Slide di Università su Anatomia Palpatoria e Funzionale. Il Pdf esplora il processo diagnostico, le strutture anatomiche e le loro funzioni, con un focus su rachide, diaframma e arco aortico, utile per lo studio autonomo in ambito universitario.
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La struttura Anatomica permette la funzione, non c'è una funzione che non abbia una localizzazione anatomica.
Organismi pluricellulari: organismi formati da più di una cellula differenziata che svolge funzioni specializzate. Le cellule presenti nell'organismo hanno funzioni specializzate, non svolgono la stessa funzione.
Organismo unione di più organi, gli organi sono formati da più tessuti.
Se palpo un bicipite (muscolo) sto palpando un organo-> perché toccandolo trovo tessuto muscolare, tessuto connettivo, nervoso.
Noi interagiamo sempre con l'organismo che a sua volta è composto da organi e a sua volta da tessuti.
*utilizzare sempre il termine VENTRALE - DORSALE, CAUDALE -CRANIAL (o ROSTRALE)*
Le informazioni dei recettori entrano nel midollo spinale attraverso il nervo a livello delle corna dorsali. Il neurone del nervo si trova nei gangli (agglomerato di corpi neuronali situati nel S.N.PERIFERICO). Da qua l'informazione decorre lungo gli interneuroni che aiutano a elaborare il segnale, poi l'informazione viaggia nella vie ASCENDENTI. La sensibilità di pressione sul corpo riguarda la sensibilità EPICRITICA Questi allora decorrono lungo le vie SPINO-BULBO-TALAMICHE nel gracile cuneato. queste informazioni di pressione arrivano al talamo e se è un'informazione cosciente allora arriva alla corteccia (raggiunge soglia di coscienza), mentre se è un'informazione incosciente il talamo inibisce la proiezione talamo-corticale (info non arriva corteccia).
L'anatomia palpatoria è uno strumento diagnostico fondamentale in osteopatia. L'osteopatia utilizza il tocco per identificare le strutture anatomiche del corpo e valutarne la condizione. Attraverso la palpazione è in grado di percepire i diversi tessuti come muscoli, ossa, legamenti e organi, per identificare eventuali restrizioni di movimento, tensioni o altre condizioni.
SENSAZIONE è informazione non conscia e monomodale (porta info di tipo olfattivo o propriocettivo, visivo ... sono info che hanno una sola modalità) PERCEZIONE è un'informazione conscia, è multimodale ( le informazioni sono di più, quindi info percettiva è complessa ), questa dipende da molti altri fattori e non da uno solo. la stessa percezione viene percepita in maniera differente nei diversi pazienti.
Osteopatia utilizza il TOCCO per identificare le strutture anatomiche del corpo e valutarne la condizione. Attraverso la palpazione, è in grado di percepire i diversi tessuti come muscoli, ossa, legamenti e organi, per identificare eventuali restrizioni di movimento, tensioni o altre condizioni.
Attraverso il tocco ricevo diversi tipi di info: temperatura, densità, texture, pressione ...
Il talamo è un nucleo di RELE SENSORIALI cioè riceve info sensoriali da diverse parti del corpo e le invia a specifiche aree della corteccia cerebrale dove poi queste informazioni vengono interpretate e trasformate in percezioni consce.Ad esempio, le informazioni visive dalla retina vengono inviate al talamo, che le inoltra alla corteccia visiva nel lobo occipitale per essere interpretate come immagini.VIE ACENDENTI->Informazioni sensoriali sono 4: termica dolorifica, epicritica, propriocettiva conscia e inconscia
ONTOGENESI (sviluppo dell'individuo) ricapitola la FILOGENESI (sviluppo della specie a cui l'individuo appartiene) -> lo sviluppo dell'individuo ricapitola lo sviluppo della specie a cui l'individuo appartiene.
Le tappe evolutive dello sviluppo di un individuo di volta in volta hanno avuto delle caratteristiche per fare in modo che l'individuo si adatti all'ambiente circostante. (Una struttura più caudale è più antica, una più rostrale è più recente)
Strutture VESTIGIALI: strutture che abbiamo e non servono più, es: coccige.
Tutte le strutture più semplici allora devono svilupparsi prima, più una struttura è semplice anatomicamente e più è antico. Queste strutture possono fare mano a mano step evolutivi che permettono di vivere meglio.
Le strutture più sono caudali e più sono antiche, più sono antiche più codificano con l'informazione di sopravvivenza (servono per la nostra sopravvivenza)
L'informazione sensoriale termica dolorifica è la più antica e quindi di base.
La via spino-talamica porta le informazioni più semplici come la termica dolorifica, mentre la via bulbo-talamica porta informazioni più complesse.
Sede della coscienza: corteccia
Propriocettiva conscia: deve essere elaborata in una via che va in corteccia, quindi la via che porta in corteccia è la spino-bulbo-talamica
Propriocettiva inconscia: utilizza la via spino-talamica
Toccando ricevo informazioni termiche, pressorie, epicritiche e propriocettive inconscia e conscia quando corteccia richiede quell'informazione.
L'osteopatia utilizza il tocco per identificare le strutture anatomiche del corpo e valutarne la condizione. Attraverso la palpazione è in grado di percepire diversi TESSUTI.
Non percepisco i tessuti ma percepisco una consistenza al tatto di un organo la cui consistenza è data dal peso di certi organi.
Un organismo pluricellulare ha necessità di interazione tra cellule così da avere un'interpretazione e modifica dell'ambiente.
Cellule gliali e neuroni devono fare quest'azione in maniera organizzata.
Il principio generale dell'evoluzione e dell'organizzazione biologica. L'idea è che l'evoluzione non punta a una perfezione assoluta, ma a un ottimo relativo, cioè la miglior soluzione possibile considerando i vincoli dell'ambiente e della fisiologia.
I due parametri, nutrizione e velocità, sono cruciali per qualsiasi sistema biologico:
Quando parla di organizzazione del sistema nervoso, sottolinea che l'elaborazione delle informazioni deve rispettare questi vincoli. Il sistema nervoso non può essere progettato per una precisione o una complessità infinite, ma deve trovare un compromesso tra la rapidità delle risposte e il consumo energetico necessario per mantenerle efficienti.
A livello del midollo spinale, l'elaborazione dell'informazione è minima e le risposte sono rapide e dirette. Man mano che si procede nello sviluppo filogenetico (evoluzione delle specie) e ontogenetico (sviluppo dell'individuo), si aggiungono nuove strutture cerebrali che aumentano la complessità dell'elaborazione delle informazioni.
Questo incremento di complessità comporta inevitabilmente un maggiore tempo di elaborazione, che deve essere gestito con attenzione. Per evitare tempi di risposta troppo lunghi, il sistema compensa bilanciando elaborazioni più lente e dettagliate con processi paralleli più rapidi ma meno precisi.
Questo meccanismo permette all'organismo di fornire risposte più semplici e immediate quando necessario, garantendo un equilibrio tra accuratezza e velocità nell'elaborazione delle informazioni.
Nel corso dello sviluppo, la complessità delle connessioni tra i neuroni aumenta progressivamente. Un neurone è costituito da tre parti principali: il soma (corpo cellulare), l'assone e le dendriti. Sia le dendriti che l'assone sono estroflessioni citoplasmatiche che possono variare notevolmente nel tempo, in base alla funzione del neurone e all'adattamento del sistema nervoso.
Nel caso di un neurone con un albero dendritico molto ramificato e un assone, la sua funzione principale è ricevere informazioni. Un esempio di neurone di questo tipo si trova nel cervelletto, dove è coinvolto nella coordinazione motoria.
Osservando la struttura istologica dei neuroni, è possibile dedurre il loro ruolo funzionale: conoscere la loro anatomia, infatti, fornisce indicazioni chiare sul tipo di funzione che svolgono nel sistema nervoso.
Nel cervello, i neuroni non sono semplicemente disposti uno accanto all'altro; ciò che conta davvero è come si proiettano l'uno verso l'altro. Ogni neurone può formare tra le 20.000 e le 40.000 sinapsi, che rappresentano i punti di connessione con altri neuroni. L'informazione che un neurone elabora non dipende tanto dalle sue caratteristiche intrinseche o dalla qualità dell'elaborazione nel soma, ma da che tipo di informazione riceve dai neuroni con cui è connesso. In altre parole, la funzione di un neurone dipende da dove e da chi riceve le sue proiezioni.
