Documento sul montaggio cinematografico. Il Pdf analizza il montaggio invisibile e discontinuo, i raccordi di sguardo, sul movimento e sull'asse, offrendo una spiegazione chiara di come il montaggio influenzi la narrazione e la percezione della continuità nel cinema a livello universitario.
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Quando si guarda un'opera cinetelevisiva il pubblico ha una impressione di continuità, non si accorge che il film è costituito da una serie di pezzi: le inquadrature. Tra due inquadrature c'è sempre un taglio, uno stacco, il passaggio invisibile tra un segmento di ripresa e un altro. In un film ci sono centinaia di inquadrature diverse, e centinaia di stacchi. Il montaggio è il linguaggio che si incarica di unire tutte queste inquadrature in modo da ricostruire e rafforzare il senso del racconto.
Questi stacchi, dei quali generalmente non ci si rende conto, seguono ben precisi codici. Come abbiamo notato, all'inizio della storia del cinema il montaggio non esisteva: i film erano una sorta di teatro filmato. Con l'affinarsi del linguaggio cinetelevisivo si è affermato il découpage, ovvero la scomposizione della scena in tante inquadrature originate da diversi punti di ripresa e la loro successiva ricomposizione. La scomposizione avviene nella fase della realizzazione coordinata dal regista. Nella successiva fase di montaggio avviene la ricomposizione di quei pezzi di scena in modo da ricostruire un racconto fluido, apparentemente senza stacchi.
Il linguaggio del montaggio è di conseguenza strettamente legato a quello della regia. La creatività in fase di montaggio risulta limitata alla quantità e alla qualità del materiale che è stato prodotto in precedenza, e quindi proprio al materiale girato. Per questo motivo le azioni e i dialoghi vengono riprese più volte e da diverse angolazioni con lo stesso mezzo di ripresa, in questo modo sarà possibile essere più liberi e agili nella lavorazione finale.È necessario sottolineare che non si ricorre sempre al montaggio. Esistono ad esempio long take e piani sequenza, oppure quello che viene chiamato montaggio interno.
es. - > https://youtu.be/-QU1Y-1LSVY In questa scena de "Lo squalo" (Jaws, r. di Steven Spielberg, 1975, USA) il sindaco della città cerca di convincere lo sceriffo a non far chiudere le spiagge è realizzata in parte con un montaggio interno. Il dialogo si fa sempre più serrato: normalmente si sarebbe risolto con tagli sempre più ravvicinati. La camera invece non si muove e sono i due attori che progressivamente le si avvicinano.
Il montaggio invisibile è uno stile di montaggio che si propone di non far notare al pubblico l'esistenza di tagli all'interno della sequenza, assicurando la totale chiarezza e fluidità dell'opera. Il montaggio invisibile è la modalità di gran lunga più diffusa nella storia della fiction.
es. ->https://youtu.be/W5S2eUhuXkI Il protagonista della serie TV The Affair (stagione 2, ep. 10, ideatrice Sarah Treem, 2014-2017, USA) è costretto ad un colloquio con una psicologa. Lo schema è molto classico: inquadrature simmetriche che si avvicinano ai personaggi nei momenti più tesi del colloquio.
Il montaggio discontinuo è uno stile di montaggio che rende evidente il proprio intervento per sottolineare, sintetizzare o commentare un passaggio narrativo.
es. - >https://youtu.be/glf5NM3KIQc Ne "I quattrocento colpi" (Les Quatre Cents Coups, r. di François Truffaut, 1959) il protagonista è a colloquio con una psicologa nel riformatorio in cui viene rinchiuso. L'autore rinuncia al classico schema di montaggio tra inquadrature simmetriche, mostrando solo il ragazzo e tagliando i tempi morti con dissolvenze incrociate.La forza del montaggio invisibile Le regole legate al montaggio non sono state inventate a tavolino da qualcuno, ma si riferiscono a schemi e processi mentali comuni alle persone e che il montaggio cerca di imitare.
Ad esempio quando entriamo in luogo siamo abituati a lanciare brevi e rapide occhiate all'ambiente, se qualcosa colpisce la nostra attenzione ci fissiamo su quel punto anche se gli altri oggetti rimangono nella nostra visione periferica. A questa esperienza corrisponderebbe una visione fiction di una Figura Intera di un personaggio, una Panoramica del Totale dell'ambiente, un PP del personaggio che ha scoperto qualcosa, infine un Dettaglio ravvicinato dell'oggetto osservato.
É il passaggio tra due inquadrature di forma simile, per angolazione, linee, dimensioni, movimento. Nella prima scena di Un chien andalou di Luis Buñuel (1929), l'immagine nuvola-luna è accostata all'immagine coltello-occhio. Un Chien Andalou mostra un curioso errore di continuità: quando il protagonista è in balcone indossa una camicia aperta e un orologio al polso; ma quando taglia l'occhio della donna, la camicia è chiusa, appare una cravatta a righe e l'orologio è sparito. Immaginando che questo cambio d'abito sia voluto, in quali modi potrebbe essere giustificato a livello narrativo?
