Il Rinascimento Classico: focus su Michelangelo Buonarroti

Slide sul Rinascimento Classico, con un focus su Michelangelo Buonarroti. Il Pdf, adatto per la scuola superiore, esplora la formazione artistica e le opere significative dell'autore, come il Tondo Doni e la Battaglia di Cascina, fornendo una panoramica chiara e concisa della materia Arte.

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22 pagine

IL RINASCIMENTO CLASSICO
Prof.ssa Barbara Volpato
MICHELANGELO
MICHELANGELO BUONARROTI (1475-1564)
Michelangelo ebbe la possibilità di
frequentare la scuola di Domenico
Ghirlandaio, è in questo periodo in cui egli
studiò la cultura quattrocentesca fiorentina
e in particolare pittori come Filippo Lippi,
Gentile da Fabriano, Verrocchio, Pollaiolo
e soprattutto Masaccio.
In seguito, Michelangelo potè accedere al
giardino di casa Medici dove era
conservata una collezione di oggetti d'arte,
numerose medaglie e camei antichi e dove
si riunivano uomini illustri del panorama
italiano della fine del quattrocento, tra i
quali Angelo Poliziano, Pico della
Mirandola e Marsilio Ficino. E' proprio in
questo ambiente che l'artista matura la sua
idea della bellezza dell'arte:

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Anteprima

MICHELANGELO

MICHELANGELO BUONARROTI (1475-1564)

Michelangelo ebbe la possibilità di frequentare la scuola di Domenico Ghirlandaio, è in questo periodo in cui egli studiò la cultura quattrocentesca fiorentina e in particolare pittori come Filippo Lippi, Gentile da Fabriano, Verrocchio, Pollaiolo e soprattutto Masaccio. In seguito, Michelangelo potè accedere al giardino di casa Medici dove era conservata una collezione di oggetti d'arte, numerose medaglie e camei antichi e dove si riunivano uomini illustri del panorama italiano della fine del quattrocento, tra i quali Angelo Poliziano, Pico della Mirandola e Marsilio Ficino. E' proprio in questo ambiente che l'artista matura la sua idea della bellezza dell'arte:anche per lui come per gli altri artisti rinascimentali l'arte è imitazione della natura e attraverso lo studio di essa si arriva alla bellezza, ma a differenza degli altri lui pensa che non bisogna imitare fedelmente la natura ma trarre da questa le cose migliori in modo da arrivare ad una bellezza superiore a quella esistente in natura.

  1. Nel 1496 lasciò la città di Firenze e si trasferì a Roma dove su commissione del cardinale Jean Bilheres realizzò la Pietà. Per Michelangelo la scultura era una pratica particolare secondo la quale l'artista aveva il compito di liberare dalla pietra le figure che vi sono già imprigionate, per questo egli considerava la vera scultura quella "per via di togliere" cioè di togliere dal blocco di pietra le schegge di marmo.

1480-1490 (da Giotto) 1504-1506 1534 Nei disegni giovanili ricorre essenzialmente alla penna > immagine di consistenza scultorea. I disegni della maturità presentano la tecnica dello sfumato con risultati più morbidi, pittorici1532Nel 1496 lasciò la città di Firenze e si trasferì a Roma dove su commissione del cardinale Jean Bilheres realizzò la PIETÀ.

Michelangelo, Pietà (1498-1499)

Michelangelo, Pietà, 1498-1499, 174X195, San Pietro, RomaLa scultura è conservata oggi all'interno della Basilica di San Pietro, subito a destra dell'ingresso principale. E' protetta da un vetro di sicurezza da quando nel 1972 un geologo australiano- ungherese affetto da problemi psichici, saltò sulla balaustra della cappella brandendo una mazza e urlando «Io sono Cristo, risorto dai morti». Il suo gesto provocò la frattura del braccio sinistro di Maria, del naso, del velo e della palpebra sinistra, lasciando la Madonna seriamente sfigurata. Cappella della Pietà in San PietroSulla fascia che passa sul petto della Madonna, Michelangelo appose la sua firma con l'iscrizione che recita «Michaelangelus Bonarrotus Florentinus. Faciebat». E' l'unica opera autografata dall'artista. I soggetti sono fortemente idealizzati: non si avverte violenza, dolore, tragedia, ma solo una pefezione divina: Cristo ha un bellissimo corpo, Maria è giovanissima, i loro corpi sono incorruttibili perchè privi di peccato.

Altre Pietà di Michelangelo

Michelangelo scolpirà altre Pietà nella sua lunga carriera, tutte molto diverse da quella di San Pietro: la Pietà di Palestrina, realizzata nel 1555, nella quale la madre tiene il figlio dalla schiena, aiutata dalla Maddalena; la Pietà Bandini, del 1557, dove appare la figura di Nicodemo e la Pietà Rondanini, scolpita dal 1561 fino alla morte (18/02/1564), dove la madre e il figlio sono di nuovo soli, un non- finito emozionante e carico di Pathos.

