Documento sui processi di sviluppo individuale e organizzativo. Il Pdf esplora i metodi di formazione partecipativi e la loro valutazione, classificando i risultati ottenibili. Questo documento di Economia per l'Università, presenta un'analisi dettagliata dei principi della formazione sul posto di lavoro e dei criteri per la scelta dei metodi formativi.
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I metodi partecipativi comprendono le tecniche formative che richiedono al discente di assumere un ruolo attivo, e fra queste: la formazione sul posto di lavoro, le simulazioni, i business game e le analisi di casi, i programmi interattivi e di formazione attraverso il web. Essi risultano ideali quando si vuole sviluppare le competenze specifiche per una certa mansione, e far comprendere come esse possano trovare applicazione nel contesto operativo; inoltre, consentono di sperimentare tutti gli aspetti legati allo svolgimento di un compito e alla gestione delle relazioni interpersonali che ne possono derivare.
Formazione sul posto di lavoro. È stato calcolato che le aziende spendono risorse da 3 a 6 volte superiori nella formazione sul posto di lavoro rispetto a quelle investite nei programmi d'aula. Questo vale soprattutto per i neo assunti con scarsa esperienza, ai quali spesso si chiede di imparare osservando i colleghi o i capi per poi imitare i loro comportamenti; ma la formazione sul posto di lavoro si rivela molto efficace anche quando si tratta di migliorare le competenze di dipendenti esperti in seguito all'introduzione di nuove tecnologie, di rendere più omogenei i dipendenti che operano all'interno di una unità organizzativa o di orientare alla loro nuova occupazione dei lavoratori trasferiti o promossi.
La formazione sul posto di lavoro assume diverse forme: dai programmi di apprendistato ai programmi di apprendimento auto-gestiti. Rispetto ad altri metodi, richiede un minore investimento di tempo o denaro per acquistare materiali, retribuire docenti e progettare i percorsi. In effetti, basta lasciar fare a esperti selezionati e incaricati formalmente di trasmettere il loro sapere. Ci sono peraltro anche diversi svantaggi potenziali. Non è detto che tutti i capi o colleghiesperti seguano lo stesso metodo nel portare a termine un certo compito: come conseguenza, essi potrebbero insegnare anche cattive abitudini insieme a informazioni e competenze utili. Inoltre, non sempre essi sono consapevoli che la dimostrazione, la pratica e il feedback sono condizioni fondamentali di efficacia nei processi formativi, e finiscono con il trascurare questi aspetti. Per essere efficace, la formazione sul posto di lavoro deve essere strutturata secondo alcuni principi desunti dalla teoria dell'apprendimento sociale: un docente credibile, un manager o un collega che serva per definire il modello di comportamento e di competenza, la comunicazione esplicita dei comportamenti critici, la pratica, il feedback e il rinforzo.
L'auto-apprendimento presuppone che i discenti siano lasciati autonomi nelle decisioni che riguardano il loro apprendimento, per esempio in merito a quando svolgere certe attività, cosa fare e chi coinvolgere. Il programma incoraggia la partecipazione attiva del neo assunto e consente una certa flessibilità nell'organizzazione del tempo da dedicare alla formazione. La valutazione dei pari motiva i partecipanti a cercare di rispondere correttamente a tutte le domande. Inoltre, l'incontro con tecnici ed esperti permette di allacciare contatti in tutta l'azienda e di farsi un'idea più precisa delle risorse tecniche e umane disponibili al suo interno. In generale l'auto apprendimento comporta diversi vantaggi e svantaggi. In sostanza, permette ai discenti di apprendere da soli e di ottenere dei feedback sulla loro prestazione. Inoltre, richiede un numero minore di docenti, e può consentire di ridurre i costi per i trasferimenti e per le strutture di formazione. Ancora, l'apprendimento risulta più realistico, e riesce in parte a catturare le conoscenze, spesso implicite, degli esperti. Infine,il discente si abitua a ricercare da sé materiali, informazioni e occasioni formative. Uno svantaggio è legato al fatto che non sempre i discenti sono desiderosi e fiduciosi di poter apprendere da soli; in altre parole, non si può dare per scontato che questo processo sia sempre vissuto come motivante. Inoltre, comporta costi più elevati e tempi di sviluppo prolungati rispetto ad altri metodi. Probabilmente, questi metodi si diffonderanno sempre di più in futuro, dato che le aziende hanno necessità di formare i dipendenti ad essere flessibili, a sfruttare la tecnologia e ad occuparsi pro-attivamente del loro apprendimento piuttosto che ad attendere passivamente le indicazioni di qualcun altro.
