Il Rorschach di Coppia: analisi approfondita del test e implicazioni psicologiche

Documento di Lamberti Valerio su Il Rorschach di Coppia. Il Pdf, un testo universitario di Psicologia, esplora le origini e la tecnica del test di Rorschach, analizzando le implicazioni psicologiche di ciascuna tavola e la sua utilità diagnostica.

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Anteprima

Il Rorschach di Coppia

Gabriella Gandino (Riassunto)

Capitolo 1: il test di Rorschach: le origini e la tecnica

Una curiosa premessa e inattesi sviluppi

Hermann Rorschach ha trasformato quello che era un gioco diffuso nei salotti dell'epoca, la klexografia, in uno strumento diagnostico. attraverso l'interpretazione libera delle forme È possibile conoscere la personalità degli individui. nel 1921 Rorschach presenta il suo test nel famoso psychodiagnostik. alla sua morte segue una proliferazione di Metodi e tecniche interpretative di quello che è ancora il metodo proiettivo più utilizzato.

Gocce di inchiostro su foglio

La tecnica di costruzione del test: le gocce d'inchiostro, lasciate scivolare su un foglio successivamente piegato a metà, formano delle macchie simmetriche entro le quali è possibile 'vedere' figure complesse. La successione delle tavole è prefissata e tutte hanno sfondo bianco:

  • Cinque presentano macchie grigio-nere + sollecitano ansia e depressione.
  • Due rosse e grigie » evocano risposte a connotazione sessuale e aggressiva
  • Tre policromatiche - stimolano la sfera affettiva.

TAVOLA I

Può esprimere la percezione dell'imago materna. La tripartizione può suscitare la costruzione di scene relazionali. La tonalità emotiva attesa è disforica, raramente euforica.

TAVOLA II

La comparsa del colore rosso stimola aspetti pulsionali aggressivi e sessuali. È una tavola sensibile all'espressione d'angoscia. La bilateralità stimola scene relazionali. Emotivamente il soggetto può essere attratto o respinto dalla tavola, difficilmente restarne neutro.

TAVOLA III

Simbolicamente la macchia rimanda alla rappresentazione di sé e delle relazioni. A livello emotivo la tavola provoca sollievo, salvo quando le problematiche con cui il soggetto si confronta sono di tipo relazionale o rimandano all'identificazione e all'integrità del sé.

TAVOLA VI

La tavola presenta una tonalità emotiva disforica, che stimola espressioni di ansia e depressione. Rimanda alla figura maschile oppure all'imago materna a connotazione fallica. nze e tecniche Psicologiche - 2017/2018 Lamberti Valerio

TAVOLA V

Si riflette in essa il rapporto che il soggetto ha con il reale e il suo vissuto di integrità psichica e somatica. La reazione emotiva allo stimolo è perlopiù neutra.

TAVOLA VI

Una tonalità emotiva perlopiù negativa è connessa sia alla difficoltà di ricondurre lo stimolo a una forma condivisibile, sia alle implicazioni sessuali di cui la tavola è carica a livello simbolico. L'imponenza del simbolismo fallico spinge il soggetto a definirsi rispetto alla dinamica attività-passività.

TAVOLA VII

La simbologia della tavola rimanda al femminile e al materno. Il dettaglio inferiore è evocatore della tematica sessuale. La tonalità emotiva può essere negativa, se il soggetto percepisce lo spazio bianco come segno di incompletezza, oppure positiva e connessa a possibilità relazionali calde e ludiche.

TAVOLA VIII

L'introduzione del colore rende perlopiù positiva la tonalità emotiva della tavola. Simbolicamente, il colore rimanda al mondo emotivo e affettivo. Viene definita 'tavola della socializzazione', poiché è testimone del tipo di investimento affettivo che il soggetto ha sull'ambiente.

TAVOLA IX

È statisticamente la tavola che più di tutte provoca rifiuto e scelte negative, per la difficoltà a ricondurre la conformazione delle macchie a forme note, e per lo stesso motivo anche quella che maggiormente stimola la creatività. Forte è il richiamo alla maternità, per questo è anche chiamata 'tavola intra-uterina'. Il tono emotivo è raramente neutro.

