Slide sull'Olio di Oliva, il settore oleario in Italia e nel mondo. Il Pdf esplora la produzione mondiale e italiana, le variazioni sulla pianta e le principali cultivar. Il documento, utile per la scuola superiore in Scienze, illustra il ciclo vegetativo dell'olivo e le sue fasi fenologiche.
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Nella campagna 2014/2015 la produzione mondiale di olio d'oliva si è attestata su 2,3 milioni di tonnellate, mentre quella UE su circa 1,5 milioni di tonnellate (64% di quella mondiale)
A 1. La materia prima da cui deriva il migliore olio è il frutto dell'olivo.
3. Diffusione dell'olivicoltura nel bacino del Mediterraneo.
OCEANO ATLANTICO
MAR NERO
MAR MEDITERRANEOProduzione mondiale Italia 20% altri 1% Portogallo 6% Grecia 19%- Spagna 54%
2. Composizione percentuale della produzione mondiale dell'olio d'oliva nella campagna 2014/2015 (fonte CE).
In ambito comunitario la Spagna copre il 54%, mentre l'Italia detiene una quota pari al 20% della produzione totale.
Per quanto riguarda gli altri Paesi del Mediterraneo, i più importanti sono la Grecia, la Tunisia, la Turchia, la Siria, il Marocco e l'Algeria4. Regioni a diversa vocazione alla coltivazione dell'olivo e alla produzione di olio di oliva.
Superficie olivicola (migliaia di ha) Produzione olive (migliaia di tonnellate) Resa (t/ha) Olive destinate a: consumo diretto/oleificazione (migliaia di tonnellate) Olio di pressione prodotto (migliaia di tonnellate)
Nord Ovest 18,0 38,2 2,1 1,6 36,5 6,5
Nord Est 6,3 11,4 1,9 0,0 11,4 1,5
Centro 196,3 317,0 1,8 4,0 293,8 44,3
Sud 897,3 2579,7 3,1 81,7 2493,5 408,9
Italia 1117,9 2946,3 2,8 87,3 2835,1 461,2
Superficie olivicola e produzione di olive e olio in Italia nel 2013 (la resa è calcolata sulla produzione totale). (fonte Istat)
Olive (migliaia di tonnellate) Olio (migliaia di tonnellate) Resa %
Puglia 1107,1 166,8 15,1
Calabria 237,9 42,1 17,7
Sicilia 185,9 28,8 15,5
Campania 101,8 14,1 13,9
Lazio 86,5 11,1 12,8
Toscana 139,6 17,6 12,6
Abruzzo 96,9 12,9 13,3
Basilicata 39,6 6,0 15,2
Umbria 50,8 6,4 12,6
Liguria 25,3 4,4 17,4
Molise 28,8 4,1 14,2
Produzione di olive e olio per regione nell'annata 2013/14 (fonte Agea).
5. Percentuali delle denominazioni DOP e IGP degli oli di oliva nella UE nel 2014 (fonte: Commissione Europea).
Italia 34% altri 4% Slovenia 2% - Portogallo 5% Francia 8% Grecia 23% Spagna 24%
Olio importato Olio esportato Quantità (tonnellate) % sul totale Quantità (tonnellate) % sul totale
Olio d'oliva vergine 387.443 80,5 261.703 68,0
Olio d'oliva lampante 38.398 8,0 14.396 3,7
Olio d'oliva raffinato 31.578 6,5 67.941 17,7
Sansa greggio 7642 1,6 12.371 3,2
Sansa raffinato 16.331 3,4 28.603 7,4
Totale 481.392 100,0 385.014 100,0
Tipi di olio di oliva importato ed esportato in Italia (fonte Assitol).
D 1. Ipotetica diffusione dell'olivo nell'area mediterranea dalla sua zona di origine.
