Documento dall'Università degli Studi Guglielmo Marconi su Laboratorio di Psicologia Clinica (nuovo Programma) il Modello Abc. Il Pdf esplora il Modello ABC di Albert Ellis e la Dialectical Behavior Therapy (DBT) di Marsha Linehan, due approcci fondamentali in psicologia per studenti universitari di Psicologia.
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Università degli studi Guglielmo Marconi Corso: Scienze e Tecniche Psicologiche L-24 Matricola 0029528 Aurora Vegliante
1LABORATORIO DI PSICOLOGIA CLINICA (NUOVO PROGRAMMA) IL MODELLO ABC Il modello ABC è stato elaborato da Albert Ellis (1962), uno dei fondatori del cognitivismo clinico. Ellis evidenziò, partendo dalle esperienze cliniche e dai racconti dei pazienti, il ruolo del dialogo interno nel determinare gli stati emotivi. Secondo tale modello, quando accade un evento attivante (A) le persone danno un'interpretazione e una valutazione più o meno funzionale di ciò che è successo attraverso i pensieri (B), dai quali conseguentemente scaturiscono emozioni e comportamenti (C). Nell'evento attivante A andremo a descrivere cosa è successo, nei pensieri B descriveremo cosa abbiamo pensato e nel C le emozioni che abbiamo provato e come mi sono comportato.
Esempio: Evento attivante (A): sento un forte rumore Pensieri (B): potrebbero essere i ladri Emozioni e comportamenti (C): ansia, cerco un riparo, tachicardia ecc. Cambiando il pensiero cambiano emozioni e comportamenti, mentre l'evento non è cambiabile, e noi, attraverso i pensieri, possiamo arrivare ad accedere al profilo interno, ovvero il modello di funzionamento della persona.
Un altro esempio può essere: Evento attivante (A): sento il cuore che mi batte molto forte Pensieri (B): sto per avere un infarto Emozioni e comportamenti (C): ansia, tachicardia, metto la mano sul cuore, cerco aiuto. In questo caso l'evento attivante è un evento interno, non dovuto a qualcuno o qualcosa ma a noi stessi, di conseguenza questo ci porta ad avere quel tipo di pensiero, in questo caso a pensare di avere un infarto, questa interpretazione però è dettata dal mondo di pensare di quella persona, dalle sue credenze, dalle sue esperienze di vita e dalle sue regole interne. In questo caso a questo pensiero corrisponde un'emozione di ansia, in quanto c'è una minaccia futura che potrebbe accadere, che non è certa, ed è proprio questa incertezza che fa scaturire questa emozione. Da tutto questo avremo la messa in atto di alcuni comportamenti protettivi come posare la mano sul cuore o cercare qualcuno che lo possa aiutare.
Possiamo osservare come tutte le emozioni hanno principalmente due dimensioni, la prima è l'intensità, un valore personale che si può attribuire ad un'emozione e che misura quanto questa sia intensa, nella clinica viene espressa con un valore che va da 1-10. Ad uno stesso pensiero infatti può corrispondere un'emozione con differenti valori di intensità, e cambiando quest'ultima può cambiare anche l'intensità fisiologica. La seconda dimensione è la durata, che rappresenta il tempo nel quale provo l'emozione, in quanto tutte le emozioni hanno un inizio e una fine 2(es. l'ansia ha una durata di circa 45 minuti se non viene mantenuta e questo è importante perché se le emozioni durano di più vuol dire che noi stiamo agendo in maniera disfunzionale per mantenerle ad esempio rimuginandoci sopra o chiedendo rassicurazioni).
Riprendendo l'esempio di prima che aveva come evento attivante (A) il sentire il cuore battere molto forte, aggiungendo la dimensione dell'intensità avremo per esempio nel C un ansia 8 (il valore numerico indica infatti l'intensità dell'ansia).
