Documento di Università sull'elaborazione corticale del dolore. Il Pdf esplora le vie nocicettive e i meccanismi di modulazione endogena, includendo l'apprendimento condizionato di Pavlov, utile per lo studio della Biologia a livello universitario.
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Le vie che trasportano le informazioni nocicettive vengono ritrasmesse dal midollo a talamo e corteccia attraverso cinque vie principali:
È la via nocicettiva principale costituita da:
Gli stimoli nocicettivi vengono elaborati nel talamo da due gruppi neuronali:
Oltre al talamo varie regioni della corteccia rispondono in modo selettivo agli stimoli nocivi:
Il SNC possiede circuiti di modulazione e controllo della percezione del dolore. Il primo sito di controllo si trova nel midollo spinale, dove la trasmissione dolorifica può essere controllata da interazioni tra vie nocicettive e non. Infatti il dolore non è il semplice prodotto dell'attività delle fibre afferenti nocicettive, ma viene regolato da fibre mieliniche che trasportano altri tipi di informazioni.
Controlla la trasmissione nocicettiva attraverso interconnessioni tra vie afferenti nocicettive e non nocicettive.
Secondo la teoria del cancello:
Una particolare regione del SNC, la sostanza grigia periacqueduttale, la sostanza grigia localizzata intorno al terzo ventricolo, provoca profonda analgesia. I neuroni di tale regione proiettano ai neuroni del rafe magno localizzati nel bulbo, che a loro volta proiettano al midollo spinale inibendo la scarica delle lamine interessate nella trasmissione dello stimolo doloroso. Un'ulteriore via discendente è quella che origina dai neuroni del locus coeruleus che inibiscono la scarica dei neuroni dolorifici e interagiscono con i neuroni che rilasciano peptidi oppioidi.
I composti che fin dall'antichità sono stati utilizzati per indurre analgesia, ovvero i derivati dell'oppio come morfina e codeina, inducono inibizione della scarica dolorifica dei neuroni localizzati nel corno dorsale.
Tali sostanze agiscono su recettori attivati da sostanze endogene, i peptidi oppioidi che sono:
I neuroni che producono i peptidi oppioidi sono localizzati nella sostanza grigia periacqueduttale, nel bulbo e nel midollo spinale per quanto riguarda encefaline e dinorfine, ipotalamo per le ß-endorfine.
La retina modifica ed elabora i segnali evocati dalla luce prima di inviarli al SNC.
Contiene diverse tipologie cellulari:
La retina prevede un'organizzazione ordinata dei cinque tipi neuronali che sono organizzati in strati e precisamente, procedendo dall'esterno verso l'interno:
00 0 0 pigment pithollum rods cones outer plexform horizontal cells bipolar cols arachno cells Inner plexiform Layer Danglion cela verve fiber layer
La retina modifica ed elabora gli stimoli luminosi prima di inviarli al SNC.
Le cellule gangliari sono le cellule in uscita dalla retina; tra queste e i fotocettori sono interposte tre classi di inteneuroni che combinano i segnali luminosi trasmessi alle cellule gangliari.
Le cellule gangliari non sono mai silenti ma anche in totale oscurità presentano un'attività di base viene modulata da afferenze provenienti da interneuroni retinici.
Le afferenze di ogni cellula gangliare originano da gruppi di fotocettori localizzati nel campo recettivo, un'area della retina la cui stimolazione induce un aumento o diminuzione ella frequenza di scarica delle cellule gangliari.
I campi recettivi hanno le seguenti caratteristiche:
Il numero delle due tipologie di cellule è uguale e rappresentano un esempio di via di elaborazione in parallelo. Una tale organizzazione consente ai centri superiori di mettere in evidenza immagini visive con poco risalto sullo sfondo o che cambiano rapidamente. Vien così aumentato il contrasto e la capacità di percepire movimento e colori.
Le cellule gangliari possono essere classificate in due grossi gruppi:
Gli interneuroni hanno la funzione di filtrare le risposte dei fotocettori, creando dei circuiti di trasmissione capaci di modulare il segnale che arriva alle cellule gangliari. Tra queste le cellule bipolari rappresentano la via di trasmissione diretta tra fotocettori e cellule gangliari.
Le cellule bipolari campi recettivi con un'organizzazione centro-periferia.
L'informazione visiva trasmessa dai coni può seguire due vie poste in parallelo:
Il flusso di informazioni visive avviene in due stadi successivi:
Le immagini retiniche sono diverse da quelle del campo visivo, in quanto bisogna differenziare una zona binoculare e una monoculare. La superficie retinica può essere suddivisa in una emiretina nasale e una emiretina temporale. Il campo visivo rappresenta il mondo esterno e viene anch'esso suddiviso in emicampo visivo di sinistra ed emicampo visivo di destra. Il primo proietta le proprie immagini all'emiretinanasale dell'occhio sinistro e all'emiretinatemporale. Al contrario avviene per l'emicampo visivo di destra. La luce che proviene dalla zona centrale del campo visivo colpisce la zona binoculare; la luce che proviene dalla regione temporale colpisce l'emiretina nasaledell'occhio omolaterale e l'emiretina temporale del controlaterale. Esiste una regione cieca chiamata disco ottico costituita dagli assoni in uscita delle cellule gangliari.
Il nervo ottico che emerge proietta a tre regioni sottocorticali localizzate nel mesencefalo:
Ciò significa che ogni strato contiene una rappresentazione completa dell'emicampo visivo controlaterale. I campi recettivi dei neuroni del corpo genicolato sono circolari e mantengono un antagonismo centro-periferia.
La corteccia visiva primaria è l'area 17 di Brodmanlocalizzata nel polo posteriore di ciascun emisfero e riceve afferenze dal lato controlaterale.
È la prima stazione di ritrasmissione delle vie visive, nella quale le proprietà dei campi recettivi cambiano in maniera significativa.
I tipi di cellule contenute nei sei strati sono:
Funzionalmente si differenziano due classi di cellule:
Le funzioni delle due tipologie cellulari sono: Consentono l'analisi della forma delle immagini visive, dei contorni e dei margini, per scomposizione in piccoli frammenti orizzontali. Consentono la percezione in presenza di piccoli movimenti del capo.