Relazioni Industriali 2: Studi Comparati e Varietà dei Capitalismi

Documento sulle Relazioni Industriali 2 - gli Studi Comparati e la Varietà dei Capitalismi. Il Pdf esamina come le relazioni industriali influenzano lo sviluppo economico e sociale, confrontando Liberal Market Economies (LME) e Coordinate Market Economies (CME) in Economia per l'Università.

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RELAZIONI INDUSTRIALI 2 – GLI STUDI COMPARATI E LA VARIETÀ DEI CAPITALISMI
08/11/2023
Cercheremo di capire come le RI inuenzano lo sviluppo della società e dell’economia in diversi Paesi.
La Coleman boat è il modello base di una teoria della sociologia analitica del 1994 (“Lanalisi interna del
comportamento sistemico”): osservando le relazioni tra due fenomeni a livello istituzionale (istituzioni – macro), non
esiste in realtà un rapporto diretto tra i due. Ciò che fanno, invece, è imporre dei vincoli (per path dependence) sugli
attori, individuali o collettivi, (micro) che attraverso le loro interazioni strategiche portano a dei risultati (azioni – ancora
micro) che poi creano delle altre istituzioni (macro). Quindi abbiamo tre tipi di rapporti: macro su micro, micro su
micro, micro su macro. Il punto è che la regolazione muta per le azioni stesse degli attori regolati.
Ci sono due modi per studiare le RI a livello comparato:
- RI comparate sulla base di regole e norme, storia, capacidi rappresentare differenti gruppi di lavoratori
ecc. studia le RI in quanto fenomeno a sé stante
- Comparative Political Economy (CPE), è interessata alle RI in quanto importante fattore di regolazione delle
economie avanzate cerca di capire come le differenze di regolazione delle economie portino a differenze
in due aspetti fondamentali: competitività economica (quanto un sistema è competitivo a livello di
produzione) e coesione sociale (capacità di distribuzione della ricchezza e di evitare la povertà). In questo
quadro le caratteristiche dei sistemi di RI sono centrali
Osserveremo questa seconda prospettiva.
Approccio analitico CPE (Comparative Political Economy)
È un approccio comparato, quindi, si confrontano sistemi diversi per capire le ragioni delle loro differenze. Tiene
conto del concetto di path dependence (eredità storica), per cui una volta che il processo di istituzionalizzazione ha
preso una certa traiettoria, è improbabile che, nonostante dei cambiamenti, ci sia una completa inversione di marcia
porta a inuenze sul contesto e sugli attori che possono derivare anche da processi avviati anche molto tempo
prima (es. i sindacati in Italia erano legati a idee politiche diverse che ora non sono più presenti, ma continuano a
essere molto frammentati e molto in competizione anche se la società si è depoliticizzata). Comunque, anche il ruolo
degli attori (agency) è importante perché può limitare la path dependence (es. Thatcher con i sindacati). Inne, rileva
la concezione multilivello, che fa che questo stesso approccio possa essere applicato a livelli diversi (non solo a
livello territoriale, ma anche per diversi livelli es. Regioni confrontate con Regioni, ma anche contesti che
inuenzano i sindacati o sindacati che inuenzano i lavoratori ecc.).
Una domanda che questa teoria si pone è quanti capitalismi ci siano. È uno solo o ce ne sono differenti? C’è molto
dibattito e si sono create due idee principali:
Teoria della convergenza Streek (2000), pressioni simili, egemonie politiche simili (soprattutto a livello europeo)
portano a una convergenza verso modelli di regolazione neoliberale simili anche in contesti diversi. Il neoliberismo
“imperante” ha appunto la meglio, la regolazione è vista come market x (il mercato tendenzialmente si autoregola,
quindi, la regolazione interviene per frenare gli effetti politicamente negativi del mercato). In realtà ci possono
essere equilibri nel mercato anche con condizioni politicamente negative (es. in casi di disoccupazione il mercato
riesce a trovare un suo equilibrio). Il problema è che ora si cerca molto di più di agire solo come market x: c’è stata
una progressiva deregolamentazione e uno sbilanciamento delle regole verso capitale e mercato, piuttosto che
verso lavoro e politica. La convergenza deriva dal fatto che tutte le politiche effettuate a correzione del mercato sono
realizzate da economisti che seguono le stesse teorie, quindi, le regolazioni economiche si avvicinano anche in Paesi
diversi. Non seguiremo questa teoria.
