Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore su Itinerari di pedagogia dell'Infanzia. Il Pdf esplora concetti chiave come l'attaccamento, il gioco e lo sviluppo cognitivo, con un focus sulle teorie di pensatori come Comenio, Locke e Piaget, utile per studenti universitari di Psicologia.
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Pedagogia Generale (Università Cattolica del Sacro Cuore) Scansiona per aprire su Studocu Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Teresa Lo Nardo (teresalonardo04@gmail.com)ITINERARI DI PEDAGOGIA DELL'INFANZIA
Comenio fu un personaggio importante in merito alla riflessione sul sentimento dell'infanzia, con lui si delineano alcuni problemi della pedagogia. La sua opera fondamentale "la scuola materna" denuncia la sua convinzione che si dovesse iniziare l'educazione sin dalla più tenera età, egli aveva un'idea di scuola ispirata alla metodologia della didattica fondata su dei principi razionali. Già nella "didattica magna" teorizzava un dispositivo capace di far nascere la curiosità del bambino già dai primi apprendimenti e dai primi artefatti come la scrittura e la lettura, su queste basi nasce "l'ORBIS" una sorta di piccola enciclopedia che organizza il sapere elementare grazie all'utilizzo di immagini e parole.
I principali concetti utilizzati da Comenio:
Comenio pensava a un metodo e a una didattica alla cui base porre la NOBILITAZIONE dell'uomo e del bambino fondata sulla calma e sulla dolcezza, il contrario di molte pratiche basate sulla violenza.
Nel suo scritto "pensieri sull'educazione" appare un bambino il cui conseguimento di buone abitudini costituisce la base per una buona educazione. Egli vede il bambino piccolo e come un foglio di carta bianca da poter plasmare, la mente dei bambini in base a questo presupposto può venire facilmente avviata. La responsabilità è dell'educatore che deve occuparsi della sua formazione, l'abilità del maestro sta nella capacità di avviare l'interesse del bambino riguardo all'oggetto di studio.
Un altro elemento del pensiero di LOCKE è il principio della gradevolezza dell'apprendimento e della didattica ludomorfa, egli comprende che nel bambino l'attenzione nell'apprendimento può essere sostenuta da uno sfondo ludico si tratta allora di realizzare una condizione positiva che trasforma l'apprendimento in un'alternativa a traente rispetto al gioco.
Egli pensava che gli aspetti fisici che concorrono alla formazione dell'uomo possano essere promossi attraverso una serie di regole di facile applicazione (ex. tanta aria aperta, tanto movimento, dieta semplice, poche medicine, abiti non troppo stretti né troppo pesanti). Promuoveva un'educazione che esclude l'eccessiva tenerezza e le troppe cure, in LOCKE la salute è un presupposto per il disciplinamento dell'intera persona. L'uomo è incline a contrarre abitudini il vero problema è l'acquisizione di abitudini positive. This document is available on studocu Scaricato da Teresa Lo Nardo (teresalonardo04@gmail.com)
Egli metteva alla base la bontà della condizione umana, bontà che degenera nelle mani dell'uomo, questa affermazione comporta da un lato il bisogno di rispettare la natura originale del bambino e dall'altro la nozione dell'educazione negativa che consiste nel criterio di eliminare qualsiasi intervento che soffochi la spontaneità del bambino.
Le sue affermazioni fanno cadere una serie di considerazioni che saranno sviluppate da tutta la pedagogia successiva:
Su queste basi il fulcro del ragionamento di ROUSSEAU risiede nel concetto di pedagogia negativa, egli sostiene un ambiente in cui il bambino possa fare il più possibile da solo un bambino libero di muoversi capace di esplorare ed esercitare i suoi sensi. Un bambino che può essere educato deve essere sano, egli immagina un educatore che non interviene in modo insistente nell'educazione.
