Leonardo da Vinci
Vita e formazione
- LEONARDO DA VINCI nasce ad Anchiano di Vinci 1452 - e muore ad
Amboise, Francia 1519 all'età di 67 anni
- Leonardo fu figlio illegittimo di un notaio fiorentino Ser Piero Da
Vinci appartenete ad una famiglia di proprietari terrieri e di Caterina,
una fanciulla di umili origini, nonostante fosse illegittimo visse nella
casa paterna.
- Si trasferisce a Firenze dopo il 1465, dove il padre lo mette a bottega
presso Andrea del Verrocchio (frequenta da Botticelli, Perugino e
Ghirlandaio negli stessi anni)
- Leonardo si occupa di arte ma anche di anatomia, idraulica ingegneria
militare e di molti altri ambiti del sapere tecnico e scientifico.
- Nei suoi dipinti Leonardo riproduce con grande naturalezza e
verosimiglianza il mondo naturale e umano, frutto di un attento studio
della realtà che lo circonda ma anche di importanti innovazioni
pittoriche.
Se potessimo racchiudere il contributo di Leonardo in una frase
potremmo dire: l'arte come strumento di conoscenza.
La sua arte
- L'uso della prospettiva aerea, che affiancata a quella lineare, permette di
realizzare in maniera più naturalistica gli elementi del paesaggio in lontananza;
- L'attenzione ai "moti dell'animo", resi attraverso un accurato studio degli
atteggiamenti del corpo e della mimica facciale
- La tecnica dello sfumato, che sovrappone leggere velature trasparenti per
graduare colore e luce.
Queste caratteristiche già presenti nelle opere figurative fiorentine, vengono
sviluppate negli anni milanesi (1482 1499) presso la corte degli Sforza, come
testimoniano la "Vergine delle rocce" e "l'ultima cena". Presso la corte
sforzesca, Leonardo si distingue inoltre per le sue qualità di ritrattista.
- Dal 1499 si sposta in diverse città italiane, esercitando una notevole influenza
sugli artisti più giovani.
Lo studio dei canoni e delle proporzioni
- Uno dei disegni più famosi nella
storia dell'arte è il cosiddetto
Uomo vitruviano, capolavoro
grafico e simbolico stesso del
pensiero e dell'estetica del
Rinascimento.
- Il disegno è accompagnato da una
lunga nota autografata nella quale il
maestro analizza i rapporti
proporzionali del corpo secondo le
prescrizioni di Vitruvio.
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Riprendendo la conoscenza
classica dell'uomo come "misura
di tutte le cose", considerato
un microcosmo perfetto al
punto che "è detto da li antichi
mondo minore“, Leonardo
considera il corpo così compiuto
da essere modello delle
architetture. Il modello vitruviano
inserito nel quadrato e nel cerchio,
che secondo la fisiologia
neoplatonica diffusa nei circoli
umanistici fiorentini sono le
forme più perfette dell'universo.
Leonardo da Vinci, studi dai Quaderni di anatomia, Biblioteca Reale del Castello di Windsor.
A sinistra: Studi di gambe e di scheletri di gambe, 1506-1510. Penna e sanguigna su carta preparata, 28,2x20,4 cm.
Windsor, The Royal Collection, inv. 12372r. A destra: Studi sul feto nell'utero matemc e la sua nutrizione attraverso la placenta.
Penna e inchiostro bruno acquerellato su tracce di carboncino e sanguigna, 30,5x22 cm. Windsor, The Royal Collection, inv. 19102r.
Negli studi anatomici Leonardo dimostra un'esatta comprensione della struttura scheletrica e muscolare del corpo umano, delle articolazioni e dei
singoli organi interri; un obiettivo raggiunto attraverso la pratica della dissezione anatomica.
Le tecniche
- Leonardo rappresenta la figura dell'artista che trae la conoscenza della
propria esperienza.
- Con il disegno studia il moto dei corpi e con la pittura raffigura le cose
immerse nel loro ambiente.
