Documento sull'Analisi Transazionale (AT), una teoria psicologica che analizza la personalità e le relazioni interpersonali attraverso la comunicazione. Il Pdf di Psicologia, utile per l'Università, esplora la strutturazione del tempo e le scuole di pensiero di Goulding e Schiff, evidenziando il ruolo del linguaggio e dei comportamenti passivi.
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Fornisce degli strumenti interpretativi per formulare ipotesi. Si occupa di spiegare come le persone hanno la responsabilità unica di ciò che pensano, ciò che fanno e ciò che sentono. Che cos'è l'analisi transazionale? È una teoria psicologica della personalità e delle relazioni interpersonali, che fonda e costruisce i suoi principi basilari su una originale analisi della comunicazione verbale (aspetti intra-psichici e interpersonali).
Nata in ambito clinico, grazie ad alcune caratteristiche peculiari, si è dimostrata facilmente e produttivamente adattabile anche a contesti non clinici: progressiva diffusione e affermazione in ambiti quali l'organizzazione e la formazione aziendale, i campi sociali, la scuola ... Linguaggio quotidiano facilmente comprensibile -- >permette a tutti di capire il contenuto principale di questa teoria.
Il nucleo del suo apparato teorico considera lo sviluppo della persona, a livello sia intrapsichico che dei comportamenti interpersonali, come un processo che si definisce all'interno delle relazioni sociali e attraverso esse; la comunicazione ha un ruolo centrale sia nello sviluppo della personalità che nella capacità dell'individuo di mettere in atto relazioni sociali sin dalla primissima infanzia.
L'attenzione è rivolta allo studio della comunicazione interpersonale.
Quando si sviluppa? Nasce tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 in California, inserendosi nella temperie che, nel medesimo contesto storico-cultuale e geografico, vedeva svilupparsi:
ERIC BERNE -- >padre fondatore dell'analisi transazionale; psichiatra canadese di formazione psicoanalitica, autore degli scritti maggiori e basilari per la definizione e la sistematizzazione della teoria; ha studiato su come rendere funzionali le relazioni, in particolare quelle intime.
Parlando di sé, diceva che l'AT era venuta al mondo nel momento in cui smise, durante gli incontri con i suoi pazienti, di ascoltare i suoi maestri per iniziare invece ad ascoltare i suoi clienti.
GOULDING pone particolare attenzione alle modificazioni che il linguaggio assume via via che la terapia procede. All'inizio i pazienti parlano di sé stessi facendo uso di un linguaggio che tradisce il loro esperirsi come passivi, il loro desiderio di non identificarsi con le proprie azioni, il sentirsi vittime delle circostanze, negandosi qualsiasi responsabilità nella nascita dei problemi che li hanno spinti a chiedere l'aiuto dello specialista. Goulding, oltre ad invitare iclienti a parlare ad alta voce, li invita a sostituire ad espressioni del tipo: "tu mi fai sentire bene" o "io non posso", espressioni del tipo: "io mi faccio sentire bene", "io non voglio" (mi è venuta un'idea in ho elaborato un'idea). Quando il parlare si centra sull'io, anche l'uso dei verbi cambia parallelamente e si passa da un uso cospicuo della forma passiva ad uno più numeroso di quella attiva.
I conflitti interni non possono essere risolti fin quando il paziente non riconosce e dichiara il suo potere; studio delle impasse comunicative =conflitti interni che bloccano gli individui.
Studio dei comportamenti passivi attuati per stabilire e mantenere la dipendenza tipica delle relazioni simbiotiche. Comportamenti passivi:
Questi comportamenti possono essere messi in atto anche in terapia -- >confronto = intervento verbale del terapeuta che cerca di bloccare i tentativi del paziente di stabilire anche all'interno del setting terapeutico rapporti simbiotici di dipendenza.
A partire dagli anni '70 si diffonde al di fuori degli USA, in Europa soprattutto.
I motivi all'origine del suo successo sono da ricercare nell'originalità dell'impostazione, concepita e divulgata attraverso un linguaggio concreto e accessibile, vicino alla quotidianità. Un linguaggio che riflette il carattere essenzialmente pragmatico dell'AT come teoria e come terapia, un modello fondato sull'osservazione e su principi quali la consapevolezza, l'autonomia psicologica e la possibilità di un reale cambiamento per l'individuo.
Centrale è la COMUNICAZIONE INTERPERSONALE che costituisce l'oggetto d'indagine e lo strumento operativo.
Disturbi emotivi e problemi relazionali -- >hanno origine e si esprimono attraverso modelli interazionali di tipo "patologico" (disfunzionale, non produttivo); sono comportamenti che appartengono alla cosiddetta "normalità".
Il cambiamento della persona, come obiettivo della terapia o della formazione, passa necessariamente attraverso un cambiamento da adottare e concretizzare nelle modalità comunicative e negli atteggiamenti relazionali, nei confronti di sé stessi e degli altri.
