Storia della psicologia: origini, pensiero greco e dualismo cartesiano

Documento di Università su Storia della psicologia. Il Pdf ripercorre le origini della psicologia, il pensiero greco, il Medioevo, il Rinascimento, il dualismo cartesiano e i contributi di empiristi e associazionisti, utile per lo studio universitario di Psicologia.

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Storia della psicologia

mercoledì 7 ottobre 2020 15:50

CAP 1 - LE ORIGINI DELLA PSICOLOGIA

QUANDO E COME Può NASCERE LA PSICOLOGIA

Il termine psicologia = scienza dell'anima, secondo l'etimo greco, ebbe vita stentata fino al 700, quando venne ripreso da un filosofo razionalista: Wolff. Egli distingueva una psicologia empirica (esperienza) da una psicologia razionale (essenza dell'anima). Solo nella seconda metà dell'800 divenne una disciplina scientifica autonoma dalla filosofia. Si è indotti a credere che il progresso di questa disciplina sia dovuto dall'aumento continuo e lineare delle proprie conoscenza; ma in realtà il progresso si avuto attraverso una serie di discontinuità nell'accumulo delle conoscenze; i veri avanzamenti sono derivati dall' interpretare in modo diverso cose già note.

LE CONDIZIONI

Perché ci possa essere una scienza dell'uomo occorre che l'uomo possa essere oggetto di studio scientifico. Tale requisito è venuto a mancare e questo è stato uno dei primi motivi per cui la scienza dell'uomo si è sviluppata così tardi. Ciò è dovuto soprattutto al pensiero cristiano medioevale; ma non è stato sempre così, e in particolare ciò non valeva nel pensiero greco.

LA PSICOLOGIA NEL PENSIERO GRECO

Non è chiaro il rapporto tra sistema nervoso e attività psichica. Quasi sempre l'attività psichica è collocata nel cuore; questo è vero per la scienza egiziana, cinese e per il popolo ebraico. Anche per il pensiero greco (apparte qualche eccezione):

  • Pitagora distingueva 3 facoltà psichiche: intelligenza, passione (comuni all'uomo e agli animali) e ragione (specifica dell'uomo). Intelligenza e ragione sono localizzate nel cervello mentre passione nel cuore.
  • Ippocrate fonda una vera e propria scienza dell'uomo: il medico deve studiare i costumi, il regime, il modo di vita, i discorsi, i pensieri, il sonno ecc. . Ippocrate è importante per la sua dottrina caratterologica: ci sono 4 umori corrispondenti ai 4 elementi: sangue= aria; bile nera= terra; bile gialla= fuoco; flegma= acqua. Sostiene poi che il cervello è l'organo più potente del corpo che gli organi di senso agiscono in dipendenza della sua capacità di discernimento.
  • Aristotele: l'uomo è parte della natura, è animale. Tenta di costruire accanto a una psicologia dell'uomo anche una psicologia animale e una psicologia infantile.
  • Erofilo e Erasistrato: isolarono i nervi e li distinsero in sensoriali e motori, descrissero il cervelletto. Erasistrato distingueva un pneuma vitale con sede nel cuore, da un pneuma psichico con sede nel cervello. Infine si pensa che abbia dato la prima formulazione del concetto di riflesso.

DAL MEDIOEVO AL RINASCIMENTO

Il pensiero romano non sviluppo questi temi. Plinio il Vecchio, poneva la sede della mente nel cuore ma la mente, attraverso il pneuma, veniva portata sino al cervello. Galeno assume il pneuma fisico. Il pensiero medioevale è alieno dallo studio dell'uomo, di cui nega addirittura la possibilità. Il mondo è concepito secondo una struttura gerarchica: Dio e sotto l'uomo, che non viene visto come facente parte della natura. La ricerca scientifica è impregnata di soprannaturale. Per molti secoli verranno vietati gli studi anatomici. È solo con il rinascimento che inizieranno a ricostruirsi le condizioni che rendono possibile una scienza dell'uomo. Il pensiero rinascimentale: interesse per l'uomo in quanto tale e come membro della natura. L'uomo non è più visto in ottica trascendente. La concezione che si afferma è deterministica: nel mondo e nella natura agiscono delle forze prodigiose che determinano tutto l'avvenire; le leggi che regolano queste influenze sono leggi matematiche. Da qui, si inizia allora a dare importanza all'astrologia (il moto degli astri esercita la loro influenza sugli eventi del mondo). L'astrologo può quindi, attraverso lo studio degli astri, prevedere gli eventi terreni, ma in modo naturale.

LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA E IL DUALISMO CARTESIANO

Nel 600 con Cartesio e gli empiristi inglesi inizia l'opera di abbattimento delle barriere che il cristianesimo aveva posto attorno allo studio dell'uomo. Sono 2 gli aspetti del pensiero cartesiano:

  • la distinzione tra res cogitans (anima pensante) e res extensa (corpo inteso come macchina).
  • La dottrina delle idee innate, che costituirà il punto di partenza di infinite polemiche. Dualismo: distingue il corpo, la materia che ha un'estensione, dallo spirito, che pensa; preferisce evitare di parlare di anima. Le res cogitans è priva di estensione e interagisce con il corpo a livello della ghiandola pineale, o epifisi (scelta perché organo posto all'interno della scatola cranica, di cui non si conosce alcuna funzione; sappiamo che non è una componente della materia cerebrale ma è una ghiandola che secerne la melatonina)

