Leonardo da Vinci: vita, formazione e opere principali, con focus sulla Vergine delle Rocce

Slide su Leonardo da Vinci che ripercorre vita, formazione e opere principali. Il Pdf è una presentazione per la scuola superiore di Arte, che approfondisce l'analisi della "Vergine delle Rocce" e offre un'introduzione chiara e illustrata all'artista.

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23 pagine

Leonardo da Vinci
Storia dell’arte classe 4LS
LEONARDO DA VINCI nasce ad Anchiano di Vinci 1452 - e muore ad
Amboise, Francia 1519 all’età di 67 anni
Leonardo fu figlio illegittimo di un notaio fiorentino Ser Piero Da
Vinci appartenete ad una famiglia di proprietari terrieri e di Caterina,
una fanciulla di umili origini, nonostante fosse illegittimo visse nella
casa paterna.
Si trasferisce a Firenze dopo il 1465, dove il padre lo mette a bottega
presso Andrea del Verrocchio (frequenta da Botticelli, Perugino e
Ghirlandaio negli stessi anni)
Leonardo si occupa di arte ma anche di anatomia, idraulica ingegneria
militare e di molti altri ambiti del sapere tecnico e scientifico.
Nei suoi dipinti Leonardo riproduce con grande naturalezza e
verosimiglianza il mondo naturale e umano, frutto di un attento studio
della realtà che lo circonda ma anche di importanti innovazioni
pittoriche.
Se potessimo racchiudere il contributo di Leonardo in una frase
potremmo dire: l’arte come strumento di conoscenza.
Vita e formazione

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Anteprima

Leonardo da Vinci

Vita e formazione

  • LEONARDO DA VINCI nasce ad Anchiano di Vinci 1452 - e muore ad Amboise, Francia 1519 all'età di 67 anni
  • Leonardo fu figlio illegittimo di un notaio fiorentino Ser Piero Da Vinci appartenete ad una famiglia di proprietari terrieri e di Caterina, una fanciulla di umili origini, nonostante fosse illegittimo visse nella casa paterna.
  • Si trasferisce a Firenze dopo il 1465, dove il padre lo mette a bottega presso Andrea del Verrocchio (frequenta da Botticelli, Perugino e Ghirlandaio negli stessi anni)
  • Leonardo si occupa di arte ma anche di anatomia, idraulica ingegneria militare e di molti altri ambiti del sapere tecnico e scientifico.
  • Nei suoi dipinti Leonardo riproduce con grande naturalezza e verosimiglianza il mondo naturale e umano, frutto di un attento studio della realtà che lo circonda ma anche di importanti innovazioni pittoriche.

Se potessimo racchiudere il contributo di Leonardo in una frase potremmo dire: l'arte come strumento di conoscenza.

La sua arte

  • L'uso della prospettiva aerea, che affiancata a quella lineare, permette di realizzare in maniera più naturalistica gli elementi del paesaggio in lontananza;
  • L'attenzione ai "moti dell'animo", resi attraverso un accurato studio degli atteggiamenti del corpo e della mimica facciale
  • La tecnica dello sfumato, che sovrappone leggere velature trasparenti per graduare colore e luce.

Queste caratteristiche già presenti nelle opere figurative fiorentine, vengono sviluppate negli anni milanesi (1482 1499) presso la corte degli Sforza, come testimoniano la "Vergine delle rocce" e "l'ultima cena". Presso la corte sforzesca, Leonardo si distingue inoltre per le sue qualità di ritrattista.

  • Dal 1499 si sposta in diverse città italiane, esercitando una notevole influenza sugli artisti più giovani.

Lo studio dei canoni e delle proporzioni

  • Uno dei disegni più famosi nella storia dell'arte è il cosiddetto Uomo vitruviano, capolavoro grafico e simbolico stesso del pensiero e dell'estetica del Rinascimento.
  • Il disegno è accompagnato da una lunga nota autografata nella quale il maestro analizza i rapporti proporzionali del corpo secondo le prescrizioni di Vitruvio.

aurait p- way youput- if ou somal: 8. 00 0/8te und P ut Tap annalip - weg ner plusof ant Ent and Riprendendo la conoscenza classica dell'uomo come "misura di tutte le cose", considerato un microcosmo perfetto al punto che "è detto da li antichi mondo minore“, Leonardo considera il corpo così compiuto da essere modello delle architetture. Il modello vitruviano inserito nel quadrato e nel cerchio, che secondo la fisiologia neoplatonica diffusa nei circoli umanistici fiorentini sono le forme più perfette dell'universo.

