Le Emozioni: funzione, componenti e basi neurali in Psicologia

Documento dall'Università sulle Emozioni. Il Pdf, un approfondimento di Psicologia a livello universitario, esplora il concetto di emozione, la sua funzione adattiva e le basi neurali, con riferimento a strutture cerebrali come l'ipotalamo e l'amigdala.

Mostra di più

25 pagine

LE EMOZIONI
La funzione delle emozioni
Cosa sono le emozioni?
L’esperienza emotiva è stata da sempre studiata dall’uomo, ad esempio prima della
psicologia sperimentale se ne sono occupati filosofi, teologi e artisti (scrittori, poeti, musicisti
e pittori). La psicologia è stata la prima ad affrontare le emozioni in termini empirici e
sperimentali. Essa ha sempre dovuto fare i conti con il fatto che l’uomo da sempre si pone
domande di sé, quindi esistono delle conoscenze di psicologia ingenua che si affiancano alle
conoscenze della psicologia come scienza.
All'interno dello studio psicologico delle emozioni, sono prevalse due prospettive antitetiche
circa la loro funzione. Una prima concezione, che ha a lungo dominato la letteratura,
concepiva le emozioni come eventi disfunzionali che irrompono nell'esperienza
interrompendo e interferendo con ogni altra attività: Young (1943), per esempio, definì le
emozioni come "Episodi di disorganizzazione nel normale funzionamento integrato
dell'individuo". In questa prospettiva, le emozioni sono state considerate come
un'interruzione del flusso coordinato delle azioni al fine di orientare l'attenzione sull'evento
od oggetto emotigeno, come una sorta di segnale interno ad alta priorità che ha la capacità
di interrompere ogni altra attività per mobilitare l'organismo a una risposta adeguata.
Da un'altra prospettiva, la ricerca contemporanea ha invece sottolineato il ruolo positivo delle
emozioni per l'adattamento dell'organismo, fondando un approccio funzionale allo studio del
processo emotivo. Secondo tale approccio, con il termine emozione indichiamo un processo
multifattoriale e complesso, che comporta cambiamenti piuttosto ampi in vari sottosistemi
dell’organismo e che si verifica in risposta ad un evento scatenante, sia esterno che interno,
che deve essere percepito dal soggetto come qualcosa di significativo, importante. Le
emozioni sono le nostre modalità di relazione e adattamento all’ambiente stesso con lo
scopo di preservare il benessere dell'individuo. Esse ci permettono di adattarci all’ambiente
attraverso una serie di funzioni:
- Valutazione dell’ambiente: una delle principali funzioni delle emozioni consiste nella
valutazione costante degli stimoli, interni ed esterni, in relazione alla loro rilevanza
per l'organismo e alla preparazione delle reazioni emozionali che possono essere
richieste come risposta a quegli stimoli. In questo modo, il corpo può adattarsi in
modo flessibile ai cambiamenti degli stimoli.
- Attivazione dell’organismo: la risposta emotiva porta con una componente
fisiologica che porta all’attivazione dell’organismo (es. Mi si chiude lo stomaco per
l’ansia). Le emozioni coinvolgono così fortemente il corpo perchè ci servono a
preparaci all’azione (es. Se devo scappare da un pericolo il mio corpo deve
prepararsi umettando il ritmo cardiocircolatorio, respiratorio).
- Preparazione all’azione: prepararmi a scappare da un pericolo significa non solo
attivare il mio corpo, ma anche preparare la mia mente, poiché le emozioni sono
cambiamenti nella preparazione all'azione in risposta a eventi significativi per i miei
interessi e fungono da collegamento tra l'ambiente e le mie reazioni, generando
tendenze ad avvicinarmi, ritrarmi, assalire o fuggire dallo stimolo emotigeno, e sono
fortemente influenzate dal sistema motivazionale.
- Modellamento del comportamento futuro: di fronte a una determinata situazione, il
vissuto emotivo diventa un bagaglio di informazioni che utilizziamo nei momenti
successivi per relazionarci a quella situazione; ad esempio, se ho provato
un'emozione spiacevole in risposta a uno stimolo, modificherò il mio comportamento
1
per evitare di ritrovarmi in situazioni simili. Allo stesso modo le emozioni piacevoli
rafforzano il tipo di comportamento già sperimentato e portano a ricercare
successivamente situazioni simili.
- Aiuto per un’interazione migliore con gli altri: spesso comunichiamo le emozioni
provate tramite la comunicazione verbale o il comportamento non verbale,
rendendole esplicite agli altri. Questo comportamento assume la funzione di un
segnale per chi ci ascolta, permette di comprendere meglio ciò che stiamo sentendo
e di prevedere il nostro comportamento futuro. A sua volta questo permette agli altri
di modellare il loro comportamento.
L’idea di emozione come un processo funzionale alla sopravvivenza dell’uomo è stata
approfondita nel 1984 dell'approccio funzionalista delle emozioni. In questa visione viene
enfatizzata la componente funzionale delle emozioni al punto che Campos e i suoi
collaboratori pubblicano sostengono che bisogna guardare le emozioni in relazioni
all’ambiente in cui si trova l’individuo, esaminandole attraverso la lente delle sue intenzioni e
azioni. In “A functional perspective on the Nature of Emotion" (Campos) è possibile leggere
un “manifesto” dell’approccio funzionalista alle emozioni. Gli autori pongono in evidenza la
natura funzionale delle emozioni nella regolazione dei rapporti e nell’interazione fra
l’organismo e il proprio ambiente. In esso Campos e collaboratori rimarcano che la visione
funzionalità intende giungere alla comprensione della natura delle emozioni attraverso la
comprensione di “ciò che gli individui sono intenzionati a fare, ciò che intendo raggiungere”.
- Nel sintetizzare le linee-guida dell’approccio funzionalità, gli autori dichiarano
innanzitutto che si tratta di un approccio “intrinsecamente relazionale”: esso postula
che non è possibile comprendere le emozioni esaminando il soggetto o gli eventi
ambientali come entità separate.
- L’emozione è dunque definita come “il tentativo, da parte dell’individuo, di stabilire,
mantenere, cambiare o terminare una relazione con l’ambiente sulla base della
rilevanza assunta da eventi o elementi dell’ambiente in relazione agli scopi
dell’individuo”
- Proprio gli scopi dell’individuo costituiscono la principale fonte di generazione delle
emozioni; in base al rapporto che intercorre tra un evento e gli scopi dell’individuo,
affermano Campos e collaboratori, è possibile definire le diverse emozioni.
Adottando questa visione si può riflettere sulla funzione delle emozioni principali:
La paura ci fa percepire un pericolo, i comportamenti che vengono associati alla funzione
della paura sono scappare o combattere/aggredire (se avverto che quella situazione è
pericolosa per me, provo un'emozione di paura e tutto il mio essere mi fa assumere un
determinato comportamento per garantire la sopravvivenza).
La rabbia davanti ad un'ingiustizia o un ostacolo tra me e i miei obiettivi. La sua funzione è
quella di generare l'energia necessaria per eliminare quello che non mi sta bene di quella
situazione, è quella di aggredire.
La tristezza è un emozione che sorge a causa di una mancanza, di una perdita e consente
un elaborazione del vissuto (da tristi ci chiudiamo in noi stessi per elaborare).
In questa visione funzionalista si arriva a definire le emozioni di base, le prime 5 sono
definite fondamentali, mentre le ultime 2 non sono presenti in tutte le teorie.
2

