Documento di Biologia sulla fitoterapia delle infiammazioni cutanee. Il Pdf esplora le proprietà di piante come avena, enotera e borragine, descrivendone i meccanismi d'azione e le applicazioni per patologie come dermatite atopica, acne e psoriasi.
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Molte delle patologie cutanee sono fortemente antiestetiche. Esse si localizzano generalmente nelle zone del corpo esposte al sole (mani, volto, testa, anche se nella psoriasi sono coinvolti anche i piedi) e non sono contagiose.
Dermatite Atopica: è una sindrome anomala, diffusa soprattutto nei bambini e ha un'importante componente ereditaria (ecco perchè le piante aiutano ben poco). I sintomi della dermatite atopica sono il prurito, gli eritemi e la formazione di croste. Le irritazioni compaiono in corrispondenza delle zone umide del corpo, ai lati del naso, ai lati della bocca, in testa e su braccia e gambe. Le piante che hanno attività antinfiammatoria possono ridurre l'eritema, mentre qualunque formulazione oleosa può ridurre il dolore del processo esfoliativo rendendo più morbida la zona ipercheratosica (es. olio di oliva, olio di argan, olio di mandorle dolci). Allo stesso tempo, il problema non è tanto nella dermatite atopica in sé, ma ciò che l'uomo fa su di sé: il soggetto interessato da dermatite atopica tende a grattarsi e rimuovere le croste, e ciò può portare alla colonizzazione da Staphilococcus Aureus. Per ovviare a ciò, si può utilizzare il tea tree oil, estratto dalle foglie di melaleuca, che viene spesso impiegato nel trattamento di infezioni di tipo microbico e fungino. Quando non si riesce a far fronte al prurito e agli eritemi, la dermatite atopica deve essere curata con antistaminici, cortisone e, nei casi più gravi, immunosoppressori. Spesso la dermatite atopica viene confusa con la dermatite allergica, la quale è causata da prodotti ad uso topico che danno reazione allergica. N.b! La dermatite atopica è una tipologia di eczema, condizione cronica della pelle, che la rende rossa, secca, irritata e screpolata. La dermatite atopica è il più comune tipo di eczema. In generale, in caso di eczemi, con le piante c'è limitata possibilità di trattamento
Acne: essa rientra tra le patologie infiammatorie in cui si verifica l'infiammazione dei follicoli pilosebacei, soprattutto nel sesso maschile. Oltre a ciò, l'acne consiste anche nella formazione di tappi di cheratina all'apertura del condotto sebaceo. Nel primo caso si parla di brufoli, nel secondo di punti neri. Se l'orifizio è ostruito si verifica la presenza di noduli e cisti, mentre se l'orifizio è aperto bisogna prestare attenzione ad eventuali infezioni di tipo microbico, stando attenti a non spalmare il secreto microbico in altre aree del viso. Se l'acne è di origine ormonale, quindi è dovuta all'ovaio micropolicistico, è necessario curarla con contraccettivi orali. Negli altri casi, quindi se l'acne non è ormonale o batterica, la fitoterapia può essere utile: la bardana è l'unica pianta molto utilizzata dal punto di vista storico, ma ad oggi sappiamo che piante come camomilla, calendula ed enotera possono anch'esse avere buona attività antinfiammatoria.
Psoriasi: non ha, purtroppo, trattamento risolutivo; spesso è legata a fattori di predisposizione genetica e familiarità; infatti, i figli di persone con dermatite atopica possono presentare psoriasi. Le parti più resistenti alla terapia sono le mani e i piedi. Oltre all'inestetismo, la problematica più importante è che le squame biancastre tipiche della psoriasi sono di tipo esfoliativo e danno prurito. Il rischio è che il paziente si gratti dando luogo ad un'infezione sopra la lesione psoriasica. Sembrerebbe che l'esposizione al sole migliori in modo importante il fenomeno. Esistono farmaci per lenire gli effetti di questa patologia cutanea.