Teoria della divergenza Hall e Soskice (2001-9), invece, costruiscono un modello “mercato-centrico”, cioè, mettono
al centro le imprese perché rappresentano il vero nucleo su cui si costruiscono le economie.
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13/11/2023
Il fatto che i vincoli strutturali creino modi diversi in cui le imprese tendono a interagire tra loro (quindi, come
gestiscono i problemi di coordinamento esterni, cioè competitivi e di fornitura, e interni, con i lavoratori), denisce
due modelli economici principali adottati nei diversi Paesi:
- Liberal Market Economies (LME) il coordinamento prende la forma di relazioni di breve periodo basate su
contratti siglati dalle parti – es. USA e UK
2
- Coordinate Market Economies (CME) ci si afda a forme strategiche di coordinamento, spesso di lungo
periodo, regolate da un complesso di rapporti formali e informali – es. Germania.
Ci sono cinque ambiti in cui le aziende devono coordinarsi con gli altri attori:
1. RI
CME alto tasso di sindacalizzazione e contrattazione soprattutto collettiva, quindi, il livello di negoziazione
è centrale
LME le contrattazioni sono individuali o al massimo aziendali e sono il centro della negoziazione
2. Formazione, istruzione professionale e politiche attive (creazione di capitale umano)
CME i lavoratori tendono ad avere competenze molto speciche, legate all’azienda o comunque al settore
(anche perché i rapporti di lavoro sono in genere di lunga durata)
LME i lavoratori possono essere licenziati ad nutum, quindi, non hanno interesse a sviluppare competenze
troppo speciche. Preferiscono acquisire competenze più generali in modo da essere pspendibili sul
mercato
3. Corporate governance (tipo di capitale che gestisce le imprese)
CME capitale paziente, es. banche (prestano soldi per investimenti alle aziende con prospettive di ritorno
a lunghissimo termine)
LME capitale impaziente, es. venture capitalism (investono tipicamente in Start up, sperano che il progetto
si sviluppi e di poter rivendere le azioni dopo poco tempo guadagnando tantissimo)
4. Relazioni interaziendali
CME le imprese sono collaborative, creano delle reti stabili di aziende che co-evolvono (rilevano i c.d.
asset co-specici i subfornitori fanno investimenti in lavoro e capitale che siano utili anche alla produttività
dell’azienda fornita)
LME non si evolve la rete di produzione, ma la si modica in base alle proprie esigenze (si cerca il fornitore
migliore, si può cambiare in qualsiasi momento)
5. Rapporti con i dipendenti
CME grande collaborazione, soprattutto per prendere decisioni importanti
LME pochissima compartecipazione, i manager sono gli unici decisori
Fanno anche riferimento a set di istituzioni diverse, che risolvono in maniera diversa i problemi di coordinamento
dei cinque ambiti osservati le istituzioni dei vari ambiti devono avere complementarità istituzionale (sono
complementari se la presenza o lefcacia dell’una aumenta il ritorno e l’efcienza dell’altra). Quindi, abbiamo
divergenza perché istituzioni diverse risolvono i problemi di coordinamento in queste cinque sfere in maniera
diversa, creando così i due modelli. Le istituzioni creano e rinforzano costantemente un modello piuttosto che l’altro.
CME
LME
Coordinamento
Relazioni non di mercato
Es. con i sindacati
Accordi nel mercato competitivo
Equilibrio
Interazioni strategiche tra imprese
Domanda-offerta e gerarchie
Relazioni
interaziendali
Cooperazione
Es. Volkswagen
Competitività
Es. Tesla
Modalità di
produzione
Produzione differenziata e di nicchia
Competizione alla frontiera
Sistema regolativo
Contratti incompleti e informali
Contratti completi e formali
Funzione delle
istituzioni
Controllo e punizione dei rapporti
economici
Meno inuenza possibile
Condizioni di lavoro
Orari più brevi, competenze speciche,
rigidità, lungo termine
Tempo pieno, abilità generali, uidità,
breve termine
Contrattazione
Contrattazione settoriale con sindacati
Contrattazione aziendale o individuale
Istruzione e
formazione
Apprendistato che fornisce competenze
speciche
Istruzione formale da college e scuole
superiori
Tasso di
sindacalizzazione
Alto
Basso, anche perché il sindacato è visto
come fumo negli occhi
Distribuzione
reddito
Più uguale (basso Gini)
Diseguale (alto Gini)
Innovazione
Incrementale (prodotti studiati per essere
perfetti)
Radicale (come con la Tesla, la prima
macchina elettrica)
Settori
Manifattura e servizi per l’impresa
High tech e servizi nanziari

