Il testo narrativo: struttura, elementi e tempi verbali

Slide da Hub Scuola su Il testo narrativo. Il Pdf esplora la struttura del testo narrativo, definendone gli elementi fondamentali come tempo, spazio, personaggi e narratore, con un focus sui tempi verbali usati in letteratura per la scuola superiore.

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22 pagine

Il testo
narrativo
Struttura
https://youtu.be/LInZy2v0kTM
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Cos’è un testo
narrativo?
Un testo narrativo è un testo
che racconta una storia, un
avvenimento, una serie di
eventi: fantastici (romanzi,
racconti, fiabe, favole) o reali
(articoli di giornale, resoconti di
viaggi o biografie).

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Anteprima

Struttura del testo narrativo

Un testo narrativo è un testo che racconta una storia, un avvenimento, una serie di eventi: fantastici (romanzi, racconti, fiabe, favole) o reali (articoli di giornale, resoconti di viaggi o biografie).

Elementi fondamentali del testo narrativo

Per raccontare una storia occorrono alcuni elementi fondamentali:

  • una successione di eventi;
  • un tempo in cui collocare la storia;
  • uno spazio in cui ambientare la storia;
  • dei personaggi;
  • un narratore.

Elementi fondamentali del testo narrativo: il TEMPO

La successione degli eventi è resa attraverso CONNESSIONI TEMPORALI e RAPPORTI DI CAUSA/EFFETTO. Visione DIACRONICA = sviluppo della narrazione attraverso il tempo. La progressione dell'informazione si sviluppa sull'asse temporale, con unità informative segnalate/introdotte da avverbi come: poi, dopo, in seguito ecc. Ma anche prima, in precedenza ecc.

Tempi verbali nel testo narrativo

Queste 'marche temporali' possono a volte mancare e allora la successione è resa dai verbi, in particolare dai TEMPI VERBALI. I tempi verbali adoperati prevalentemente sono: IMPERFETTO PASSATO REMOTO TRAPASSATO PROSSIMO Variamente intrecciati per dare rilievo alla prospettiva temporale.

Tempi verbali e successione cronologica

La successione cronologia non è però l'unico modo di costruire un testo narrativo. Spesso gli scrittori si allonatanano da tale linearità facendo ricorso a diverse soluzioni e strategie (per es. flashback e flashforward)

L'ordine degli eventi: Fabula e intreccio

In ciascun testo narrativo bisogna distinguere:

  • la fabula, cioè l'insieme degli eventi in ordine logico- cronologico (per es. daily routines) ricostruiti dal lettore;
  • l'intreccio, cioè l'insieme degli eventi nell'ordine in cui vengono presentati dal narratore nel testo narrativo.

L'ordine degli eventi: rispetto dei tempi lineari

La città smarrita nella neve Quel mattino il silenzio svegliò Marcovaldo si tirò su dal letto col senso di qualcosa di strano nell'aria. Non capiva che ora era, la luce tra le stecche delle persiane era diversa da quella di tutte le ore del giorno e della notte. Aperse la finestra: la città non c'era più, era stata sostituita da un foglio bianco. Da Italo Calvino, Marcovaldo

L'ordine degli eventi: NON rispetto dei tempi lineari, salti dal passato al futuro

Barrabás arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia. Già allora aveva l'abitudine di scrivere le cose importanti e più tardi, quando rimase muta, scriveva anche le banalità, senza sospettare che, cinquant'anni dopo, i suoi quaderni mi sarebbero serviti per riscattare la memoria del passato, e per sopravvivere al mio stesso terrore. Da Isabel Allende, La casa degli spiriti

Analessi e prolessi

In base all'ordine con cui vengono presentati i fatti nell'intreccio, si può parlare di:

  • analessi (o flashback o retrospezione), quando si interrompe la narrazione per raccontare un fatto avvenuto in precedenza;
  • prolessi (o flashforward o anticipazione), quando si interrompe la narrazione per anticipare un fatto futuro

Analessi, flashback, retrospezione

La presenza di analessi/flashback/retrospezione è spesso segnalata da locuzioni temporali che indicano anteriorità del fatto rispetto al tempo della narrazione (TN). «Esortato dal Cavalier Trelawney, dal dottor Livesey e dal resto della compagnia a narrare dal principio alla fine tutto ciò che si riferisce all'isola del tesoro senza omettere alcun particolare prendo la penna nell'anno di grazia 17 ** e mi riporto al tempo in cui mio padre gestiva la locanda Admiral Benbow, e il vecchio marinaio dal viso abbronzato e segnato da una sciabolata arrivò a prendere alloggio sotto il nostro tetto. Lo ricordo come fosse ieri, che veniva con passo strascicato verso l'ingresso della locanda, la cassa da marinaio dietro di lui su una carriola. Era un uomo alto, robusto [ ... ]». (L. Stevenson, L'isola del Tesoro)

Esempio di analessi, flashback, retrospezione

Riccardo era seduto sulla spiaggia e osservava il mare, lontano con gli occhi come con il pensiero. Ormai aveva i suoi bei trentacinque anni, lui si diceva. Era un bambino, la barchetta si era rovesciata, tutti urlavano, i suoi genitori. Poi nulla più. Soltanto il rumore di un motore e le braccia che lo prendevano sotto le ascelle, quasi morto. Sputava acqua dalla bocca. E il lungo periodo di sonno, così gli sembrò, durato mesi, tanti mesi. Scosse la testa, qualcuno si era avvicinato e lo chiamava, si era destato da quel ricordo.