Il corpo è un meccanismo perfetto, Cartesio prende come modello una macchina idraulica. Di fatto, se si esclude il pensiero, la res extensa è del tutto in grado di funzionare autonomamente. Da un lato infatti vengono spazzate via tutte le ipotetiche metafisiche nello studio del corpo umano. I problemi religiosi sono relativi alla res cogitans. Dottrina delle idee: le idee sono il contenuto della mente; egli distingue 3 tipi di idee: derivanti dai sensi, dalla memoria e dall'immaginazione, costituenti un legame tra mente e oggetti reali. Non si vede con gli occhi ma con la mente, e le idee non è detto che si conformino alla realtà. Vi sono in questo modo idee costruite direttamente dalla mente sia che si parli di oggetti immaginari sia che si parli i emozioni. Cartesio postula un terzo tipo di idee, quelle innate, che sorgono dalla mente come principi basilari (possono essere Dio, assiomi matematici ecc). Ciò non significa che si presentino chiare alla coscienza, è l'uomo che deve scoprirle in se stesso. È comunque sempre la res cogitans a formare idee, anche quando queste sono innescate dall'esperienza sensoriale. Viene sottolineata dunque la totale indipendenza tra le due sostante, corpo e mente; a quest'ultima non è più necessario il corpo per esplicare la sua azione, perché in essa sono compresi i principi innati che le consentono id funzionare. Concezione cartesiana del mondo delle apparenze, è indispensabile dubitare su tutto, ma ci sono delle idee che sono indubitabili, in quanto siamo consapevoli della loro esistenza. Esistono quindi delle evidenze indubitabili, es un dei primi cogiti: se penso, non posso dubitare di esistere.

LE FONDAZIONE DELLE SCIENZE DELL'UOMO

I passi successivi da compiere sono:

  • Indagine sui processi della mente . Concezione del corpo quale organismo animale In modo da ricostruire l'unità mente-corpo Si arriverà a fine del 700 ad avere una fondazione della scienza dell'uomo; non siamo però ancora alla psicologia.

DAGLI EMPIRISTI AGLI ASSOCIAZIONISTI

Il filone che prende origine da Cartesio è quello razionalista. Ad esso si contrappone il movimento empirista. Empiristi: le per idee si intende anche le passioni occorre ammettere che siano legate alla costituzione originale della mente umana e che quindi siano innate. Se invece per idee si intendono i pensieri, in questo caso non esistono idee innate; l' intelletto umano è determinato unicamente da fattori ambientali, ciò che l'uomo può conoscere del mondo deriva da ciò che l'ambiente scriverà nella sua mente, in origine tabula rasa. Gli empiristi non negavano l'esistenza dell'anima, semplicemente si occupavano di altro: distinguevano tra prodotti dell'anima ovvero processi ed effetti, e sostanza che la compone (questa poteva essere studiata solo attraverso la metafisica). Associazionisti: David Hume individuò nelle associazioni i processi fondamentali che regolano l'intelletto. Risalivano ad Aristotele che aveva distinto associazioni per contiguità, somiglianza e contrasto. Secondo Hume, tra le idee si stabiliscono dei legami che fanno si che la mente le congiunga più frequentemente. È in questo modo che quando si parla o si scrive gli argomenti si susseguono gli uni agli altri e le connessioni possono essere comprese da cui ascolta o legge. Hume distingueva associazioni per somiglianza (il ritratto del volto di una persona ci fa pensare per somiglianza alla persona ritratta), contiguità (la chiesa di St. Denis ci fa pensare a Parigi) e causazione (un figlio ci fa pensare per causazione al padre). Gli associazionisti svilupparono altre leggi: Brown introdusse l'introdusse l'introspezione, cioè l'auto-osservazione sistematica da parte di una persona di quanto avviene nella sua mente. Hartley affrontò i legami tra mente e corpo, enunciando un programma scientifico basato sui fatti: formulò la teoria delle vibraziuncole, delle minime vibrazioni che gli oggetti esterni provocano attraverso gli organi di senso nel sistema nervoso. Mill e Bain sostenevano che il le leggi delle associazioni lasciavano irrisolto il problema del pensiero complesso. Mill formulò il principio dell'associazione sincrona secondo cui un oggetto è per noi costituito da una somma di sensazioni diverse che vengono da noi associate simultaneamente, costituendo un percetto, da cui deriva un' idea. Il figlio di Mill formulò la teoria della chimica mentale secondo cui quando si passa a delle idee complesse c'è bisogno di una modifica: gli elementi della chimica quando si uniscono tra loro per formare un composto, si comportano come un'unità e per comprenderla non abbiamo bisogno di dividerla nei suoi componenti. Bain, infine, sosteneva l'esistenza di fattori innati di organizzazione del comportamento. Secondo Bain il movimento precede la sensazione, e questo a sua volta precede il pensiero. Nella soluzione di un problema, l'individuo opera con movimenti causali, quelli con risultati positivi tenderanno a ripetersi divenendo delle abitudini. Utilizzò così per la prima volta l'espressione apprendimento per "trials and errors" (tentativi ed errori).

GLI IDEOLOGI

Francia-> anche qui il problema è quello di trovare una corrispondenza non più tra corpo e anima ma tra fisico e morale. Condillac inizia uno studio sulle operazioni intellettuali dell'uomo, sui suoi processi psicologici. Aveva la convinzione dell'esistenza di un'anima inconoscibile. Buffon sosteneva che l'uomo rientra nel regno animale, giungendo al concetto di storia naturale dell'uomo, considerato come parte integrante della natura. In lui rimase però una polemica anti meccanicistica; sta di

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