Egli pensa un'educazione concreta attuando alcune esperienze educative scolastiche. La concezione di PESTALOZZI è fondata sull'idea che il potenziale umanizzante dell'esistenza è destinato a rimanere in-attuato. Il punto di partenza della visione di PESTALOZZI rimane l'idea dell'educazione e della formazione dell'uomo concepite come autenticazione del soggetto e della sua singolare individualità.
Per PESTALOZZI l'alfabetizzazione dei poveri, la culturalizzazione nelle comunità rurali sono i veri motivi che lo spingono a sperimentare nuove forme di educazione nello specifico le progressioni delle idee di PESTALOZZI nel dettaglio sono:
Il contributo di FROBEL ci ha consegnato un bambino impegnato nel gioco concepito come autoeducazione. L'autore descrive un bambino-persona in equilibrio con l'ambiente e considerato nella sua globalità, per lui è molto importante che gli adulti sappiano leggere i bisogni del bambino. La reazione dei bambini verso gli stimoli esterni è produttiva a patto che non ci sia un distoglimento dell'essere nella sua piena manifestazione. Il ragionamento di FROBEL identifica nel gioco come equilibrio tra libertà e spontaneità dei processi di autoeducazione e distogliere il bambino dal gioco può essere la causa di un'educazione sbagliata.
Un altro aspetto riguarda la natura "DIAGNOSTICA" del gioco visto anche come unica via per conoscere il bambino, su questi aspetti si baseranno "gli orientamenti dell'attività educativa nelle scuole materne statali"
Il Kindergarten o GIARDINO PER L'INFANZIA venne fondato da FROBEL nel 1840, era un luogo finalizzato alla promozione di una pedagogia sociale per l'infanzia, di pratiche pedagogiche controllate per il miglioramento delle condizioni educative. Qui il bambino verrà visto come "un seme maturo caduto dalla pianta che porta il se stesso la vita che sarà un processo continuo in accordo con la vita universale". Le attività svolte nel Kindergarten:
Oltre il gioco importante è la teoria dei doni, i doni rappresentano la esemplificazione della successione attraverso cui si manifesta l'assoluto.
Con questi DONI il bambino acquista l'idea dei solidi nelle dimensioni di altezza, larghezza e lunghezza. Si passa poi a 5 scatole che portano il bambino alla scoperta dell'astratto.
Le AGAZZI propongono una scuola attiva che sollecita e stimola il bambino utilizzando una didattica che pone al centro la concretezza, il fare e l'espressività.
la scuola per l'infanzia è ha stretto contatto del con i disagi del vivere ed è infatti una scuola rivolta alla povertà.
Le sorelle Agazzi iniziano a comporre a comporre la loro opera per desiderio di PASQUALI, direttore delle scuole elementari locali. La proposta agazziana si basa sul bambino, altro cardine della scuola è il tratto materno della sua didattica perché costruita su modello dei rapporti familiari. Le sorelle procedono per sviluppare un percorso in cui la didattica in diretta e l'occasionalità esperienziale si intrecciano producendo un'attività logica. Le Agazzi hanno cercato di stabilire un legame con gli oggetti dell'ambiente circostante da qui nasce il museo delle cianfrusaglie. I bambini della scuola delle sorelle Agazzi sono liberi di andare, venire, bere, sedersi o alzarsi secondo i loro bisogni il principio fondamentale è però L'ORDINE.
La parola ordine si traduce in tre modalità di dominare lo spazio ed il tempo educativo:
Egli si forma come medico a Roma, qui ebbe l'occasione di interessarsi al problema dell'educazione dei minori e poi venne incaricata dal ministro della pubblica istruzione di organizzare un corso di psichiatria per le maestre di Roma. Per Maria l'origine dell'interesse per il bambino e per la sua educazione nasce dallo studio dei bambini definiti "deficienti" e cioè i bambini con difficoltà psichiche e quindi giudicati e in educabili. Il fulcro dello sviluppo montessoriano risiede nel materiale utilizzato, in merito al materiale sensoriale utilizzato essa evidenzia 4 aspetti: