Il Cantico delle Creature di San Francesco d'Assisi, presentazione didattica

Slide da Il Catechismo Divertente su Il Cantico delle Creature. La Pdf, pensata per la scuola primaria, introduce il testo poetico di San Francesco d'Assisi, spiegandone origine e significato con un linguaggio semplice e illustrazioni, utile per la materia Religione.

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25 pagine

IL CANTICO DELLE CREATURE conosciuto anche
come IL CANTICO DI FRATE SOLE
Questo componimento è stato scritto nel 1224 da San
Francesco d’Assisi che voleva, con esso, lodare Dio
per tutte le meraviglie che ha creato.
E’ chiamato CANTICO perché l’autore non ha scritto solo i versi di
questo testo poetico ma anche la musica il Cantico delle Creature
era, in realtà, una canzone.

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Anteprima

Il Cantico delle Creature: Introduzione

IL CANTICO DELLE CREATURE Per ragazzi Il catechismo divertenteSapete qual è il più antico componimento in lingua italiana? IL CANTICO DELLE CREATURE conosciuto anche come IL CANTICO DI FRATE SOLE Questo componimento è stato scritto nel 1224 da San Francesco d'Assisi che voleva, con esso, lodare Dio per tutte le meraviglie che ha creato. E' chiamato CANTICO perché l'autore non ha scritto solo i versi di questo testo poetico ma anche la musica il Cantico delle Creature era, in realtà, una canzone.

La musica perduta del Cantico

Se guardate con attenzione l'immagine sottostante, che rappresenta la più antica versione del Cantico delle Creature giunta fino a noi e conservata nel museo del Sacro Convento di Assisi, noterete che ci sono degli spazi vuoti nel testo. Questi spazi servivano per scrivere la musica composta dall'autore. Purtroppo la musica è andata perduta nel corso dei secoli e non sapremo mai la melodia che accompagnava gli splendidi versi del Cantico.

huis ferth. Scarumhtas ofundit fu pbiam.goms homines quifunt imunto. Amut goma que i mundo fift: Sca ca ntas. ofimdi ome diatoncas q carnaler temptationes. comf carnales timores. Sca olechenna ofunch oms apler? carnalet nolitater. Thatet mortificati co pus fi avolichenna fpe gavotechentia fris tiu.ge fubdituffugofit oibs hoibsq fimundo. go tanti fons hőibs. fi etias Oibs leftus gfenf. ut polit facere æe to quicqu noluint quatu fuit ers sti cefr padno. Japure Lainer ciaturay a's feat least fraction to lande yhonore der du cer ifimm'apo Av. Itikemu ompotente bonnignore. tue 2.66.) folelaure la giona eltonore gonne Jote foloattiftimo fe Ronfano, o muillu homo Rufene chignu te metonare: bevedictione.

Composizione e struttura del Cantico

Quando è stato composto il Cantico delle Creature?

Il Cantico delle Creature non è stato composto in un'unica volta, come si pensava all'inizio, ma è costituito di 3 parti che sono state scritte da Francesco in tre momenti diversi della sua vita.

  • La prima parte, che riguarda la lode a Dio per il creato, è stata scritta nel 1224 dopo un sogno in cui Francesco ha avuto una visione divina che lo faceva certo della salvezza eterna.
  • La seconda parte, che riguarda il perdono, è stata scritta dopo che Francesco è riuscito a far riappacificare il Vescovo con il Podestà di Assisi.
  • La terza parte, che riguarda la morte, è stata scritta presumibilmente nel 1226, anno della morte di Francesco, quando il santo sentiva che la sua vita stava giungendo al termine.

La lingua originale del Cantico

Ovviamente la versione scritta da S. Francesco non era nella lingua italiana che conosciamo oggi ma in volgare umbro del XIII secolo, con influenze toscane e francesi e con alcuni latinismi.

Testo in volgare del Cantico delle Creature

Leggiamo il testo in volgare del Cantico delle Creature, così come Francesco lo ha scritto:Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so' le laude, la gloria e 'honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfano et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie mi' Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione. Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle, in celu l'ai formate clarite et pretiose et belle. Laudato si', mi' Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento. Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si', mi' Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione. Beati quelli che 'l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si' mi' Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali; Beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farra male. Laudate et benedicete mi' Signore' et ringratiate et serviateli cum grande humilitate.

Testo in italiano del Cantico delle Creature

Conosciamo il testo in italiano del Cantico delle Creature Altissimo, Onnipotente e buon Signore, tue sono la lode, la gloria, l'onore e ogni benedizione. A te solo Altissimo si addicono e nessun uomo è degno di nominarti. Lodato sii, mio Signore insieme a tutte le tue creature specialmente per il fratello sole, il quale è la luce del giorno e attraverso lui illumini noi. Ed esso è bello e raggiante con un grande splendore, simboleggia, o Altissimo, la tua importanza.Lodato sii, mio Signore, per sorella luna e le stelle, in cielo le hai formate chiare preziose e belle. Lodato sii, mio Signore, per fratello vento e per l'aria e per il cielo nuvoloso o sereno e per ogni tempo attraverso il quale alle tue creature dai sostentamento. Lodato sii, mio Signore, per sorella acqua che è molto utile, umile, preziosa e pura.Lodato sii, mio Signore, per fratello fuoco attraverso il quale ci illumini la notte, ed esso è bello, giocondo, robusto e forte. Lodato sii, mio Signore, per sorella nostra madre terra, la quale ci dà nutrimento e ci mantiene e produce diversi frutti e fiori colorati ed erba.