Vitiligine: comporta la perdita di melanina, a causa della scomparsa o inattivazione dei melanociti. Le zone in cui la melanina non viene più prodotta, risultano, alla vista, completamente bianche. In questo caso, si potrebbe usare la fototerapia, che consiste nell'esposizione alla luce della zona interessata dalla patologia dermatologica.
Alopecia: per l'alopecia non esiste alcun trattamento efficace. Infatti, nell'alopecia, trattata con il Minoxidil, si verifica la ricrescita di una peluria che non permane nonostante il trattamento topico, quindi non appena sospeso il farmaco, la peluria tende a cadere nuovamente; l'unico modo per intervenire in maniera topica è tramite trapianto di cellule staminali, ma tale processo non è cosmetico, è chirurgico, e quindi non ci riguarda automaticamente.
Rosacea: essa è data da problemi ereditari, e per trattarla è necessario adottare delle accortezze come ad esempio utilizzare prodotti decongestionanti, evitare l'acqua calda, evitare l'esposizione al sole ed utilizzare prodotti protettivi. Inoltre, la rosacea ha natura cardiovascolare (microvascolare, in particolare), dunque risolvere il problema è ancora più difficile. In conclusione, esistono dei trattamenti risolutivi ma non riguardano i prodotti cosmetici, tantomeno a base di piante.
Contusioni: nelle contusioni la cute è integra ma i vasi sottostanti sono stati colpiti, dunque si verifica gonfiore o edema. Dal punto di vista topico, nel caso di edema si prestano bene prodotti che possono essere massaggiati a livello cutaneo. L'arnica ha ottime proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, viene utilizzata nel trattamento di contusioni e non deve essere applicata sulla cute lesa. Si può usare anche il gel di aloe.
Ferite: nella ferita la cute è lesa, dunque bisogna detergere la ferita ed è importante capire se il prodotto può essere utilizzato su cute lesa. La ferita può crearsi anche a partire dall'ustione, un fenomeno che avviene in seguito ad un agente termico: all'inizio si ha una sorta di eritema; successivamente, se l'ustione è grave, potrebbe formarsi la lesione bollosa che si apre. La camomilla si è dimostrata utile nel trattamento di ustioni, oltre che di patologie su base infiammatoria, mentre la calendula nel trattamento di ferite. Nel caso di ferite, ustioni e contusioni si utilizza anche il gel di aloe, che applicato direttamente sulla ferita dà sollievo immediato. Addirittura, sembra che il gel di aloe abbia una certa capacità di dare sollievo anche se non impiegata in dei preparati standardizzati, ma anche presa direttamente dalla pianta. Per il trattamento delle ferite veniva utilizzato anche l'olio di iperico, ma ad oggi è meno utilizzato poiché è fotosensibilizzante e può causare eritemi (condizione che nei bovini sembra verificarsi anche per via orale, tanto che è sconsigliato esporsi al sole dopo aver assunto iperico per via orale, sebbene non si sia compresa esattamente la concentrazione per la quale l'iperico dà tale effetto).
Facendo un riassunto di quanto visto finora, si può dire che Per le patologie a carattere infiammatorio: come la dermatite atopica, la psoriasi e l'acne non batterica, piante come camomilla, calendula, enotera e borragine hanno una buona attività. In particolare, per quanto riguarda enotera e borragine si conoscono meccanismi d'azione e marker farmacologici, ma in termini di efficacia clinica esse non sono risolutive della patologia cutanea. N.b! Nelle fasi infiammatorie delle patologie può anche essere impiegata la Bromelina, un enzima proteolitico estratto dall'ananas che, associato alla calendula, regola i tessuti sottocutanei in caso di edema. La bromelina sembra aiutare per i processi di cicatrizzazione (aiuta alla caduta della crosta, e al rinnovo dei tessuti sottostanti). Per la prevenzione dell'acne: veniva un tempo usata l'Echinacea, dal punto di vista topico, al fine di aumentare la fase proliferativa di rinnovamento cellulare. Negli ultimi tempi, il suo uso topico è stato abbandonato, ed essa ad oggi è usata per il trattamento del raffreddore comune. Per ferite/ustioni/contusioni: viene molto usata l'aloe, in forma di gel. Il problema dell'aloe gel, come di altre piante, è la riproducibilità del risultato: esistono molti studi frammentati eseguiti con prodotti molto variabili che non permettono all'EMA di stilare una monografia specifica. Per le emorroidi: si impiega l'amamelide, la quale è presente in alcuni preparati farmaceutici per il trattamento topico. Infatti, l'amamelide viene utilizzata come crema astringente (anche per il trattamento delle emorroidi) che rimuove la secrezione sierosa relativa al disturbo, rinforza il tessuto cutaneo e protegge i vasi sanguigni. L'acqua di amamelide viene utilizzata come tonico struccante date le sue proprietà. Essa ha lo stesso problema del gel di aloe: scarsa riproducibilità dei risultati.