Leonardo da Vinci, studi dai Quaderni di anatomia, Biblioteca Reale del Castello di Windsor. A sinistra: Studi di gambe e di scheletri di gambe, 1506-1510. Penna e sanguigna su carta preparata, 28,2x20,4 cm. Windsor, The Royal Collection, inv. 12372r. A destra: Studi sul feto nell'utero matemc e la sua nutrizione attraverso la placenta. Penna e inchiostro bruno acquerellato su tracce di carboncino e sanguigna, 30,5x22 cm. Windsor, The Royal Collection, inv. 19102r. Negli studi anatomici Leonardo dimostra un'esatta comprensione della struttura scheletrica e muscolare del corpo umano, delle articolazioni e dei singoli organi interri; un obiettivo raggiunto attraverso la pratica della dissezione anatomica.

Le tecniche

  • Leonardo rappresenta la figura dell'artista che trae la conoscenza della propria esperienza.
  • Con il disegno studia il moto dei corpi e con la pittura raffigura le cose immerse nel loro ambiente.
  • La prospettiva aerea: è una tecnica che consente di rappresentare la profondità del paesaggio che in lontananza risulta sfocato come l'effetto del vapore acqueo. Questo consente di rendere come l'occhio umano il senso della profondità.
  • Lo sfumato: è una tecnica che consente di passare da un colore all'altro e da un effetto all'alto di luce in maniera graduale dando più risalto alle forme e al volume.

Analisi delle principali opere

Leonardo da Vinci, Annunciazione, 1472 1475, olio su tela, Firenze galleria degli Uffizi, dimensioni 217 X104 cm

Pu 1 L'opera risulta divisa in due sulla destra una prospettiva scorciata di un edificio dove è collocata la vergine Maria che legge un libro appoggiato su un leggio in stile classico. Sul lato destro l'angelo che appare a Maria e a terra su un prato fiorito con minuzia di dettaglio. Sullo sfondo è descritto nei minimi particolari un paesaggio con alberi di varie tipologie un un ambiente di montagna e un fiume, tutto reso con la tecnica della prospettiva aerea Questo dipinto fa parte insieme al battesimo di Cristo, dove collabora con maestro Verrocchio dei lavori giovanili di Leonardo

La Vergine delle Rocce

La Vergine delle Rocce oggi conservata al Louvre, è la prima commissione certa attribuita Leonardo dopo il suo arrivo a Milano, nel 1483, da parte della confraternita dell'Immacolata Concezione per la propria cappella nella chiesa di San Francesco Grande. Di questa opera ne esistono due versioni, la seconda versione del dipinto oggi alla National Gallery di Londra, compiuta al suo ritorno nella città lombarda nel 1506 con il contributo di un collaboratore. Le due composizione nel complesso sono identiche sia nella impostazione piramidale che nei rapporti emotivi fra i personaggi, anche se gli elementi più insoliti e originali appaiono riveduti e corretti nella seconda versione.

Leonardo da Vinci, La vergine delle Rocce, 1483-86, olio su tavola trasportato su tela Museo del Louvre, Parigi , dimensioni 199x122 cm

Leonardo da Vinci, La vergine delle Rocce, 1494-99 € 1505-08, olio su tavola Museo del Louvre, Parigi , dimensioni 189,5x120 cm

La Vergine delle Rocce al Louvre La Vergine delle Rocce National Gallery di Londra

  • La versione conservata al Louvre è la prima commissione certa ricevuta da leonardo poco dopo il suo arrivo a Milano, nel 1483, da parte della confraternita dell'Immacolata Concezione, per la propria cappella nella chiesa di San Francesco Grande.
  • Anche in quest'opera Leonardo decide di prendersi una grande libertà della scelta del soggetto, ispirandosi all'incontro tra i piccoli Gesù e Giovanni Battista narrato nei Vangeli apocrifi e tralasciando le prescrizioni iconografiche contenute nel dettagliato contratto.
  • Probabilmente non fu m,ai consegnato ai committenti per via di un contenzioso sul compenso richiesto, passa di mano in mano a collezionisti privati fino ad arrivare nella collezione del re di Francia.
  • La COMPOSIZIONE è piramidale, lo sfondo roccioso di una grotta e sul bordo uno specchio d'acqua. La Vergine sembra sospingere San Giovanni in preghiera verso Gesù , mentre apre la mano sopra la testa del figlio con un gesto di protezione, con l'angelo che indica il piccolo Battista e volge lo sguardo verso lo spettatore.
  • La composizione pur mantenendo la struttura piramidale quattrocentesca, genera una rotazione attraverso il moto degli sguardi e dei gesti, in questo modo Leonardo lega tutti i personaggi in una comune azione.
  • Il vertice della piramide coincide con il volto di Maria, mentre i due lati discendenti lungo le braccia che conglobano i due bambini.
  • I GESTI: Gesù ha due dita alzate in segno di benedizione o di dialogo verso San Giovanni, Gesù starebbe parlando col Battista in risposta alle sue preghiere. Ľ' angelo invece guardando lo spettatore ci invita a replicare il gesto di preghiera del Battista. L'angelo risalta per il mantello rosso che lo distingue dal resto dell'opera con toni cupi e terrosi. L'angelo diventa così figura di mediazione tra l'umano e il divino.