Com'è strutturato il Cantico delle Creature?

Dopo essersi rivolto a Dio che è l'unico degno di gloria e di essere lodato, Francesco lo ringrazia per aver creato la natura, che lui ama e rispetta profondamente. Comincia dal firmamento Dedica un'attenzione particolare al Sole perché per Francesco simboleggia Dio stesso.Prosegue con i 4 elementi fondamentali della natura

  • ARIA
  • ACQUA
  • FUOCO
  • TERRA

Di tutti questi elementi Francesco mette in evidenza la bellezza ma nello stesso tempo anche l'utilità che essi hanno nella vita dell'uomo.Inoltre, Francesco chiama gli elementi della natura « fratelli e sorelle» perché anche essi sono stati creati, come l'uomo, da Dio Francesco pone la natura e l'uomo allo stesso livello con l'unica differenza che l'uomo, in quanto essere intelligente, ha il dovere di proteggerla e rispettarla. Proprio per questo Francesco è considerato IL PRIMO ECOLOGISTA DELLA STORIA !!! ECOLOGISTA: Colui che si impegna per la difesa dell'ambiente

Ricorda l'importanza della natura

Ricorda !!! Tutto ciò che ci circonda è un dono ricevuto da Dio ... è nostro dovere impegnarci per rispettarlo e proteggerlo. Impariamo da San Francesco ad amare tutto ciò su cui si posa il nostro sguardo !!!

Il perdono e la sofferenza nel Cantico

Il Cantico delle Creature cambia

A questo punto il Cantico delle Creature cambia ... Lodato sii, mio Signore, per quelli che perdonano grazie al tuo amore e sopportano malattie e sofferenze. Beati quelli che li sopporteranno in pace, che da Te, Altissimo, saranno ricompensati. In questa parte del Cantico Francesco riflette sull'uomo e cambia il tono delle sue parole ... mentre prima il testo era una lode per tutte le creature incondizionatamente, ora la lode a Dio riguarda non tutti gli uomini ma solo due categorie.

  • Quelli che sanno perdonare
  • Quelli che sanno sopportare in pace le sofferenze

Il Perdono

Il Perdono E' forse la cosa più difficile per noi cristiani ... riuscire a dimenticare dei torti e delle cattiverie subite e tornare ad amare la persona che ci ha offeso. Chissà che non sia proprio per questo che Francesco sceglie di lodare il Signore per quelli che invece riescono a perdonare. Ovviamente il perdono non è una cosa immediata, ma richiede tempo, riflessione e lavoro su sé stessi ... perciò non ci demoralizziamo se non ci riusciamo subito.Cerchiamo di guardare, per aiutarci, a quelle persone che invece ci sono riuscite. Gesù, non solo ha perdonato i suoi discepoli che lo hanno abbandonato e rinnegato, ma sulla croce ha perdonato anche quelli che lo stavano uccidendo! Maria, seguendo l'esempio di suo Figlio, pur nella sua grande sofferenza, non ha portato rancore ai discepoli per i loro comportamenti, ma come una madre amorevole ha cercato di capire il perché delle loro azioni. Si ma loro sono il Figlio e la Madre di Dio obbietterete voi!Obbiezione accolta !!!Ci riprovo .... Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981 ha subito un attentato in Piazza San Pietro in cui ha rischiato di perdere la vita. Dopo essersi ripreso è andato in carcere a trovare il suo attentatore Ali Agca e lo ha perdonato. Ora non ditemi « ma lui è un santo !!! » perché prima di essere santo è stato uomo. Don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 per il suo impegno a togliere i ragazzi dalla strada e quindi dalla mano di Cosa Nostra. Di fronte al suo assassino non ha avuto per lui parole di odio ma lo ha guardato con uno sguardo d'amore e gli ha sorriso ... quel sorriso ha determinato la conversione dell'assassino.

Riflessione sulla parola PERDONO

Un ultima riflessione sulla parola PERDONO Se la dividiamo capiremo bene che cos'è il perdono PER-DONO Il perdono è un dono per qualcuno ... ma per chi? Sicuramente per chi lo riceve perché può rimediare allo sbaglio commesso Sicuramente per chi lo dà perché può recuperare un rapporto che sembrava ormai destinato a finire

La sofferenza

La sofferenza Non credo sia un caso che S. Francesco abbia dedicato spazio nel suo Cantico al tema della sofferenza. Quando ha scritto questo testo era ormai quasi cieco ed era malato e affaticato dai tanti km percorsi nella sua vita (pensate che dall'analisi del corpo di S. Francesco si è scoperto che aveva le ossa dei piedi e delle ginocchia consumate per i tanti viaggi intrapresi !!!! ) ... in più aveva ricevuto, sul monte della Verna, il dono delle stimmate e sentiva nel suo corpo il dolore sofferto da Gesù sulla croce.Che lo vogliamo o no il dolore e le malattie fanno parte della nostra vita! Il Signore non ce le risparmia ... non ha risparmiato la sofferenza neanche a suo Figlio e a sua Madre !! Di fronte alla «tribolazione» come la chiama S. Francesco l'uomo può assumere due atteggiamenti:

  1. Può arrabbiarsi con Dio ritenendolo il responsabile dei suoi dolori, sentirsi abbandonato ed allontanarsi da Lui.
  2. Può affidarsi a Dio, sopportare il dolore e trovare serenità e pace anche nei momenti difficili con la certezza che Lui ci è vicino.

S. Francesco ci insegna che l'atteggiamento giusto è il secondo ... lui stesso lo ha sperimentato.

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