OCEANO ATLANTICO
MAR NERO
MAR MEDITERRANEO
L'olivo (Olea europea L.) appartiene all'ordine delle Lamiales e alla famiglia delle Oleaceae. La sua area di origine è situata molto probabilmente in Asia Minore.
La varietà attualmente coltivata, Olea europea sativa, è il risultato di varie selezioni che cominciarono migliaia di anni fa, quando agricoltori siriani e palestinesi riuscirono a ottenere dall'olivo selvatico (Olea oleaster o oleastro) una varietà ricca di olio e priva di spine.
L'olivo è una pianta sempreverde molto longeva, che predilige ambienti tipicamente mediterranei caratterizzati da inverni miti ed estati lunghe, calde e secche.
I fattori che incidono sulla produttività di un oliveto e sulla qualità dell'olio estratto possono essere distinti in:
Le caratteristiche chimiche e organolettiche dell'olio vergine di oliva dipendono da:
La qualità di un olio dipende: per il 60% dalle scelte agronomiche, il 30% dalle tecniche di estrazione il 10% dagli interventi all'imbottigliamento.
Cima 100 drupe = 328 g olio 26,2%
Parte esterna 100 drupe = 244 g olio 21,4%
3. Variazione media del contenuto in olio e del peso delle olive a seconda della posizione sulla chioma e quindi dell'esposizione.
Parte interna 100 drupe = 269 g olio 23,7%
1Le varietà di olivo a maggior diffusione sul territorio nazionale sono: Frantoio, Leccino, Moraiolo e Pendolino.
Nella tabella vengono riportate le cultivar più diffuse nelle regioni italiane.
Abruzzo Cucco, Dritta, Gentile del Chieti, Intosso, Morella, Nebbia, Raja, Toccolana, Castiglionese
Basilicata Maiatica, Ogliarola del Bradano, Fasolina, Rapollese
Calabria Carolea, Cassanese, Ottobratica, Tonda di Strongoli, Grossa di Gerace, Ciciarello, Roggianella, Sinopolese, Dolce di Rossano, Borgese, Pennulara, Rossanese, Zinzifarica
Campania Pisciottana, Carpellese, Ogliarola, Ravece, Rotondella
Lazio Canino, Itrana, Carboncella, Rosciola
Liguria Taggiasca, Mortina, Razzola, Colombaia, Pinola, Lavagnina
Lombardia Grignano, Sbresa, Casaliva, Gargnano, Negrel
Marche Ascolana tenera, Sargano, Olivastra di Montenero, Rosciola di Rotello
Molise Cerasuolo, Cerasa e Olivastra di Montenero, Gentile e Saligna di Larino
Puglia Coratina, Cellina di Nardò, Ogliarola barese, Bella di Cerignola, Sant'Agostino, Pizzuta, Leccese, Marinese, Nasuta, Peranzana, Pisciottana, Cipressino, Massafranese, Monopolese, Cellina Barese
Sardegna Bosana, Pizz'e carroga, Nera di Gonnos, Semidana, Cariasina, Cipressino, Corsicana, Nera di Oliena
Sicilia Biancolilla, Nocellara del Belice, Nocellara Etnea, Santagatese, Minuta, Nocellara Messinese, Ogliarola Messinese, Tonda Iblea, Verdello, Brandofino, Buscionetto, Carolea, Calamignara, Cerasuola, Giarraffa, Mandanici, Moresca
Toscana Frantoio, Leccino, Ogliarola Seggianese, Pendolino, Belmonte, Ciliegino, Coreggiolo, Leccio del Corno, Maremmano, Melaiolo, Pesciatino, Piangente, Pitursello, Punteriolo, Scarlinese
Umbria Moraiolo, Pendolino, Dolce Agogia, San Felice
Veneto Casaliva, Grignano, Favarol, Fort, Rossanel, Leccio del Corno, Razza, Rondella
Friuli-Venezia Giulia Bianchera (Belica), Carbona, Leccio del Corno, Buga
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott NOV Dic
Riposo vegetativo Forte attività vegetativa Ridotta attività vegetativa Forte attività vegetativa Riposo vegetativo
Differenziazione delle gemme a fiore
Fioritura
Formazione delle olive
Maturazione e cascola
Vernaliz- zazione
Indurimento del nocciolo
Induzione a fiore
Invaiatura
Vernalizza- zione
Potatura
Raccolta
Periodo critico per disponibilità di azoto
Periodo critico per disponibilità di acqua
A 8. Ciclo vegetativo dell'olivo.