La cute rappresenta una grande superficie corporea, costituita da uno strato corneo ricco in lipidi: essa risulta essere, dunque, impermeabile alle sostanze idrosolubili. Considerata questa caratteristica, le medicazioni topiche o farmaci ad uso topico devono essere in grado di raggiungere l'obiettivo prefissato: questo è possibile grazie ad un'elevata concentrazione di sostanze oppure grazie ad un ottimo veicolo. Quando si parla di uso topico relativo alle piante medicinali, si fa riferimento a cosmetici e, più raramente, a farmaci ad uso topico.La maggior parte delle piante utilizzate per uso topico non vengono classificate come farmaci ad uso topico, bensì come cosmetici. Per capire come mai, è opportuno fare un recap di cosa sia un cosmetico. Cosmetico - è un prodotto destinato ad essere applicato sulle superfici esterne del corpo allo scopo esclusivo e prevalente di pulire, proteggere, profumare e mantenere in buono stato. Esso, però, non può vantare attività terapeutica. In altre parole, noi ad oggi sappiamo che molte piante sono utili dal punto di vista topico, come il gel di aloe, che è rinfrescante a causa del suo contenuto in acqua, la camomilla, che ha un'interessante attività antinfiammatoria a livello topico (approvata anche da EMA), il tea tree oil, con attività antimicrobica e antimicotica. Tuttavia, il cosmetico non può vantare attività terapeutica. Dunque, le piante nei cosmetici mantengono le loro attività interessanti, ma tale attività deve essere resa leggera, perché un cosmetico, rimanendo di uso topico, non può vantare dei target molecolari, e quindi attività peculiari specifiche. Quando le piante vengono usate come piante medicinali quel determinato target lo hanno, ma quando impiegate come cosmetici no. Farmaco ad uso topico - pochissime piante vengono considerate medicinali vegetali ad uso topico/tradizionale. Tra questi troviamo l'olio di iperico, l'escina dell'ippocastano, impiegata nei problemi di insufficienza venosa cronica, farmaci a base di centella asiatica, o farmaci a base di capsaicina, estratta dal peperoncino, usati come repulsivi nel trattamento delle affezioni dolorose. Dispositivi medici - dal momento che molte piante medicinali, impiegate come cosmetici, hanno realmente delle attività, si crea un conflitto, che negli ultimi tempi è stato risolto con la commercializzazione di dispositivi medici a base di sostanze. Quest'ultimi agiscono con meccanismi d'azione di tipo meccanico e non farmacologico/immunologico; pertanto, non possono essere inquadrati come farmaci. Grazie a questa soluzione, alla pianta non viene riconosciuta alcuna azione farmacologica, ma esclusivamente azione meccanica. Su un dispositivo medico potrebbe esserci scritto che il prodotto è in grado di idratare e proteggere perché conferisce, a livello meccanico, l'acqua necessaria al mantenimento del buono stato cutaneo: non si può dire nulla che faccia riferimento all'attività di una pianta perché altrimenti sarebbe un farmaco. Ad esempio, l'aloe ha attività cicatrizzante attiva anche sulle piaghe da decubito, la calendula e la camomilla hanno attività contro le dermatiti mentre la bardana ha attività sebo-regolatoria nel trattamento dell'acne, in quanto migliora la qualità del sebo prodotto.