TAVOLA X

È detta 'tavola della separazione' perché precede la chiusura. Simbolicamente rimanda sia alla capacità del soggetto di chiudere sia alla possibilità di reagire alla dispersione, poiché le macchie sono separate tra loro da ampi spazi bianchi. Il tono emotivo può essere positivo o negativo, in relazione alla reazione del soggetto a queste due caratteristiche. Corso di Laurea in Scienze e tecniche Psicologiche - 2017/2018 Lamberti Valerio

Le macchie tra percezione e proiezione

Il test di Rorshach nasce originariamente come test percettivo e non come test proiettivo. Rorshach mette in primo piano l'analisi della percezione rispetto all'analisi del contenuto sostenendo che l'esperimento di interpretazione delle forme può essere definito una prova del potere percettivo del soggetto. Le conclusioni a cui perviene sono da considerarsi come delle osservazioni empiriche più che come deduzioni con validità teorica. Ne deriva perciò la sostanziale 'ateoricità' del metodo elaborato da Rorschach. È possibile ipotizzare che, se l'autore avesse avuto la possibilità di approfondire i suoi studi e perfezionare il suo metodo, avrebbe portato il test in territorio psicoanalitico. Solo in un secondo momento si assiste al passaggio da test percettivo a tecnica proiettiva strutturale. Un test viene definito proiettivo se costituito da stimoli ambigui e scarsamente strutturati che, attraverso la loro definizione, permettono l'espressione della personalità. In un test protettivo le interpretazioni del soggetto si basano non solo sulle caratteristiche fisiche dello stimolo, ma anche sulla proiezione di bisogni ed esperienze di vita. Il termine 'strutturale' si riferisce al fatto che il test permette di restituire una grande quantità di informazioni che possono contribuire a definire la struttura della personalità del soggetto, In un protocollo normativo ci si attende che le immagini costruite dal soggetto al test siano il frutto di una buona oscillazione tra il processo proiettivo e il processo percettivo.

Il contesto diadico di somministrazione

Per la somministrazione si richiede un ambiente luminoso, silenzioso e tranquillo. Almeno un breve pre-colloquio dovrebbe precedere la somministrazione: in questo modo il testista può acquistare alcune informazioni e il soggetto non viene bruscamente a contatto con il test. Sedersi reciprocamente in posizione ad angolo oppure alla destra del soggetto. Le tavole sono poste capovolte sul tavolo ed è il testista che le prende una alla volta e le porge al soggetto, dopo aver spiegato chiaramente quale è la natura del compito. Tutti concordano sul fatto che la consegna debba essere vaga, per stimolare la proiezione , è che alcune parole siano più idonee di altre a sollecitare la produzione verbale. Lo scopo della consegna è quello di stimolare il soggetto a un'attività che non gli è familiare lasciandogli un'impressione di libertà ed evitando di indurre un preciso modo di fare. In questo modo il testista accompagna la visione di tutte le tavole. Quando il soggetto conclude posando l'ultima tavola, il test è solo apparentemente terminato. La tecnica suggerita prevede di procedere con l'inchiesta, il cui scopo è quello di chiarire all'esaminatore la modalità con cui è stata costruita la risposta e consente inoltre di vedere se il soggetto, posto in una situazione in cui lo stress e l'ansia da prestazione sono scemati, fornisce un maggiore numero di risposte oppure produce immagini diverse rispetto a quelle verbalizzate nella condizione di test:

INCHIESTA

  1. L'inchiesta dei limiti - è una procedura che viene proposta quando risulta assente un'immagine che statisticamente ci si aspetta di trovare in un protocollo (es. quando una componente della costruzione delle risposte, ad esempio il colore, non viene mai utilizzato).
  2. La prova di scelta - corrisponde alla richiesta di selezionare le due tavole preferite, e le due tavole che sono piaciute di meno, allo scopo di verificare la concordanza o discordanza tra la scelta dichiarata e la maggiore o minore riuscita nella costruzione delle risposte alle tavole selezionate.

