Filosofia Teoretica: Ermeneutica, Dilthey e Gadamer all'Università

Documento di Filosofia Teoretica sull'ermeneutica, la scienza dello spirito e l'arte dell'interpretazione. Il Pdf esplora il pensiero di Dilthey e Gadamer, il concetto di comprensione e il circolo ermeneutico, confrontando epistemologia ed ermeneutica nel contesto della Filosofia universitaria.

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26 pagine

FILOSOFIA TEORETICA
PARTE I
ERMENEUTICA – NOZIONI PRELIMINARI
Il termine ermeneuca” deriva dal greco anco e signica arte dell’interpretazione” o
“spiegazione”. Lemologia del termine però è incerta, alcuni esper ritengono che possa essere di
origine anatolica, forse pre-greca. Il losofo Marn Heidegger, per un’ignota comunanza di radice,
suggerisce che il termineermeneuca possa essere collegato al Dio Ermes, egli era un messaggero
degli dèi. Faceva da tramite tra gli dèi e gli uomini, rendendo a loro chiaro il pensiero divino.
Wilhelm Dilthey ha sviluppato il conceo di ermeneuca concentrandosi su come comprendere le
esperienze umane, piuosto che spiegarle come invece le scienze naturali fanno. Lermeneuca
quindi la possiamo denire come la scienza dello spirito il cui oggeo non è il dato, ma il vissuto. Ne
deduciamo che:
- Le scienze della natura hanno come oggeo di studio fa concre e oggevi che non
cambiano con la nostra conoscenza. (es. la legge della gravità)
- Le scienze dello spirito, come l’ermeneuca si occupano di come le persone vivono e
percepiscono il mondo. Per capire ciò è di fondamentale importanza considerare il contesto
storico e sociale in cui l’individuo è inserito.
Il processo di comprensione è di po psicologico-ermeneuco (o psicologico-interpretavo) e non
di po causale-esplicavo. Lermeneuca cerca di oenere una comprensione profonda e completa,
simile a quella delle scienze naturali, ma araverso l’interpretazione e il signicato delle esperienze
umane.
Grazie a Hans-Georg Gadamer la fenomenologia ermeneuca di Heidegger diventa una vera e
propria losoa ermeneuca. Per Gadamer il comprendere è il modo fondamentale di essere
dell’essere umano, che è sempre essere-nel-mondo”. Questa concezione di comprendere, si basa
sull’idea che l’essere umano non è solo un soggeo passivo di conoscenza, ma è avamente
coinvolto nel processo di comprensione.
Gadamer pun salien della sua losoa:
Crica l’ideale illuminisco di una comprensione pura e senza pregiudizi. Secondo lui, i
pregiudizi non sono solo opinioni personali ma rieono la realtà storica dell’individuo,
inoltre, essi fanno parte della nostra esistenza e inuenzano il modo in cui comprendiamo e
interpreamo il mondo.
Parla di circolo ermeneuco, conceo fondamentale secondo cui la comprensione avviene
araverso un’interazione connua tra il soggeo e l’oggeo dell’interpretazione. La nostra
precomprensione -cioè, le aspeave e le idee preesisten- inuenza il modo in cui
interpreamo un testo o un fenomeno
Ne consegue, un riuto dell’idea di oggevità assoluta (come quella delle scienze naturali)
nel campo delle scienze storiche e umane. Egli aerma che chi interpreta un testo inizia
sempre con un progeo preliminare, basato sul signicato immediato che il testo ore e sulle
aspeave che ha. Questo signicato iniziale viene poi modicato e anato man mano che
si approfondisce l'interpretazione.
In sintesi: per Gadamer la comprensione è un processo dinamico e inuenzato dai pregiudizi e dalle
precomprensioni. È impossibile quindi separare completamente il nostro punto di vista dal processo
interpretavo.
Epistemologia e ermeneuca sono due discipline che si occupano di conoscenza e interpretazione,
ma con approcci e obievi diversi.
Epistemologia:
Oggeo di studio: esamina la natura, l'origine e i limi della conoscenza umana. Si chiede
cosa possiamo sapere, come lo sappiamo e quali sono i criteri per considerare qualcosa come
conoscenza.
Metodologia: ulizza un approccio analico e logico, valutando le aermazioni di conoscenza
araverso argomentazioni razionali e scienche. Indaga sulla validità delle credenze e sui
meccanismi di acquisizione della conoscenza.
Finalità: denire e chiarire i conce di conoscenza e credenza, disnguendo tra ciò che è
vero e ciò che si crede essere vero, e stabilire le basi su cui si fonda la conoscenza.
Ermeneuca:
Oggeo di studio: si concentra sull'interpretazione dei tes e del signicato, nonché su come
comprendiamo e interpreamo il mondo. Analizza come interpreamo tes, tradizioni e il
contesto circostante.
Metodologia: adoa un approccio fenomenologico e interpretavo, meendo in rilievo il
contesto storico e culturale e le precomprensioni dell'interprete. Riconosce che la
comprensione è sempre mediata dalla nostra situazione.
Finalità: esplorare i processi di comprensione, rivelare come aribuiamo signicato e
soolineare il ruolo dell'interpretazione nella nostra visione del mondo.
Sintesi: mentre l’epistemologia si concentra sulla quesone della conoscenza e su come possiamo
aermare di conoscere qualcosa, l’ermeneuca esplora come interpreamo e comprendiamo
signica e tes, meendo in luce l’importanza del contesto e delle precomprensioni nel processo
interpretavo. Entrambe le discipline sono fondamentali per una comprensione profonda di come
interagiamo e comprendiamo il mondo che ci circonda.

