è settoriale/specialistica (per esempio c'è la matematica, la fisica ... che spiegano alcune caratteristiche specifiche), allo stesso tempo la metafisica studia l'essere in quanto essere, che è alla base di tutte le scienze, ne studia la realtà. senza questo studio non ci potrebbe essere la scienza. Ontologia descrive gli enti e la realtà guardando l'aspetto dell'essere esistente, cioè più generale degli aspetti caratteristici. Scopo della metafisica è diverso: cioè cercare il fondamento degli enti, e "conquistare" qualcosa dell'essere, l'ontologia prepara alla ricerca del fondamento, la metafisica inizia la navigazione con la ragione al fondamento dell'essere. 2Quindi tramite ontologia di S. Tommaso vedremo la descrizione della realtà oltre a Max Scheler (realtà come amore, valore e aspetto legato all'essere). Si farà poi il salto nella metafisica con Von Balthasar, alla ricerca di un fondamento. METAFISICHE trascendantalistiche e immanentistiche (come una prospettiva/punto di vista del filosofo) A seconda del tipo del fondamento che trova nella realtà ci si può dividere su una delle due metafisiche, queste 2 M riconoscono tutte il fondamento in qualcosa che trascende il mondo della realtà ed esperienza. Cioè è oltre le metafisiche. M trascendaliste: fondamento in una realtà diversa dell'esperienza.

Ontologia - scopo: elaborare una fenomenologia e una ermeneutica dell'ente in quanto ente nelle sue molteplici manifestazioni - è fenomenologia dell'essere - è lavoro propedeutico alla seconda navigazione

Metafisica - scopo: ricercare il fondamento degli enti - è "conquista" dell'essere - è la seconda navigazione

M immanentistiche: ricerca del fondamento nell'esperienza/realtà (per. la natura, la ragione, la materia).

trascendentaliste

Metafisiche della partecipazione -fondamento trascendente - la realtà partecipa in modo imperfetto al carattere perfetto del principio primo - Platone, Neoplatonici, Agostino, Rosmini -Tommaso per alcuni aspetti

Metafisiche dell'esperienza - fondamento trascendente non evidente e da dimostrare a partire dall'esperienza - Aristotele, Tommaso, G. Bontadini, E. Berti

naturalistiche - fondamento ultimo è la natura - lonici, Eraclito, Telesio, Giordano Bruno

materialistiche - fondamento ultimo è materia - Democrito, materialisti illuministi, Marx

immanentistiche

idealistiche - fondamento ultimo è Idea, Coscienza, Ragione - idealisti

San Tommaso si trova in tutte e due le metafisiche sia della partecipazione che dell'esperienza. L'atto di essere di tutto ciò che è da noi esperito in natura è un atto limitato, precario, contingente non giustificato, e rinvia pertanto all'essere sussistente come suo principio primo. Autore e unico di questa metafisica dell'essere è Tommaso 3d'Aquino, la sua metafisica è allo stesso tempo una metafisica dell'esperienza e una metafisica della partecipazione. San Tommaso rinnoverà il significato grazie al suo concetto dell'essere, non un concetto debole ma straordinariamente forte che non è il concetto più vago e generico, bensì un concetto singolare e unico che come plesso di tutte le perfezioni, di tutti gli atti di tutte le forme, racchiude in sé stesso ogni altra perfezione, ogni altro atto e ogni altra forma. (pag.32 libro OK)

Percorso storico

I paradigmi metafisici nella storia della filosofia

Ovvero come le grandi metafisiche nel corso dei secoli hanno fornito una spiegazione globale della realtà basata su determinati principi e argomentazioni filosofici anziché scientifici. (CAPITOLO 2 manuale pag. 33)

Paradigmi della filosofia antica e tardo-antica

  • Parmenide: È autore del primo grande paradigma metafisico. Con la sua meditazione sull'essere, Parmenide compie il passo decisivo verso l'oggetto proprio della metafisica mentre I filosofi si erano sempre fermati prima. Per Parmenide l'idea raggiunge e vede ciò che nessun altro era riuscito a vedere prima di lui: la grandezza e la potenza e la perfezione, il valore, il fascino dell'essere e quindi il concetto che lo rappresenta. nulla è più grande dell'essere e nulla è fuori dall'essere. Il concetto dell'essere abbraccia tutto e dice tutto e inoltre vi giunge non con i sensi ma con la via della ragione: la ragione comprende che solo "l'essere è" e che "al di fuori dell'essere nulla è". Parmenide è uno dei più importanti esponenti della metafisica dell'essere, è con lui che inizia il vero e proprio filosofare. (parla di ontologia prima che fosse ancora chiamata così.)
  • Platone: (427-347) È il più diretto discendente di Parmenide del quale vuole salvaguardare la dottrina sulla verità dell'essere. Anche per Platone soltanto nell'essere c'è verità e solo dell'essere si può dare scienza vera, anche se si allontana da Parmenide e dal suo paradigma perché vuole salvare i fenomeni. Infatti Platone trova due piani di realtà: la realtà vera che è quella ideale immutabile immobile, eterna, il mondo delle idee e dei Principi, l'Iperuranio; e la realtà apparente del mondo sensibile, materiale, mutevole, il mondo dei fenomeni. Ecco un nuovo paradigma metafisico: il paradigma di una doppia realtà, due punti di cui uno è la realtà forte originaria che riguarda i principi ideali (cioè la realtà trascendente, metafisica), la seconda è la realtà debole derivata e che riguarda i fenomeni, i dati sensibili cioè la fisica. La seconda è manifestazione della prima ed è sua imitazione. il ponte che collega i due piani alla partecipazione Nel senso che il mondo sensibile partecipa (è parte, mi parla di) del mondo intelligibile. E' con il ragionamento (ossia la dialettica) che l'anima può risalire dal molteplice all'Uno, dalle bellezze alla bellezza, dalle cose buone alla bontà, dagli enti all'Essere, dai fenomeni ai Principi. Il paradigma platonico esercito un grande influsso e nelle varie epoche della storia della filosofia troverà moltissimi imitatori, di cui principali saranno Plotino e Agostino 4

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