È il passaggio tra due immagini collegate da un'idea, da una relazione puramente intellettuale. L'inizio di Tempi moderni di Charlie Chaplin (1936) accosta il movimento degli operai verso la fabbrica con un gruppo di pecore che entra in un recinto. Questo montaggio è una chiara condanna dello sfruttamento del regime capitalista sui lavoratori, che vengono ridotti al rango di animali. L'unione delle due immagini è accentuata da vari fattori:
Un dettaglio differenzia invece i due oggetti: la natura fisiologica. L'osso è un elemento organico, mentre l'astronave è inorganico.Tecniche di Montaggio
Oltre al montaggio invisibile, chiamato anche narrativo, che ha come obiettivo la totale alienazione dello spettatore nella storia narrata, esisto anche altre modalità di montaggio:
Alterna le inquadrature di due o più eventi che si svolgono contemporaneamente, ma in posti differenti, che talvolta finiscono per convergere nello stesso luogo. Conferisce allo spettatore un sapere maggiore di quello dei personaggi, generando così un particolare significato o un effetto di suspense. Il climax si raggiunge nel memento nel quale le due linee narrative si congiungono.
es. - > Get Out, sequenza iniziale https://youtu.be/8_a623DAh51
Simile al precedente, serve a unire narrativamente una vicenda che avviene nello stesso ambiente, ma su linee di azione differenti con un alternarsi sempre maggiore fino al climax a cui segue generalmente una distensione. Viene spesso usato per raccontare gli inseguimenti.
es. - > Mission Impossible: https://youtu.be/6rQwa6UzcYk
Si distanzia dal montaggio narrativo perché produce significazioni ideologiche, intrecciando due o più motivi che alternativamente si ripetono. Si tratta di situazioni che non hanno rapporti spazio- temporali, ma che sono state scelte per far emergere implicazioni ideologiche e simboliche. In questo caso Le due linee narrative non si incontrano mai.
es. - > Modern Times, Charlie Chaplin https://youtu.be/ksog50iYzc8Il montaggio ellittico
Si tratta di un montaggio di contrazione temporale in cui lo stacco funge da ellissi temporale non mostrando determinate azioni ma sintetizzandole e procedendo col racconto. Qui le ellissi temporali devono essere impercettibili agli occhi dello spettatore, nel senso che anche se vengono percepite, non devono diventare elemento di "distaccamento" dalla storia da parte dello spettatore.
es. - > 2001 Odissea nello spazio https://youtu.be/_HqUAaqCtmw
Mira a costruire un preciso significato attraverso l'associazione di immagini che prese singolarmente avrebbero una valenza differente; mette in pratica l'effetto Kulešov, che dimostra quanto la percezione dello spettatore sia influenzabile dal modo e dall'ordine in cui gli vengono mostrate le immagini sullo schermo. Tra i più grandi registi e teorici del cinema che hanno fatto uso di questa tipologia di montaggio c'è sicuramente Sergej Ejzenštejn e il suo "Montaggio delle attrazioni".
es. - > Sciopero! https://youtu.be/euL5PtTaSfc?t=5162
Il montaggio discontinuo rifiuta apertamente il principio della continuità caro al cinema classico, senza addurre motivazioni narrative. Ricorre a scavalcamento di campo, anomalie nell'ordine e nella frequenza con cui vengono mostrati gli eventi, inserti non diegetici e jump cut, una successione di inquadrature di un personaggio (scena) che possono essere troppo simili fra loro dal punto di vista della distanza e dell'angolazione, oppure che mostrano l'attore in posizioni nettamente differenti, esplicitando gli stacchi e, di conseguenza, la finzione filmica.
es. - > "I quattrocento colpi" ("Les Quatre Cents Coups", r. di François Truffaut, 1959) ht- tps://youtu.be/glf5NM3KIQcIl piano sequenza
Il piano sequenza è una lunga inquadratura, quindi senza stacchi, che riprende una o più scene che normalmente sarebbero raccontate con più inquadrature.
Si distingue dal long take che invece è una inquadratura della durata inusuale, ma non l'unica all'interno di una determinata scena.
Il piano sequenza ha una caratteristica unica nel linguaggio cinematografico: fa coincidere tempo reale e tempo cinematografico, in questo modo aumenta l'empatia e il coinvolgimento dello spettatore perché percepisce e osserva in tempo reale, al tempo presente, senza alcuna costruzione di montaggio.
L'ambiente viene solitamente visualizzato con una serie di inquadrature di ampia visuale. Ciò però non è sempre possibile: ad esempio se l'ambiente è stretto e tortuoso, un campo lungo serve solo a mostrarne una minima parte. Il piano sequenza invece, muovendosi nell'ambiente in tempo reale, richiama gli spostamenti fisici che una persona compie solitamente per rendersi conto del luogo in cui si trova quando uno sguardo d'insieme non lo permette.
es. - > https://youtu.be/801D1ILRI2Y L'infernale Quinlan, USA, 1958, r. e scen. di Orson Welles) si apre con un lungo e famoso piano sequenza. Tutta l'ambientazione è in teatro di posa, le superfici lisce e improbabili del fondo stradale permettono alla camera montata su gru di seguire i personaggi in maniera fluida.