Documento di Psicologia sull'apprendimento e lo sviluppo, con un focus sulle teorie del cognitivismo. Il Pdf, adatto a studenti universitari, esplora concetti chiave come gli stadi di sviluppo cognitivo, la zona di sviluppo prossimale e i tipi di rappresentazione, includendo anche cenni al comportamentismo e alle teorie di Bandura, Tolman e Pavlov.
Mostra di più26 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Il cognitivismo è una corrente di pensiero multidisciplinare (neurologica, psicologica e pedagogica) che studia i processi mentali. A partire dagli anni 1956-1960 si contrappone al comportamentismo che considerava l'apprendimento come una concatenazione di stimoli e risposte e studiava perciò solo il comportamento osservabile. Il cognitivismo propone invece di studiare la mente umana in termini di memoria e di processi cognitivi (apprendere e conoscere); descrive i processi mentali e le strutture cognitive con cui si risolvono tipologie di situazioni problematiche.
Era uno psicologo cognitivista, è considerato il fondatore dell'epistemologia genetica, ovvero dello studio sperimentale delle strutture e dei processi cognitivi legati alla costruzione della conoscenza nel corso dello sviluppo, e si dedicò molto anche alla psicologia dello sviluppo.
Lo sviluppo cognitivo non può prescindere dal contesto ambientale di riferimento. I livelli di maturazione biologica sono infatti stimolati dalla realtà ambientale circostante intesa come realtà socio-culturale: Il linguaggio simbolico, ad esempio, è fondamentale nello sviluppo cognitivo di un individuo. Egli si focalizza sul pensiero del bambino.
Utilizza 3 metodi di osservazione sul bambino:
Secondo Piaget l'intelligenza è frutto del lavoro attivo del bambino che è impegnato nella costruzione di se stesso (far fare) che inizia già nel grembo materno.
Grazie all'epistemologia genetica di Piaget, l'intelligenza viene definita come un adattamento all'ambiente esterno che avviene attraverso 2 diversi meccanismi:
Questi 2 processi portano al principio di equilibrazione, dove vi è una crescita cognitiva e quindi un conseguente passaggio di stato.
Il processo conoscitivo (sviluppo cognitivo) del bambino avviene attraverso 4 stadi, tenendo conto anche dell'interazione dell'ambiente:
J. Piaget, psicologo interessato allo sviluppo del pensiero, osserva il comportamento linguistico del bambino che prima parla con se stesso, per consolidare idee, conoscenze, in un linguaggio di tipo autistico e, poi, sviluppa un linguaggio dialogico e socializzato. Piaget dimostrò innanzitutto l'esistenza di una differenza qualitativa tra le modalità di pensiero del bambino e quelle dell'adulto e, successivamente, che il concetto di capacità cognitiva, e quindi di intelligenza, è strettamente legato alla capacità di adattamento all'ambiente sociale e fisico. Ciò che spinge la persona a formare strutture mentali sempre più complesse e organizzate lungo lo sviluppo 1cognitivo è il fattore d'equilibrio. In psicologia, si definisce "maturazione" il processo: Che conduce a mutamenti strutturali organici nell'individuo, dovuti allo sviluppo innato della specie
Era uno psicologo cognitivista. Egli con la teoria socio-culturale dice che lo sviluppo della psiche è influenzato dal contesto sociale ed evidenzia i processi psichici superiori che sono socialmente e culturalmente mediati dal contesto interattivo.
L'idea centrale della prospettiva di Vygotskij è che lo sviluppo della psiche è guidato e influenzato dal contesto sociale, quindi dalla cultura del particolare luogo e momento storico in cui l'individuo si trova a vivere e che provoca quindi delle stimolazioni nel bambino, e si sviluppa tramite "strumenti" (come il linguaggio) che l'ambiente mette a disposizione.
Al contrario di Piaget, Vygotskij afferma che il linguaggio del bambino sia già in origine di tipo sociale perché viene assorbito in modo inconscio in famiglia e nell'ambiente, successivamente compare il linguaggio egocentrico che non scompare ma che va in profondità e serve per ordinare le idee e formulare concetti.
Per Jean Piaget la pressione dell'ambiente non ha effetto sul sistema nervoso (il bambino impara interagendo da sé sugli oggetti) mentre per Vygotskij è l'ambiente culturale a consentire lo sviluppo cognitivo.
La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore. Infatti, Vygotskij non riteneva - con ciò prendendo le distanze da Piaget - che il bambino passasse attraverso diversi stadi e dunque 'fosse pronto' ad apprendere nuove conoscenze che prima non era in grado di ritenere; al contrario, sostiene che il bambino impara da coloro che si trovano a un livello di conoscenza superiore. La ZSP è la differenza tra ciò che il bambino sa fare da solo e ciò che può fare con l'ausilio di una persona più competente (Rapporto allievo-insegnate nella risoluzione di un problema). Grazie all'aiuto dell'adulto il bambino si può spingere oltre il suo livello di conoscenza attuale.
2Zona di sviluppo potenziale (lo studente, in quel momento, non può apprendere né da solo, né supportato) Zona 3 Zona 2 (o ZPD) Zona 1 Zona di sviluppo prossimale (lo studente può apprendere solo se supportato da un insegnante) Zona di sviluppo attuale (lo studente può apprendere da solo)
Psicologo cognitivista che appoggiava la teoria attivista di Piaget e l'importanza dell'ambiente di Vigotskij, egli apre ad una nuova teoria "il culturalismo". Bruner supera la teoria degli stadi evolutivi formulata dal Piaget in quanto li interpreta come segmenti rigidi di sviluppo, invece egli sostiene che questi stadi possono coesistere.
Bruner sottolinea l'importanza del rapporto che il bambino ha con l'ambiente e individua tre tipi di rappresentazione che il soggetto sviluppa in rapporto all'ambiente:
Scaffolding: impalcatura 1986 ( sostegno che una persona esperta offer al soggetto apprendente ) Il metodo della didattica per problemi consente agli allievi di imparare a risolvere, con gradualità, problemi sempre più complessi che permettono di acquisire abilità cognitive di livello elevato.
3Lo studioso pone in primo piano l'apprendimento del linguaggio e il rapporto che il bambino stabilisce con la madre rappresenta input fondamentale per l'apprendimento del linguaggio.
Il focus dell'insegnante creativo deve centrarsi sullo sviluppo, per lo studente, di un approccio verso la risoluzione di problemi (problem solving), promuovendo e valutando il pensiero creativo e la diversità di opinione. Esistono strategie centrate sullo studente che possono coinvolgere la creazione di concetti e nuove idee, obiettivi e interessi condivisi, confronti, attivi scambi di opinioni in piccoli gruppi.
Promuovere l'apprendimento e la ricerca basandosi sulla risoluzione di problemi prevede:
L'insegnamento creativo, per essere realmente tale, necessita di una visione "illuminata" dell'educazione fondata sul riconoscimento dell'importanza di sviluppare le particolarità e gli interessi di ogni studente, sollecitando la curiosità e la voglia di imparare ad imparare. Una scuola centrata sullo studente, insomma. L'insegnamento, in tal senso, deve promuovere e portare allo sviluppo di un pensiero complesso, conseguenza di un apprendimento che dura per tutto l'arco della vita (lifelong learning).
La modalità di pensiero che Bruner distingue sono il modo di pensare paradigmatico e il modo narrativo. La modalità paradigmatica o logico-scientifica, come la definisce Bruner, tenta di essere un sistema matematico formale di descrizione e di spiegazione. La metafora per capire questo pensiero è il computer.
Esponente dell'innatismo, afferma che ciascun individuo possiede già alla nascita un dispositivo per l'acquisizione del linguaggio o L.A.D. (Language Acquisition Device). Grammatica Universale (Determinata geneticamente ed è alla base di tutti gli individui). Bruner sottolinea la rilevanza dell'ambiente socio-culturale di appartenenza e afferma che il L.A.D. non può esplicarsi senza un "Sistema di Supporto per l'Acquisizione del Linguaggio" o L.A.S.S. (Language Acquisition Sistem Support). Bruner infatti riprende e supera le teorie di Chomsky sull'apprendimento del linguaggio. Egli afferma che l'apprendimento deve essere fondato sulla "scoperta" in quanto sottolinea l'importanza della "motivazione": il soggetto, sollecitato dagli stimoli ambientali, attiva in modo naturale la "curiosità" che gli consente di conoscere ed elaborare, introiettandola, la realtà che lo circonda.
Il comportamentismo (o behaviorismo o psicologia comportamentale) è un approccio alla psicologia, sviluppato dallo psicologo John Watson agli inizi del Novecento, basato sull'assunto che il comportamento esplicito dell'individuo sia l'unica unità di analisi scientificamente studiabile della psicologia, avvalendosi del metodo stimolo (ambiente) e risposta (comportamento), in quanto direttamente osservabile dallo studioso.
La sua teoria cognitivista è fondata sul rinforzo sociale (Esperimento Bobo e influenza dei mass media).