Psicologia di Comunità: metodologia, ricerca e intervento, Università degli Studi di Firenze

Documento dall'Università degli Studi di Firenze su Psicologia di Comunità: metodologia, ricerca e intervento. Il Pdf offre un riassunto dettagliato della disciplina, con focus su principi fondativi, ruolo degli psicologi, progettazione, valutazione e interventi in contesti di crisi, utile per studenti universitari di Psicologia.

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Riassunto accurato di
Psicologia di Comunità
Volume II: Metodologia,
ricerca e intervento
Psicologia Sociale
Università degli Studi di Firenze
53 pag.
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Psicologia di comunità
Metodologia, ricerca e intervento
La psicologia di comunità è un approccio alla ricerca e all'intervento sui problemi umani in cui
convergono e si amalgamano più matrici teoriche e sensibilità diverse. Storicamente si è
sviluppato primariamente negli ambiti della salute mentale (in Europa e negli USA) e nell'ambito
della marginalità sociale (nei paesi dell'America Latina), alimentato dalla necessità di promuovere
il cambiamento sociale e condizioni di vita più eque e ricche di opportunità per le persone e i
gruppi sociali in condizioni di svantaggio socio-economico.
-> approccio di PDC si configura come un'area di ricerca e intervento sui problemi umani che si
rivolge all'interfaccia tra l'individuale e il collettivo, a cavallo tra la clinica e la politica.
Principi fondativi della PDC:
- considerare i problemi umani come fenomeni individuali e collettivi, emergenti in e da un
contesto specifico
- trattare il contesto come un'unità complessa e dinamica, articolata in più livelli interdipendenti
secondo una prospettiva ecologico-sistemica (contesto non è una variabile mediatrice)
- lavorare con le persone a partire dalla loro natura agentiva, considerandoli quindi soggetti attivi
capaci di azione, e avendo l'obiettivo di sviluppare le loro risorse e potenzialità
- rapportarsi a differenti attori e inserirli nella produzione della conoscenza e nell'individuazione
delle modalità di intervento
- promuovere e sostenere l'evoluzione e il benessere di individui, gruppi e comunità attraverso
metodi di lavoro partecipati, riflessivi e dialogici
- ideare l'azione di intervento con l'obiettivo esplicito di produrre un cambiamento
Psicologi di comunità possono essere considerati come dei facilitatori di processo (Francescato e
Zani, 2013) che lavorano per rinsaldare i legami sociali e la fiducia, promuovere la partecipazione
attiva degli attori, aiutare le persone ad affrontare costruttivamente i conflitti, far crescere
sentimenti di appartenenza e investimento nei contesti di vita.
-> psicologi di comunità hanno la capacità di lavorare con i gruppi e con le istituzioni
La cornice metodologico-operativa in cui si inseriscono le pratiche, gli interventi e gli strumenti è
fornita da una parte dalla scienza della progettazione e valutazione in ambito sociale, e dall'altra
parte dal paradigma della ricerca-azione partecipata.
Parole chiave della PDC sono: partecipazione attiva degli attori, ricerca situata, circolarità tra
teoria e prassi, riflessività, empowerment, comunità e gruppi intesi come contesto e attori
dell'intervento
Capitolo 1. Progettazione e Valutazione.
Progettazione e valutazione sono due importanti aspetti, tra loro interconnessi, del lavoro che gli
psicologi di comunità. In questo ambito l'approccio partecipativo è quello più coerente con i
principi della disciplina, in quanto propone di attivare processi collaborativi con gli stakeholder e i
membri della comunità per la co-costruzione del senso e del valore di un progetto di intervento.
Per progetto si intende una serie di attività finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi
attraverso l'utilizzo di risorse umane, strumentali e finanziarie definite. Ogni progetto dovrebbe
basarsi su: una rete di stakeholder (tutti i portatori di interesse, l'insieme degli individui a cui il
progetto si indirizza direttamente o indirettamente); una strategia di coordinamento e gestione
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Psicologia di comunità

docsity Riassunto accurato di Psicologia di Comunità Volume II: Metodologia, ricerca e intervento Psicologia Sociale Università degli Studi di Firenze 53 pag. Document shared on www.docsity.com Downloaded by: giuliabertocco (giulia.bertocco@gmail.com)Psicologia di comunità Metodologia, ricerca e intervento

La psicologia di comunità è un approccio alla ricerca e all'intervento sui problemi umani in cui convergono e si amalgamano più matrici teoriche e sensibilità diverse. Storicamente si è sviluppato primariamente negli ambiti della salute mentale (in Europa e negli USA) e nell'ambito della marginalità sociale (nei paesi dell'America Latina), alimentato dalla necessità di promuovere il cambiamento sociale e condizioni di vita più eque e ricche di opportunità per le persone e i gruppi sociali in condizioni di svantaggio socio-economico.

-> approccio di PDC si configura come un'area di ricerca e intervento sui problemi umani che si rivolge all'interfaccia tra l'individuale e il collettivo, a cavallo tra la clinica e la politica.