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Relazioni Industriali e Sviluppo Socio-Economico

Cercheremo di capire come le RI influenzano lo sviluppo della società e dell'economia in diversi Paesi. La Coleman boat è il modello base di una teoria della sociologia analitica del 1994 ("L'analisi interna del comportamento sistemico"): osservando le relazioni tra due fenomeni a livello istituzionale (istituzioni - macro), non esiste in realtà un rapporto diretto tra i due. Ciò che fanno, invece, è imporre dei vincoli (per path dependence) sugli attori, individuali o collettivi, (micro) che attraverso le loro interazioni strategiche portano a dei risultati (azioni - ancora micro) che poi creano delle altre istituzioni (macro). Quindi abbiamo tre tipi di rapporti: macro su micro, micro su micro, micro su macro. Il punto è che la regolazione muta per le azioni stesse degli attori regolati.

Approcci allo Studio Comparato delle RI

Ci sono due modi per studiare le RI a livello comparato:

  • RI comparate sulla base di regole e norme, storia, capacità di rappresentare differenti gruppi di lavoratori ecc. - > studia le RI in quanto fenomeno a sé stante
  • Comparative Political Economy (CPE), è interessata alle RI in quanto importante fattore di regolazione delle economie avanzate -> cerca di capire come le differenze di regolazione delle economie portino a differenze in due aspetti fondamentali: competitività economica (quanto un sistema è competitivo a livello di produzione) e coesione sociale (capacità di distribuzione della ricchezza e di evitare la povertà). In questo quadro le caratteristiche dei sistemi di RI sono centrali

Osserveremo questa seconda prospettiva.

Approccio Analitico della Comparative Political Economy (CPE)

È un approccio comparato, quindi, si confrontano sistemi diversi per capire le ragioni delle loro differenze. Tiene conto del concetto di path dependence (eredità storica), per cui una volta che il processo di istituzionalizzazione ha preso una certa traiettoria, è improbabile che, nonostante dei cambiamenti, ci sia una completa inversione di marcia -> porta a influenze sul contesto e sugli attori che possono derivare anche da processi avviati anche molto tempo prima (es. i sindacati in Italia erano legati a idee politiche diverse che ora non sono più presenti, ma continuano a essere molto frammentati e molto in competizione anche se la società si è depoliticizzata). Comunque, anche il ruolo degli attori (agency) è importante perché può limitare la path dependence (es. Thatcher con i sindacati). Infine, rileva la concezione multilivello, che fa sì che questo stesso approccio possa essere applicato a livelli diversi (non solo a livello territoriale, ma anche per diversi livelli - es. Regioni confrontate con Regioni, ma anche contesti che influenzano i sindacati o sindacati che influenzano i lavoratori ecc.).

Dibattito sui Capitalismi: Convergenza vs. Divergenza

Una domanda che questa teoria si pone è quanti capitalismi ci siano. È uno solo o ce ne sono differenti? C'è molto dibattito e si sono create due idee principali:

Teoria della convergenza -> Streek (2000), pressioni simili, egemonie politiche simili (soprattutto a livello europeo) portano a una convergenza verso modelli di regolazione neoliberale simili anche in contesti diversi. Il neoliberismo "imperante" ha appunto la meglio, la regolazione è vista come market fix (il mercato tendenzialmente si autoregola, quindi, la regolazione interviene per frenare gli effetti - politicamente - negativi del mercato). In realtà ci possono essere equilibri nel mercato anche con condizioni politicamente negative (es. in casi di disoccupazione il mercato riesce a trovare un suo equilibrio). Il problema è che ora si cerca molto di più di agire solo come market fix: c'è stata una progressiva deregolamentazione e uno sbilanciamento delle regole verso capitale e mercato, piuttosto che verso lavoro e politica. La convergenza deriva dal fatto che tutte le politiche effettuate a correzione del mercato sono realizzate da economisti che seguono le stesse teorie, quindi, le regolazioni economiche si avvicinano anche in Paesi diversi. Non seguiremo questa teoria.

Teoria della divergenza -> Hall e Soskice (2001-9), invece, costruiscono un modello "mercato-centrico", cioè, mettono al centro le imprese perché rappresentano il vero nucleo su cui si costruiscono le economie.