- La prospettiva aerea: è una tecnica che consente di rappresentare la
profondità del paesaggio che in lontananza risulta sfocato come l'effetto
del vapore acqueo. Questo consente di rendere come l'occhio umano il
senso della profondità.
- Lo sfumato: è una tecnica che consente di passare da un colore
all'altro e da un effetto all'alto di luce in maniera graduale dando più
risalto alle forme e al volume.
Analisi delle principali opere
Leonardo da Vinci, Annunciazione,
1472 1475,
olio su tela,
Firenze galleria degli Uffizi,
dimensioni 217 X104 cm
Pu
1
L'opera risulta divisa in due sulla destra
una prospettiva scorciata di un edificio
dove è collocata la vergine Maria che
legge un libro appoggiato su un leggio
in stile classico. Sul lato destro l'angelo
che appare a Maria e a terra su un
prato fiorito con minuzia di dettaglio.
Sullo sfondo è descritto nei
minimi particolari un paesaggio
con alberi di varie tipologie un
un ambiente di montagna e un
fiume, tutto reso con la tecnica
della prospettiva aerea
Questo dipinto fa parte
insieme al battesimo di Cristo,
dove collabora con maestro
Verrocchio dei lavori giovanili
di Leonardo
La Vergine delle Rocce
La Vergine delle Rocce oggi conservata al Louvre, è la prima
commissione certa attribuita Leonardo dopo il suo arrivo a Milano, nel
1483, da parte della confraternita dell'Immacolata Concezione per la
propria cappella nella chiesa di San Francesco Grande.
Di questa opera ne esistono due versioni, la seconda versione del
dipinto oggi alla National Gallery di Londra, compiuta al suo ritorno
nella città lombarda nel 1506 con il contributo di un collaboratore.
Le due composizione nel complesso sono identiche sia nella
impostazione piramidale che nei rapporti emotivi fra i personaggi,
anche se gli elementi più insoliti e originali appaiono riveduti e
corretti nella seconda versione.
Leonardo da Vinci,
La vergine delle
Rocce,
1483-86,
olio su tavola
trasportato su tela
Museo del Louvre,
Parigi ,
dimensioni 199x122
cm
Leonardo da
Vinci,
La vergine delle
Rocce,
1494-99 €
1505-08,
olio su tavola
Museo del
Louvre, Parigi ,
dimensioni
189,5x120 cm
La Vergine delle Rocce al Louvre
La Vergine delle Rocce National Gallery di Londra
- La versione conservata al Louvre è la prima commissione certa ricevuta da
leonardo poco dopo il suo arrivo a Milano, nel 1483, da parte della
confraternita dell'Immacolata Concezione, per la propria cappella nella
chiesa di San Francesco Grande.
- Anche in quest'opera Leonardo decide di prendersi una grande libertà della
scelta del soggetto, ispirandosi all'incontro tra i piccoli Gesù e Giovanni
Battista narrato nei Vangeli apocrifi e tralasciando le prescrizioni
iconografiche contenute nel dettagliato contratto.
- Probabilmente non fu m,ai consegnato ai committenti per via di un
contenzioso sul compenso richiesto, passa di mano in mano a collezionisti
privati fino ad arrivare nella collezione del re di Francia.
- La COMPOSIZIONE è piramidale, lo sfondo roccioso di una grotta e sul bordo
uno specchio d'acqua. La Vergine sembra sospingere San Giovanni in preghiera verso
Gesù , mentre apre la mano sopra la testa del figlio con un gesto di protezione, con
l'angelo che indica il piccolo Battista e volge lo sguardo verso lo spettatore.
- La composizione pur mantenendo la struttura piramidale quattrocentesca, genera
una rotazione attraverso il moto degli sguardi e dei gesti, in questo modo Leonardo
lega tutti i personaggi in una comune azione.
- Il vertice della piramide coincide con il volto di Maria, mentre i due lati discendenti
lungo le braccia che conglobano i due bambini.
- I GESTI: Gesù ha due dita alzate in segno di benedizione o di dialogo verso San
Giovanni, Gesù starebbe parlando col Battista in risposta alle sue preghiere. Ľ'
angelo invece guardando lo spettatore ci invita a replicare il gesto di preghiera del
Battista. L'angelo risalta per il mantello rosso che lo distingue dal resto dell'opera
con toni cupi e terrosi. L'angelo diventa così figura di mediazione tra l'umano e il
divino.
Confronto tra le opere
Due versioni dello stesso soggetto
Già prima della partenza per Firenze, nel 1499, Leonardo mette mano
alla seconda versione del dipinto, oggi alla National Gallery di Lon-
dra [ 39], compiuta al suo ritorno nella città lombarda nel 1506 con il
contributo di un collaboratore. La composizione è nel complesso identi-
ca alla prima versione nella sua impostazione piramidale e nei rapporti
emotivi fra i personaggi, anche se gli elementi più insoliti e originali ap-
paiono ora riveduti e corretti.
Confronta i due angeli individuandone le principali differenze.
La Gioconda (o Monna Lisa)
Paesaggio
primordiale
Fiume Arno
Atmosfera
velata
Tradizionale schema di tre quarti: sembra
comunicare con chi la guarda.
La posizione permette di coglierne la mobilità,
tanto che sembra muoversi leggermente.
Lo sguardo e il sorriso enigmatico esprimono
i moti dell'animo e i pensieri fuggevoli.
Lo sfumato
accentua la
vaghezza
delle forme.
È la sintesi degli studi di Leonardo sulla
raffigurazione dei corpi e dei paesaggi.
Leonardo da Vinci,
La Gioconda o Monna
Lisa,
1503- 06,
olio su tavola,
Museo del Louvre,
Parigi ,
dimensioni 77 X53 cm
- Sono diverse le identificazioni della donna ritratta infatti: per il Vasari si tratterebbe di
Monnalisa Gherardini sposa del mercante Francesco del Giocondo; per altri invece potrebbe
essere Pacifica Brandani, cortigiana di Urbino, amante di Giuliano De' Medici figlio di Lorenzo il
Magnifico e possibile committente dell'opera.
- La giovane donna è collocata davanti a una balaustra, seduta in posizione rialzata rispetto lo
sfondo nel quale compare un profondissimo paesaggio visto a volo d'uccello.
- L'apparente semplicità del soggetto nasconde un impianto compositivo molto complesso il busto,
la testa e le braccia della donna non sono frontali e simmetriche, ma ruotano in differenti
direzioni togliendo al soggetto ogni rigidezza e immobilità. L'impostazione del volto è visto di tre
quarti.
- Nel volto della donna Leonardo coglie il fluire delle emozioni e una complessa vita psichica
traspare nell'inafferrabilità dell'espressione: l'ambiguità del sorriso e la mobilità dello sguardo
sono il risultato dell'incessante lavoro di sfumatura che attenua ogni tratto eccessivamente
definito
- Grazie ai delicati trapassi dalla luce all'ombra, l'artista lascia un margine di indeterminatezza
alle forme ed esprime quella palpitazione vitale della natura che si realizza nella piena
compenetrazione tra la figura e l'atmosfera
- La grande intuizione consiste infatti nell'aver colto in questa presenza femminile uno stato
d'animo in divenire, un sorriso appena accennato e un'espressione mutevole, non fissata in
maniera definitiva, che sembra porre lo spettatore di fronte a una cosa viva.
- Il tema principale del dipinto sembra essere dunque il fluire della vita in tutti i suoi aspetti,
dalle emozioni umane ai mutamenti naturali. Il paesaggio e la figura umana sono quindi
accomunati dallo stesso destino di lenta e continua trasformazione, e rispecchiano appieno le
convinzioni di Leonardo sulle leggi fondamentali dell'universo ricavate dall'osservazione diretta
dei fenomeni come lo scorrere delle acque o lo stratificarsi delle rocce;
- l'opera può pertanto essere considerata come una sintesi della sua intera produzione
di artista e di scienziato.