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

La funzione delle emozioni

Cosa sono le emozioni?

L'esperienza emotiva è stata da sempre studiata dall'uomo, ad esempio prima della psicologia sperimentale se ne sono occupati filosofi, teologi e artisti (scrittori, poeti, musicisti e pittori). La psicologia è stata la prima ad affrontare le emozioni in termini empirici e sperimentali. Essa ha sempre dovuto fare i conti con il fatto che l'uomo da sempre si pone domande di sé, quindi esistono delle conoscenze di psicologia ingenua che si affiancano alle conoscenze della psicologia come scienza.

All'interno dello studio psicologico delle emozioni, sono prevalse due prospettive antitetiche circa la loro funzione. Una prima concezione, che ha a lungo dominato la letteratura, concepiva le emozioni come eventi disfunzionali che irrompono nell'esperienza interrompendo e interferendo con ogni altra attività: Young (1943), per esempio, definì le emozioni come "Episodi di disorganizzazione nel normale funzionamento integrato dell'individuo". In questa prospettiva, le emozioni sono state considerate come un'interruzione del flusso coordinato delle azioni al fine di orientare l'attenzione sull'evento od oggetto emotigeno, come una sorta di segnale interno ad alta priorità che ha la capacità di interrompere ogni altra attività per mobilitare l'organismo a una risposta adeguata.

