Scuola di Scienze Politiche e Sociali
Laurea Triennale in Scienze Politiche, Economiche e del Governo
Corso di
Economia Aziendale
A.A. 2023 - 2024
Prof.ssa Annalisa Sentuti
Università degli Studi di Urbino Carlo BoLe risorse
Obiettivi formativi
- Identificare e definire le risorse necessarie al
funzionamento aziendale
- Classificare le diverse tipologie di risorse e il
modo in cui possono essere acquisite
- Distinguere tra risorse e fattori produttivi
Riferimenti: Capitolo 3 (paragrafi 3.1, 3.2, 3.3).
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Il sistema delle risorse aziendali
Le risorse rappresentano il DNA delle aziende:
- 3 basi di risorse
- Le loro combinazioni determinano l'identità aziendale
Nello svolgimento delle proprie operazioni di gestione
l'azienda acquista, organizza, consuma, trasforma e
produce risorse.
La combinazione di
risorse, elementi aziendali e
testo ambientale, genera un sistema risorse,
funzionale alla realizzazione dei prodotti e dei servizi.
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Trasformazione del sistema di risorse
- I prodotti e servizi sono solo la "punta dell'iceberg" dei risultati
dell'attività
aziendale,
il
cu1
svolgimento
determina
inevitabilmente anche la trasformazione del sistema di risorse
stesso.
- Trasformazione: consapevole (gestione e sviluppo delle
risorse)/inconsapevole (effetto del funzionamento aziendale).
- Il sistema di risorse contribuisce al funzionamento aziendale e,
nel contempo, è un prodotto "congiunto" dell'attività
aziendale.
- Modello a relazioni circolare: il sistema delle risorse si può
consumare per effetto del funzionamento aziendale, ma anche
auto-alimentarsi.
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Le basi del sistema di risorse
Ogni sistema di risorse aziendali ha tre principali
basi (ossia tre tipologie di risorse):
- le risorse finanziarie
- le risorse materiali
- le risorse immateriali
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Le risorse finanziarie
- Sono rappresentate tipicamente dal fattore produttivo
generico, ossia il denaro attualmente disponibile, e dai
mezzi monetari che diverranno disponibili in futuro,
ossia i crediti di funzionamento e di finanziamento.
- Il denaro di cui un'azienda dispone, in quantità e forme
variabili nell'arco della propria vita, può avere origine
esogena e/ o endogena.
- Origine esogena: capitale di prestito e, in prima
approssimazione, capitale di rischio.
- Origine endogena: autofinanziamento.
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Gestione delle risorse finanziarie
- La capacità di reperire, tramite i diversi canali,
risorse finanziarie adeguate - per ammontare,
tempi e costi - al proprio fabbisogno è
fondamentale per garantire la sopravvivenza
dell'azienda.
- Massimizzazione
del
potenziale
di
autofinanziamento e cura delle relazioni con gli
attuali e potenziali finanziatori.
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Le risorse materiali
Identificano beni tangibili, ossia fattori produttivi specifici,
caratteristici dell'attività che un'azienda svolge. Includono:
- fattori produttivi a fecondità semplice: beni che partecipano
ad un processo produttivo (incorporati nel prodotto finito o
consumati per erogare un servizio, rientrano in forma liquida con
la vendita del prodotto/ servizio);
- fattori produttivi a fecondità ripetuta: beni che partecipano a
più processi produttivi o di erogazione;
- fattori produttivi pluriennali: beni che, oltre a partecipare a più
processi produttivi, sono destinati a rimanere vincolati all'attività
aziendale per più anni.
Diverse le tempistiche per «rientrare» («tornare») in forma
liquida: medio-lungo periodo.
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Origine e rischi delle risorse materiali
- Origine esogena: acquisto
- Origine endogena: costruzioni in economia
Una volta entrata nella combinazione produttiva, la risorsa
materiale cede la propria utilità per uno o più processi produttivi
e, in assenza di eventi straordinari (es. obsolescenza, dinamiche di
mercato, ecc.), progressivamente si "consuma", riducendo, fino
ad annullarla, la propria utilità residua.
- Rischio associato agli investimenti pluriennali: «non rientro»
dell'investimento
(i ricavi non consentono di recuperare
l'investimento effettuato).
- Possibile soluzione:
strutture
produttive elastiche (bassa
incidenza di fattori produttivi pluriennali). Es. assemblare vs
produrre.
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Utilità residua delle risorse materiali - Esempio
- Impianto con capacità produttiva totale pari a 1.000 ore
- Capacità produttiva annuale 200 ore.
- Capacità produttiva residua (utilità residua) al termine
del primo anno: 1.000 - 200 = 800.
- Capacità produttiva residua (utilità residua) al termine
del secondo anno: 800 - 200 = 600.
- . .
- Dopo 5 anni, l'impianto sarà inutilizzabile e cesserà di
partecipare alla combinazione produttiva.
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Le risorse immateriali
Comprendono una vasta gamma di elementi
accomunati dalla caratteristica di avere natura
intangibile.
Capitale Intellettuale =
Capitale umano + Capitale organizzativo +
Capitale relazionale
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Il capitale umano e l'importanza della conoscenza
- Conoscenza esplicita o oggettiva (formalizzata):
"codificata e trasmissibile attraverso il linguaggio
formale e sistematico", è cioè verbalizzata, presente nei
documenti aziendali, nei database etc., e può essere
facilmente trasmessa.
