Psicologia e psicopatologia dell'adolescenza: transizione e cambiamenti

Slide dall'Università sulla psicologia e psicopatologia dell'adolescenza. Il Pdf esplora il periodo di passaggio dall'infanzia all'età adulta, le modificazioni fisiche, cognitive e socioemotive, e il conflitto identitario secondo Erikson, utile per lo studio della Psicologia.

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27 pagine

Periodo di passaggio dall’infanzia all’età adulta che si
caratterizza, come già visto, da modificazioni a livello:
Fisico
Fisico
Cognitivo
Socioemotivo
Ladolescenza è un periodo sempre più esteso
temporalmente ed in cui si assiste ad adolescenze protratte
che si stabilizzano in strutture psicologiche definite da
alcuni eterni adolescenti o sindrome di Peter Pan.
Tale fenomeno si può spiegare con la scomparsa dei riti di
passaggio da unetà all’altra.
Secondo Erikson (1963) l’adolescente vive un conflitto legato
all’identità che può portare all’acquisizione di un’identità
integrata ed autonoma o, in caso di risoluzione negativa, alla
dispersione dell’identità.
I cambiamenti e le trasformazioni riguardano anche i legami
con la famiglia, in particolare con i genitori dai quali deve
emanciparsi.
Il processo di emancipazione è bidirezionale: se
l’adolescente deve emanciparsi dai genitori, anche i genitori
devono lasciar andare il figlio e iniziare a relazionarsi con lui
in modo diverso.

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Anteprima

Psicologia e psicopatologia dell'Adolescenza

dott.ssa Margherita De Masi

Periodo di passaggio dall'infanzia all'età adulta che si caratterizza, come già visto, da modificazioni a livello: Fisico Cognitivo ·Socioemotivo

L'adolescenza: periodo esteso e sindrome di Peter Pan

L'adolescenza è un periodo sempre più esteso temporalmente ed in cui si assiste ad adolescenze protratte che si stabilizzano in strutture psicologiche definite da alcuni "eterni adolescenti" o "sindrome di Peter Pan".Tale fenomeno si può spiegare con la scomparsa dei riti di passaggio da un'età all'altra.

Secondo Erikson (1963) l'adolescente vive un conflitto legato all'identità che può portare all'acquisizione di un'identità integrata ed autonoma o, in caso di risoluzione negativa, alla dispersione dell'identità.

I cambiamenti e le trasformazioni riguardano anche i legami con la famiglia, in particolare con i genitori dai quali deve emanciparsi.

Il processo di emancipazione bidirezionale

Il processo di emancipazione è bidirezionale: se l'adolescente deve emanciparsi dai genitori, anche i genitori devono lasciar andare il figlio e iniziare a relazionarsi con lui in modo diverso.La seconda fase del processo di separazione-individuazione

L'adolescente: sviluppo del Sé e identità sessuale

L'adolescente dall'iniziale simbiosi e fusione con i genitori giunge a:

  • Sviluppo di un Sé unico ed irripetibile, cioè a sentirsi una persona singola con credenze, valori ed idee coerenti versi certi aspetti del mondo.
  • Acquisizione di una definita ed accettata identità sessuale.

Tale processo necessita di:

  • Stimoli interni: cambiamenti dovuti a spinte interne all'adolescente stesso quali desideri e curiosità esperienziali, aspirazione a nuove libertà e autodeterminazione. Stimoli esterni: nuove richieste dall'ambiente relative a diverse prestazioni, ad assunzioni di maggior responsabilità e autonomia.

L'adolescenza: periodo di lutti per adolescenti e genitori

L'adolescenza è un periodo di lutti sia per l'adolescente che per i genitori.

L'adolescente deve rinunciare a

  • rappresentazione infantile megalomanica dell'Io
  • legami di forte dipendenza e protezione dalle figure significative Aspettative onnipotenti.

I genitori devono anch'essi iniziare un processo di differenziazione dal figlio abbandonando e rinunciando all'immagine e al progetto che avevano, più o meno consciamente, elaborato su di lui: devono disinvestirlo come oggetto proprio per reinvestirlo e riconoscerlo come oggetto diverso da sé con una propria personalità, risorse ed inclinazioni.