Da un'altra prospettiva, la ricerca contemporanea ha invece sottolineato il ruolo positivo delle emozioni per l'adattamento dell'organismo, fondando un approccio funzionale allo studio del processo emotivo. Secondo tale approccio, con il termine emozione indichiamo un processo multifattoriale e complesso, che comporta cambiamenti piuttosto ampi in vari sottosistemi dell'organismo e che si verifica in risposta ad un evento scatenante, sia esterno che interno, che deve essere percepito dal soggetto come qualcosa di significativo, importante. Le emozioni sono le nostre modalità di relazione e adattamento all'ambiente stesso con lo scopo di preservare il benessere dell'individuo. Esse ci permettono di adattarci all'ambiente attraverso una serie di funzioni:

  • Valutazione dell'ambiente: una delle principali funzioni delle emozioni consiste nella valutazione costante degli stimoli, interni ed esterni, in relazione alla loro rilevanza per l'organismo e alla preparazione delle reazioni emozionali che possono essere richieste come risposta a quegli stimoli. In questo modo, il corpo può adattarsi in modo flessibile ai cambiamenti degli stimoli.
  • Attivazione dell'organismo: la risposta emotiva porta con sé una componente fisiologica che porta all'attivazione dell'organismo (es. Mi si chiude lo stomaco per l'ansia). Le emozioni coinvolgono così fortemente il corpo perchè ci servono a preparaci all'azione (es. Se devo scappare da un pericolo il mio corpo deve prepararsi umettando il ritmo cardiocircolatorio, respiratorio).
  • Preparazione all'azione: prepararmi a scappare da un pericolo significa non solo attivare il mio corpo, ma anche preparare la mia mente, poiché le emozioni sono cambiamenti nella preparazione all'azione in risposta a eventi significativi per i miei interessi e fungono da collegamento tra l'ambiente e le mie reazioni, generando tendenze ad avvicinarmi, ritrarmi, assalire o fuggire dallo stimolo emotigeno, e sono fortemente influenzate dal sistema motivazionale.
  • Modellamento del comportamento futuro: di fronte a una determinata situazione, il vissuto emotivo diventa un bagaglio di informazioni che utilizziamo nei momenti successivi per relazionarci a quella situazione; ad esempio, se ho provato un'emozione spiacevole in risposta a uno stimolo, modificherò il mio comportamento 1per evitare di ritrovarmi in situazioni simili. Allo stesso modo le emozioni piacevoli rafforzano il tipo di comportamento già sperimentato e portano a ricercare successivamente situazioni simili.
  • Aiuto per un'interazione migliore con gli altri: spesso comunichiamo le emozioni provate tramite la comunicazione verbale o il comportamento non verbale, rendendole esplicite agli altri. Questo comportamento assume la funzione di un segnale per chi ci ascolta, permette di comprendere meglio ciò che stiamo sentendo e di prevedere il nostro comportamento futuro. A sua volta questo permette agli altri di modellare il loro comportamento.

L'idea di emozione come un processo funzionale alla sopravvivenza dell'uomo è stata approfondita nel 1984 dell'approccio funzionalista delle emozioni. In questa visione viene enfatizzata la componente funzionale delle emozioni al punto che Campos e i suoi collaboratori pubblicano sostengono che bisogna guardare le emozioni in relazioni all'ambiente in cui si trova l'individuo, esaminandole attraverso la lente delle sue intenzioni e azioni. In "A functional perspective on the Nature of Emotion" (Campos) è possibile leggere un "manifesto" dell'approccio funzionalista alle emozioni. Gli autori pongono in evidenza la natura funzionale delle emozioni nella regolazione dei rapporti e nell'interazione fra l'organismo e il proprio ambiente. In esso Campos e collaboratori rimarcano che la visione funzionalità intende giungere alla comprensione della natura delle emozioni attraverso la comprensione di "ciò che gli individui sono intenzionati a fare, ciò che intendo raggiungere".

  • Nel sintetizzare le linee-guida dell'approccio funzionalità, gli autori dichiarano innanzitutto che si tratta di un approccio "intrinsecamente relazionale": esso postula che non è possibile comprendere le emozioni esaminando il soggetto o gli eventi ambientali come entità separate.
  • L'emozione è dunque definita come "il tentativo, da parte dell'individuo, di stabilire, mantenere, cambiare o terminare una relazione con l'ambiente sulla base della rilevanza assunta da eventi o elementi dell'ambiente in relazione agli scopi dell'individuo"
  • Proprio gli scopi dell'individuo costituiscono la principale fonte di generazione delle emozioni; in base al rapporto che intercorre tra un evento e gli scopi dell'individuo, affermano Campos e collaboratori, è possibile definire le diverse emozioni.

Adottando questa visione si può riflettere sulla funzione delle emozioni principali:

La paura ci fa percepire un pericolo, i comportamenti che vengono associati alla funzione della paura sono scappare o combattere/aggredire (se avverto che quella situazione è pericolosa per me, provo un'emozione di paura e tutto il mio essere mi fa assumere un determinato comportamento per garantire la sopravvivenza).

La rabbia davanti ad un'ingiustizia o un ostacolo tra me e i miei obiettivi. La sua funzione è quella di generare l'energia necessaria per eliminare quello che non mi sta bene di quella situazione, è quella di aggredire.

La tristezza è un emozione che sorge a causa di una mancanza, di una perdita e consente un elaborazione del vissuto (da tristi ci chiudiamo in noi stessi per elaborare).