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FILOSOFIA TEORETICA

ERMENEUTICA - NOZIONI PRELIMINARI

Il termine "ermeneutica" deriva dal greco antico e significa "arte dell'interpretazione" o "spiegazione". L'etimologia del termine però è incerta, alcuni esperti ritengono che possa essere di origine anatolica, forse pre-greca. Il filosofo Martin Heidegger, per un'ignota comunanza di radice, suggerisce che il termine "ermeneutica possa essere collegato al Dio Ermes, egli era un messaggero degli dei. Faceva da tramite tra gli dei e gli uomini, rendendo a loro chiaro il pensiero divino.

Wilhelm Dilthey ha sviluppato il concetto di ermeneutica concentrandosi su come comprendere le esperienze umane, piuttosto che spiegarle come invece le scienze naturali fanno. L'ermeneutica quindi la possiamo definire come la scienza dello spirito il cui oggetto non è il dato, ma il vissuto. Ne deduciamo che:

  • Le scienze della natura hanno come oggetto di studio fatti concreti e oggettivi che non cambiano con la nostra conoscenza. (es. la legge della gravità)
  • Le scienze dello spirito, come l'ermeneutica si occupano di come le persone vivono e percepiscono il mondo. Per capire ciò è di fondamentale importanza considerare il contesto storico e sociale in cui l'individuo è inserito.

Il processo di comprensione è di tipo psicologico-ermeneutico (o psicologico-interpretativo) e non di tipo causale-esplicativo. L'ermeneutica cerca di ottenere una comprensione profonda e completa, simile a quella delle scienze naturali, ma attraverso l'interpretazione e il significato delle esperienze umane.

Grazie a Hans-Georg Gadamer la fenomenologia ermeneutica di Heidegger diventa una vera e propria filosofia ermeneutica. Per Gadamer il comprendere è il modo fondamentale di essere dell'essere umano, che è sempre "essere-nel-mondo". Questa concezione di comprendere, si basa sull'idea che l'essere umano non è solo un soggetto passivo di conoscenza, ma è attivamente coinvolto nel processo di comprensione.

Gadamer: punti salienti della sua filosofia

  • Critica l'ideale illuministico di una comprensione pura e senza pregiudizi. Secondo lui, i pregiudizi non sono solo opinioni personali ma riflettono la realtà storica dell'individuo, inoltre, essi fanno parte della nostra esistenza e influenzano il modo in cui comprendiamo e interpretiamo il mondo.
  • Parla di circolo ermeneutico, concetto fondamentale secondo cui la comprensione avviene attraverso un'interazione continua tra il soggetto e l'oggetto dell'interpretazione. La nostra precomprensione -cioè, le aspettative e le idee preesistenti- influenza il modo in cui interpretiamo un testo o un fenomeno
  • Ne consegue, un rifiuto dell'idea di oggettività assoluta (come quella delle scienze naturali) nel campo delle scienze storiche e umane. Egli afferma che chi interpreta un testo inizia sempre con un progetto preliminare, basato sul significato immediato che il testo offre e sulle aspettative che ha. Questo significato iniziale viene poi modificato e affinato man mano che si approfondisce l'interpretazione.

