IL POTERE
Definizioni molteplici.
Noi ci occuperemo di
individuare del potere le
sue:
- Proprietà
- Basi
- Forme
PROPRIETA' DEL POTERE
Trattiamo le 3 principali:
- Simmetria o asimmetria
delle relazioni di potere
- Intenzionalità o
determinanti strutturali
- Decisioni e non
decisioni
L'ASSIMETRIA NELLE RELAZIONI DI POTERE
"Il potere designa qualsiasi possibilità di far valere, entro una relazione
sociale, anche di fronte a un'opposizione, la propria volontà, quale che sia
la base di questa volontà" (Weber, "Economia e società", 1922, 1999, V,
p.51)
Formule che esemplificano questa affermazione
- Si dice che A esercita un potere su B, quando A produce effetti in B in
maniera contraria agli interessi di B
- A ha un potere su B quando A può far fare a B qualcosa che egli
altrimenti non farebbe
- L'accento è posto sulla capacità dei soggetti (individuali o collettivi) di
produrre effetti rilevanti che vanno a loro vantaggio.
- L'asimmetria della relazione designa "il potere su"
LA SIMMETRIA NELLA RELAZIONE DI POTERE
" (il potere) corrisponde alla capacità umana non
solo di agire ma di agire di concerto. Il potere non è
mai proprietà di un individuo: appartiene a un
gruppo e continua a esistere solo finché il gruppo
rimane unito. Quando diciamo di qualcuno che è "al
potere", in effetti ci riferiamo al fatto che è stato
messo al potere da un certo numero di persone per
agire in loro nome. Nel momento in cui il gruppo,
dal quale il potere ha avuto la sua origine iniziale
scompare, anche il suo potere svanisce" (Arendt,
"Sulla violenza", 1970; 1996, p. 47
LA SIMMETRIA NELLA RELAZIONE DI POTERE
- Nella visione di Arendt e T. Parsons: caratteristica centrale
del potere è di essere una risorsa collettiva che permette al
sistema sociale di raggiungere gli scopi che si è
consensualmente posto.
- il carattere consensuale del potere è lo strumento per il
conseguimento di fini condivisi.
- Solo una collettività solidale e collettiva è in grado di
raggiungere obiettivi al di là delle capacità del singolo.
- In questo caso, il potere non si caratterizza per conflittualità
o asimmetria, ma come "azione concertata" (Arendt, 1970)
o come "mezzo di comunicazione" (Luhmann, 1975).
LA SIMMETRIA NELLA RELAZIONE DI POTERE
Il modello funzionalista ha il merito:
- di porre in evidenza il carattere relazionale del potere
- ruolo positivo di determinazione e di decisione
all'interno del sistema sociale
Questo modello non prende in considerazione:
- l'ambivalenza del potere che può anche diventare, nelle
sue tendenze assolutizzanti, una causa di
indeterminatezza, di conflitto, di blocco della stessa
possibilità di prendere decisioni
ASIMMETRIA E SIMMETRIA DEL POTERE
Queste due visioni mettono in evidenza aspetti
comunque presenti nel concetto di potere
- La visione che enfatizza la simmetria mette in luce i
meccanismi attraverso il quale il potere viene creato
e afferma che tanto più un'unità è coesa, tanto più è
potente
- La visione asimmetrica suggerisce che l'esercizio del
potere genera tensioni e conflitti e favorisce chi
detiene il potere piuttosto che colui che lo subisce
INTENZIONALITÀ O DETERMINISMI STRUTTURALI
Autori che sottolineano come sia l'intenzionelità di A a produrre effetti
su o del far fare a B. In altre parole, si ha una relazione di potere quando:
- A controlla deliberatamente il comportamento di B, inducendolo ad
agire in un modo in cui B non agirebbe, se non fosse sottoposto al
potere stesso
Secondo altri autori (tradizione del neomarxismo, strutturalismo di
Althusser, la riproduzione culturale di Bourdieu, la costruzione discorsiva
della soggettività di Foucault) la visione precedente è parziale in quanto:
- la capacità di influenzare l'azione altrui può avvenire tramite processi e
meccanismi che non richiedono un'attività volontaria e consapevole
del soggetto (es: comprare un prodotto che incrementa lo
sfruttamento dei lavoratori o del lavoro minorile)
INTENZIONALITÀ O DETERMINISMI STRUTTURALI
Secondo questo secondo gruppo di autori:
- Quanto più una relazione di potere si è istituzionalizzata
ed è divenuta stabile e duratura, tanto meno vi è bisogno
di un comportamento attivo e volontario dei detentori del
potere per imporre la propria volontà (si fa perché si è
sempre fatto così)
- Quindi molti effetti del potere vanno compresi come dei
"determinismi strutturali" di cui i soggetti sono dei
tramiti, in virtù della posizione che occupano nella
struttura sociale
DECISIONI E NON DECISIONI
Se restringiamo la nozione di potere al controllo
deliberato di A sul comportamento di B, come
rilevare nella realtà questo potere?
- Alcuni autori (Dahl, 1961 per esempio)
sostengono sia necessario osservare i processi
decisionali sui quali esiste un conflitto di
interesse
- Esito: non è detto che il potere sia sempre e
solo in mano alle élite dominanti, può essere
più diffuso
- Altri autori (Bachrach e Baratz, 1962) sostengono
che il prendere decisioni è solo la faccia più
evidente del potere; l'altra faccia è costituita dal
«non prendere decisioni», ossia:
. Il potere di impedire che certe questioni
divengano rilevanti e che su di esse si decida
(mancanza del quorum).
- Esito: porre attenzione a chi possiede risorse
sufficienti per rendere visibile una questione e
chi ha il potere di renderla invisibile
BASI E FORME DEL POTERE
«Il potere è una proprietà di tipo disposizionale, che consiste non tanto
nel fare qualcosa quanto nell'essere capaci a farla» (G. Ryle (1949)
E' dunque necessario distinguere tra:
- Avere potere (potere potenziale), questa è una capacità
- Esercitare potere (potere fattuale), questa è un'azione
Ne consegue che per esercitare potere sono ugualmente indispensabili:
- possesso di risorse su cui si basa il potere (basi del potere)
- E l'abilità di sfruttare tali risorse (forme del potere)
- Se studiamo il potere potenziale: ci occupiamo di comprendere la
distribuzione di queste risorse nella società.
- Se studiamo l'esercizio del potere: ci occupiamo dei modi in cui queste
risorse sono trasformate in potere fattuale.
BASI DEL POTERE
"Una posizione dominante può svilupparsi tanto nelle
relazioni sociali di un salotto come sul mercato,
dall'alto di una cattedra in un'aula di lezione come alla
testa di un regimento, in una relazione erotica o di
carità come in una discussione scientifica e nello sport"
(Weber, "Economia e società",1922, 1999 IV, 45).
Le basi del potere possono essere varie: ricchezza,
forza, conoscenza, prestigio, popolarità, prestanza
fisica, capacità organizzativa.
BASI DEL POTERE
Weber individua 3 tipologie di potere:
- Potere economico: possesso di beni necessari e/o scarsi per indurre
coloro che non li posseggono a tenere una certa condotta (in
particolare a fornire una certa
prestazione
lavorativa)
- organizzazione delle forme produttive
- Potere ideologico (culturale): idee, conoscenze, modi di pensare,
risorse culturali in senso lato; una base su cui si è fondato
storicamente il potere della Chiesa, ma anche quello degli
intellettuali, degli esperti - organizzazione del consenso
- Potere politico: strumenti mediante i quali si esercita la violenza
(possesso delle armi, l'organizzazione militare) - organizzazione della
coazione
LE FORME DEL POTERE
- Meccanismi attraverso cui il potere viene esercitato.
- Le distinguiamo in questo modo per scopi analitici, nella
realtà dobbiamo considerarle come disposte su un
continuum con ai due poli: forza/autorità
Le 4 principali forme di potere sono:
- Forza
- Manipolazione
- Coercizione
- Autorità
LA FORZA
Potrebbe sembrare lo strumento più efficace per
garantirsi la conformità
In realtà è uno strumento largamente inadeguato per
esercitare il potere in maniera stabile, in quanto:
- Può solo produrre effetti in negativo: impedire che
fisicamente siano compiute certe azioni, ma è
pressoché impossibile ottenere che certi compiti
vengano eseguiti in modo stabile e duraturo (sia
compiti complessi, sia routine)
- E' un meccanismo estremamente costoso: richiede
interventi diretti e soprattutto costanti
Quando è utilizzata, ciò avviene sia per conseguire
effetti immediati, sia per convincere i sottoposti che
chi detiene la forza "fa sul serio" (uso della violenza)
Ne consegue che la forza può servire per creare
oppure per mantenere una relazione di potere che in
realtà non è fondata sulla forza ma sulla minaccia della
forza (uso strumentale della forza)
LA MANIPOLAZIONE
Definizione: Influenzare il comportamento degli altri, senza dichiarare
esplicitamente che si ha l'intenzione di farlo.
- L'elemento fondante è l'inganno.
- Il manipolatore è un "persuasore occulto", che grazie all'impiego di
certe abilità o posizione sociale ottiene conformità al suo volere
- Esempio: la manipolazione dell'informazione, la propaganda, le truffe; ma
può avvenire anche quando vi è una forte discrepanza tra le conoscenze
(rapporto tra il professionista e il cliente)
- Tra le forme di potere è la più insidiosa, proprio perché opera in
maniera occulta, non esiste alcun comando esplicito contro cui
ribellarsi, oppure alcun soggetto contro cui resistere
LA COERCIZIONE
- Forma di potere attraverso cui assicurarsi la conformità mediante la
minaccia di sanzioni negative o a volte positive
- La forza non prende in considerazione le preferenze del soggetto su
cui si esercita
- La manipolazione mira a condizionare o a sovvertire le preferenze del
soggetto
- La coercizione riconosce le preferenze di chi è sottoposto all'esercizio
del potere, ma cambia i costi legati alle alternative a disposizione:
limita piuttosto che abolire la libertà di scelta
LA COERCIZIONE
perfino nei più opprimenti e crudeli rapporti di sottomissione sussiste ancor
sempre una misura considerevole di libertà personale: soltanto che noi non ne
siamo consapevoli, perché la sua dimostrazione in casi del genere costa sacrifici
che di solito non pensiamo neppure di sobbarcarci. La coercizione «incondi-
zionata» che il tiranno più crudele esercita su di noi è, in effetti, sempre una
coercizione condizionata, e precisamente condizionata dal fatto che vogliamo
sfuggire alle pene minacciate o alle altre conseguenze dell'insubordinazione. A
ben vedere, il rapporto di sovraordinazione e di subordinazione annulla la li-
bertà del subordinato soltanto nel caso di violenze fisiche immediate; altrimenti
di solito esso richiede, per la realizzazione della libertà, un prezzo che non sia-
mo inclini a pagare, e può restringere sempre più l'ambito delle condizioni esterne
nel quale questa si realizza visibilmente, mai però fino alla scomparsa completa,
salvo in quel caso di prepotenza fisica [Simmel 1908; trad, it. 1989-98, 118].