Documento dall'Università sulle Emozioni. Il Pdf, un approfondimento di Psicologia a livello universitario, esplora il concetto di emozione, la sua funzione adattiva e le basi neurali, con riferimento a strutture cerebrali come l'ipotalamo e l'amigdala.
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Cosa sono le emozioni?
L'esperienza emotiva è stata da sempre studiata dall'uomo, ad esempio prima della psicologia sperimentale se ne sono occupati filosofi, teologi e artisti (scrittori, poeti, musicisti e pittori). La psicologia è stata la prima ad affrontare le emozioni in termini empirici e sperimentali. Essa ha sempre dovuto fare i conti con il fatto che l'uomo da sempre si pone domande di sé, quindi esistono delle conoscenze di psicologia ingenua che si affiancano alle conoscenze della psicologia come scienza.
All'interno dello studio psicologico delle emozioni, sono prevalse due prospettive antitetiche circa la loro funzione. Una prima concezione, che ha a lungo dominato la letteratura, concepiva le emozioni come eventi disfunzionali che irrompono nell'esperienza interrompendo e interferendo con ogni altra attività: Young (1943), per esempio, definì le emozioni come "Episodi di disorganizzazione nel normale funzionamento integrato dell'individuo". In questa prospettiva, le emozioni sono state considerate come un'interruzione del flusso coordinato delle azioni al fine di orientare l'attenzione sull'evento od oggetto emotigeno, come una sorta di segnale interno ad alta priorità che ha la capacità di interrompere ogni altra attività per mobilitare l'organismo a una risposta adeguata.
Da un'altra prospettiva, la ricerca contemporanea ha invece sottolineato il ruolo positivo delle emozioni per l'adattamento dell'organismo, fondando un approccio funzionale allo studio del processo emotivo. Secondo tale approccio, con il termine emozione indichiamo un processo multifattoriale e complesso, che comporta cambiamenti piuttosto ampi in vari sottosistemi dell'organismo e che si verifica in risposta ad un evento scatenante, sia esterno che interno, che deve essere percepito dal soggetto come qualcosa di significativo, importante. Le emozioni sono le nostre modalità di relazione e adattamento all'ambiente stesso con lo scopo di preservare il benessere dell'individuo. Esse ci permettono di adattarci all'ambiente attraverso una serie di funzioni:
L'idea di emozione come un processo funzionale alla sopravvivenza dell'uomo è stata approfondita nel 1984 dell'approccio funzionalista delle emozioni. In questa visione viene enfatizzata la componente funzionale delle emozioni al punto che Campos e i suoi collaboratori pubblicano sostengono che bisogna guardare le emozioni in relazioni all'ambiente in cui si trova l'individuo, esaminandole attraverso la lente delle sue intenzioni e azioni. In "A functional perspective on the Nature of Emotion" (Campos) è possibile leggere un "manifesto" dell'approccio funzionalista alle emozioni. Gli autori pongono in evidenza la natura funzionale delle emozioni nella regolazione dei rapporti e nell'interazione fra l'organismo e il proprio ambiente. In esso Campos e collaboratori rimarcano che la visione funzionalità intende giungere alla comprensione della natura delle emozioni attraverso la comprensione di "ciò che gli individui sono intenzionati a fare, ciò che intendo raggiungere".
Adottando questa visione si può riflettere sulla funzione delle emozioni principali:
La paura ci fa percepire un pericolo, i comportamenti che vengono associati alla funzione della paura sono scappare o combattere/aggredire (se avverto che quella situazione è pericolosa per me, provo un'emozione di paura e tutto il mio essere mi fa assumere un determinato comportamento per garantire la sopravvivenza).
La rabbia davanti ad un'ingiustizia o un ostacolo tra me e i miei obiettivi. La sua funzione è quella di generare l'energia necessaria per eliminare quello che non mi sta bene di quella situazione, è quella di aggredire.
La tristezza è un emozione che sorge a causa di una mancanza, di una perdita e consente un elaborazione del vissuto (da tristi ci chiudiamo in noi stessi per elaborare).
In questa visione funzionalista si arriva a definire le emozioni di base, le prime 5 sono definite fondamentali, mentre le ultime 2 non sono presenti in tutte le teorie.
2Emozione Evento stimolante Funzione adattativa
Paura minaccia protezione
Rabbia ostacolo aggredire
Tristezza perdita , mancanza reintegrare
Gioia potenziale compagno o oggetto avvicinarsi, affiliarsi
Disgusto veleno rifiutare
Ansia imprevisto orientarsi, l'attenzione
Interesse nuovo territorio o novità esplorare
Si può anche guardare le emozioni come delle famiglie perché sono accomunate dalla loro funzione adattiva, ad esempio la tristezza è il livello più intenso e la pensosità quello meno, ma fanno parte della stessa famiglia.
Estasi Vigilanza Adorazione Ira Terrore Repulsione Dolore Sbalordimento Rabbia Paura Disgusto Sorpresa Tristezza Irritazione Noia Pensosità Perplessità Apprensione
Le componenti del processo emotivo sono:
Queste risposte sono:
3Le componenti del processo emotivo
PROPENSIONE ALL'AZIONE
EVENTO
ATTIVAZIONE FISIOLOGICA (arousal)
VALUTAZIONE COGNITIVA (appraisal)
ESPERIENZA SOGGETTIVA
COMPORTAMENTO ESPRESSIVO
REGOLAZIONE
L'appraisal è la prima componente del processo emotivo. La prima a dare la definizione di appraisal fu Magda Arnold (1960), che descrisse l'appraisal come un atto diretto e immediato di conoscenza che integra la percezione, senza implicare processi di riflessione e autoconsapevolezza, e del quale si può diventare consapevoli soltanto a processo concluso. Quindi, non è un ragionamento, ma una sorta di griglia di significato che applichiamo immediatamente di fronte ad una situazione; le emozioni non sono attivate dall'evento in se, ma dai valori e dai significati attribuiti dal soggetto all'evento.
Secondo Lazarus (2006) esistono tre stadi nel processo di valutazione di un emozione:
Lazarus successivamente distingue tra appraisal primario e secondario:
Quindi, le emozioni sorgono in risposta alla struttura di significato di una situazione, ossia non è la situazione che suscita un'emozione, non sorgono in maniera gratuita e casuale, ma la valutazione che io faccio di quella situazione. Davanti a una stessa situazione diverse persone possono provare diverse emozioni, ciò mostra la natura soggettiva delle emozioni. Ciò apre all'idea di emozione come un processo in buona parte regolabile, non siamo preda delle nostre emozioni, ma possiamo compiere un lavoro e imparare a intervenire su di esse. Questa concezione si contrappone a quella della psicologia ingenua, secondo cui le emozioni sono passioni irrazionali, simili ad attività istintuali, che sorgono in modo involontario e automatico, senza che siano richieste dall'individuo. Le teorie dell'appraisal sottolineano invece il legame fra gli aspetti emotivi e gli aspetti cognitivi, poiché l'elaborazione cognitiva è sottesa all'esperienza emotiva.
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