L'apprendistato è un metodo basato sulla combinazione di lezioni in aula, studio e attività pratiche sul posto di lavoro. La pratica consiste nell'affiancare un operaio qualificato nello svolgimento della mansione e comporta l'applicazione delle linee guida: definizione di un modello di comportamento, sperimentazione, feedback e valutazione. In prima battuta occorre verificare che il discente possegga tutti i requisiti necessari per poter apprendere. A questo punto, il formatore (generalmente un dipendente esperto) presenta le diverse fasi del processo, sottolineando le questioni relative alla sicurezza e ai passaggi critici. Lo svolgimento delle attività viene dimostrato finché il discente non si sente di poterle ripetere correttamente, e in condizioni di sicurezza. Un vantaggio dei programmi di apprendistato consiste nel fatto che i discenti possono essere retribuiti nel periodo di apprendimento; questo è un aspetto importante perché, nel caso di mansioni complesse, la durata può essere anche di alcuni anni. I salari vengono aumentati man mano che crescono le competenze, e si solito al termine del programma l'apprendistato dà luogo a una assunzione con contratto indeterminato perché l'organizzazione ha convenienza aproteggere il proprio investimento formativo. Invece, lo svantaggio dei programmi di apprendistato è che preparano i dipendenti solo per una specifica mansione. Se al termine del percorso l'assunzione non viene perfezionata, c'è il rischio che il dipendente non riesca a trasferire facilmente in un altro contesto l'esperienza acquisita.
Simulazioni. Una simulazione è un metodo di formazione che consiste nel porre i discenti in una situazione simile a quelle che essi possono incontrare nello svolgimento delle proprie mansioni, chiedendo loro di interagire per raggiungere degli obiettivi pre-determinati come si trovassero in un contesto reale. Le simulazioni consentono di valutare l'impatto delle decisioni assunte in un ambito artificiale e quindi protetto, e vengono utilizzate per insegnare competenze tecnico-professionali e capacità manageriali e di relazione interpersonale. Per insegnare le competenze tecnico-professionali si ricorre a simulatori, riproduzioni perfette delle attrezzature fisiche usate sul lavoro dai dipendenti che rispondono proprio come accadrebbe nella realtà in funzione delle condizioni e della conduzione del partecipanti. La simulazione ha aiutato i dirigenti a sviluppare idee innovative per modificare l'organizzazione delle vendite e ottenere buoni risultati di bilancio.
Gli avatar sono immagini computerizzate utilizzate come formatori, colleghi e clienti nelle simulazioni e di norma i discenti familiarizzano con l'avatar durante il corso di formazione. L'avatar può guidare i discenti in colloqui simulati con i clienti presenta la situazione e il discente ascolta la voce del cliente in una telefonata simulata, cercando di intuire che cosa stia accadendo nel processo di vendita con l'aiuto dell'avatar.La realtà virtuale è una tecnologia computerizzata che offre ai partecipanti esperienze coinvolgenti di apprendimento. Il ricorso ad apparecchiature speciali, o la visione di un modello virtuale sullo schermo di un computer, consentono di muoversi in un contesto simulato e di interagire con le varie componenti. La tecnologia viene usata per stimolare i sensi: dispositivi come interfacce audio, guanti che danno la sensazione del tatto, macchinari che simulano movimenti e piattaforme mobili vengono utilizzati per trasferire informazioni sensoriali e permettono ai dipendenti di sperimentare la percezione di trovarsi in un particolare contesto.
Second Life è un mondo virtuale online, con una rappresentazione tridimensionale del mondo reale e uno spazio per programmi ed esperienze di apprendimento. All'interno di questa realtà virtuale, i discenti interagiscono tra loro attraverso avatar durante lezioni, webinar, simulazioni ed esercizi di role-play. Second Life può essere utilizzato per l'apprendimento individuale o in gruppo e per creare aule virtuali; il punto di forza è la possibilità di creare simulazioni delle realtà che coinvolgono attivamente il discente, per esempio attraverso un'attività di role-play nella quale l'avatar deve interagire con un cliente nervoso.
Le simulazioni possono rivelarsi efficaci per diversi motivi. Il primo, i discenti possono utilizzarle sul proprio computer, senza necessità di raggiungere un centro per la formazione; il secondo, le simulazioni sono significative, coinvolgono i discenti nel processo di apprendimento e sono coinvolgenti (in molti casi, sono divertenti), contribuendo a potenziare la memoria e accrescere la disponibilità a esercitarsi e migliorare le competenze. In terzo luogo, i simulatori forniscono contenuti formativi coerenti, consentono ai partecipanti di