T PIETA' PALESTRINA, 1555, h 253 cm, Firenze PIETA' BANDINI, 1557. h.226. Firenze. PIETA' RONDANINI, 1561-1564, h. 195, MilanoNel 1501, tornato a Firenze, gli viene commissionata una scultura rappresentante il David 1501-1504.

Michelangelo, David (1501-1504)

Scolpito in un blocco già abbozzato nel 1463 da Agostino di Duccio (gigante da collocare in uno dei contrafforti esterni posti nella zona absidale di S.Maria del Fiore) Michelangelo, David, 1501-1504, (altezza 516 cm esclusa la base, che misura circa 200 cm), Accademia, FirenzeIl David ritrae l'eroe biblico nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia; originariamente la statua fu collocata in piazza della Signoria come simbolo della repubblica fiorentina, vigile e vittoriosa contro i nemici. Il David è da sempre considerato l'ideale perfetto di bellezza maschile nell'arte, così come la Venere del Botticelli è considerata il canone di bellezza femminile. Artisti ed esperti d'arte ritengono che il David sia l'oggetto artistico più bello mai creato dall'uomoLa fronte di David è corrugata perchè si sta concentrando sul suo nemico (lui non è ancora vincitore, la testa di Golia non è ai suoi piedi). Nella realizzazione degli occhi Michelangelo perfezionò la tecnica di perforare le pupille affinché potessero evitare la luce e creare un gioco di ombre che rende gli occhi molto più penetranti.Le mani di David sono più grandi del normale perchè sono lo strumento della ragione. Per le sue qualità morali, David rappresenta i principi di libertà e indipendenza tipici del popolo fiorentino.

LA GARA CON LEONARDO A PALAZZO VECCHIO

1504 a Firenze, Pier Soderini gonfaloniere a vita gli affidò l'incarico di decorare una delle grandi pareti del nuovo Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio: BATTAGLIA DI CASCINA (vs Pisa) A Leonardo la parete opposta: BATTAGLIA DI ANGHIARI (vs Sforza).

1 Copia di Aristotile da Sangallo del cartone, 1542 c., collezioni private del conte di Leicester, a Holkham Hall, Norfolk (lo stesso proprietario del leonardiano Codice Leicester).1504 Sempre a Firenze, per il matrimonio di Agnolo Doni, eseguì una tavola rappresentante la Sacra Famiglia, conosciuta con il nome di TONDO DONI Michelangelo, Tondo Doni, ca. 1504, 120, Uffizi, Firenze.

MONUMENTO FUNEBRE DI GIULIO II

MONUMENTO FUNEBRE DI GIULIO II, 1513-1545, San Pietro in Vincoli, Roma Sesto progetto definitivo (1542-1545) Nel 1505 Michelangelo si recò nuovamente a Roma dove il Papa Giulio II della Rovere gli commissionò il suo mausoleo che l'artista concluse solo nel 1545. (I pr.1505; II pr.1513; III pr.1516; VI pr.1532).I I prog. 1505; II prog. 1513; III prog. 1516; V prog. 1532.Prigioni : sono un gruppo di sei statue eseguite per la tomba di Giulio II. Due di essi sono pressoché finiti, risalgono al 1513 circa (secondo progetto) e sono oggi al Louvre. Quattro, databili al 1525-1530 circa, sono vistosamente "non-finiti" e sono conservati nella Galleria dell'Accademia a Firenze, vicino al David. Schiavo morente, 1513, h.229. Schiavo ribelle, 1513, h.215, Louvre.Schiavo giovane, Schiavo barbuto, Atlante, Schiavo che si ridesta (1525-1530 c.)Mosè® (1513-16-1542) , h.235, San Pietro in Vincoli, Roma Michelangelo, avrebbe girato la testa del suo Mosè, accompagnandola con una torsione dinamica di tutto il corpo, dopo il marzo del 1542, a 25 anni di distanza dalla prima versione. Durante il restauro del 2003 si confermò l' ipotesi: l'imponente barba è tirata verso destra, perché a sinistra sarebbe venuto a mancare il marmo per rifarla perpendicolare come era nella prima versione. Per operare la torsione del corpo, il trono su cui Mosè è seduto viene abbassato a sinistra di 7 centimetri, mentre per appoggiare indietro il piede sinistro l'artista è costretto a stringere il ginocchio di 5 centimetri rispetto al destro. Inoltre, esaminando la statua di spalle, si è scoperto che vi è sopravvissuta una larga cintura scomparsa nella parte anteriore.Il vero motivo che avrebbe spinto Michelangelo a girare la testa del Mosè sarebbe stato di ordine religioso: distogliere lo sguardo dagli altari nell' abside e nel transetto dove venivano venerate le catene di San Pietro e concesse le indulgenze a innumerevoli pellegrini, proprio come se avesse visto un nuovo vitello d' oro. Quindi la statua sarebbe la prova della profonda adesione di Michelangelo al movimento riformatore

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