- Conoscenza tacita o soggettiva: personale, specifica
del
contesto
e
in
quanto
tale
difficilmente
formalizzabile e comunicabile, è cioè nella "testa" di
una persona, nella sua esperienza e nella pratica di
lavoro che esercita. Si trasmette principalmente
attraverso l'esperienza diretta.
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Caratteristiche del capitale umano
- Connesso alle conoscenze, abilità e know-how delle persone
che lavorano in azienda. Ha a che fare soprattutto con la
dimensione tacita delle conoscenze.
- Non è di proprietà dell'azienda: per trarne beneficio deve
instaurare e mantenere un rapporto contrattuale con il lavoratore.
- Rischio: mobilità dei dipendenti e perdita di controllo sulla risorsa.
Più alto per: aziende che erogano servizi professionali (es. società
di consulenza, studi legali, enti di formazione, studi commerciali);
aziende il cui know-how dipende da pochi soggetti chiave (es.
imprenditore, manager, dipendenti).
- Iniziative mirate a contenere il rischio: codificazione delle
conoscenze (es. database clienti e fornitori), miglioramento del
clima aziendale, codificazione dei processi operativi critici (es.
manuali delle procedure), ecc.
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Il capitale organizzativo
Si riferisce alle conoscenze che, a vario titolo e in vario modo,
permangono in azienda anche al di là del turnover del personale.
Include conoscenza tacita ed esplicita.
Comprende:
- Conoscenza sedimentata in azienda, ma non formalizzata:
modus operandi (sistema dei valori, stile di direzione, cultura
aziendale, ecc.);
- Conoscenza formalizzata (codificata): database, procedure
operative, sistemi di controllo qualità, ecc .;
- Conoscenza formalizzata e protetta legalmente: marchi,
brevetti, licenze d'uso, software, di proprietà dell'azienda.
I primi due sono inscindibili dalla realtà aziendale nella quale si
sono sviluppati e dal suo funzionamento.
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Relazione tra capitale umano e organizzativo
E il capitale umano che l'azienda è riuscita a fare proprio.
CAPITALE
UMANO
CAPITALE
ORGANIZZATIVO
Alimenta il capitale
organizzativo ogni volta
che la conoscenza implicita
viene resa esplicita, ossia
codificata
Offre i presupposti
affinché il capitale umano
possa esprimersi in
azienda e sviluppare nuove
conoscenze (scambio e
condivisione)
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Il capitale relazionale
- Sistema di relazioni che l'azienda instaura con i
propri interlocutori (lavoratori, finanziatori, fornitori,
clienti, sindacati, ecc.) e immagine di cui l'azienda
gode nel contesto relazionale di riferimento.
- Non è di proprietà dell'azienda: il permanere delle
relazioni dipende in parte dall'azienda, in parte
dall'interlocutore, in parte dalle dinamiche ambientali. Si
tratta, per lo più, di conoscenza tacita/soggettiva.
- Capitale relazionale, umano e organizzativo sono
strettamente connessi tra loro.
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Il capitale intellettuale
CAPITALE
ORGANIZZATIVO
CAPITALE
UMANO
- Conoscenze, abilità
- Cultura aziendale
- Know how,
- Database
- Procedure
- Creatività del
personale
- Esper*
organizzative
CAPITALE
RELAZIONALE
...
- Brevetti
- Relazioni con
finanziatori
- Immagine
.Partnership
operative
Fonte: Ricceri (2008)
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Origine e rendimento delle risorse immateriali
- Origine esogena: acquisto (anche in combinazione con altre
risorse aziendali, es. marchio + intera struttura), partnership (es.
sviluppo nuovi prodotti), iniziative specifiche esterne (es. corsi di
formazione, consulenze aziendali).
- Origine endogena: iniziative interne (es. lavoro in team, KM) e
funzionamento aziendale (processi di accumulazione delle risorse).
Investimenti ad alto rischio:
- Bassa controllabilità della risorsa e dei benefici associati
- Tempi lunghi e risultati non garantiti
Ma potenzialmente ad alto rendimento:
- Molteplicità di uso.
- Circoli "virtuosi": i tre capitali si alimentano a vicenda.
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Risorse e fattori produttivi
- Fattore
produttivo:
elemento
disponibile
per la
produzione
con
la
caratteristica di
poter
essere
valorizzabile utilizzando un metro
monetario
(valore
monetario quantificabile).
Questo lo distingue dal concetto di risorsa: i fattori produttivi
possono essere quantificati usando la moneta come misura, le
risorse non sempre possono essere quantificate in
moneta (es. competenze dei dipendenti, immagine aziendale,
capacità manageriali, ecc.).
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Requisiti per un fattore produttivo
Non esiste una sovrapposizione "perfetta" tra il concetto di risorsa
e quello di fattore produttivo.
Una risorsa è un fattore produttivo quando soddisfa 3 requisiti:
- È chiaramente identificabile. Possiede almeno una delle
seguenti caratteristiche: è separabile dal contesto aziendale e può
essere venduto/ affittato/scambiato/ecc .; deriva da contratto o
altri diritti legali; ha un costo o un valore misurabile in quantità
monetarie in modo attendibile.
- È utile: deve generare possibili benefici economici futuri.
- È controllabile: l'azienda può controllare l'impiego nella
combinazione aziendale e appropriarsi dei benefici che ne
derivano.
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