13/11/2023

Il fatto che i vincoli strutturali creino modi diversi in cui le imprese tendono a interagire tra loro (quindi, come gestiscono i problemi di coordinamento esterni, cioè competitivi e di fornitura, e interni, con i lavoratori), definisce due modelli economici principali adottati nei diversi Paesi:

  • Liberal Market Economies (LME) -> il coordinamento prende la forma di relazioni di breve periodo basate su contratti siglati dalle parti - es. USA e UK
  1. Coordinate Market Economies (CME) -> ci si affida a forme strategiche di coordinamento, spesso di lungo periodo, regolate da un complesso di rapporti formali e informali - es. Germania.

Ambiti di Coordinamento Aziendale

Ci sono cinque ambiti in cui le aziende devono coordinarsi con gli altri attori:

  1. RI CME -> alto tasso di sindacalizzazione e contrattazione soprattutto collettiva, quindi, il livello di negoziazione è centrale LME -> le contrattazioni sono individuali o al massimo aziendali e sono il centro della negoziazione
  2. Formazione, istruzione professionale e politiche attive (creazione di capitale umano) CME -> i lavoratori tendono ad avere competenze molto specifiche, legate all'azienda o comunque al settore (anche perché i rapporti di lavoro sono in genere di lunga durata) LME -> i lavoratori possono essere licenziati ad nutum, quindi, non hanno interesse a sviluppare competenze troppo specifiche. Preferiscono acquisire competenze più generali in modo da essere più spendibili sul mercato
  3. Corporate governance (tipo di capitale che gestisce le imprese) CME -> capitale paziente, es. banche (prestano soldi per investimenti alle aziende con prospettive di ritorno a lunghissimo termine) LME -> capitale impaziente, es. venture capitalism (investono tipicamente in Start up, sperano che il progetto si sviluppi e di poter rivendere le azioni dopo poco tempo guadagnando tantissimo)
  4. Relazioni interaziendali CME -> le imprese sono collaborative, creano delle reti stabili di aziende che co-evolvono (rilevano i c.d. asset co-specifici -> i subfornitori fanno investimenti in lavoro e capitale che siano utili anche alla produttività dell'azienda fornita) LME -> non si evolve la rete di produzione, ma la si modifica in base alle proprie esigenze (si cerca il fornitore migliore, si può cambiare in qualsiasi momento)
  5. Rapporti con i dipendenti CME -> grande collaborazione, soprattutto per prendere decisioni importanti LME -> pochissima compartecipazione, i manager sono gli unici decisori

Complementarità Istituzionale e Modelli di Mercato

Fanno anche riferimento a set di istituzioni diverse, che risolvono in maniera diversa i problemi di coordinamento dei cinque ambiti osservati -> le istituzioni dei vari ambiti devono avere complementarità istituzionale (sono complementari se la presenza o l'efficacia dell'una aumenta il ritorno e l'efficienza dell'altra). Quindi, abbiamo divergenza perché istituzioni diverse risolvono i problemi di coordinamento in queste cinque sfere in maniera diversa, creando così i due modelli. Le istituzioni creano e rinforzano costantemente un modello piuttosto che l'altro.

CME LME Coordinamento Relazioni non di mercato Es. con i sindacati Accordi nel mercato competitivo Equilibrio Interazioni strategiche tra imprese Domanda-offerta e gerarchie Relazioni interaziendali Cooperazione Es. Volkswagen Competitività Es. Tesla Modalità di produzione Produzione differenziata e di nicchia Competizione alla frontiera Sistema regolativo Contratti incompleti e informali Contratti completi e formali Funzione delle istituzioni Controllo e punizione dei rapporti economici Meno influenza possibile Condizioni di lavoro Orari più brevi, competenze specifiche, rigidità, lungo termine Tempo pieno, abilità generali, fluidità, breve termine Contrattazione Contrattazione settoriale con sindacati Contrattazione aziendale o individuale Istruzione e formazione Apprendistato che fornisce competenze specifiche Istruzione formale da college e scuole superiori Tasso di sindacalizzazione Alto Basso, anche perché il sindacato è visto come fumo negli occhi Distribuzione reddito Più uguale (basso Gini) Diseguale (alto Gini) Innovazione Incrementale (prodotti studiati per essere perfetti) Radicale (come con la Tesla, la prima macchina elettrica) Settori Manifattura e servizi per l'impresa High tech e servizi finanziari

2Politiche Concertazione, gestione condivisa dell'economia, politiche industriali (si scelgono settori da incentivare) Deregolamentazione, antitrust (non devono esserci monopoli), agevolazioni fiscali

Si è visto che più si è fedeli al modello, più cresce la performance economica (in settori diversi, con modalità diverse ecc.), quindi, entrambi i modelli possono arrivare a livelli di eccellenza (l'Italia sta a metà, con Spagna, Grecia, Portogallo).