Principi fondativi della Psicologia di Comunità

  • considerare i problemi umani come fenomeni individuali e collettivi, emergenti in e da un contesto specifico
  • trattare il contesto come un'unità complessa e dinamica, articolata in più livelli interdipendenti secondo una prospettiva ecologico-sistemica (contesto non è una variabile mediatrice)
  • lavorare con le persone a partire dalla loro natura agentiva, considerandoli quindi soggetti attivi capaci di azione, e avendo l'obiettivo di sviluppare le loro risorse e potenzialità
  • rapportarsi a differenti attori e inserirli nella produzione della conoscenza e nell'individuazione delle modalità di intervento
  • promuovere e sostenere l'evoluzione e il benessere di individui, gruppi e comunità attraverso metodi di lavoro partecipati, riflessivi e dialogici
  • ideare l'azione di intervento con l'obiettivo esplicito di produrre un cambiamento

Psicologi di comunità possono essere considerati come dei facilitatori di processo (Francescato e Zani, 2013) che lavorano per rinsaldare i legami sociali e la fiducia, promuovere la partecipazione attiva degli attori, aiutare le persone ad affrontare costruttivamente i conflitti, far crescere sentimenti di appartenenza e investimento nei contesti di vita.

-> psicologi di comunità hanno la capacità di lavorare con i gruppi e con le istituzioni

La cornice metodologico-operativa in cui si inseriscono le pratiche, gli interventi e gli strumenti è fornita da una parte dalla scienza della progettazione e valutazione in ambito sociale, e dall'altra parte dal paradigma della ricerca-azione partecipata.

Parole chiave della PDC sono: partecipazione attiva degli attori, ricerca situata, circolarità tra teoria e prassi, riflessività, empowerment, comunità e gruppi intesi come contesto e attori dell'intervento

Capitolo 1. Progettazione e Valutazione

Progettazione e valutazione sono due importanti aspetti, tra loro interconnessi, del lavoro che gli psicologi di comunità. In questo ambito l'approccio partecipativo è quello più coerente con i principi della disciplina, in quanto propone di attivare processi collaborativi con gli stakeholder e i membri della comunità per la co-costruzione del senso e del valore di un progetto di intervento.

Per progetto si intende una serie di attività finalizzate al raggiungimento di determinati obiettivi attraverso l'utilizzo di risorse umane, strumentali e finanziarie definite. Ogni progetto dovrebbe basarsi su: una rete di stakeholder (tutti i portatori di interesse, l'insieme degli individui a cui il progetto si indirizza direttamente o indirettamente); una strategia di coordinamento e gestione Document shared on www.docsity.com Downloaded by: giuliabertocco (giulia.bertocco@gmail.com)organizzativa e finanziaria; un sistema di monitoraggio e valutazione; un'adeguata analisi dei costi e dei benefici

Il lavoro per progetti fa riferimento alla costruzione di un nuovo servizio o di un intervento volto a indurre cambiamenti nei comportamenti delle persone o nei contesti di appartenenza.

Progettazione in ambito sociale

La progettazione va intesa come connubio tra immaginazione di una realtà futura e tecnica, dove tecnica indica strategie, azioni e tappe per la sua realizzazione.

I soggetti possono partecipare ad attività di co-progettazione secondo una logica partenariale e di rete. Il perseguimento di obiettivi comuni passa attraverso la sinergia tra soggetti che, collaborando tra loro, possono meglio rispondere ai bisogni e alla complessità della realtà.

Approccio partecipato significa che è importante includere nei processi di progettazione e valutazione anche i beneficiari dei progetti e i membri della comunità in generale: altrimenti se si ha uno scarso coinvolgimento delle comunità locali nei progetti si rischia una riduzione delle capacità di individuare e rispondere ai bisogni locali e della sostenibilità degli interventi sul lungo periodo.

La progettazione sociale ha un ruolo importante nella costruzione di significato attraverso un'operazione di meta-riflessione, che attribuisce senso all'esistente, al proprio lavoro e allo scenario futuro.

Progettare è un'attività complessa. È un'opportunità per mettere in pratica cambiamenti sul piano personale e comunitario -> ci sono diverse esigenze sul piano sociale che possono muovere gli attori sociali ad avviare processi di progettazione: come il bisogno di innovare e sperimentare pratiche e interventi che possano fornire risposte più efficaci alle esigenze sociali; la necessità di evitare la frammentazione delle risorse; il desiderio di sviluppare sinergie con altre organizzazioni con obiettivi comuni.

Si possono distinguere le metodologie di progettazione in due macro-approcci: l'approccio sinottico-razionale e l'approccio concentrativo-dialogico.

Approccio sinottico-razionale

1) L'approccio sinottico-razionale deriva dalle scienze tecniche, rimandando a una causalità di tipo lineare tra problematiche sociali e cambiamento. È una concezione di progettazione che considera il progettista in grado di definire la migliore strategia che possa risolvere in maniera ottimale i problemi, attraverso regole e programmi standard validi in assoluto. È un approccio focalizzato sul prodotto da realizzare piuttosto che sull'attivazione degli attori locali, lasciando poco spazio a questi attori e ai destinatari della progettazione e promuovendo così una separazione tra chi pensa e chi agisce nel contesto.

