Documento di Riccardo Bonadonna sul diabete mellito. Il Pdf esamina la fisiopatologia, i criteri diagnostici e le complicanze acute e croniche, con un focus su fattori epigenetici ed exposomi, utile per studenti universitari di Biologia.
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L'organo attorno a cui ruota la fisiopatologia del diabete mellito è sicuramente il pancreas, che esercita un vero e proprio ruolo da pivot, pur non essendo l'unico chiamato in causa. In particolare, la componente endocrina rappresentata dalle cellule a e ß è quella maggiormente coinvolta.
La disfunzione delle cellule beta è un fattore indispensabile per lo sviluppo del diabete mellito ed essa può essere ascrivibile a:
Diagnosi del diabete mellito viene posta in caso di:
E' sufficiente che uno solo di questi criteri sia soddisfatto e si può porre diagnosi di diabete mellito.
Il metodo con cui più comunemente si pone diagnosi è con la glicemia a digiuno (≥ 126mg/dl).
Il carico orale si usa poco per la diagnostica, perché richiede tempo.
Dalla condizione di diabete mellito di tipo 2 si può andare in remissione; questa si ha quando viene mantenuta una glicemia non diabetica senza nessun trattamento farmacologico. La prova di questo è la chirurgia bariatrica: i diabetici di tipo 2 che vengono sottoposti a questo intervento, se la loro storia di malattia non supera i 4-5 anni, vanno quasi tutti in remissione.
Valori glicemici normali:
Prediabete (iperglicemia subdiabetica): in mezzo tra queste due condizioni.
1Stili di vita e benessere nº2 del 05/03/2024 (prof. Riccardo Bonadonna) Sbobinatori: Elena Dentoni, Giulia Beltrami Controllore: Giuseppe Crudo
Il prediabete non comporta danno d'organo, è solo una condizione di rischio per sviluppare diabete e quindi anche tutte le sue complicanze.
La glicemia risulta essere il bilancio tra gli ingressi e le uscite del glucosio dal nostro sangue. Gli "ingressi" sono rappresentati da:
Le "uscite" invece:
Se la glicemia supera i 126 mg/dl, il rene inizia a "perdere" glucosio: esso si comporta come una sorta di valvola, che permette di abbassare la glicemia tramite l'eliminazione del glucosio in eccesso; tuttavia, una volta saturati i trasportatori, anche il rene sarà limitato nello smaltimento del glucosio, e comparirà glicosuria.
Il sistema è controllato dalle alfa e beta cellule pancreatiche, attivate da due stimoli opposti: le prime dall'ipoglicemia, le seconde dall'iperglicemia.
NOTA BENE: i valori soglia per la diagnosi di diabete non sono funzionali per la misurazione della glicemia in sé, ma per impostare un limite oltre al quale si manifestano i danni d'organo e cioè neuropatia, nefropatia e retinopatia in particolare. Questi sono, dal punto di vista istologico, unici: le loro particolarità non si rilevano in nessun'altra patologia, anche se questa causasse le stesse complicanze.
In definitiva, i valori sono solo un'indicazione del fatto che possa o meno manifestarsi la malattia.
Se l'iperglicemia non causasse i danni d'organo la sua misurazione sarebbe inutile: è importante ricordare il perché si misura. Inoltre, una volta superata la soglia glicemica del diabete, è indifferente, dal punto di vista del danno d'organo, il valore della glicemia: il danno ci sarà lo stesso anche se non necessariamente in modo evidente.
n.d.s. il prof dice che spesso si sente dire che i valori di iperglicemia sono scelti a caso ma non è vero, sono corrispondenti a un passaggio, come sul grafico, da zero a un numero positivo di danni d'organo.
La diagnosi di diabete si pone, dunque, con un "surrogato" del danno tissutale specifico: la glicemia.
Il professore procede ora ad analizzare alcune tra le complicanze principali del diabete.
Complicanze acute (potenzialmente letali):
2Stili di vita e benessere nº2 del 05/03/2024 (prof. Riccardo Bonadonna) Sbobinatori: Elena Dentoni, Giulia Beltrami Controllore: Giuseppe Crudo
Complicanze croniche (danni d'organo che possono portare a morte):
Le prime tre sono quelle definite "specifiche", ovvero quelle istologicamente uniche per il diabete; le altre invece possono essere riscontrate anche in altre patologie di base.
In tutti e quattro i grafici si ha il risultato di studi riguardo la retinopatia diabetica, in assoluto la complicanza più comune. In ordinata è posto il numero di casi di retinopatia, mentre in ascissa si hanno la glicemia a digiuno (FPG), la glicemia dopo il carico (2hFPG) e l'emoglobina glicata (HbA1c).
In tutti i grafici è possibile osservare che l'insorgenza della retinopatia lavora con un effetto soglia: prima dei 126 mg/dl di glucosio non si presenta, ma si verifica sopra una certa glicemia, rappresentata proprio dai valori glicemici impostati per il diabete mellito.
I criteri diagnostici di DKA, HHS e EUGLICEMICA DKA sono riassunti nella tabella:
3 99- 110- Retinopathy (%) 15 Retinopathy (%) HbAte (%) 3.4- 4.8- 5.0- 5.2- 5.3- +2hPG Osmolarità plasmatica (mOms/l)Stili di vita e benessere nº2 del 05/03/2024 (prof. Riccardo Bonadonna) Sbobinatori: Elena Dentoni, Giulia Beltrami Controllore: Giuseppe Crudo
Si nota che non si tratta di una curva progressivamente crescente, quanto piuttosto di una curva piatta fino al raggiungimento dei valori soglia.
Complicanze acute iperglicemica: chetoacidosi, coma iperosmolare e chetoacidosi euglicemica
CHETOACIDOSI DIABETICA (DKA): complicanza che causava morte del diabetico di tipo 1 prima dell'uso di insulina come farmaco. In tale epoca, infatti, la diagnosi di diabete era una condanna a morte: bisognava solo stabilire quanti mesi restavano al paziente. Poi, un centinaio di anni fa, è stata introdotta l'insulina, e le cose sono radicalmente cambiate.
Nella DKA si trova:
Una forma particolare è rappresentata da DKA EUGLICEMICA in cui laa glicemia è <250 mg/dl, ma per gli altri tratti è identica alla DKA classica.
Ha rappresentato un problema rilevante in passato, poiché si tendeva ad escludere a priori la possibilità che il paziente fosse in chetoacidosi se la glicemia non superava i 250 mg/dl. Solo l'EGA, e quindi il dosaggio di bicarbonati e i chetoni, permette di escludere con certezza una condizione di DKA.
La chetoacidosi è un punto che si raggiunge solo in assenza totale di insulina, ma da quando sono stati messi in commercio gli inibitori di SGLT2 (gliflozine),che talvolta vengono dati impropriamente ai diabetici di tipo 1, è stato possibile riscontrare casi di chetoacidosi diabetica senza una glicemia altissima, tipica del DMT1.
COMA IPEROSMOLARE (HHS):
Un'altra complicanza(non iperglicemica) è rappresentata dall'IPOGLICEMIA, che è distinta in tre livelli di gravità biochimico-clinica:
NEFROPATIA DIABETICA Prima causa di nefropatia terminale e quindi di dialisi. Si sviluppa nel 30% dei pazienti con DMT1 e nel 40% dei pazienti con DMT2. Se i pazienti sono giovani e senza altri gravi danni d'organo, sono 4