LIMITI zato PROVA di SCELTA A questo punto il test si chiude davvero. Dopo le opportune elaborazioni delle risposte, è prevista la fase della restituzione. La somministrazione individuale del Rorshach prevede una relazione fortemente diadica che costituisce la trama della storia che viene raccontata. Vi sono diversi studi scientifici dai quali si evince come le risposte variano in numerosità e in qualità in base alle caratteristiche dell'esaminatore. Corso di Laurea in Scienze e tecniche Psicologiche - 2017/9018 Lamberti Valerio

Assumendo, con il costruzionismo sociale, che la realtà non è 'là fuori, oggettivamente data, ma costantemente co-creata nell'interazione, non possiamo che ritenere impraticabile un atteggiamento davvero |neutrale' nella somministrazione.

Dove? Come? Cosa? Tre domande per siglare un protocollo

Durante il test, in tutte le sue fasi, il testista ha il compito di annotare non solo tutte le parole che il soggetto ha pronunciato, ma anche le pause, le variazioni nella postura o nel tono della voce, i commenti anche non riferiti direttamente al compito (kisposta addizionale). Il primo passo da compiere per interpretare un Rorshach è rileggere il protocollo in assenza del soggetto, prima di procedere con la siglatura, che rappresenta la codifica sistematica di ciascuna risposta. La siglatura di un protocollo Rorschach consiste nel classificare le risposte verbali del soggetto in relazione ai diversi aspetti delle macchie. Ogni risposta viene classificata in base a:

  • Dove è localizzata sulla tavola (tipi di appercezione / localizzazioni).
  • Che cosa ha suscitato tale risposta (determinanti) -> Forma/colore.
  • All'oggetto (contenuti).

In più si possono aggiungere:

  • La frequenza con cui appare nella popolazione di riferimento (banalità/originalità del contenuto
  • Le verbalizzazioni con cui il soggetto arricchisce le risposte fenomeni particolari). Laclasse

'Dove?'. Il tipo di appercezione.

Per siglare la localizzazione è necessario chiedersi quale parte della tavola viene utilizzata dal soggetto per la costruzione dell'immagine. La porzione della macchia, o eventualmente la macchia intera, a cui si riferisce la risposta è detta localizzazione. L'insieme delle localizzazioni indica i di appercezione (T.A.). Si considerano cinque (ocalizzazioni possibili, che possono essere combinate in diverso modo tra loro:

  1. Globale (G) - si riferisce alla macchia nella sua totalità. Talvolta la risposta considera quasi tutta la superficie della macchia, escludendo solo un piccolo dettaglio; la sigla da utilizzare DOORGANITZA200~ sarà una G tagliava verticalmente. La sigla G è in primo luogo espressione della capacità di PENSIERO/_> avere una visione d'insieme. Quando le risposte globali sono confuse bizzarre, imprecise possono indicare una disorganizzazione del pensiero, o una forte interferenza della sfera INTERFERENZA Sfra
  2. emotivo-affettiva sulla capacità del pensiero di rimanere ancorato al reale. Itiva/ altul Dettaglio (D) + si riferisce a una parte della macchia che è facilmente isolabile e frequentemente isolata Parte mocelia isolata
  3. Dettaglio di dettaglio (Dd) - si riferisce a una parte molto piccola o staccata raramente da ciò che la circonda o ancora delimitata in modo inusuale e bizzarro. Il Dd non si impone in modo immediato alla percezione.
  4. Dettaglio bianco (Dbl) - si riferisce a una parte bianca della tavola che, pur costituendo lo sfondo, è utilizzata nella formulazione della risposta. Il significato di un dettaglio (intramaculare bianco potrebbe indicare una conflittualità centrata sul senso di incompletezza.
  5. Dettaglio oligofrenico/dettaglio inibitorio (Do) - si utilizza per indicare una parte che viene vista isolatamente invece che essere, come di consueto, inglobata in un tutto che la comprende, Riguarda unicamente un ritaglio di un contenuto banale o molto frequente. Si ritiene che indichi un'elevata inibizione del pensiero legato a problematiche della sfera affettiva.

Corso di Laurea in Scienze e tecniche Psicologiche - 2017/2018 Lamberti Valerio tipo CAPAC di avere visione d'imien La sig) detta ma in 1 V ctrl

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