Il caso di Simone è un esempio clinico del modello ABC e riassume le varie tappe di somministrazione di tale modello mostrandone anche l'utilità clinica. Simone è un ragazzo maschio di 23 anni, vive a Roma e frequenta il primo anno di laurea magistrale in economia. Simone si presenta presso lo studio puntuale e con fare timoroso. Riferisce subito che ala prima volta che va in psicoterapia. Durante il primo colloquio mostra un ottimo eloquio, ha una postura fiera e sembra sicuro di sé anche se, quando parla dello studio e del rapporto con i suoi genitori, si rattristisce e non riesce a tenere lo sguardo, quasi vergognandosi. Egli riferisce inoltre di avere grandi problemi all'università, per esempio non riesce più a dare esami di tipo orale mentre negli scritti eccelle, a casa ha difficoltà a parlare con i genitori con i quali entra spesso in conflitto, ha problemi a prendere sonno e si sveglia molto presto la mattina, passa tutta la giornata a studiare in casa ma nel fine settimana si dedica agli amici e alla ragazza ed è molto spaventato da quello che succede, non riesce infatti a capire quello che prova e si sente molto confuso. Durante i primi colloqui ricostruiamo la storia di vita di Simone: viene da una famiglia che presenta degli alti standard dove i problemi personali non vanno mostrati riferisce infatti che "l'apparire per i miei genitori è tutto". Il padre di Simone è dipendente dalla cocaina, ma quest'informazione gli è stata a suo dire nascosta finché lui non ha osservato il padre che ne faceva uso. La madre di Simone per mantenere la «facciata della buona famiglia» non ha divorziato con il marito anche se ha scoperto che era stata tradita ripetutamente. Simone ha molta difficoltà a capire le emozioni che prova, riferisce un caos di emozioni e di pensieri e si focalizza molto sulle sensazioni fisiche che lo portano a spaventarsi. Gli esami orali sono le situazioni che teme di più, ma non riesce a spiegarsi cosa provi: riferisce di provare un caos interno, di sentirsi confuso e minacciato; ha forti mal di pancia prima e durante l'esame; durante il suo svolgimento perde di vista l'argomento e si impappina con le parole chiedendo scusa al prof. e a volte sottraendosi all'esame stesso. Le prime sedute sono dedicate a comprendere meglio le problematiche di Simone. Con lo scopo di capire meglio il suo funzionamento e per aumentare il monitoraggio sui propri stati emotivi, dalla terza seduta decido di condividere con lui il modello ABC.
Per introdurre il modello ABC ho scelto di utilizzare una seduta per spiegarglielo per poi andare a esplorare con lui le emozioni principali in modo da dargli degli strumenti per riconoscerle. Ho condiviso con Simone lo schema del modello. Gli ho spiegato cosa inserire e successivamente siamo partiti da un'emozione che aveva 3provato (C). Poi abbiamo osservato e trascritto l'evento attivante (A) ed infine abbiamo osservato i pensieri e le credenze ad esso correlati (B).
Nel suo caso avevamo: Emozioni e comportamenti (C): ansia 6, potrei fare l'esame un altro giorno, devo studiare più nello specifico. evento attivante (A): studio per l'esame. Pensieri (B): prenderò un brutto voto. Per somministrare e lavorare con gli ABC di norma partiamo dall'emozione (C), andiamo ad osservare l'evento (A) che l'ha attivata, per poi monitorare il pensiero (B). Lo scopo dell'ABC è quello di monitorarsi durante tutta la settimana e non solo durante la seduta, questo aumenterà l'osservazione del suo stato interno. Quindi, nello scrivere il modello ABC partiamo sempre prima dall'emozione C, poi da A e infine da B, nell'interpretazione invece l'ordine è indifferente. La consegna nel caso di Simone è stata quella di compilare diversi ABC con lo scopo di esercitarsi a riconoscere le varie parti di un suo episodio emotivo, durante le prime sedute anche positivo, e osservare la settimana successiva le dinamiche emerse dagli episodi da lui riportati, affinando l'uso del modello.