Favorire il processo di separazione-individuazione

Per favorire questo processo di separazione- individuazione i genitori devono aver potuto risolvere in modo soddisfacente i propri confli infantili e adolescenziali assumendo un atteggiamento supportivo che favorisca l'evoluzione e maturazione del figlio in modo da:

  1. Favorire la fisiologica ricerca del nuovo (persone, esperienze, stimoli) tipica dell'adolescente considerando il mondo accogliente e stimolante e non minaccioso e pericoloso.
  2. Costituire per il figlio una base affettiva sicura a cui poter tornare dopo le sperimentazioni all'esterno per curare inevitabili ansie e frustrazioni. Ciò può avvenire se i tentativi di allontanamento e le prove di autonomia vengono percepiti come segnali positivi di maturazione e i ritorni coma una sana capacità di regressione.
  3. Imparare a tollerare l'aggressività del figlio nei loro confronti considerandola come parte della fisiologica ambivalenza di ogni relazione umana e non come forza distruttrice e deteriorante.
  4. Non colpevolizzare il desiderio dell'adolescente di disinvestire emotivamente i genitori per spostare le sue spinte affettive su persone extrafamiliari.
  5. Rispettare la tendenza dell'adolescente ad agire e a sbagliare: si tratta di un processo di apprendimento "per prove ed errori" fondamentale nella vita.
  6. Garantire la possibilità per il ragazzo di avere uno spazio interno proprio dove acquisire la capacità di "stare con se stessi" e sperimentare la solitudine.

Gli aspetti cognitivi, le aree problematiche e le difese

La comparsa del pensiero operatorio formale attorno ai 12 anni, come già visto, consente all'adolescente di iniziare a spaziare con la mente al di là della contingenza ed attualità: egli può formulare ipotesi, ragionare per astratto, varcare i limiti del presente e dell'immediato.

Tale nuova capacità gli consente di immaginare il proprio futuro, fare progetti, formulare nuove idee sul mondo ma soprattutto di imparare a riflettere su se stesso e sui propri pensieri e a trarne piacere da ciò.

L'adolescente è, inoltre, travolto dall'irrompere di bisogni e pulsioni sessuali e da modificazioni corporee ingovernabili che non riesce a gestire a livello affettivo-emotivo e che occupano e preoccupano la sua mente indebolendo l'Io.

Vissuti di depersonalizzazione e fratture con la realtà

A tal proposito sono frequenti vissuti di depersonalizzazione e temporanee e drammatiche fratture con la realtà che Laufer (1984) definisce break-down evolutivi indici di psicosi incipienti.

Il distacco dalle figure significative dell'infanzia induce l'adolescente ad aumentare l'investimento narcisistico a spese di quello oggettuale: egli è infatti molto autocentrato, attento ai segnali del proprio corpo e preoccupato per sé.

Contemporaneamente investe su nuovi oggetti con cui sostituire quelli primitivi e con cui potersi identificare: i coetanei.

Le nuove capacità cognitive consentono all'adolescente di staccarsi dai primitivi oggetti d'amore e gli consentono di cogliere le contraddizioni e imperfezioni degli adulti e del mondo in generale.

Emancipazione dalla sottomissione ai genitori

Tale processo consente all'adolescente di emanciparsi dalla sottomissione ai genitori (visti prima come onnipotenti e onniscenti) e di staccarsi dalle rappresentazioni infantili della realtà.

Il gruppo di coetanei svolge diverse funzioni

  • Offre la possibilità di trovare nuove identificazioni vista l'eterogeneità dei membri.
  • Favorisce l'assunzione di un nuovo ruolo sociale nel gruppo.
  • Garantisce protezione sia verso gli adulti che verso se stessi.
  • Fornisce un punto di riferimento per l'evoluzione dell'Ideale dell'Io.

Il gruppo si configura come un contenitore di angosce e di parti di sé non accettate che vengono riunificate nel gruppo stesso.

L'adolescente isolato e il gruppo secondo Winnicott

Secondo Winnicott (1968) l'adolescente è essenzialmente isolato ed il gruppo è un aggregato di isolati che cerca di adottare un'identità di gusti.

