Slide da Hub Scuola su economia e lavoro. Il Pdf esplora i concetti di economia e geografia economica, analizzando agricoltura, allevamento e pesca in Europa e Italia, con un focus sulle regioni agrarie e i climi, utile per la scuola media in Economia.
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L'economia è l'insieme delle attività con cui l'uomo
sfrutta le risorse del territorio, coltiva la terra, produce merci,
pratica il commercio, offre servizi.
La geografia economica è la parte della geografia
che studia il rapporto tra l'economia e il territorio.
Le attività economiche si suddividono in tre settori:
Se si somma il valore di tutti i beni prodotti in un territorio si ottiene
il prodotto interno lordo (PIL) di quel territorio.
Un altro aspetto considerato dalla
geografia economica è l'occupazione,
cioè la partecipazione degli abitanti alle
attività economiche attraverso
un lavoro retribuito. La percentuale
di disoccupati rispetto alla popolazione
attiva si chiama tasso di disoccupazione.
Tra gli occupati si distinguono:
L'Europa è una delle aree più ricche, produttive e sviluppate
del pianeta.
Sulla base del prodotto interno lordo (PIL), quattro Paesi
europei rientrano tra le dieci maggiori potenze economiche
mondiali: Germania, Regno Unito, Francia e Italia.
Si può però distinguere tra aree più ricche e più arretrate:
Il settore primario comprende
tutte le attività che consistono
nel coltivare o prelevare
le risorse prodotte direttamente
dalla natura, le cosiddette
materie prime. Tra le materie
prime c'è il cibo.
Il cibo viene viene prodotto: dall'agricoltura
(con la coltivazione dei campi); dalla zootecnia
(praticata con l'allevamento).
Dalla pesca (con la cattura di pesce da mari e fiumi);
dall'acquicoltura (attraverso la coltura di piante acquatiche
e l'allevamento dei pesci e molluschi nei vivai)
Ci sono materie utilizzate per le attività produttive di cui si occupano
la silvicoltura (procura il legno per industria mobiliera e per l'edilizia);
le attività estrattive (scavo di miniere o trivellazione di pozzi
per estrarre metalli, minerali e gas).
L'Europa è il continente che ha le condizioni
più favorevoli per l'agricoltura e con la più alta
percentuale di superficie coltivata, grazie a un clima
temperato con precipitazioni regolari
e a un'abbondanza di acque dolci per irrigare i terreni.
LE REGIONI AGRARIE COINCIDONO CON QUELLE CLIMATICHE
Clima artico
L'agricoltura è
assente o poco
praticata. Sono
invece presenti
l'allevamento
(renne in Lapponia,
ovini in Scozia)
e soprattutto
la silvicoltura
in Russia, Finlandia
e Scandinavia.
Clima oceanico
Lungo le coste
dell'Atlantico e del
Mare del Nord,
buona parte dei
terreni è destinata
alla produzione
di foraggio per
bovini e suini.
Le aree meno fertili
sono utilizzate per
il pascolo di ovini.
Clima continentale
Ideale per coltivare cereali
e piante per l'industria
alimentare e, nelle regioni
più a sud, uva da vino.
Regioni mediterranee
Coltivate a cereali, ulivi, ortaggi,
frutta, viti e allevamenti di ovini.
La massima resa dei terreni si ha nelle aree pianeggianti
dell'Europa occidentale, mentre in quelle montane e collinari
sono presenti aziende di piccole dimensioni e produzioni di
alta qualità.
Nell'Europa orientale l'agricoltura è più arretrata,
mentre la pesca è sviluppata nei Paesi sull'Oceano Atlantico
e nel Mediterraneo (tonno e pesce azzurro).
In Italia si coltivano
cereali, olive, vite, frutta
e verdura.
Le grandi aziende
si trovano
nella Pianura Padana.
In Italia l'agricoltura e
l'allevamento occupano
direttamente il 3,8% della
forza lavoro e producono
il 2,3% del PIL.
Tuttavia, il mondo agricolo ha una grande importanza
economica, turistica e culturale, paesaggistica.
L'Europa non ha grandi ricchezze minerarie.
Nell'ovest le uniche riserve consistenti sono giacimenti
di petrolio e gas naturale, miniere di ferro e carbone,
non più sfruttato come invece accade ancora a est.
L'Italia è povera di risorse minerarie, al contrario della
Russia, grande esportatrice verso il resto d'Europa.
Il settore secondario è costituito
da artigianato, industria
(pesante e leggera, dei beni di consumo),
produzione di energia, edilizia.
Fino a pochi decenni fa,
i combustibili fossili
(soprattutto petrolio), erano
la fonte di energia più usata.
Poi si è cominciato a investire su
altre fonti: nucleare ed energie
rinnovabili.
L'industria moderna è nata nel Settecento in Inghilterra dove
con la nascita delle fabbriche e la diffusione di motori a
vapore alimentati a carbone, si ebbe la Rivoluzione
industriale, Le fabbriche si diffusero poi nel resto del
continente, con la Seconda rivoluzione industriale, e lo
sviluppo di nuovi settori (chimico, elettrico, auto).
Nella seconda metà del Novecento
vi fu una netta differenziazione
tra Europa occidentale (produzione
di beni di consumo) e orientale
(industria pesante): sistemi entrati
in crisi negli anni Ottanta che hanno prodotto la
deindustrializzazione. Oggi l'Europa conta sulle industrie
tecnologiche, energetiche, del lusso, alimentare.
C=(
L'Italia è uno dei dieci
Paesi più industrializzati
del mondo ed è ricca di
piccole e medie imprese,
concentrate in distretti
industriali specializzati.
Il settore terziario è costituito
da commercio, turismo, finanza,
amministrazione pubblica,
consulenze, sanità, comunicazioni.
Ma anche svago (bar, cinema,
ristoranti), turismo, commercio,
cura della persona.
Anche se l'agricoltura e
l'industria sono molto
sviluppate, gran parte
dell'occupazione e del PIL sono
legati al terziario. Un fenomeno,
quello della terziarizzazione,
tipico delle economie evolute.
I settori più sviluppati
sono i servizi pubblici
e il turismo, come pure
il commercio
e la ristorazione.
Il terziario avanzato
si concentra nelle città
più importanti.
In Italia il settore terziario impiega quasi il 70% degli occupati
e produce gran parte della ricchezza nazionale,
I maggiori datori di lavoro del settore sono lo Stato
e le pubbliche amministrazioni, ma anche banche,
assicurazioni, compagnie di trasporto, le società di
telecomunicazioni e del settore culturale.
Il turismo è uno dei settori trainanti dell'economia italiana.
Il nostro Paese è al quinto posto nel mondo per numero
di visitatori stranieri, più di 58 milioni nel 2018.
Una delle caratteristiche
del turismo italiano
è quella di basarsi
su piccole attività,
a gestione familiare.