BERNE definisce l'AT come "una teoria della personalità e del rapporto sociale, e un metodo clinico di psicoterapia, basata sull'analisi di tutte le transazioni possibili fra due o più persone, che si fonda su una specifica definizione degli stati dell'lo".
La centralità assunta dalla comunicazione interpersonale appare chiaramente nella TEORIA DELLA PERSONALITA' elaborata da Berne: così come sono stati formulati e illustrati, i concetti di stati dell'lo e di copione non possono essere letti se non attraverso una prospettva interazionale.
Concetti fondamentali dell'AT come teoria psicologica della personalità:
L'attenzione e la centralità che l'AT riserva all'osservazione e allo studio delle interazioni umane e, in particolare, della comunicazione verbale si riflettono chiaramente nella formulazione di alcuni dei suoi principi basilari. Il fatto che la stessa teoria di Berne prenda il nome e si definisca primariamente come "analisi delle transazioni" appare quanto mai sintomatico di tale centralità.
Nozioni cardine dell'AT come teoria della comunicazione interpersonale:
STATI DELL'IO= componenti della struttura di personalità di ogni individuo. Secondo BERNE, ciascun individuo, a livello intrapsichico, comprende in sé tre "parti" che, sulla base delle rispettive caratteristiche, vengono denominate GENITORE, ADULTO e BAMBINO.
Tali "etichette" non esprimono concetti teorici o astratti, né, tanto meno, entità separate, disgiunte dalla persona concreta; si tratta, bensì, di denominazioni assegnate per descrivere e spiegare fenomeni osservabili (sia "dall'interno", attraverso un'auto-osservazione, che "dall'esterno", esaminando il comportamento altrui), come un insieme di emozioni, pensieri e comportamenti che appaiono tra loro coerenti e collegati.
La triade ricorda le tre istanze della topica freudiana, Super-io, Io, Es: in realtà, le differenze tra il modello di Berne e quello di Freud risultano piuttosto significative.
Super-Io, Io e Es-->costrutti teorici e generalizzabili; Genitore, Adulto e Bambino -- >non sono definibili solo in termini di comportamenti osservabili ma risultano legati al singolo individuo.
Gli stati dell'lo vengono considerati sotto gli aspetti:
Ad ogni stato dell'lo corrisponde un insieme strutturato di pensieri, sentimenti e comportamenti coerenti.
Gli stati dell'lo sono costantemente in azione negli individui, sia a livello intrapsichico sia interpersonale.
Tutti e tre gli aspetti costituitivi della personalità sono ugualmente importanti per l'esistenza e il sano equilibrio di un individuo.
Quando una di queste tre componenti tende a travalicare i suoi confini, a prevalere sulle altre o a venirne esclusa, si parla di PATOLOGIE DEGLI STATI DELL'IO; le fondamentali patologie degli stati dell'lo sono:
CONTAMINAZIONE=lo stato dell'lo Genitore o lo stato dell'lo Bambino (o entrambi) travalicano i loro confini e vanno a sovrapporsi e a contaminare lo stato dell'lo Adulto.
AG->Adulto contaminato dal Genitore G A B ADULTO CONTAMINATO DA GENITORE
AB->Adulto contaminato dal Bambino G A B ADULTO CONTAMINATO DAL BAMBINO
GB->doppia contaminazione G G Idee fisse A Area di reale autonomia A Illusioni B B
ESCLUSIONE= -Se sono esclusi 2 stati dell'lo su 3, 1 solo stato dell'lo rimane operativo, è chiamato costante o escludente.
G->Genitore costante (escludente), si rapporta a se e agli altri a partire da regole genitoriali. A->Adulto costante (escludente), le sue scelte saranno quasi esclusivamente guidate dalla razionalità. B->Bambino costante (escludente), le sue scelte saranno quasi sempre guidate da emozioni e desideri.
-Se è escluso 1 stato dell'lo su 3, 2 soli Stati dell'lo rimangono operativi, quello non operativo è lo Stato dell'lo escluso.
Chi esclude il G agirà «senza regole. Chi esclude l'A tenderà ad agire «senza testa». Disattiva la sua capacità di esaminare concretamente la realtà. Chi esclude il B tenderà ad agire «senza cuore». Si comporterà in modo cerebrale, come se fosse un pezzo di ghiaccio. Alla domanda com'eri da bambino risponderà di non ricordarlo o di non saperlo.
Oltre l'analisi strutturale di primo ordine -- >la strutturazione interna degli stati dell'lo proposta dall'AT è molto articolata e complessa: Berne ipotizza, infatti, ulteriori componenti all'interno di ciascuno di essi, considerando sia l'aspetto del contenuto e della costituzione storica (analisi strutturale di secondo ordine), sia l'aspetto del funzionamento (analisi funzionale).