In sintesi: per Gadamer la comprensione è un processo dinamico e influenzato dai pregiudizi e dalle precomprensioni. È impossibile quindi separare completamente il nostro punto di vista dal processo interpretativo.

Epistemologia e ermeneutica

Epistemologia e ermeneutica sono due discipline che si occupano di conoscenza e interpretazione, ma con approcci e obiettivi diversi.

Epistemologia

  • Oggetto di studio: esamina la natura, l'origine e i limiti della conoscenza umana. Si chiede cosa possiamo sapere, come lo sappiamo e quali sono i criteri per considerare qualcosa come conoscenza.
  • Metodologia: utilizza un approccio analitico e logico, valutando le affermazioni di conoscenza attraverso argomentazioni razionali e scientifiche. Indaga sulla validità delle credenze e sui meccanismi di acquisizione della conoscenza.
  • Finalità: definire e chiarire i concetti di conoscenza e credenza, distinguendo tra ciò che è vero e ciò che si crede essere vero, e stabilire le basi su cui si fonda la conoscenza.

Ermeneutica

  • Oggetto di studio: si concentra sull'interpretazione dei testi e del significato, nonché su come comprendiamo e interpretiamo il mondo. Analizza come interpretiamo testi, tradizioni e il contesto circostante.
  • Metodologia: adotta un approccio fenomenologico e interpretativo, mettendo in rilievo il contesto storico e culturale e le precomprensioni dell'interprete. Riconosce che la comprensione è sempre mediata dalla nostra situazione.
  • Finalità: esplorare i processi di comprensione, rivelare come attribuiamo significato e sottolineare il ruolo dell'interpretazione nella nostra visione del mondo.

Sintesi: mentre l'epistemologia si concentra sulla questione della conoscenza e su come possiamo affermare di conoscere qualcosa, l'ermeneutica esplora come interpretiamo e comprendiamo significati e testi, mettendo in luce l'importanza del contesto e delle precomprensioni nel processo interpretativo. Entrambe le discipline sono fondamentali per una comprensione profonda di come interagiamo e comprendiamo il mondo che ci circonda.

LA PROSPETTIVA ERMENEUTICA IN PSICHIATRIA E PSICOANALISI. QUADRO D'INSIEME E LINEE DI SVILUPPO

1. L'ermeneutica e i suoi limiti nelle discipline che affrontano la sofferenza umana

L'ermeneutica, che è lo studio dell'interpretazione e del significato, ha un ruolo importante nella psicanalisi e nella psichiatria, specialmente quando si tratta di comprendere e alleviare la sofferenza umana. Tuttavia, ci sono dei limiti nel suo uso in queste discipline.

Psicoanalisi > questa sempre essere favorita, si basa sulla ricerca di senso e sulla comprensione profonda dei sentimenti e delle emozioni. Secondo Paul Ricoeur, la psicoanalisi funziona bene perché il linguaggio è strettamente legato alle emozioni. In pratica, il trattamento psicoanalitico cerca di esprimere e dare voce a ciò che è nascosto nel nostro mondo emotivo.

Psichiatria > la psichiatria invece affronta due principali limiti quando usa l'ermeneutica:

  1. Le condizioni psicotiche richiedono che si privilegi il fare piuttosto che il dire. In casi gravi di malattia mentale, le parole possono non essere sufficienti, è necessario un intervento diretto. La comunicazione e l'attivazione di una connessione corporea ed empatica col paziente sono i principali veicoli che lo aiutano ad attuare una trasformazione psichica e di attivazione del pensiero.
  2. La combinazione di aspetti somatici e psicologici richiede che ci sia un trattamento integrativo (quindi sia trattamento psicologico che trattamento somatico). Capita che alcuni problemi richiedano degli interventi diretti tramite l'utilizzo di psicofarmaci.