In questa visione funzionalista si arriva a definire le emozioni di base, le prime 5 sono definite fondamentali, mentre le ultime 2 non sono presenti in tutte le teorie.

Emozioni e funzioni adattative

2Emozione Evento stimolante Funzione adattativa

Paura minaccia protezione

Rabbia ostacolo aggredire

Tristezza perdita , mancanza reintegrare

Gioia potenziale compagno o oggetto avvicinarsi, affiliarsi

Disgusto veleno rifiutare

Ansia imprevisto orientarsi, l'attenzione

Interesse nuovo territorio o novità esplorare

Si può anche guardare le emozioni come delle famiglie perché sono accomunate dalla loro funzione adattiva, ad esempio la tristezza è il livello più intenso e la pensosità quello meno, ma fanno parte della stessa famiglia.

Estasi Vigilanza Adorazione Ira Terrore Repulsione Dolore Sbalordimento Rabbia Paura Disgusto Sorpresa Tristezza Irritazione Noia Pensosità Perplessità Apprensione

Componenti del processo emotivo

Le componenti del processo emotivo sono:

  • Evento: la situazione valutata come significativa dall'individuo e in risposta alla quale nasce l'emozione.
  • Valutazione dell'antecedente (appraisal): scaturiscono una serie di risposte a cui corrispondono dei cambiamenti nei vari sottosistemi dell'organismo.

Queste risposte sono:

  • Propensione all'azione: prepara l'organismo ad agire in modo adattivo sull'ambiente;
  • Attivazione fisiologica (arousal): regola gli stati del corpo;
  • Esperienza soggettiva: ciò che non si vede fuori ma sento dentro;
  • Comportamento espressivo: ciò che si vede a livello di mimica facciale;
  • Regolazione emotiva: è legata a tutte le componenti perchè può intervenire a livello di tutte loro.

3Le componenti del processo emotivo

PROPENSIONE ALL'AZIONE

EVENTO

ATTIVAZIONE FISIOLOGICA (arousal)

VALUTAZIONE COGNITIVA (appraisal)

ESPERIENZA SOGGETTIVA

COMPORTAMENTO ESPRESSIVO

REGOLAZIONE

L'Appraisal

L'appraisal è la prima componente del processo emotivo. La prima a dare la definizione di appraisal fu Magda Arnold (1960), che descrisse l'appraisal come un atto diretto e immediato di conoscenza che integra la percezione, senza implicare processi di riflessione e autoconsapevolezza, e del quale si può diventare consapevoli soltanto a processo concluso. Quindi, non è un ragionamento, ma una sorta di griglia di significato che applichiamo immediatamente di fronte ad una situazione; le emozioni non sono attivate dall'evento in se, ma dai valori e dai significati attribuiti dal soggetto all'evento.

Secondo Lazarus (2006) esistono tre stadi nel processo di valutazione di un emozione:

  • Valutazione primaria: valutazione di un evento in funzione del grado di rilevanza e pertinenza per gli interessi dell'individuo.
  • Valutazione secondaria: valutazione che l'organismo elabora rispetto alle proprie capacità di superare un ostacolo.
  • Coping: è il modo con cui l'organismo fa fronte alla situazione che provoca stress.

Lazarus successivamente distingue tra appraisal primario e secondario:

  • L'appraisal primario è rapido e mira a una valutazione delle caratteristiche di base delle situazioni, come se è piacevole o spiacevole e l'importanza per il soggetto. È più legato a condizioni di sopravvivenza (non passa da autoconsapevolezza).
  • L'appraisal secondario (o re-appraisal) è meno immediato e include una valutazione più approfondita del contesto, ad esempio se ho le capacità per rispondere alla situazioni in cui mi trovo. Permette di valutare la situazione in modo più raffinato e agire in modo più complesso.

Quindi, le emozioni sorgono in risposta alla struttura di significato di una situazione, ossia non è la situazione che suscita un'emozione, non sorgono in maniera gratuita e casuale, ma la valutazione che io faccio di quella situazione. Davanti a una stessa situazione diverse persone possono provare diverse emozioni, ciò mostra la natura soggettiva delle emozioni. Ciò apre all'idea di emozione come un processo in buona parte regolabile, non siamo preda delle nostre emozioni, ma possiamo compiere un lavoro e imparare a intervenire su di esse. Questa concezione si contrappone a quella della psicologia ingenua, secondo cui le emozioni sono passioni irrazionali, simili ad attività istintuali, che sorgono in modo involontario e automatico, senza che siano richieste dall'individuo. Le teorie dell'appraisal sottolineano invece il legame fra gli aspetti emotivi e gli aspetti cognitivi, poiché l'elaborazione cognitiva è sottesa all'esperienza emotiva.

4

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.