La trasmissione neurale è convergente, il che significa che diversi neuroni inviano segnali a un neurone specifico, il quale elabora queste informazioni in modo integrato.
Quindi, non sono tanto le proprietà innate di un neurone a determinarne la funzione, quanto le informazioni che riceve dai neuroni che proiettano verso di lui.
Lo sviluppo del sistema nervoso (SN) segue una dinamica in cui, nei sistemi più primitivi, l'elaborazione delle informazioni è più semplice e codificata geneticamente, quindi il consumo energetico è ridotto. Ad esempio, un animale come un pulcino, pochi minuti dopo la nascita, è in grado di scappare di fronte a un predatore, anche se non ha mai visto un rapace in vita sua. Questo comportamento è codificato geneticamente nel suo cervello, che è predisposto a riconoscere certe minacce senza bisogno di esperienza diretta.
In altri casi, come nei cuccioli della Nuova Caledonia, a 6 settimane di vita sono ancora in grado di fare pochi movimenti come aprire e chiudere il becco. In questa situazione, è l'ambiente che forma il cervello, poiché il comportamento complesso si sviluppa solo attraverso l'interazione con esso.
Pertanto, il sistema nervoso, man mano che si complessifica e si integra con l'ambiente, porta a una necessità maggiore di interazione per il suo sviluppo. Questo implica che, durante la fase di crescita, ci sia un periodo in cui il cervello non è ancora in grado di interagire attivamente con l'ambiente. Poiché un sistema nervoso più complesso dipende in gran parte dall'esperienza per essere completamente formato, ciò comporta un aumento delle cure parentali, essenziali per la sopravvivenza dell'individuo e il corretto sviluppo delle sue capacità cognitive e motorie.
I neuroni possono essere già presenti nella loro posizione definitiva alla nascita oppure possono migrare per raggiungerla. Tuttavia, l'evoluzione tende sempre a ottimizzare le risorse, quindi il metodo più efficiente e meno rischioso è che i neuroni nascano direttamente nella loro posizione finale.
Tuttavia, in organismi più complessi, molti neuroni devono migrare per raggiungere la loro destinazione. Questo processo è soggetto a selezione naturale: alcuni neuroni non arrivano a destinazione, comportando una perdita di energia, ma garantendo che solo quelli correttamente posizionati sopravvivano, migliorando così l'efficienza del sistema nervoso.
Più un organismo è filogeneticamente avanzato, maggiore sarà la necessità di migrazione neuronale durante lo sviluppo. Al contrario, negli organismi meno evoluti, la maggior parte dei neuroni nasce già nella posizione corretta, riducendo la necessità di migrazione.
I neuroni migrano grazie a una struttura di supporto fornita da particolari cellule chiamate neuroglia radiale. Queste cellule estendono lunghi processi citoplasmatici lungo i quali i neuroni si spostano per raggiungere la loro destinazione finale.
I neuroni nascono in specifiche aree del sistema nervoso e migrano seguendo queste "strisce" di glia radiale, utilizzando molecole di adesione per rimanere ancorati durante il percorso. Questo processo garantisce che raggiungano la loro posizione corretta nello sviluppo del sistema nervoso.
Un neurone sa di aver raggiunto la sua destinazione grazie a segnali locali che riceve dall'ambiente circostante, come molecole di segnalazione o interazioni con altre cellule.
Lo sviluppo del sistema nervoso è influenzato sia da fattori genetici che ambientali. Questo significa che anche due gemelli omozigoti, pur avendo lo stesso DNA, non avranno mai un sistema nervoso identico, poiché le esperienze e gli stimoli esterni plasmano continuamente la struttura e le connessioni neuronali.
Lo stesso principio vale per la clonazione: anche se geneticamente identici, i cervelli dei cloni saranno comunque diversi a causa dell'interazione con l'ambiente e delle esperienze vissute.
Inoltre, I cervello di una singola persona non rimane mai uguale a sé stesso, perché è in continua trasformazione. Ogni esperienza lascia una traccia e modifica la percezione delle esperienze future. Ad esempio, il primo massaggio che una persona riceve cambia la sua percezione e la risposta al massaggio successivo, influenzando la sensibilità e l'elaborazione sensoriale nel tempo.