Peer tutoring: visione, teorie e prassi inclusive nella scuola secondaria

Pdf dall'Università di Trento su Peer tutoring: visione, teorie e prassi inclusive nella Scuola Secondaria. Il Materiale esplora il peer tutoring, le sue teorie e applicazioni pratiche, con un focus sull'inclusione e proposte didattiche innovative per l'Università.

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24 pagine

Corso di Specializzazione al
Sostegno Didattico degli Alunni con Disabilità
IX Ciclo
Elaborato Finale
Testo di approfondimento teorico
Peer tutoring. vision, teorie e prassi inclusive nella Scuola Secondaria
Corsista: Stefania Perticone
Grado di Scuola: Secondaria di Secondo Grado
Anno Accademico 2023/2024
Indice
Introduzione ......................................................................................................................................... 1
Capitolo 1 ............................................................................................................................................. 3
Il Peer Tutoring: Fondamenti teorici .................................................................................................... 3
1.1 Evoluzione storica ...................................................................................................................... 3
1.2 Due possibili modelli in classe: partner learnign e co-tutoring .................................................. 4
1.3 Peer tutoring e motivazione ........................................................................................................ 5
1.4 Bandura e il concetto di autoefficacia ........................................................................................ 7
Capitolo 2 ............................................................................................................................................. 9
Peer tutoring in classe .......................................................................................................................... 9
2.1 Supporto tra pari e disabilità intellettive .................................................................................... 9
2.2 Topping: approfondimento sulle strategie di tutoraggio tra pari .............................................. 10
2.3 Pluralità dei linguaggi per una didattica inclusiva ................................................................... 11
Capitolo 3 ........................................................................................................................................... 13
Peer tutoring e possibili applicazioni ................................................................................................. 13
3.1 Un possibile proposta di peer tutoring ..................................................................................... 13
3.2 Viaggio sinestetico con Depero ................................................................................................ 14
3.3 "Dialoghi Filosofici”: imparare insieme tra pari ...................................................................... 15
3.4 Riflessioni sul peer tutoring e inclusione ................................................................................. 16
3.5 Promuovere processi metacognitivi ......................................................................................... 16
3.6 Il valore educativo del peer tutoring nella scuola secondaria: un’occasione di crescita
reciproca ......................................................................................................................................... 17
Conclusioni ........................................................................................................................................ 19
Bibliografia ........................................................................................................................................ 21
Sitografia ............................................................................................................................................ 21

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Anteprima

Introduzione

Con il presente elaborato teorico proporrò un'indagine ed un approfondimento sulle strategie didattiche di peer tutoring, focalizzando la mia attenzione sulle dinamiche di inclusione che si possono realizzare, all'interno di una didattica che mette al centro gli studenti e le relazioni. Durante l'esperienza di tirocinio, momento in cui ho potuto fermarmi ad osservare dall'esterno, mi sono spesso interrogata su come la relazione tra pari potesse incidere non solo sul piano didattico, ma anche su quello emotivo e relazionale. Difatti, ho potuto constatare come i contesti scolastici sono sempre più popolati da studenti e studentesse che presentano una complessità ed eterogeneità di aspetti cognitivi, emotivi, linguistici, relazionali e, in questo senso, non mi riferisco solo a studenti tutelati in base alla Legge 104/92 o a chi presenta disturbi specifici di apprendimento. In questo scenario, le modalità di apprendimento e tutoraggio tra pari si rivelano modelli efficaci per ridurre il senso di isolamento, favorire il senso di autoefficacia, la motivazione intrinseca e per promuovere il senso di appartenenza rispetto alla comunità scolastica. La scelta di approfondire questa metodologia nasce dal tentativo di superare approcci didattici esclusivamente trasmissivi, nozionistici e gerarchici, cercando di proiettare lo sguardo verso modelli che valorizzano il supporto reciproco, come leva per far fronte alla complessità dei bisogni e, in tal senso, per mettere in campo strategie inclusive, orientate verso il supporto reciproco tra studenti.

Nel primo capitolo analizzerò i fondamenti teorici del peer tutoring, ripercorrendo l'evoluzione storica e approfondendo i contributi di importanti studiosi come Vygotskij e Bandura, focalizzandomi sui concetti di interazione tra pari, motivazione intrinseca e autoefficacia e su come questi aspetti possano incrementare la fiducia nelle capacità degli studenti e delle studentesse, nonché un miglioramento nei loro processi di apprendimento. Dopo un excursus storico ed evolutivo, mi soffermerò su due tipologie metodologiche del peer tutoring: partner learning e co-tutoring, analizzandone le caratteristiche.

Nel secondo capitolo mi soffermerò a riflettere sugli esiti di una ricerca, tratta da Italian Journal of Special Education for Inclusion1 che ha per oggetto l'impatto del supporto tra compagni di classe e gli studenti con disabilità intellettiva: nello specifico riporterò interessanti spunti derivanti dai risultati di una meta analisi condotta a partire dagli anni '90 sull'impatto del peer tutoring e sull' efficacia nel costituire ambienti inclusivi in classe ove sono presenti alunni con disabilità intellettiva. Analizzerò, successivamente, il contributo di Keith Topping, per comprendere l'impatto delle 1 Italian Journal of Special Education for Inclusion (anno VI, n. 2, 2018) https://ojs.pensamultimedia.it, consultato il 3/03/2025.

strategie analizzate sulla crescita personale e sulla costruzione di relazioni positive tra studenti, nonché sull'importanza della figura del docente e l'importanza dell'adozione dei molteplici linguaggi. Grazie al contributo di Topping mi soffermerò a riflettere sulla strategia del paired reading, impiegata nel Regno Unito per l'apprendimento della lettura per bambini con difficoltà in questa area. L'aspetto sul quale mi focalizzerò nelle proposte ideate, sottolineano l'importanza della pluralità dei linguaggi come imprescindibile strumento per facilitare l'apprendimento e migliorare l'accessibilità ai contenuti didattici e sulla riflessione circa le strategie di educazione tra pari, nell'ottica inclusiva del modello pedagogico Universal Design for Learning.