Alcuni esempi degli ABC di Simone:
| A (2) | B (3) | C (1) |
|---|---|---|
| Evento attivante | Pensieri | Emozioni e comportamenti |
| L'esame scritto va molto bene | Ho raggiunto un ottimo risultato | Gioia 8 Chiamo subito la mia ragazza (spinta all'azione) |
| A | B | C |
|---|---|---|
| Evento attivante | Pensieri | Emozioni e comportamenti |
| litigo con mio padre rispetto al mio ritardo negli studi | sta perdendo la fiducia in me stesso | tristezza 7 vorrei piangere, mi chiudo in camera |
Nelle sedute successive con Simone abbiamo lavorato sul saper conoscere le emozioni: dargli un nome, capire l'attivazione fisiologica e la spinta all'azione che ci danno. Una volta che è stato in grado di riconoscere il proprio funzionamento (circa 3/4 sedute) abbiamo ricreato il profilo interno del suo funzionamento e dedicato le sedute successive a lavorare su esso per poi continuare la terapia. Il paziente infatti deve essere in grado di capire i propri meccanismi ricorsivi e come funziona la sua mente per poi capire come intervenire nel gestire determinate 4situazioni. Quindi il profilo interno è fondamentale per iniziare il vero e proprio percorso terapeutico, e concludere così la fase anamnestica.
Lo psicanalista Alber Ellis (1962) aveva osservato l'importanza dei pensieri dei pazienti partendo da un vero e proprio diario, osservando diversi pazienti vide come di settimana in settimana cambiavano le emozioni che i pazienti riportavano, grazie a questo si soffermò sull'importanza che avevano i pensieri dei pazienti nel determinare le emozioni. Per fare questo partì proprio da una vera e propria osservazione clinica sul vissuto dei propri pazienti e da lì, notando che emozioni uguali o diverse venivano esperite da persone differenti in modalità differenti andò a osservare qual era la differenza tra questi pazienti e pose quindi la sua lente d'ingrandimento sui pensieri che questi facevano, iniziando a delineare il modello ABC (all'evento A facciamo un pensiero B ed esperiamo un'emozione C). Tutto questo portò alla rivoluzione cognitiva (i cui esponenti principali sono stati Denber, Miller, Primbram), ossia la scoperta del ruolo fondamentale che il nostro pensiero ha nell'interpretare gli eventi e nel determinare le emozioni. Quindi le nostre emozioni sono determinate dal nostro pensiero che interpreta gli eventi in maniera differente, uno stesso evento può essere interpretato da persone differenti in modalità differenti e quindi queste persone esperiranno emozioni differenti o le stesse ma con intensità differente.
Ellis ha introdotto una prospettiva diversa da quelle adottate fino a quel momento che avrebbe cambiato il modo di fare terapia. Il modello ABC implica l'individuare le modalità disfunzionali del pensiero (B), per poi tramite un lavoro terapeutico poterle modificare e quindi portare a una diversa modulazione delle emozioni e dei comportamenti disfunzionali (C). L'obiettivo è: una volta identificati i pensieri (B) quello di modulare i comportamenti disfunzionali (c) attraverso la modifica del pensiero (B).
Prima va identificato il pensiero disfunzionale B e poi, tramite diverse tecniche psicoterapeutiche si può arrivare a cambiare questo modo di pensiero arrivando a provare un'emozione diversa C oppure mettendo in atto comportamenti differenti, tutto ciò lasciando lo stesso evento A intatto. E' infatti praticamente impossibile cambiare gli eventi, mentre è invece possibile cambiare la nostra risposta emotiva, partendo dai nostri pensieri in merito a quell'evento.
Epitteto, un filosofo stoico, disse che non sono gli eventi a farci soffrire, ma le nostre interpretazioni di quegli eventi, il modello ABC infatti non è altro che la trasposizione attuale di un procedimento che veniva attuato dagli stoici, ossia separare i nostri giudizi soggettivi dagli eventi.
Il modello ABC può essere utilizzato per due scopi principali. Il primo è in fase di Assessment, ossia le fasi iniziali della terapia nelle quali si va a delineare il profilo interno del paziente, per poter osservare i possibili pensieri disfunzionali. Un altro 5