Critiche alla Teoria della Divergenza

Questa teoria ha ricevuto diverse critiche:

  • Si concentra a livello nazionale, lasciando poco rilievo agli aspetti territoriali e settoriali che, nella realtà, hanno grande importanza e portano alta eterogeneità
  • L'impresa è l'unico attore considerato, ma bisognerebbe considerare anche il ruolo dello Stato e dei sindacati: sono attori che non subiscono le decisioni aziendali, ma possono anche interferire con esse
  • La complementarità istituzionale è basata sulla logica del rinforzarsi in senso non solo economico delle istituzioni, ma queste possono interagire anche in altri due modi: eliminare l'inefficienza di un'altra (compensazione) oppure copiare buone pratiche dalle altre (isomorfismo o apprendimento sociale)

Tali critiche hanno posto in crisi la teoria, ma si è comunque consolidata l'idea di interazioni positive o meno tra le istituzioni in quattro ambiti rilevanti:

  • Sistema produttivo, sistema finanziario e ruolo dello Stato
  • Mercato del lavoro
  • Welfare e istruzione
  • RI

Osservare le interazioni tra tali ambiti può fornire una buona descrizione dei modelli e delle relative performance. In particolare, influenzano due variabili: competitività (performance economica -> quanto il modello riesce a produrre ricchezza - PIL pro capite) ed esclusione sociale (quanto il modello riesce a evitare la povertà, non in termini di redistribuzione). Ne derivano quattro modelli:

  • Modello nordeuropeo (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia): competitività alta, esclusione sociale bassa
  • Modello anglosassone (Irlanda, Inghilterra): competitività alta, esclusione sociale alta
  • Modello continentale (Germania, Francia, Belgio, Olanda, Austria): competitività alta, esclusione sociale bassa (ma in modo molto diverso dal precedente)
  • Modello meridionale (Italia, Portogallo, Grecia, Spagna): bassa competitività, alta esclusione sociale

NB ci sono anche altri Paesi che sono delle eccezioni rispetto a tali modelli.

14/11/2023

Povertà, Coesione Sociale e Uguaglianza

I concetti di povertà e coesione sociale sono lontani da quello di uguaglianza. Quest'ultimo significa che tutti sono simili, quindi, che le persone non presentano differenze tra loro: un paese dove tutti sono poveri e un Paese dove tutti sono ricchi hanno lo stesso livello di uguaglianza. Ad esempio, dividendo un Paese in tre gruppi di uguale dimensione (poveri, medi e ricchi), il grado di uguaglianza di un Paese è dato da quanta lontananza c'è tra i redditi medi di questi tre gruppi, ma in questo modo non avremo nessuna informazione su quanto sia povero il gruppo più povero. Inoltre, questo concetto prevede non solo che i poveri diminuiscano, ma anche che i ricchi diminuiscano: cerca di livellare la società.

La povertà, invece, è da definire come la percentuale di persone che hanno poco; il concetto di coesione sociale è quanto il sistema evita la povertà (spesso legato all'uguaglianza perché prevede la redistribuzione da chi ha a chi non ha), senza una necessaria redistribuzione dall'alto -> es. coinvolgendo anche i più poveri in un processo di crescita economica, si migliorerà la condizione di tutti.

Misurazione della Povertà e Disuguaglianza

L'uguaglianza si misura con l'indice di Gini -> indica, su una scala da 0 a 1, quando un sistema è diseguale: 1 corrisponde alla massima concentrazione della ricchezza (una sola persona detiene tutta la ricchezza di un paese), 0 corrisponde a perfetta uguaglianza nella distribuzione della ricchezza.

Misurare la povertà è complesso -> di solito si considera un paniere di prodotti considerati essenziali in una comunità e si osserva se una persona vive al di sotto della soglia definita dal paniere: si tratta della povertà assoluta. Un altro modo è considerare la povertà relativa, cioè, quanto un soggetto è povero rispetto alla ricchezza del Paese (il reddito mediano del Paese). Questa distinzione si basa sul concetto di rischio di povertà, che è stimato non solo sulla base del reddito medio, ma anche su altri fattori come abitazioni ereditate, numero figli, necessità di un veicolo. In questo modo si può stimare quante siano le persone che davanti a eventi negativi (dalla rottura di un elettrodomestico a un episodio di malattia) precipitano nella povertà. I fattori che nelle nostre società incidono sulla povertà sono due: disoccupazione (soprattutto di lunga durata) e qualità dell'occupazione (bassa retribuzione).

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