Nella terza parte, cercherò di ipotizzare possibili declinazioni pratiche, tentando di articolare una prima proposta didattica che ha come focus l'arte. In particolare, declinerò proposte didattiche in classe, quali viaggio sinestetico con Depero e attraverso l'attività proposta, utilizzando il modello del co-tutoring, tenterò di creare un'esperienza di apprendimento multisensoriale dell'opera d'arte. Mi soffermerò a riflettere sull'importanza del tutoraggio tra pari come metodologia pedagogico-didattica volta a potenziare la capacità di ascolto, la gestione delle emozioni degli studenti e delle studentesse, la possibilità di sentirsi parte attiva nel processo di co-costruzione della conoscenza. Nella seconda declinazione pratica, ho pensato ad un viaggio nella filosofia, avvicinando gli studenti ai grandi pensatori dell'antichità, prevedendo una suddivisione della classe in coppie eterogenee; mi soffermerò sulla figura del docente mediatore, promotore del dialogo e della cooperazione e osservatore dei processi in atto. Il peer tutoring, come modo di fare scuola che prevede l'incontro tra studenti, si trasforma in uno scambio reciproco di esperienze personali, di relazioni e mutuo aiuto. Grazie a questo approccio, il mio tentativo sarà quello di affrontare una riflessione sull'importanza di una pratica educativa fondata sull'accessibilità, secondo i principi pedagogici dell'Universal Desing for Learning, nel tentativo di proiettare lo sguardo sulle molteplici possibilità dell'imparare e di favorire la piena partecipazione degli studenti con disabilità nel contesto classe. Il discorso che propongo, si inserisce nell'ambito delle sfide che gli studenti affrontano in una scuola reale, all'interno della quale gli studenti hanno bisogno di strumenti utili per affrontarle. Come figure impegnate per garantire il benessere, la partecipazione, la crescita e l'inclusione dei nostri studenti, ci si trova a mediare tra bisogni, aspettative e risorse del contesto, a condividere osservazioni e, talvolta, a dover dissentire o lottare, nostro malgrado, per tentare le molteplici strategie educative, affinché i nostri studenti con bisogni educativi speciali non incontrino barriere che possano ostacolare il loro percorso. Attraverso questa analisi critica sulle possibili ipotesi applicative nel contesto classe, questo lavoro intende delineare una riflessione sulle possibili vie per la realizzazione di ambienti scolastici che siano autenticamente pensati a promuovere partecipazione, dove la diversità diviene arricchimento e valore e in cui nessuno viene lasciato indietro.

Il Peer Tutoring: Fondamenti teorici

Evoluzione storica del peer tutoring

Il peer tutoring, inteso come pratica di tutoraggio reciproco o tutoraggio tra pari tra studenti, rappresenta una strategia educativo-didattica dalle radici antiche che ripercorrerò attraverso una lettura di fonti che rivelano una continuità di principi educativi orientati verso la cooperazione e, in tal senso verso l'inclusione. Secondo una ricostruzione storica, le origini di questa pratica risalgono all'antichità classica: il peer tutoring nasce, infatti, inizialmente come pratica filosofica, per poi, progressivamente, strutturarsi in chiave pedagogica. Difatti, nella Grecia di Aristotele l'interazione tra discenti veniva riconosciuta come strumento di arricchimento reciproco, sebbene in forme non così ben strutturate e definite, mentre nel XVII secolo Comenio sostenne l'importanza di un'istruzione accessibile a tutti, basata su dinamiche collaborative e in cui gli studenti più competenti fungessero da guide per i propri compagni2. Con Andrew Bell nel 1789 si sperimentarono strategie di peer tutoring nella scuola di Madras per gli orfani dei militari, prevedendo classi composte da alunni, raggruppati in base alle loro competenze e non in base all'età. Questo fu un aspetto certamente innovativo in quanto permetteva un sistema in cui l'apprendimento diveniva un processo che partiva dall'alunno, il quale insegnava ad un compagno pari3. Bell, ben presto, osservò che grazie a questo sistema vi fu un notevole aumento della motivazione nei suoi alunni e nel suo rapporto, pubblicato nel 1797, scrisse: "Nel momento stesso in cui nominate un ragazzo tutor, lo elevate ai suoi stessi occhi e gli date un compito da portare a termine, con effetti ben noti [ ... ] Un altro vantaggio consiste nel fatto che il tutor impara molto meglio proprio per il fatto di dover insegnare a sua volta. Insegnando impara meglio"4.

Questo approccio, venne successivamente rivisto e migliorato da Joseph Lancaster, il quale vent'anni dopo Bell, aprì a Londra la sua prima scuola nella quale pensò di assegnare ruoli tra gli studenti di ogni classe: vi erano così i cosiddetti "monitori" i quali garantivano che tutti gli alunni si aiutassero reciprocamente5. Nella sua rielaborazione, Lancaster introdusse un aspetto innovativo, in quanto puntò sull'utilizzo di materiali didattici strutturati per facilitare e massimizzare gli apprendimenti e, 2 www.scintille.it, consultato il 10 marzo 2025. 3 Keith Topping, Tutoring, L'Insegnamento reciproco tra compagni, Erickson 2014. 4 Ivi, p.23. 5 Ivi, p. 24.

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