Per Winnicott (1968) la dimensione gruppale rappresenta un palcoscenico su cui l'adolescente mette in scena la sua sintomatologia potenziale, i propri conflitti interiori.

Il progressivo allontanamento dai modelli infantili e la diminuita idealizzazione dei genitori innescano un processo di trasformazione soprattutto dell'Ideale dell'Io.

L'Ideale dell'Io subisce un parziale crollo che richiede nuove idealizzazioni per ricostruirsi e garantire un equilibrio narcisistico necessario alla stabilizzazione dell'autostima.

L'adolescente deve sistematizzare un Ideale dell'Io in contatto con la realtà e ciò mina il già precario assetto narcisistico determinando l'alternarsi di momenti di esaltazione a reazioni depressive frequenti in questa fase della vita.

Il Super-Io e i cambiamenti in adolescenza

Anche il Super-Io vien parzialmente rimosso per consentire all'adolescente di modellare una morale personale che integri i diversi punti di vista (dei genitori, dei coetanei, suoi).

Riassumendo in adolescenza

  • Cambiamento del corpo e definizione dell'identità sessuale
  • Riemergere delle pulsioni sessuali e accesso alla sessualità adulta
  • Riattualizzazione della conflittualità edipica
  • Distacco dalle figure parentali
  • Integrazione della nuova identità.

Di fronte a queste aree ansiogene il fragile Io dell'adolescente mette in atto meccanismi di difesa tipici di questa età:

  • Intellettualizzazione: tentativo di controllare le pulsioni mediante il pensiero.
  • Ascetismo: tentativo di controllare le pulsioni attraverso il corpo e difese arcaiche come scissione, identificazione proiettiva, idealizzazione primitiva, proiezione.

Psicopatologia dell'adolescenza

Winnicott (1968) ha definito l'Adolescenza "una malattia che solo il tempo può guarire".

L'adolescenza è una malattia fisiologica e necessaria che consente l'adattamento, ma che contiene anche le potenzialità della trasformazione e integrazione. Si riaprono i giochi!

L'inquadramento nosografico e l'etichettamento diagnostico rigido dell'adolescente rischiano di ridurre al comprensione del complesso fenomeno adolescenziale rinchiudendo il ragazzo nel suo sintomo o nella sua patologia.

Aspetti patologici del contesto famiglia

Poiché l'adolescente non è ancora un individuo del tutto differenziato dal suo ambiente d'origine è importante tener conto del contesto e delle dinamiche sottostanti interne ed esterne.

  • Incapacità di tollerare i cambiamenti dell'adolescente.
  • Incapacità di operare i cambiamenti adattivi in risposta alle oscillazioni e contraddittorietà adolescenziali.
  • Incapacità di modificare l'immagine interna del figlio che impedisce di cogliere i suoi mutati bisogni e di fornire le conseguenti risposte.

Disagio adolescenziale e assenza di sintomi

Di fronte al complesso compito evolutivo l'adolescente può esprimere il proprio disagio mediante sintomi che possono essere solo un modo per affrontare il difficile compito di "crescere" e non il preludio alla patologia.

Al contrario, un'assenza di sintomi, un'esteriore ipernormalità non è indice di salute, ma può nascondere un'incapacità ad affrontare la crescita, un'impossibilità ad evolvere.

Proprio perché i sintomi dell'adolescente possono essere espressione della normale "crisi", è necessario valutarli in una dimensione più complessa e relazionale considerando il funzionamento globale dell'adolescente, ovvero:

  • Durata di una condotta e di un sintomo
  • Capacità di autoriflessione
  • Capacità di distinguere tra mondo interno e mondo esterno
  • Adeguatezza delle relazioni intra ed extra familiari.

Alcuni quadri riscontrabili in adolescenza

  • Depressione: stati depressivi sono legati a microlutti quali: / Rinuncia all'immagine infantile v Deidealizzazione dei genitori V Perdita del corpo infantile. Accanto ad una sensazione di inutilità e pessimismo, al senso di colpa o vergogna e alla disistima di sé spesso si osservano attacchi maniacali e ipomaniacali in cui l'adolescente è invaso da una trionfante onnipotenza, da una violenta passione che lascia poi presto il posto alla noia e al disinteresse.

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