Fase fenologica Periodo Temperatura minima
Mignolatura - Inizio fioritura febbraio-aprile 10 ℃
Fioritura - Allegagione maggio-giugno 15-20 ℃
Accrescimento frutto - Inolizione luglio-agosto 20 °℃
Invaiatura - Inizio maturazione settembre-ottobre 15 ℃
Maturazione - Raccolta novembre-3 dicembre 5 °℃
Fine raccolta - Inizio mignolatura gennaio-febbraio -5 ℃
A 9. Rami di ulivo con infiore- scenze a grappolo, dette mignole (a). Dettaglio dei minuscoli fiori raggruppati in numero di 10-15 (b).
inolizione cascola delle olive accrescimento invaiatura maturazione
Max contenuto in olio stabile rapido incremento del contenuto in olio progressivo incremento del contenuto in olio
0 Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre
a b
10. Sullo stesso ramo si posso- no vedere olive in stadi diversi di maturazione.
11. Fasi fenologiche della maturazione delle olive.
A 13. Olive mature, pronte per la raccolta e la spremitura, hanno alte concentrazioni di lipidi soprat- tutto nelle cellule della polpa.
% in peso esocarpo (buccia) 1,5-3,5% mesocarpo (polpa) 75-85% endosperma episperma endocarpo (nocciolo) 13-24% seme 2-4 % embrione pericarpo
A 12. Parti che compongono il frutto (pericarpo) dell'olivo, l'oliva.
Acqua 45-55%
Lipidi 13-28% per il 70% circa nel mesocarpo, all'interno dei vacuoli
Sostanze azotate 1,5-2%
Carboidrati 18-24% la concentrazione decresce durante la maturazione
Cellulosa 5-6%
Sostanze fenoliche 0,5-2,5% Tannini, flavonoidi (es. antociani), tocoferoli, secoroidoidi (OLEUROPEINA, LIGUSTROSIDE) - cultivar, grado di maturazione - sapore amaro, antiossidanti!
Ceneri 1-2%
Clorofilla, carotenoidi, terpeni, cere, vitamine liposolubili tra cui i tocoferoli (vit E)
Enzimi endogeni! Idrolasi (es. lipasi) ossidoreduttasi
Fase di massima invaiatura: momento in cui la maggior parte delle olive presenta l'epidermide totalmente colorata.
In questa fase la qualità dell'olio è al massimo livello
dipende da: cultivar, andamento climatico, tecnica colturale, caratteristiche organolettiche
INOLIZIONE (CONTENUTO IN OLIO) INVAIATURA CASCOLA DELLE OLIVE MAX
PROGRESSIVO INCREMENTO DEL CONTENUTO IN OLIO RAPIDO INCREMENTO DEL CONTENUTO IN OLIO INCREMENTO DEL CONTENUTO IN OLIO POCO SIGNIFICATIVO
0 AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE
anticipo o ritardo
è successiva a quella tecnologica
Alla maturazione fisiologica: · l'aumento di resa in olio è dovuto solo alla progressiva perdita di acqua, · aromi e polifenoli diminuiscono, · l'acidità libera aumenta · diminuisce il contenuto di acido oleico mentre aumenta quello di linoleico, più sensibile all'ossidazione · la cascola aumenta · aumentano i rischi di danni da gelo · aumenta il rischio di attacchi di patogeni