Prolessi, flashforward, anticipazione

La presenza di prolessi/flashforward/anticipazione è spesso segnalata da locuzioni temporali che indicano posteriorità rispetto al tempo della narrazione. «E parlai sempre di questo passato alle tre fanciulle, incoraggiato dall'attenzione intensa di Augusta e di Alberta che, forse, copriva la disattenzione di Ada di cui non sono sicuro. [ ... ] Molto tempo dopo appresi da Augusta che nessuna delle tre fanciulle aveva creduto che le mie storielle fossero vere.» I. Svevo, La coscienza di Zeno

Le sequenze

Tipi di sequenze

Un testo narrativo può essere diviso in sequenze, cioè segmenti omogenei dal punto di vista del contenuto. Si possono distinguere:

  • sequenze narrative;
  • sequenze descrittive;
  • sequenze dialogate o dialogiche;
  • sequenze riflessive;
  • sequenze miste.

Sequenze narrative

Nelle sequenze narrative predomina la narrazione dei fatti e il progredire degli eventi/trama. «Le scialuppe si lanciarono all'attacco. La balena bianca, irritata per le ferite che le erano state inflitte il giorno precedente, sembrava indemoniata. Increspando le rughe della sua gigantesca testa, si lanciò tra le imbarcazioni, come aveva fatto il giorno prima, le separò brutalmente e, senza prestare attenzione a quella del capitano, danneggiò le altre due. Si allontanò, quindi, con la rapidità di una freccia per tornare subito alla carica.» H. Melville, Moby Dick

Sequenze descrittive

Nelle sequenze descrittive predomina la descrizione di personaggi, luoghi, eventi e la narrazione resta in sospeso. «Era una sera di maggio del 1945, come questa. I due alberi c'erano ancora, e c'era la strada dove aveva tanto giocato, c'erano la corte con il cancello e i gradini di pietra; c'era ancora il colore verde che aveva dato al cancello prima di partire e, su un gradino, il buco dove faceva le palline di marmo con la martellina, sulla porta c'era anche la sedia dove il nonno fumava la pipa guardando i rondoni e la maniglia d'ottone che la madre lucidava con farina gialla e aceto.» M. Rigoni Stern, Il bosco degli urogalli

Sequenze dialogate o dialogiche

Nelle sequenze descrittive predomina il dialogo tra i personaggi. « - È in aria qualcosa di terribile, vero Johnny? - - Sì. - - Terribile come la città? - - Uno scherzo al confronto. - - Questo? - - No, la città. - » B. Fenoglio, Il partigiano Johnny

Sequenze riflessive

Nelle sequenze riflessive predomina la riflessione di un personaggio o del narratore; spesso sono usate per analizzare i dubbi, i pensieri, le emozioni e in generale la psicologia di un personaggio. « Ricordava come in sogno quella volta che erano andati alla visita al distretto: erano in tanti paesani e ora era solo. Solo. Chissà se davanti alla porta di casa ci sono ancora i due alberi? E dentro la casa? Dall'Albania non mi ha più scritto, magari si sarà sposata. Toni l'ho seppellito nel cimitero di Elbassan. Piotr Ivanovič. Dove sarà Piotr Ivanovič ora? E Liza Mitz?» M. Rigoni Stern, Il bosco degli urogalli

Sequenze miste

Nelle sequenze miste si combinano gli elementi caratteristici delle altre sequenze (ad esempio vengono associati alla narrazione dei passaggi descrittivi o riflessivi). « Betsy seguì Isabel su per la scala moquettata fino al secondo piano. Isabel aprì la porta della sua camera, in fondo al corridoio. Betsy entrò, chiuse la porta e restò in piedi in mezzo alla stanza, guardandosi intorno. Sopra il letto c'era una trapunta gialla a fiori. Le carte sulla scrivania, i volumi nella libreria, le fotografie in cornice sopra il cassettone - tutto era perfettamente pulito e in ordine.» C. Potok, Isabel

Schema narrativo

Nella fabula è possibile individuare le 5 fasi che ricorrono, con poche varianti, in ogni testo narrativo. Fasi che nell'intreccio potranno poi essere presentate nell'ordine stabilito dal narratore che potrà decidere di mantenere anche INALTERATA la perfetta successione degli eventi (coincidenza tra fabula e intreccio: intreccio lineare).

3 - Spannung 2 - Esordio 4 - Peripezie 1 - Situazione iniziale 5 - Scioglimento

Le fasi dello schema narrativo

  1. Situazione iniziale: inizio in cui vengono fornite informazioni sui personaggi e sui fatti narrati tempo e luogo di solito corrisponde a una situazione di equilibrio. Può essere preceduto da un antefatto (un precedente, per esempio ritrovamento di un manoscritto).
  2. Esordio: è l'evento che rompe l'equilibrio iniziale e dà avvio alla storia (lat. exordiri=iniziare).
  3. Peripezie: sono le prove, le avventure, le vicissitudini che i personaggi devono affrontare; le peripezie costituiscono il cuore della storia (gr. peripeteia=imprevisto) .

4. Spannung (fem. ted. Tensione o climax = scala): è il momento culminante della storia, di massima tensione; le peripezie raggiungono l'apice e l'equilibrio iniziale è completamente stravolto. 5. Scioglimento: è la conclusione della vicenda in cui si creano le condizioni per ripristinare una situazione di equilibrio, non necessariamente corrispondente a quella iniziale. Può essere seguito da un vero e proprio epilogo (da epi=dopo/intorno+logos=discorso) in cui viene descritto il nuovo equilibrio creatosi.

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