Confronto tra le opere

Due versioni dello stesso soggetto Già prima della partenza per Firenze, nel 1499, Leonardo mette mano alla seconda versione del dipinto, oggi alla National Gallery di Lon- dra [ 39], compiuta al suo ritorno nella città lombarda nel 1506 con il contributo di un collaboratore. La composizione è nel complesso identi- ca alla prima versione nella sua impostazione piramidale e nei rapporti emotivi fra i personaggi, anche se gli elementi più insoliti e originali ap- paiono ora riveduti e corretti. Confronta i due angeli individuandone le principali differenze.

La Gioconda (o Monna Lisa)

Paesaggio primordiale Fiume Arno Atmosfera velata Tradizionale schema di tre quarti: sembra comunicare con chi la guarda. La posizione permette di coglierne la mobilità, tanto che sembra muoversi leggermente. Lo sguardo e il sorriso enigmatico esprimono i moti dell'animo e i pensieri fuggevoli. Lo sfumato accentua la vaghezza delle forme. È la sintesi degli studi di Leonardo sulla raffigurazione dei corpi e dei paesaggi.

Leonardo da Vinci, La Gioconda o Monna Lisa, 1503- 06, olio su tavola, Museo del Louvre, Parigi , dimensioni 77 X53 cm

  • Sono diverse le identificazioni della donna ritratta infatti: per il Vasari si tratterebbe di Monnalisa Gherardini sposa del mercante Francesco del Giocondo; per altri invece potrebbe essere Pacifica Brandani, cortigiana di Urbino, amante di Giuliano De' Medici figlio di Lorenzo il Magnifico e possibile committente dell'opera.
  • La giovane donna è collocata davanti a una balaustra, seduta in posizione rialzata rispetto lo sfondo nel quale compare un profondissimo paesaggio visto a volo d'uccello.
  • L'apparente semplicità del soggetto nasconde un impianto compositivo molto complesso il busto, la testa e le braccia della donna non sono frontali e simmetriche, ma ruotano in differenti direzioni togliendo al soggetto ogni rigidezza e immobilità. L'impostazione del volto è visto di tre quarti.
  • Nel volto della donna Leonardo coglie il fluire delle emozioni e una complessa vita psichica traspare nell'inafferrabilità dell'espressione: l'ambiguità del sorriso e la mobilità dello sguardo sono il risultato dell'incessante lavoro di sfumatura che attenua ogni tratto eccessivamente definito
  • Grazie ai delicati trapassi dalla luce all'ombra, l'artista lascia un margine di indeterminatezza alle forme ed esprime quella palpitazione vitale della natura che si realizza nella piena compenetrazione tra la figura e l'atmosfera
  • La grande intuizione consiste infatti nell'aver colto in questa presenza femminile uno stato d'animo in divenire, un sorriso appena accennato e un'espressione mutevole, non fissata in maniera definitiva, che sembra porre lo spettatore di fronte a una cosa viva.
  • Il tema principale del dipinto sembra essere dunque il fluire della vita in tutti i suoi aspetti, dalle emozioni umane ai mutamenti naturali. Il paesaggio e la figura umana sono quindi accomunati dallo stesso destino di lenta e continua trasformazione, e rispecchiano appieno le convinzioni di Leonardo sulle leggi fondamentali dell'universo ricavate dall'osservazione diretta dei fenomeni come lo scorrere delle acque o lo stratificarsi delle rocce;
  • l'opera può pertanto essere considerata come una sintesi della sua intera produzione di artista e di scienziato.

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