In sintesi, mentre l'ermeneutica è molto utile nella psicoanalisi per esplorare e dare senso alle emozioni, nella psichiatria ci sono limitazioni che richiedono un approccio più pratico e un mix di trattamenti verbali e fisici.

2. La prospettiva ermeneutica in psichiatria

Le parole dell'ermeneutica

Simbolo: in ambito psichiatrico, la parola simbolo ha due valenze

  • Sintomo-indizio > lo psichiatra che si confronta con un simbolo-indizio è posto davanti a un fatto immediatamente percepibile che ci fa conoscere qualcosa a proposito di un altro fatto che non lo è.
  • Sintomo-simbolo > contemporaneamente, dovrà confrontarsi con un sintomo-simbolo, inteso come apertura verso altri significati ancora sconosciuti.

Linguaggio: il linguaggio non ha solo una funzione comunicativa ma può anche comunicare aspetti enigmatici che sfiorano l'indicibile. La funzione del terapeuta è quella di rispettare il mistero o il delirio del paziente tentando di proporre un nuovo ordine linguistico, aiutandolo a rinarrare la propria esperienza.

Narrazione: è strettamente collegata al linguaggio e svolge un ruolo cruciale nella terapia. Non si limita a rappresentare la realtà, ma si confronta anche con ciò che è irrappresentabile, aiutando il paziente a connettersi con il proprio mondo emozionale. Questo processo non mira necessariamente a rendere tutto chiaro e coerente, ma piuttosto a esplorare l'inenarrabile, aprendo una finestra su ciò che è difficile da esprimere.

In psichiatria, quindi, la narrazione e l'inenarrabile diventano due poli di una dialettica continua, resa più intensa dalla natura dei disturbi psicopatologici, che spesso sono caratterizzati da un senso di vuoto psichico e da difficoltà nel rappresentare la propria esperienza. La psichiatria è vista come una pratica narrativa ed ermeneutica, il cui obiettivo principale è costruire un ponte tra ciò che può essere rappresentato e ciò che rimane irrappresentabile, piuttosto che semplicemente spiegare e chiarire.

Dialogo: La prassi psichiatrica può essere vista come un processo continuo in cui pazienti, familiari e terapeuti si scambiano narrazioni, ossia le loro storie e interpretazioni della situazione. Queste narrazioni non sono fisse, ma si trasformano durante il dialogo tra le persone coinvolte. Gadamer parla di "fusione di orizzonti, un concetto secondo cui il dialogo non è un semplice scambio di informazioni, ma un incontro tra due prospettive che si uniscono e si trasformano, creando qualcosa di nuovo.

3. Ragioni della prospettiva ermeneutica in psichiatria.

Adottare una prospettiva ermeneutica in psichiatria, vista la complessità e la natura particolare di questa disciplina, si riferisce all'interpretazione e alla comprensione profonda delle esperienze e delle storie dei pazienti. Ci sono 5 ragioni per adottare tale prospettiva:

  1. Soggettività del paziente > La psichiatria si occupa di una soggettività complessa e non riducibile a singole parti del corpo o a semplici circuiti neuronali. trattare il paziente come un insieme di organi o funzioni biologiche sarebbe una cattiva medicina.
  2. Narrazione di una storia > Ogni intervento psichiatrico coinvolge inevitabilmente la narrazione della storia del paziente, che è composta da molti elementi diversi (psicologici, interpersonali, culturali, ecc.). Quindi, l'ermeneutica diventa essenziale per capire e lavorare con queste narrazioni.
  3. Interazione tra paziente e terapeuta > La psichiatria non può essere separata dall'interazione tra paziente e terapeuta. Questo incontro rappresenta un nuovo capitolo nella storia del paziente, in cui entrambi, paziente e terapeuta, si influenzano reciprocamente.
  4. Valore simbolico dei sintomi > I sintomi psichiatrici non hanno solo un significato medico o biologico, ma anche un valore simbolico, che richiede una complessa interpretazione per capire il loro vero significato nel contesto della vita del paziente.
  5. Incommensurabilità degli eventi mentali -> Gli eventi mentali, come i pensieri e le emozioni, sono difficili da misurare o spiegare con precisione scientifica. Sono di natura diversa rispetto ai processi biologici e richiedono un approccio interpretativo più flessibile.

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