Questo tipo di progettazione rischia di cadere in un ottica deterministica, oltre a generare reazioni di resistenza e disaffezione da parte dei partecipanti: invece, nell'ambito sociale in cui sono presenti dinamiche tipiche dei sistemi complessi, poiché sono contesti dinamici caratterizzati da elevata complessità, è importante considerare l'interazione tra gli attori a loro volta in interazione reciproca con i contesti ambientali e sociali in cui sono inseriti (una interazione quindi multilivello). Nei sistemi complessi infatti il cambiamento in genere non è riconducibile a una linearità di causa-effetto, come proposto invece dall'approccio sinottico-razionale.

Pur restando all'interno di un approccio razionale, si può individuare l'approccio del problem solving, il quale riconosce la complessità dei sistemi sociali e di comunità e propone una scomposizione dei problemi in sotto-problemi, ciascuno con la sua soluzione migliore in base alla contingenza e ai principi di razionalità non assoluti ma contesto-specifici. Prevede quindi la Document shared on www.docsity.com Downloaded by: giuliabertocco (giulia.bertocco@gmail.com)possibilità di formulare progetti flessibili capaci di rispondere a problemi specifici a differenti contesti.

Approccio concentrativo-dialogico

2) L'approccio concentrativo-dialogico si muove come nel campo dell'epistemologia costruttivista, la quale sostiene che ciò che definiamo realtà è un modo di rappresentare e spiegare il mondo costruito attraverso l'esperienza personale. La conseguenza di questo approccio è l'abbandono della pretesa di oggettività sociale, si aderisce invece a un'ottica di processo dinamico, frutto da continue interazioni tra i diversi soggetti. In base a questo processo dinamico le rappresentazioni di problemi e desideri di cambiamento possono modificarsi e trasformarsi. Di conseguenza sarà necessario allestire dei setting in cui i diversi soggetti della comunità possano descrivere e narrare la propria rappresentazione della realtà, confrontarla e negoziarla con gli altri.

L'approccio dialogico-partecipativo ha un focus forte sul processo di attivazione delle persone e sul rafforzamento delle interazioni e delle relazioni tra queste.

La progettazione dialogica è quindi un'attività esplorativa e costruttiva. Ha come finalità la costruzione di occasioni di miglioramento delle condizioni di vita delle persone, ponendo l'accento sull'empowerment delle persone e sulla loro responsabilizzazione: questo comporta la capacità degli psicologi di comunità di favorire narrative plurali e spesso divergenti, far emergere l'implicito e le posizioni di diversità e favorire l'individuazione di terreni comuni.

L'esplorazione dei significati soggettivi è importante per mettere in scena il senso di un desiderio di cambiamento rispetto a un problema, aiutando le persone non soltanto a realizzare azioni trasformative nel contesto ma rafforzando anche il senso di comunità.

=> progettare rientra in un processo di apprendimento e costruzione di senso a cui seguono azioni pratiche secondo la logica ciclica della ricerca-azione.

-> due approcci alla progettazione, fanno riferimento a paradigmi epistemologici e logiche diverse, ma rappresentano due poli di un continuum lungo il quale si colloca la maggior parte dei progetti.

Tappe della progettazione: Project Cycle Management (PCM)

Tappe della progettazione: Project Cycle Management (PCM), linee guida sulla gestione del ciclo della progettazione allo scopo di promuovere una progettazione chiara, articolata e flessibile. Secondo il PCM ci sono sei fasi fondamentali della progettazione: programmazione, identificazione, formulazione, finanziamento, realizzazione e valutazione. La sequenza delle fasi non va intesa come rigida e predefinita, ma piuttosto come un processo circolare e ricorsivo (per cui ad esempio un progetto può nascere dalla valutazione di un progetto precedente).

Fase 1: Programmazione

Fase 1 Programmazione: la programmazione rappresenta una fase preliminare al lavoro di progettazione. Si riferisce al contesto delle politiche programmatorie a livello sovranazionale, nazionale e locale, contesto che indica i macro-obiettivi e le priorità a cui i progetti dovrebbero rispondere. Le politiche programmatorie esprimono esigenze e priorità specifiche dei territori.

Fase 2: Identificazione

Fase 2 Identificazione: riguarda l'insieme delle operazioni da cui nasce l'idea progettuale, la quale viene declinata in obiettivi di intervento. La prima di queste operazioni fa riferimento all'analisi di contesto, compresa la rete degli stakeholder, la definizione del fenomeno di interesse, dei vincoli e delle opportunità.

-> Il lavoro di comunità secondo una prospettiva partecipata considera l'attivazione degli stakeholder, delle organizzazioni, delle reti formali e informali come un elemento chiave. Includere questi soggetti garantisce che il problema identificato risponda a criteri di significatività, rilevanza e adeguatezza per il contesto di intervento; la definizione di obiettivi e interventi con gli stakeholder attraverso processi partecipativi facilita anche l'implementazione delle pratiche e azioni individuate dalla progettazione.

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